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In questa storia di un incesto non c'è nulla di immorale: nemmeno nel racconto del primo peccato, che è fatto con una spontaneità, una forza sintetica, una purezza da poeta. Il motivo del libro è la rappresentazione della coscienza dei due amanti, e soprattutto di Elias, in cui si agitano continuamente confusi la tentazione, il terrore del peccato, il desiderio del bene, l'abbandono al male. La sua forza è nella misura con cui questi sentimenti sono fusi, nella verità con cui essi informano le vicende semplici del racconto, nella lucida e dolorosa coscienza con cui la scrittrice segue questa battaglia morale. Forse è questo il libro di più alta e insieme di più solida moralità che sia stato scritto in Italia dopo I Promessi sposi. −Attilio Momigliano
191 pages, Mass Market Paperback
First published January 1, 1903
Una cosa è il sogno, un’altra è la realtà, Elias Portolu. Io non ti sconsiglio se tu hai la vocazione, ma ti dico che neppure ciò ti salverà. Uomini siamo, Elias, uomini fragili come canne; pensaci bene.
by
Grazia Deledda