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La Mente Bien Ordenada
Entre el pensamiento científico, que separa los conocimientos y no reflexiona sobre el destino humano, y el pensamiento humanista, el cual ignora las aportaciones de las ciencias susceptibles de nutrir de nuevos interrogantessobre el mundo y la vida, el divorcio es total. Y peligroso. De ahí los grandes desafíos de la enseñanza contemporánea: originar mentes bien ordenadas antes que bien llenas, enseñar la riqueza y la fragilidad de la condición humana, iniciar en la vida, afrontar la incertidumbre. En una palabra: formar el ciudadano del nuevo milenio.
182 pages, Paperback
First published January 1, 1999
About the author
Edgar Morin
347 books400 followersEdgar Morin (born Edgar Nahoum, 1921-2026) was a French philosopher and sociologist of the theory of information who has been recognised for his work on complexity and "complex thought" (pensée complexe), and for his scholarly contributions to such diverse fields as media studies, politics, sociology, visual anthropology, ecology, education, and systems biology. He held two bachelors, one in history and geography and one in law, and never did a Ph.D.
During his academic career, Morin was primarily associated with the École des hautes études en sciences sociales (EHESS) in Paris. Although less well known in the Anglophone world due to the limited availability of English translations of his over 60 books, Morin is renowned in the French-speaking world, Europe, and Latin America.
During his academic career, Morin was primarily associated with the École des hautes études en sciences sociales (EHESS) in Paris. Although less well known in the Anglophone world due to the limited availability of English translations of his over 60 books, Morin is renowned in the French-speaking world, Europe, and Latin America.
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Community Reviews
Displaying 1 - 21 of 21 reviews
February 24, 2021
"Ogni individuo, anche il più chiuso nella vita più banale, costituisce in se stesso un cosmo. Ognuno contiene in sé galassie di sogni e di fantasmi, slanci inappagati di desideri e di amori, abissi di infelicità, immensità di glaciale indifferenza, conflagrazioni di astri in fiamme, l'infrangersi dell'odio, smarrimenti stupidi, lampi di lucidità, e dementi burrasche...".
Questo saggio di per sé è molto interessante, ricco di spunti e riflessioni. Il linguaggio però è molto difficile da seguire e pieno di tecnicismi. Inoltre si danno per scontati diversi concetti, dalla fisica alla filosofia, e per i non addetti ai lavori diventa impegnativo seguire l'autore nei suoi ragionamenti. Infine, penso che questi concetti, per quanto apprezzabili e condivisibili, siano veramente difficili da realizzare in ambito scolastico. Ora come ora questo libro non mi ha lasciato molto, ma lo rileggerò tra qualche anno.
Questo saggio di per sé è molto interessante, ricco di spunti e riflessioni. Il linguaggio però è molto difficile da seguire e pieno di tecnicismi. Inoltre si danno per scontati diversi concetti, dalla fisica alla filosofia, e per i non addetti ai lavori diventa impegnativo seguire l'autore nei suoi ragionamenti. Infine, penso che questi concetti, per quanto apprezzabili e condivisibili, siano veramente difficili da realizzare in ambito scolastico. Ora come ora questo libro non mi ha lasciato molto, ma lo rileggerò tra qualche anno.
May 20, 2024
Un ensayo, de lectura sencilla más allá de algunos pasajes, sobre la importancia de abarcar el conocimiento, las ciencias y humanidades, la educación y la cultura, de forma (y con una mirada) amplia, buscando acabar con el excesivo enfoque disciplinar, que termina siendo limitante: la mayoría de los problemas actuales son globales, transversales, complejos, y requieren un planteamiento desde distintas especialidades; citando continuamente a Blas Pascal, el todo y las partes son indivisibles - es imposible entender las partes sin conocer el todo, ni entender el todo sin conocer las partes.
Relevante considerando que es un texto original de 1,999; y aunque podría criticarse que el autor se queda en planteamientos iniciales, su propuesta no pierde ni vigencia ni certeza.
Relevante considerando que es un texto original de 1,999; y aunque podría criticarse que el autor se queda en planteamientos iniciales, su propuesta no pierde ni vigencia ni certeza.
May 23, 2016
"La testa ben fatta" è il saggio in cui Morin spiega quella che lui ritiene una necessaria e urgente riforma del pensiero, destinata alle scuole in quanto formatrici delle giovani menti. Lo scopo è quello di indirizzare gli individui al modo più funzionale di organizzare le conoscenze al fine di riconoscere e affrontare in maniera ottimale la complessità - intrinseca del sapere stesso ed estrinseca della società globale e multietnica che ci circonda. L'autore affronta diverse tematiche, tra cui la condizione umana e il modo corretto di approcciarsi al suo studio, l'incertezza, l'essere cittadini del mondo, i concetti di complessità e soggetto, la riforma del pensiero e dei vari gradi dell'istruzione... argomentazioni di per se interessanti, in cui ho trovato spunti di riflessione e idee originali ma a mio parere impossibili da applicare nel concreto. Inoltre il linguaggio utilizzato è molto tecnico e difficile; per una come me estranea al settore e' stata davvero una lettura impegnativa che mi ha ricordato i testi criptici che ci faceva leggere la professoressa di filosofia al liceo. Per questa sua pesantezza e l'inapplicabilità pratica dell'intero sistema proposto nel testo non mi ha lasciato granché.
August 5, 2022
Un ideario iluminador para la reforma educativa con el cómo pendiente
Morin postula en esta obra de finales del Siglo XX, cinco finalidades educativas ligadas entre sí y que han de nutrirse unas de otras: “la mente bien ordenada, que nos da aptitud para organizar el conocimiento, la enseñanza de la condición humana, el aprendizaje del vivir, el aprendizaje de la incertidumbre, la educación ciudadana”; todo ello en un contexto de conexión de las culturas científica y humanística.” La obra plantea una aspiración de reforma de la educación con vigencia aún pero no pasa del atisbo en cuanto a su diseño concreto, dejando de lado el rol de los servicios de capacitación y formación laboral pues centra la atención en los niveles tradicionales: primaria, secundaria y Universidad.
Morin postula en esta obra de finales del Siglo XX, cinco finalidades educativas ligadas entre sí y que han de nutrirse unas de otras: “la mente bien ordenada, que nos da aptitud para organizar el conocimiento, la enseñanza de la condición humana, el aprendizaje del vivir, el aprendizaje de la incertidumbre, la educación ciudadana”; todo ello en un contexto de conexión de las culturas científica y humanística.” La obra plantea una aspiración de reforma de la educación con vigencia aún pero no pasa del atisbo en cuanto a su diseño concreto, dejando de lado el rol de los servicios de capacitación y formación laboral pues centra la atención en los niveles tradicionales: primaria, secundaria y Universidad.
November 4, 2017
Buen libro para conocer un poco la filosofía de Edgar Morin. Toca temas como la educación, sistemas complejos, la ciencia empírica vs humanidades, la sociedad... El lenguaje es bastante ameno y fácil de seguir, con capítulos cortos y ejemplos claros. Recomendado para todos aquellos que les interese conocer un poco más de este filósofo y sociólogo francés de origen sefardí, para quienes les guste plantearse las cosas, y sientan que el sistema educativo y científico actual necesita un cambio.
January 8, 2019
In questo saggio l'autore pone l'accento sull'importanza della qualità dell'educazione e del rimando della cultura intesi come capacità degli individui di comprendere, organizzare, collegare, risolvere concetti/problematiche con criticità e atteggiamento attento e partecipato. Rispetto ad una "testa piena" di saperi, come aveva asserito Montaigne, è meglio una "testa ben fatta": in poche parole, dando ai saperi un senso.
October 23, 2020
"Conoscere l'umano non significa separarlo dall'Universo, ma situarvelo"
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"L'umanesimo non dovrebbe più essere portavoce dell'orgogliosa volontà di dominare l'Universo. Diviene essenzialmente quello della solidarietà fra umani, la quale implica una relazione ombelicale con la natura e il cosmo"
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"L'umanesimo non dovrebbe più essere portavoce dell'orgogliosa volontà di dominare l'Universo. Diviene essenzialmente quello della solidarietà fra umani, la quale implica una relazione ombelicale con la natura e il cosmo"
August 28, 2021
Pedante, retorico, quasi sempre nel giusto ma capace di rivestire i concetti cardine della sua trattazione con una tale patina di pochezza filosofica da far desiderare il lettore di darsi all'ippica, o al riduzionismo.
July 29, 2026
Li já convencido de que Morin ocupa um lugar incontornável no debate sobre educação. Terminei a leitura com essa convicção reforçada, mas também com algumas reservas. É um livro que provoca, desloca e permanece na memória, embora não acho que entrega, com a mesma força, aquilo que promete.
A crítica de Morin à fragmentação do conhecimento continua atual. Ele defende um pensamento capaz de articular parte e todo, contexto e fenômeno, ciência e humanidades, e isso atinge um ponto sensível das universidades contemporâneas. Em vez de formar especialistas incapazes de compreender as consequências sociais do próprio trabalho, ele propõe uma educação voltada para a organização dos saberes e para a compreensão da complexidade. Acredito que essa é a contribuição mais duradoura do livro, a de deslocar a discussão da quantidade de conteúdos para a qualidade das relações que estabelecemos entre eles.
No entanto, a força do diagnóstico não encontra o mesmo rigor nas soluções. Morin insiste que a reforma do ensino depende de uma reforma do pensamento e vice-versa. A formulação é elegante, mas assume um caráter circular. Quando chega o momento de traduzir o paradigma da complexidade em transformações institucionais concretas, a argumentação perde densidade. Há princípios, há direções, mas faltam mediações. O problema deixa de ser epistemológico e passa a ser político, administrativo e material. É justamente aí que o livro prefere permanecer em um plano normativo.
Também senti falta de uma análise mais profunda das relações de poder que estruturam a produção e a circulação do conhecimento. A compartimentalização disciplinar aparece quase como um erro cognitivo ou uma herança do paradigma cartesiano. Mas universidades, sistemas de pesquisa e políticas educacionais não se organizam apenas por razões epistemológicas. Eles respondem a interesses políticos, econômicos, disputas institucionais, financiamento, divisão social do trabalho e formas específicas de reprodução do capitalismo contemporâneo. Sem incorporar essas dimensões, a reforma do pensamento corre o risco de parecer suficiente onde ela é apenas necessária.
Ainda assim, seria um equívoco cobrar de Morin um livro que, talvez, ele nunca pretendeu escrever. "A cabeça bem-feita" funciona menos como um programa de reformas e mais como um provocativo manifesto epistemológico. Seu mérito está em recolocar perguntas que a especialização excessiva costuma interditar. Afinal, o que significa conhecer? Para que serve a educação? Como produzir inteligibilidade sem mutilar a realidade?
Saio da leitura sem aderir integralmente ao projeto de Morin, mas convencido de que seus problemas continuam sendo nossos problemas. Talvez sua principal contribuição seja a de lembrar que pensar exige conectar, contextualizar e reconhecer a complexidade do real. Minha crítica não diminui a importância da obra, apenas indica que a complexidade, para produzir mudanças efetivas, precisa dialogar com uma crítica das estruturas sociais que produzem e sustentam a própria fragmentação que Morin denuncia.
A crítica de Morin à fragmentação do conhecimento continua atual. Ele defende um pensamento capaz de articular parte e todo, contexto e fenômeno, ciência e humanidades, e isso atinge um ponto sensível das universidades contemporâneas. Em vez de formar especialistas incapazes de compreender as consequências sociais do próprio trabalho, ele propõe uma educação voltada para a organização dos saberes e para a compreensão da complexidade. Acredito que essa é a contribuição mais duradoura do livro, a de deslocar a discussão da quantidade de conteúdos para a qualidade das relações que estabelecemos entre eles.
No entanto, a força do diagnóstico não encontra o mesmo rigor nas soluções. Morin insiste que a reforma do ensino depende de uma reforma do pensamento e vice-versa. A formulação é elegante, mas assume um caráter circular. Quando chega o momento de traduzir o paradigma da complexidade em transformações institucionais concretas, a argumentação perde densidade. Há princípios, há direções, mas faltam mediações. O problema deixa de ser epistemológico e passa a ser político, administrativo e material. É justamente aí que o livro prefere permanecer em um plano normativo.
Também senti falta de uma análise mais profunda das relações de poder que estruturam a produção e a circulação do conhecimento. A compartimentalização disciplinar aparece quase como um erro cognitivo ou uma herança do paradigma cartesiano. Mas universidades, sistemas de pesquisa e políticas educacionais não se organizam apenas por razões epistemológicas. Eles respondem a interesses políticos, econômicos, disputas institucionais, financiamento, divisão social do trabalho e formas específicas de reprodução do capitalismo contemporâneo. Sem incorporar essas dimensões, a reforma do pensamento corre o risco de parecer suficiente onde ela é apenas necessária.
Ainda assim, seria um equívoco cobrar de Morin um livro que, talvez, ele nunca pretendeu escrever. "A cabeça bem-feita" funciona menos como um programa de reformas e mais como um provocativo manifesto epistemológico. Seu mérito está em recolocar perguntas que a especialização excessiva costuma interditar. Afinal, o que significa conhecer? Para que serve a educação? Como produzir inteligibilidade sem mutilar a realidade?
Saio da leitura sem aderir integralmente ao projeto de Morin, mas convencido de que seus problemas continuam sendo nossos problemas. Talvez sua principal contribuição seja a de lembrar que pensar exige conectar, contextualizar e reconhecer a complexidade do real. Minha crítica não diminui a importância da obra, apenas indica que a complexidade, para produzir mudanças efetivas, precisa dialogar com uma crítica das estruturas sociais que produzem e sustentam a própria fragmentação que Morin denuncia.
July 1, 2021
Uma utopia do pensamento complexo
Em cabeça bem feita Morin deixa claro seu projeto de uma sociedade onde seus sujeitos reformulem o seu pensamento de maneira complexa, de maneira completa. Para isso, ele argumenta que dos desafios que a própria sociedade, pela educação, deve contemplar onde os conhecimentos não sejam fragmentados mas que as pessoas sejam capazes de organizar as informações como parte de um todo, assim contextualizando as disciplinas, ligando a cultura cientifica com a cultura humana. Para isso, Morin, de forma gloriosa, abrange diversas discussões, desde ciências sociais até teoria dos cosmos, desde arqueologia até as ciências quanticas, da filosofia à biologia, e da dinamicidade além delas, esmiuçando o quanto que todos esses conhecimentos humanos abrangem uma complexa globalidade. Há porém o que se prestar bastante atenção em algumas afirmações em discussões que naquela época não era muito debatidas e até em seu atrevimento discursivo quanto algumas temáticas, visto que, propositalmente faz isso justamente para defender seu ponto de vista. O livro é muito bom principalmente em quem procura entender sociedade e busca estudos sobre educação com um princípio. Além disso possibilita uma viagem pela leitura, que particularmente achei muito instigante. Para organizar nosso pensamento, e para isso precisamos de todo conhecimento para moldar ainda mais nossa subjetividade no mundo, vamos percorrer essa viagem que Morin nos desafia?
Em cabeça bem feita Morin deixa claro seu projeto de uma sociedade onde seus sujeitos reformulem o seu pensamento de maneira complexa, de maneira completa. Para isso, ele argumenta que dos desafios que a própria sociedade, pela educação, deve contemplar onde os conhecimentos não sejam fragmentados mas que as pessoas sejam capazes de organizar as informações como parte de um todo, assim contextualizando as disciplinas, ligando a cultura cientifica com a cultura humana. Para isso, Morin, de forma gloriosa, abrange diversas discussões, desde ciências sociais até teoria dos cosmos, desde arqueologia até as ciências quanticas, da filosofia à biologia, e da dinamicidade além delas, esmiuçando o quanto que todos esses conhecimentos humanos abrangem uma complexa globalidade. Há porém o que se prestar bastante atenção em algumas afirmações em discussões que naquela época não era muito debatidas e até em seu atrevimento discursivo quanto algumas temáticas, visto que, propositalmente faz isso justamente para defender seu ponto de vista. O livro é muito bom principalmente em quem procura entender sociedade e busca estudos sobre educação com um princípio. Além disso possibilita uma viagem pela leitura, que particularmente achei muito instigante. Para organizar nosso pensamento, e para isso precisamos de todo conhecimento para moldar ainda mais nossa subjetividade no mundo, vamos percorrer essa viagem que Morin nos desafia?
October 18, 2020
[Η ποίηση, που αποτελεί μέρος της λογοτεχνίας όντας παράλληλα κάτι περισσότερο απο λογοτεχνία, μας εισάγει στην ποιητική διάσταση της ανθρώπινης ύπαρξης. Μας αποκαλύπτει ότι δεν κατοικούμε μόνο πεζά - υποκείμενοι στην ωφελιμότητα και τη λειτουργικότητα- αλλά και ποιητικά τη Γη, ταγμένοι στο δέος, την αγάπη, την έκσταση. Με τη δύναμη του λόγου, μας κάνει να επικοινωνούμε με το μυστήριο που είναι πέραν αυτού που μπορεί να ειπωθεί. ]
[Η «παιδεία» είναι ισχυρή λέξη: «Χρήση μέσων για τη διάπλαση και την ανάπτυξη του ανθρώπου αυτά τα ίδια τα μέσα» ( Robert ). Ο όρος «διάπλαση», με τις συνεκδοχές του της διαμόρφωσης και του σχηματισμού, έχει το μειονέκτημα να αγνοεί ότι η αποστολή του διδακτισμού είναι η ενθάρρυνση του αυτο-διδακτισμού με την αφύπνιση, πρόκληση, εύνοια της αυτονομίας του πνεύματος.]
[Ο πρώτος στόχος της διδασκαλίας διατυπώθηκε από τον Μονταίν (Montaigne): καλύτερα ένα καλοφτιαγμενο παρά ένα καλογεμισμένο κεφάλι.]
[Η παιδεία πρέπει να ευνοεί τη φυσική ικανότητα του πνεύματος στο να θέτει και να επιλύει προβλήματα, και συσχετικά να διεγείρει την πλήρη χρήση της γενικής νοημοσύνης.]
["Οι θεοί μας επιφυλάσσουν πολλές εκπλήξεις: το αναμενόμενο δεν πραγματοποιείται, και στο απρόσμενο ένας θεός ανοίγει τον δρόμο." ΕΥΡΙΠΙΔΗΣ, τέλος της Μήδειας]
[Η «παιδεία» είναι ισχυρή λέξη: «Χρήση μέσων για τη διάπλαση και την ανάπτυξη του ανθρώπου αυτά τα ίδια τα μέσα» ( Robert ). Ο όρος «διάπλαση», με τις συνεκδοχές του της διαμόρφωσης και του σχηματισμού, έχει το μειονέκτημα να αγνοεί ότι η αποστολή του διδακτισμού είναι η ενθάρρυνση του αυτο-διδακτισμού με την αφύπνιση, πρόκληση, εύνοια της αυτονομίας του πνεύματος.]
[Ο πρώτος στόχος της διδασκαλίας διατυπώθηκε από τον Μονταίν (Montaigne): καλύτερα ένα καλοφτιαγμενο παρά ένα καλογεμισμένο κεφάλι.]
[Η παιδεία πρέπει να ευνοεί τη φυσική ικανότητα του πνεύματος στο να θέτει και να επιλύει προβλήματα, και συσχετικά να διεγείρει την πλήρη χρήση της γενικής νοημοσύνης.]
["Οι θεοί μας επιφυλάσσουν πολλές εκπλήξεις: το αναμενόμενο δεν πραγματοποιείται, και στο απρόσμενο ένας θεός ανοίγει τον δρόμο." ΕΥΡΙΠΙΔΗΣ, τέλος της Μήδειας]
February 21, 2023
Um livro bem complexo, mas que de fato contribui para formação pedagógica. Morin enfatiza a todo instante a importância de ter pensamento focado em uma educação interligada com uma sociedade voltada a ciências mas que seja ativos em todo processo educacional, instigados a mover novos caminhos por uma educação inovadora.
November 17, 2024
Lettura percorso universitario
May 23, 2025
Da leggere con molta calma è un saggio filosofico.
Read
January 5, 20260.5 ⭐️
Want to Read
March 25, 2026Morin's plea for education reform toward complex thinking.
January 6, 2016
Morin cerca di proporre una riforma dell'insegnamento che dovrebbe procedere da una riforma del pensiero e, in particolare, dal superamento della specializzazione estrema delle discipline in vista di una conoscenza sistematica (dal sistema in cui il tutto è più della somma delle parti) e del superamento del conflitto tra cultura umanistica e cultura scientifica. L'ho trovato molto interessante nelle idee e nell'urgenza (che condivido e condividevo già prima in toto) ma un po' sterile o, comunque, più lirico che programmatico nei propositi pratici. Gran bel tema comunque, da esplorare e da espandere.
January 6, 2009
O que já destaco do livro?
“Conhecimento pertinente é o que é capaz de situar qualquer informação em seu contexto e, se possível, no conjunto em que está inscrita. Podemos dizer até que o conhecimento progride não tanto por sofisticação, formalização e abstração, mas, principalmente, pela capacidade de contextualizar e englobar”. (pg 15)
(...) “considerando que a aptidão para contextualizar e integrar é uma qualidade fundamental da mente humana, que precisa ser desenvolvida, e não atrofiada”. (pg 16)
“Conhecimento pertinente é o que é capaz de situar qualquer informação em seu contexto e, se possível, no conjunto em que está inscrita. Podemos dizer até que o conhecimento progride não tanto por sofisticação, formalização e abstração, mas, principalmente, pela capacidade de contextualizar e englobar”. (pg 15)
(...) “considerando que a aptidão para contextualizar e integrar é uma qualidade fundamental da mente humana, que precisa ser desenvolvida, e não atrofiada”. (pg 16)
April 5, 2014
Saggio appassionante sull'educazione alla conoscenza in senso complesso e unitario.
Il nostro modo di pensare, riflettere e rielaborare concetti semplici per fare nostra una conoscenza più globale del termine che ha radici dentro il nostro io umano e cosciente, fin dall'inizio della vita e della storia.
Un libro che ogni studente e insegnante deve leggere.
Siamo tutti studenti e insegnanti della propria vita.
Il nostro modo di pensare, riflettere e rielaborare concetti semplici per fare nostra una conoscenza più globale del termine che ha radici dentro il nostro io umano e cosciente, fin dall'inizio della vita e della storia.
Un libro che ogni studente e insegnante deve leggere.
Siamo tutti studenti e insegnanti della propria vita.
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