In un mondo tutto deserto e arsura, Ferretti impone le proprie parole, i propri versi, come sfida estrema a un destino fatto di provincia e di noia. Quello che lui stesso definisce come "vivere assediato" lo combatte orgogliosamente cantando in modo bellissimo la propria stessa marginalità, che è però al tempo stesso irriducibilità. A volte lirico, a volte esistenzialista, è comunque sempre intenso, semplice e originale.