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Vento di Scirocco

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Manfredi non ha idea di cosa fare della sua vita. Ha passato gli ultimi sei anni in galera e ora che ne è fuori non riesce a trovare un modo per ricominciare davvero. Tutto gli rema contro: la sua famiglia, che lo incolpa di ogni cosa, specialmente la sorella. Il lavoro a cui è costretto e il suo vecchio quartiere. È facilissimo ritrovarsi nella sua prigione personale, fatta di dovere, famiglia, colpa. Quando incontra Leandro, trova in lui tutto ciò che non ha mai osato essere e non potrà mai essere: istruito, borghese, sfacciato e irresistibile; non è difficile per Manfredi iniziare a credere all'amore a prima vista.

Leandro è stanco ed è annoiato. È annoiato dalla vita, e lo è da un bel po'. Combatte con i suoi demoni ormai da anni e il suo ultimo viaggetto in rehab non è certo iniziato benissimo, anche se questa volta ha deciso: ci deve almeno provare, a rimanere pulito, ha già causato troppo dolore. Ma non è facile cambiare quando per tutta la vita non hai amato altro che l'autodistruzione, soprattutto se sei uno stupido egoista e viziato.
E se là fuori ci fosse invece un bravo ragazzo che non lo consideri così inutile come lui pensa di essere?

395 pages, Kindle Edition

Published January 22, 2020

2 people are currently reading
34 people want to read

About the author

Chiara D'Agosto

12 books88 followers
Pink potato
Chaos creature
Cuddly mum
Ancient Greek teacher

What I love in books: great characters, us-against-the-world love stories, well researched historical novels, big men being vulnerable, love so great it will change you forever, witty elegant prose, but also good smut

What I love in life: pink, food, books, writing, arguing, Greek, ancient history, teaching, and I'm totally obsessed with my kid.

I am on GR as a reader and reviewer. I read mostly in English, but I have written a few novels in Italian. Still, my presence on GR is exclusively that of a reader. Cheers! xx

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Cristina.
Author 39 books107 followers
December 28, 2020
After some toing and froing, I've decided to review Vento di scirocco in English in the hope to reach friends out there who may have friends who speak Italian and may have other friends who speak Italian and so on and so forth... This novel really deserves all praise and publicity!

Set in the stifling atmosphere of Palermo - that turns into an essential character in the book - Chiara D'Agosto's novel follows its two main characters along a journey of discovery and self-reconstruction marked by small signs of progress and backward steps.

Manfredi is a young man from the ZEN area who's just been released after serving a prison sentence. The family he finds once outside the jail treads around him with mistrust (his father) or open hostility (his sister) and Manfredi finds it hard to adjust to his newly-acquired freedom. A casual sex encounter puts him in contact with Leandro, an upper-middle-class 30-year-old Law student who's just come back from a period in a Swiss rehab clinic and lives his life riddled by guilt and by the fear of falling back into his drug habit.

Something unexpected and hard to rationalise seems to click between them and Manfredi and Leandro decide to meet again, and again, and again...

The novel chronicles the birth and evolution of their love by switching perspective between the two main characters. In turns, we're plunged into the more chaotic atmosphere of the city and into the rarefied villa on the sea where the two young lovers go to have some privacy.

Each chapter, devoted to a different location in and around the Palermo area, adds a piece to Manfredi and Leandro's personalities that take shape through internal monologues and dialogues played out as third-person narrations, a narrative device that adds a really compelling layer to the author's writing style.

Manfredi and Leandro are two amazing characters - rounded and believable in their flaws and positive aspects. There's a fragility in Leandro that is truly heartbreaking and Manfredi's silent strength, despite all his troubles and sorrow, is a pivotal element that sustains the plot's evolution.

From a writing point of view, Vento di scirocco is fabulous - sensuous and stifling, melancholic and quietly ironic, with little touches of dialect that enrich the prose and make it inextricably linked to the novel's setting. What I really appreciated is that Sicilian is not used as a touch of colour or local folklore, but as a true channel to express certain emotions that, to put it simply, could not have been uttered otherwise or with the same poignancy.

A wonderful book - solid, powerful and moving, and with a perfect conclusion.

Highly recommended!

Profile Image for Love Is All Around.
2,334 reviews68 followers
September 3, 2023
Voto: 4.5
RECENSIONE A CURA DI TFPEEL
Ormai sono affezionata al Collettivo Lux Lab e oggi vi presento in anteprima “Vento di Scirocco“.
Una storia narrata in terza persona alternata tra Leandro e Manfredi, due giovani disillusi e con qualche problema irrisolto nella calda Palermo. Manfredi è un ragazzo di ventisei anni, appena uscito dal carcere dell’Ucciardone, sei anni dentro per spaccio, un padre deluso e una sorella cresciuta che oramai lo odia. La madre è morta da qualche anno e Manfredi torna in una famiglia a pezzi che cerca di riprendere a vivere ma ci sono cose troppo difficili da dire, lui è sempre stato un soggetto che parla poco, che ama con tutto se stesso e si sente profondamente in colpa per come li ha delusi, li ha traditi.
Leandro è un trentenne annoiato, un ex tossicodipendente che ha sempre e solo pensato a se stesso. I suoi facoltosi genitori sono preoccupati che il figlio possa ricadere nelle solite abitudini, trascinato da un gruppetto di amici ricchi e viziosi, in fondo è tornato da pochi mesi da una lussuosa clinica in Svizzera per la disintossicazione.
Una sera di noia e terrore di ricadere nel giro, Leandro contatta su Grindr un profilo che presenta bene, così, conosce Manfredi, i due si incontrano, fanno sesso e sembra finita li. Ma per entrambi è stata un’esperienza da ripetere, certo senza impegno e senza legami ma iniziano a frequentarsi regolarmente. Leandro sente sempre il richiamo delle vecchie abitudini mentre cerca di laurearsi in legge, Manfredi lavora con il padre ed è determinato a stare fuori dai guai, non sanno molto l’uno dell’altro ma la relazione inizia a farsi più importante di quanto entrambi pensano.
Continua sul nostro blog!
Profile Image for Lara Di Iorio.
492 reviews10 followers
January 21, 2021
Non credo di riuscire a esprimere cosa questo libro mi ha fatto provare. Potente è riduttivo
Profile Image for firnag.
268 reviews11 followers
December 28, 2020
Questa recensione contiene un leggero spoiler, nonché un non richiesto consiglio di lettura da parte della sottoscritta per chi si accinge a leggere questo libro (e fate bene secondo me, io lo raccomando).

Profile Image for Le letture di Anya.
462 reviews23 followers
April 19, 2020
4,5 stelle - RECENSIONE DI KAYLER-


I protagonisti di questo libro apparentemente non hanno nulla in comune se non la città in cui vivono: Palermo.
Lo scirocco domina la loro quotidianità rendendo le albe intense e opprimenti, l’atmosfera è a tratti irrespirabile e ostile, il rosso tinteggia gli edifici trascinandoti in scenari remoti e potenzialmente fatali.

Manfredi ha trascorso gli ultimi sei anni della sua vita in galera, tornare alla libertà è un percorso arduo e faticoso.
La sensazione di essere ospite, nella vita dei familiari che ha deluso con le sue scelte scellerate, è un fardello faticoso da portare.
Le mura di casa si trasformano in una nuova prigione, è impensabile dichiararsi e recare un ulteriore dolore alla propria famiglia, riuscire a superare le sue paure e i suoi limiti; il quartiere Zen in cui è cresciuto e che in passato gli ha dato un’effimera sicurezza lo rende irrequieto e insicuro.

Leandro è appena uscito da un periodo di riabilitazione per una dipendenza da droghe, per otto anni la sua vita è stata caratterizzata da una realtà fallace e al tempo stesso atroce, l’illusione di una “felicità chimica” ha scandito ogni suo successo e insuccesso.
Apparentemente il suo stato sociale gli avrebbe dovuto aprire le strade verso un successo facile: madre medico, padre avvocato, sicurezza economica, supporto incondizionato da parte della propria famiglia, ma invece le circostanze lo hanno portato su un terreno irto di ostacoli.
Abituato a mentire e a raggirare la realtà non sarà facile per lui aprirsi e mettere a nudo i propri sentimenti e desideri, l’opportunità di essere amato nonostante tutto è una chimera che è sempre più reale e raggiungibile.

Il rapporto fra Manfredi e Leandro è caratterizzato da ostacoli che sembrano insormontabili, ma le strade da percorrere sono solo apparentemente impercorribili, il desiderio di un futuro migliore può fare la differenza.
I personaggi secondari arricchiscono la trama aiutando a delineare in maniera approfondita le difficoltà e i timori che i protagonisti devono affrontare quotidianamente.

Dopo un libro così corposo mi aspettavo un finale diverso, mi auguro che a breve uscirà una novella o un libro breve, nel mio immaginario gli eventi porteranno i protagonisti verso un epilogo di crescita non solo personale ma anche nel rapporto di coppia.

Lo stile dell’autrice è diretto e d’impatto, a tratti ruvido e graffiante, la sensazione è quella di essere catapultata tra le strade di Palermo.
Non conoscendo il dialetto siciliano, se da una parte le numerose citazioni in parlermitano hanno reso il racconto fedele alla realtà descritta, dall’altra mi hanno messa in difficoltà rendendo il testo a tratti ostico per una neofita di questo dialetto, le note a piè pagina mi hanno aiutato a comprendere le sfumature del gergo, ma sono davvero numerose.

Una lettura caldamente consigliata, un libro intenso e coinvolgente, pur non amando particolarmente le ambientazioni italiane Chiara D’Agosto ha colpito nel segno regalandoci una trama originale e d’impatto.

“Tutti vogliamo essere amati per quello che siamo, anche se facciamo schifo. E io ho bisogno di te”

La storia di Manfredi e Leandro ti colpisce, stordisce e segna come poche sanno fare.

https://leletturedianya.altervista.or...
Profile Image for Erika Tamburini.
Author 13 books27 followers
December 24, 2020
Recensione scritta per il Blog Piume di Carta

Buongiorno, Piume, eccomi qui con una nuova recensione. Pensavo di aver diminuito con alcune letture, ma mi sono sbagliata: questo mese di gennaio sono sommersa dai libri. Non che la cosa mi dispiaccia: amo i libri, però credevo di avere più tempo un po’ per tutto, ma non è così e mi ritrovo a scrivere le recensioni o parte di queste nei momenti più impensati.
Detto questo, non so se nei miei interminabili sproloqui vi ricordate di quanto amo i libri ambientati nel nostro paese, quei romanzi, ignorando il genere, che parlano delle realtà nostrane. Credo di avervi stressato tantissimo, anche perché in poco tempo avevo letto tre scrittori italiani che ho veramente adorato. Vi accenno solo due di questi tre, perché entrambe le storie che parlano di realtà italiane sono ambientate a Palermo, proprio come il libro che mi accingo a recensire. Il primo romanzo in questione è un romanzo storico, molto discusso, è piaciuto e non è piaciuto, personalmente l’ho adorato, e con tatto e un ottimo stile è riuscito a trascinarmi indietro nel tempo, parlando di una famiglia importante, ma anche della storia d’Italia e della Sicilia. Ho visto una Palermo di altri tempi, tanto simile e tanto diversa. Parlo de Il leoni di Sicilia di Stefania Auci ed è una realtà nostrana quella che ho trovato nel suo libro, mista alla storia. Un libro romanzato, ma che mi ha veramente trascinato indietro nel tempo.
Il secondo romanzo che mi ha portato a Palermo, descrivendomi un’altra realtà, un mondo più moderno, ma allo stesso tempo quartieri degradati e famiglie sull’orlo della fame pronte a fare di tutto pur di sopravvivere è Fiori senza destino di Francesca Maccani. Questo di libro è particolare, perché il quartiere del CEP è descritto dagli occhi di qualcuno che non è palermitano, ma arriva da una realtà completamente differente. Un libro toccante, dove l’autrice ha messo tanto di sé all’interno, descrivendo emozioni e quanto ha provato ritrovandosi in un mondo completamente alieno rispetto a quello in cui è cresciuta.
E poi eccomi qui, di nuovo a Palermo, una Palermo vista di nuovo da altri occhi, quelli giovani dell’autrice e dei suoi personaggi e così accompagnati dal Vento di Scirocco che soffia in questa calda città ha inizio Vento di scirocco di Chiara D’Agosto. Quella del romanzo che sto per recensire è una Palermo differente, più moderna, dove ruotano i problemi di questi tempi, dove i quartieri popolari non sono quelli dove girano i soldi, quartieri da dove alcuni, come Manfredi, uno dei ragazzi protagonisti, desiderano scappare. Vuole andare lontano, Manfredi, o almeno era quello che desiderava a vent’anni: scappare per poter vivere la sua vita, essere se stesso lontano da quella città e quei quartieri. Eppure le cose non vanno come desidera, come sogna e per sei anni, gli anni della crescita, quelli in cui un ragazzo si trasforma in uomo e vive le sue esperienze, lui li passa in prigione, all’Ucciardone.
Quando esce, Manfredi torna a casa, in quel luogo che per lungo tempo ha considerato una prigione; in parte dentro di sé vorrebbe ancora fuggire via, scappare, eppure dopo aver sperimentato la prigione, quella vera, il suo desiderio è di poter vivere una vita tranquilla. Scendere a patti con chi è, con sua sorella e poi chissà, forse un giorno riuscire a vivere ed essere veramente libero, libero di scegliere e di amare chi vuole.
Dall’altra parte, completamente opposto a lui per come è cresciuto, per dove ha vissuto, abbiamo l’altro protagonista di questa storia, Leandro.
Leandro apparentemente ha tutto, una buona famiglia, amici, genitori che lo amano. Studia e per lungo tempo è stato uno studente brillante, solo che man mano, più passava il tempo, più la droga prendeva il sopravvento, annebbiava il suo giudizio, diventando la sua unica ragione di vita. E così ecco che del giovane brillante è rimasta solo un’ombra, un’ombra che ha combattuto per disintossicarsi e rimanere pulita, eppure in un angolino della sua mente il desiderio di sniffare c’è sempre. Preme cercando di spingerlo verso il baratro.
Da che parte iniziare a recensire questo libro? Sinceramente non lo so, vorrei dire tantissime cose, allo stesso tempo vi vorrei solo dire compratelo, leggetelo, perché è veramente un gioiellino.
Ok, partiamo dall’inizio; conosco l’autrice, o meglio conosco le sue opere da anni, il suo stile, il suo marchio di fabbrica è inconfondibile. Ho letto molti suoi racconti quando erano disponibili online e mi sono sempre domandata perché non ne mandasse nessuno a una casa editrice. Quello che scriveva meritava di essere stampato su carta, di arrivare a tutti.
Quando i suoi racconti sono spariti dal web un pochino mi sono depressa, non avete idea della gioia scoprendo che questo sarebbe diventato un libro, edito con un collettivo il Lux Lab, di cui ho accennato anche in altre recensioni tutte egualmente entusiaste.
Chiara D’Agosto ha uno stile che adoro, amo il suo modo di scrivere, ma soprattutto di descrivere la sua Palermo, i luoghi, il traffico, attraverso le sue parole si avverte anche il profumo del mare.
Leggendo, pagina dopo pagina, mi sono immersa in questa città, nel dialetto, nelle frasi in parte in italiano e in parte in palermitano e questa cosa mi è piaciuta da morire. Ho detestato un pochino non saperlo e dover interrompere la lettura per leggere il significato di alcune frasi, ma quella è una mancanza mia. La lettura rimane scorrevole, ti porta all’interno del libro, per le strade della città, ma soprattutto nella mente e nei pensieri dei due personaggi.
Due personaggi che ho trovato ben caratterizzati, ben costruiti e di cui mi sono innamorato follemente. Mi piace il modo in cui hanno iniziato a interagire tra di loro, come la loro doveva essere solo una storia di sesso, ma che man mano si è trasformata in altro.
Manfredi lo amo, è il mio personaggio preferito, ha luci e ombre, ha un passato difficile alle spalle, e insieme a quel passato difficile si porta dietro tanto senso di colpa, quello per aver deluso la sua famiglia, soprattutto sua madre. Eppure alla fine è il primo che in qualche modo riesce a prendere in mano le redini della sua vita, a rendersi conto dei suoi sentimenti, di quello che vuole. Quando arriva il momento deve affrontare con se stesso, ma anche con le persone a cui vuole bene, chi è veramente, con le conseguenze annesse.
Leandro, al contrario, è fragile, ha la fragilità di coloro che sono stati dipendenti dalla droga e che potrebbero ricaderci in qualsiasi momento, basta una debolezza, una striscia e sarebbero di nuovo in quel baratro con la differenza che forse non ne uscirebbero più.
Leandro è fragile, si sente in colpa e non comprende come mai le persone, i suoi genitori, continuino a volergli bene, quando è lampante che è stato una delusione. Lui si sente una delusione, per non essere forte abbastanza, per essere stato una delusione, per essere arrivato a trent’anni e non essersi ancora laureato.
Le vite dei due, come ho accennato, si intrecciano per caso, per un incontro di sesso, ma poi, come dice il detto, gli opposti si attraggono e giorno dopo giorno quegli incontri sono diventati più frequenti, le notti di sesso sono state accompagnate da momenti di tenerezza, di parole, da cene, fino a quando i sentimenti non sono venuti a galla.
Ma la vita di entrambi non è facile, tutti e due hanno segreti, un passato con cui fare i conti, ma soprattutto Manfredi ha paura di quello che penserà la sua famiglia, suo padre.
Ho adorato questo libro, la storia creata dall’autrice, non tanto per la trama, quella è bella, scorrevole, forse non la cosa più originale, ma non è quello, l’importante è il modo in cui è sviluppata, ma soprattutto il modo in cui riesce a far arrivare i personaggi, i loro sentimenti, ogni emozione al lettore, e Chiara D’Agosto ci riesce più che bene.
Ogni dubbio, i momenti di dolore, la malinconia, arrivano a chi legge, fluiscono come un fiume in piena, o ti avvolgono come il vento caldo dello Scirocco.
Ha creato dei personaggi complessi, e non parlo solo dei protagonisti, ma anche di coloro che gli ruotano intorno: la sorella di Manfredi, Lia, cresciuta troppo in fretta (mi è antipatica, ma sono dettagli), è il punto debole del ragazzo. Pronto a difenderla, pronto a lasciare andare chi ama per lei, perché si sente in colpa per averla abbandonata quando era ancora piccola, perché in parte è colpa sua se è dovuta crescere troppo in fretta.
Credo che potrei andare avanti per ore a parlare di questo libro, dello stile dell’autrice, dei suoi personaggi, di cosa accade, ma penso mi fermerò qui; sinceramente lo consiglio, perché è una storia magnifica. Un romanzo dove l’introspezione dei personaggi, i loro pensieri la fanno da padroni, alternandosi alle descrizioni di Palermo. Ma è anche un libro intriso di malinconia, in alcuni momenti, leggendo, sembra di avere davanti una città silenziosa, assolata, dove il tempo sembra non scorrere mai e il caldo la fa da padrone. Giornate malinconiche, dove le risate dei ragazzini in strada e delle macchine di tanto in tanto rompono quei momenti di stasi, dimostrando che tutto ancora si muove e non è sospeso nel tempo, immobile.
Date una possibilità a questo libro e alla sua autrice che è al suo esordio; con il suo stile, posso assicurarvi vi lascerà ammaliati.
Cinque piume.
Profile Image for 1000storie1000vite.
922 reviews22 followers
February 13, 2021
Prima di iniziare la recensione, fatemi ringraziare @tivvys_books_world per avermi coinvolta nel #GDLSelfITAbookMM che mi ha fatto conoscere questo romanzo e questa autrice. Grazie di cuore!
Vento di Scirocco non è stato un libro semplice da leggere. Forse dovrei dire "il libro giusto al momento sbagliato" , o forse, semplicemente, devo ammettere che questo romanzo, per me, è stato un calcio sui denti perché, più che leggerlo come lettrice spettatrice, l'ho letto come genitore. Ma andiamo per ordine. Qui si parla di vite buttate, di seconde dolorose possibilità, di scelte fra una strada nota, facile e distruttiva e quella dura, solitaria, dolorosa ma che, forse, porta a qualcosa di simile alla felicità. Si parla di dipendenze, di quel mostro subdolo, dai denti affilati, che è la droga. Si parla della vita fuori dalle mura carcerarie, sia fisiche che emotive. Si parla del coraggio di essere se stessi. Quanti argomenti direte! Si tantissimi, e tutti narrati in maniera profonda, attraverso i pensieri, le parole, le vite di Leandro e Manfredi. Con questi due uomini (perché ragazzi non lo sono più, le loro esperienze li hanno segnati e fatti diventare adulti in modo doloroso) ho avuto un rapporto profondamente conflittuale. Li ho detestati per il modo in cui hanno distrutto le loro vite, per la superficialità con cui hanno mandato in malora il loro futuro, per le loro incapacità di fare sacrifici per giungere al traguardo orgogliosi, invece che passare per la via più breve. Mi hanno fatto arrabbiare, in modo di viscerale, devastante ma, allo stesso tempo, avrei voluto prenderli a stringermeli al petto e piangere con loro e per loro. Così li ho anche amati con la loro fragilità di ragazzi sciocchi, che non sanno valutare la portata delle proprie azioni, con il loro lento tentare di risalire la china, di riscattarsi, prima di tutto ai propri occhi. Come una madre ho amato Manfredi, il dolore che si porta dentro, il senso di colpa che non riesce a superare, la voglia che ci mette per non ricadere; Leandro e la sua confusione, la mancanza di fiducia in se stesso stesso. Li ho amati insieme perché, nonostante gli errori, riescono a tirare fuori l'uno il meglio dall'altro.
Poi ci sono i genitori di questi due ragazzi, il loro amore puro, incondizionato, la voglia di vederli felici che li porta a sostenerli, difenderli ma anche pungolarli tendendo loro la mano. Queste quattro figure si sono scavate un posto profondo nel mio cuore di mamma, li ho sentiti veri, miei.
Vento di Scirocco è un romanzo scritto con uno stile personalissimo e non facile, in cui l'intercalare palermitano si fa sentire spesso (sempre ben spiegato tramite le note), in cui dialoghi si trasformano in pensieri, in emozioni, che non sai mai chiaramente se siano rimasti inespressi o se non stati comunicati. È un meraviglioso, complesso, flusso di coscienza che passa da Manfredi a Leandro, fino ad arrivare al lettore.
Altra nota importante è l'ambientazione: soffocante, abbagliante, carica di odori, che brucia l'anima e la rinfranca allo stesso tempo. La città di Palermo la si vive tra le righe, la si respira nei suoi quartieri bene come in quelli degradati. È sempre lì, presente, quasi fosse un terzo protagonista.
Un romanzo che mi ha mangiato il cuore, che ha fatto risuonare in me sentimenti potenti, duri , dolorosi, toccanti.
Insomma, non posso che consigliarlo a tutti.
Hugs&kisses
Profile Image for Lu.
635 reviews57 followers
April 27, 2022
Consigliatissimo, una storia meravigliosa scritta in modo splendido.

Non saprei da dove cominciare per descrivere tutte le cose belle di questo libro.
In primis l'accuratezza della scrittura: i due personaggi sono scritti in maniera splendida attraverso non solo le loro storie ma anche i loro pensieri e le loro sensazioni in ogni attimo. Inoltre l'ambientazione, il libro è un viaggio in tutta Palermo e dintorni e mi ha fatto innamorare della città.
Ho anche adorato il fatto che lo sviluppo narrativo non si concentra solo sulla loro coppia ma sulla loro evoluzione individuale e sulle loro famiglie e amici a disegnare un quadro completo delle loro vite, ti sembra davvero di conoscerli e di sapere tutto di loro.

Leandro e Manfredi mi sono rimasti nel cuore. Ho letto questo romanzo in 3 giorni e nonostante la lunghezza non avrei voluto finisse mai, inoltre era tanto tempo che non riuscivo a finire un libro e con Scirocco ho riscoperto la mia passione per la lettura e superato il blocco. L'ho letto in pochi giorni non perché volessi sapere come andava s finire ma proprio perché ero totalmente rapita dalla meravigliosa scrittura e da questi due splendidi personaggi che mi hanno fatto emozionare, arrabbiare, piangere e sorridere.

Dopo la fine del libro consiglio di leggere il racconto all'interno di Lux to the World.
Profile Image for Anto64.
1,106 reviews34 followers
February 1, 2021
Quattro stelline e mezzo. La mezza in più è per la novella contenuta nella raccolta Lux to the world, che ha soddisfatto la mia voglia di epilogo.
Profile Image for Vaga16.
525 reviews2 followers
March 27, 2023
Bello! Già dalla prefazione ho intuito che questo sarebbe stato uno di quei libri che una volta finito vorresti subito rileggere perchè non ti basta mai. Ed è così! È una storia difficile e intensa di due ragazzi palermitani di diversa estrazione sociale con situazioni complicate alle spalle: una dipendenza dalla droga e anni passati in carcere. Leandro e Manfredi si incontrano tramite un’app di appuntamenti con il solo scopo di sfogare un po’ della loro rabbia e insoddisfazione. Eppure un solo incontro non basta…iniziano a vedersi sempre più spesso, convincendosi che quegli incontri siano solo sesso. Ma Manfredi, con i suo modi silenziosi fatti di gesti significativi, inizia a far emergere in Leandro emozioni che pensava di non essere in grado di provare. È lui l’anima fragile, quello più insicuro, che mente ed omette pur di non fare i conti con quello che prova, perchè ormai è convinto di essere vuoto, egoista ed indifferente.
È una storia “vera” vissuta in una città come Palermo che non fa sconti a nessuno, ed è forse questo che mi piace di più di alcuni romanzi italiani…il loro realismo, il modo in cui le storie si intrecciano con le dinamiche dell’ambiente circostante, che in qualche modo influenza il comportamento e la mentalità di chi ci è dentro. Leandro e Manfredi cercano di fuggire da tutto ciò, ritagliandosi quella “parentesi” in cui esistono solo loro. Ma poi, come ammette più volte lo stesso Leandro, quella parentesi viene aperta e a quel punto diventa tutto più complicato. Iniziano a dover fare i conti con la realtà, ad affrontare molte situzioni rimaste in sospeso: dal rapporto tra Manfredi e la sua famiglia, alla dipendenza (mai del tutto scomparsa) di Leandro.
Sono contenta di aver letto questo libro adesso che lo hanno ristampato con l’aggiunta dell’epilogo, perchè l’ho trovato perfetto. Complimenti all’autrice!!
Profile Image for Manuela Raimo.
1,394 reviews15 followers
January 18, 2020
Bello, lungo, sofferto ma Chiara me lo dai un epilogo? Quattro stelle e mezzo, presto la recensione sul blog!!!
Profile Image for Frankie✨.
56 reviews4 followers
May 19, 2024
Forse sarà TMI ma l'unico modo in cui sono capace di recensire qualcosa che mi piace è parlare di come mi abbia fatto sentire, per cui.

Da qualche mese Vento di Scirocco era in cima alla mia pila di nuovi libri da leggere. Mi guardava tutti i giorni con la sua bella copertina che profuma di mare, ma aspettavo di portare a termine la mia precedente lettura per una questione di ostinatezza. Ci ho messo fin troppo perché, senza entrare nei dettagli, mi ero incastrata in un libro molto lungo e ripetitivo. Quando finalmente l'ho terminato e mi sono subito concessa in premio di cominciare Vento di Scirocco, ho capito fin dalle prime righe che sarebbe stata un'esperienza assai diversa dalla precedente.

Il caso ha voluto che io abbia cominciato a leggere Vento di Scirocco durante una settimana infernale, una delle peggiori che io abbia mai vissuto finora; una settimana fisicamente e psicologicamente spossante in cui la mia salute mentale ha gettato la spugna, rendendomi vulnerabile, dolorante, senza consolazione. Nessuna delle mie solite distrazioni o comfort things sembrava funzionare o anche solo sfiorarmi. Per una manciata di giorni, niente è riuscito un minimo a tirarmi fuori dalla spirale di disperazione eccetto quei momenti in cui potevo tornare da Manfredi e Leandro. Loro due sono stati l'unica, giuro, l'unica cosa in grado di offrirmi un po' di conforto. Qualsiasi difficoltà io stessi affrontando durante la giornata mi ripetevo che dovevo soltanto resistere finché non fossi tornata a casa, dove potevo tenere Vento di Scirocco fra le mani e il naso incollato alle pagine. Ed era, puntualmente, un sollievo che volevo durasse il più a lungo possibile. Banalmente, è stato troppo bello vedere Manfredi e Leandro innamorarsi. Non ne avevo mai abbastanza.

La narrazione scorre senza sforzo e si mantiene coerente, realistica ma mai crudele. Lo stile dell'autrice ti tira dentro il suo vortice di pensieri, di immagini nitide ed emozioni autentiche. Non mi capita spesso di inseguire un capitolo dopo l'altro così velocemente, così avidamente, ma Chiara D'Agosto mi ha proprio presa per mano e trascinata per un lungo, romantico giro nella sua Palermo, dove ha cresciuto questi due personaggi a cui ho voluto bene fin dal primo momento, e dopo ogni pagina sempre di più. Non ho tentennato mai, nemmeno quando facevano le loro minchiate.

(Il capitolo 19 e il capitolo 20 mi hanno ridotto in condizioni pietose. Vere lacrime sono state piante e veri moccoli sono stati asciugati.)

Mi sono soffermata fin troppo sulla dimensione soggettiva della mia lettura, me ne rendo conto, ma mi andava di lasciarlo per iscritto qui, così. Sono profondamente grata all'arte che mi aiuta a sopravvivere, e voglio si sappia che questo libro ha rappresentato proprio quello per me: un'ancora di salvezza.

Adesso che sono arrivata alla fine però che faccio? Manfredi e Leandro mi mancano già da morire.
Profile Image for Venda J. Croft.
83 reviews8 followers
July 15, 2023
Ci sarebbero tante cose da dire su questo romanzo e io non so se ne sono capace.
Sicuramente bello, la storia non l’ho trovata banale e i personaggi ben caratterizzati. Il punto di forza però è la scrittura, o, meglio, il ritmo della narrazione e come ci viene dato. Perché non te lo aspetti, che sia scritto così; perché, almeno io, non ho mai letto un libro scritto così. Un libro in cui i dialoghi si fondono con le didascalie, e diventano un tutt’uno anche con le descrizioni sopra ai pensieri. Non so spiegarlo, ma avete presente un gomitolo fatto di tanti fili di diversi colori? Ecco, lo stile dell’autrice è così, questo romanzo è quel gomitolo e leggerlo è come rendersi conto che non puoi separare i colori, devi scioglierlo come viene.
Personalmente ho trovato, a poco più di metà storia, un rallentamento che mi ha reso la lettura pesante, forse a causa della lunghezza, non so. Fatto sta che ho dovuto alternarlo a un altro libro per non bloccarmi completamente, sono andata più piano e alla fine, nell’ultimo quarto del romanzo, ho ritrovato il libro e me lo sono bevuto quasi tutto d’un fiato.
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