Una spregiudicata meditazione sulla storia d'Italia, al di fuori di ogni retorica ma anche di ogni denigrazione di maniera. Posando uno sguardo nuovo sul nostro passato, Aldo Schiavone interroga le metamorfosi del presente, il rapporto fra nazione e "società civile" così come si è venuto configurando in questi ultimi tempi. L'identità e il carattere degli italiani, la fragilità nazionale, l'improvvisazione dello Stato, insieme ai primati e alle grandezze del Paese, sono i temi di un racconto aperto sulle possibilità del futuro, che ci trasporta dall'antica Roma al Rinascimento, fino all'Ottocento, al fascismo e alla Repubblica. Si costruisce cosi, attraverso le pagine di un'interpretazione densa e serrata, un saggio di storiografia militante e civile che chiama in causa il nostro tormentato profilo di cittadini moderni.
Aldo Schiavone (1944) è uno degli storici italiani piú tradotti nel mondo: in inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese. Ha insegnato nell'Università di Firenze, dove è stato preside della Facoltà di Giurisprudenza; nell'Istituto Italiano di Scienze Umane, di cui è stato fondatore e direttore; nella Scuola Normale Superiore. È membro dell'Institute for Advanced Study di Princeton e dell'American Academy of Arts and Sciences. Tra i suoi libri pubblicati per Einaudi: Italiani senza Italia (1998), Ius. L'invenzione del diritto in Occidente (2005, 2017), Storia e destino (2007), Spartaco. Le armi e l'uomo (2011, 2016), Ponzio Pilato. Un enigma tra storia e memoria (2016, 2017), Eguaglianza (2019) e La storia spezzata. Roma antica e Occidente moderno (2020).