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La casa delle lumache senza guscio
Mara ha bisogno di trascorrere un po' di tempo lontano dalla routine del lavoro e di una relazione sempre più stanca. Parte così per una vacanza solitaria su un'isola sconosciuta, lontana dagli itinerari turistici. Ma la quiete fatta di spiagge meravigliose, letture e musica classica inizia ben presto a incrinarsi. Che cos'è quella processione di lumache che strisciano fin dentro casa? E da dove arriva quel verso notturno, stridente e raccapricciante? I misteri di Villa Lumaca sono forse legati a un'antica creatura che gli isolani sembrano temere? Per Mara la vacanza si trasforma così nella discesa in un maelstrom di terrore...
143 pages, Paperback
Published January 1, 2019
About the author
Giovanni De Feo
19 books45 followersGiovanni De Feo è nato a Roma nel 1973. Laureato in Storia del Cinema, nel 2003 ha vinto il Premio Solinas per la miglior sceneggiatura originale e da un suo soggetto è stato tratto il film "L’Uomo Fiammifero", finalista al David di Donatello 2010.
Ha pubblicato con E/O e, nel 2010, con Salani il romanzo fantastico "Il Mangianomi". Ha insegnato all’Università di Reading e a Oxford, alla Berlitz School. Attualmente insegna Letteratura italiana alla Deledda International School di Genova.
Ha pubblicato con E/O e, nel 2010, con Salani il romanzo fantastico "Il Mangianomi". Ha insegnato all’Università di Reading e a Oxford, alla Berlitz School. Attualmente insegna Letteratura italiana alla Deledda International School di Genova.
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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
September 18, 2021
L'orrore nell'amore, nell'amore l'orrore
"Era un raschiare metallico, ticchettante, simile a quello che farebbe una lama passando raso terra su un vecchio parquet. Cominciava con una sorta di strascichio - appena udibile - e finiva con dei ticchettii da termite operosa."
"Era il lamento di un neonato che urlava per il dolore della nascita. Era l'urlo della fame profonda, che non è mai sazia. Era l'abisso di un dolore che non conosce tenerezza né consolazione. Soprattutto, era il grido del suo amore, perduto."
Quasi nessuno conoscerà Slugs - Vortice d'orrore, b-movie del 1988 con protagoniste delle voraci lumache carnivore che riducono a buffet un'intera cittadina (meritano rapida menzione due sequenze: l'anziano nella serra, che si accetta una mano perché non riesce a sfilarsi un guanto; il piano di disinfestazione attraverso la detonazione di esplosivi disseminati per tutto il sistema fognario della città, con il rischio di quintuplicare la già nutrita carneficina).
La parentesi di cui sopra è inutile orpello al mio commento; la si consideri come semplice divertissement, il cui fil rouge è dettato dalla scelta delle lumache come soggetto narrativo di una storia di genere.
De Feo orchestra una storia para-lovecraftiana, perlomeno nella cornice (copertina e sinossi non mentono, in tal senso); ed è proprio in questa labilità d'etichetta che la storia guadagna autonomia nel soggetto proposto. La natura duale che vede amore e orrore stretti in un abbraccio primevo è intuizione vincente: nobilitazione del genere con l'ausilio di componenti non di genere.
Meno convincente l'affabulazione narrativa, rea di non valorizzare gli ambienti - la casa, teatro degli orrori, è assente ingiustificata; il tempio, descritto leggermente meglio, viene accantonato subito - né l'atmosfera di coercizione folcloristica che scandisce gli atti della vicenda.
La prosa stessa, contesa tra momenti di buona introspezione e descrizioni più asettiche di un verbale dei carabinieri, paga una discontinuità lapalissiana.
Al netto di qualche difetto intrinseco, il romanzo è un buon esempio di narrativa di genere; il suggerimento di lettura resta, di conseguenza, assolutamente valido.
P.S. Solitamente non sono ricettivo circa questo aspetto, ma ho contato almeno una ventina di refusi.
"Era un raschiare metallico, ticchettante, simile a quello che farebbe una lama passando raso terra su un vecchio parquet. Cominciava con una sorta di strascichio - appena udibile - e finiva con dei ticchettii da termite operosa."
"Era il lamento di un neonato che urlava per il dolore della nascita. Era l'urlo della fame profonda, che non è mai sazia. Era l'abisso di un dolore che non conosce tenerezza né consolazione. Soprattutto, era il grido del suo amore, perduto."
Quasi nessuno conoscerà Slugs - Vortice d'orrore, b-movie del 1988 con protagoniste delle voraci lumache carnivore che riducono a buffet un'intera cittadina (meritano rapida menzione due sequenze: l'anziano nella serra, che si accetta una mano perché non riesce a sfilarsi un guanto; il piano di disinfestazione attraverso la detonazione di esplosivi disseminati per tutto il sistema fognario della città, con il rischio di quintuplicare la già nutrita carneficina).
La parentesi di cui sopra è inutile orpello al mio commento; la si consideri come semplice divertissement, il cui fil rouge è dettato dalla scelta delle lumache come soggetto narrativo di una storia di genere.
De Feo orchestra una storia para-lovecraftiana, perlomeno nella cornice (copertina e sinossi non mentono, in tal senso); ed è proprio in questa labilità d'etichetta che la storia guadagna autonomia nel soggetto proposto. La natura duale che vede amore e orrore stretti in un abbraccio primevo è intuizione vincente: nobilitazione del genere con l'ausilio di componenti non di genere.
Meno convincente l'affabulazione narrativa, rea di non valorizzare gli ambienti - la casa, teatro degli orrori, è assente ingiustificata; il tempio, descritto leggermente meglio, viene accantonato subito - né l'atmosfera di coercizione folcloristica che scandisce gli atti della vicenda.
La prosa stessa, contesa tra momenti di buona introspezione e descrizioni più asettiche di un verbale dei carabinieri, paga una discontinuità lapalissiana.
Al netto di qualche difetto intrinseco, il romanzo è un buon esempio di narrativa di genere; il suggerimento di lettura resta, di conseguenza, assolutamente valido.
P.S. Solitamente non sono ricettivo circa questo aspetto, ma ho contato almeno una ventina di refusi.
December 21, 2023
Siamo su un'isola, in una villa che ha il nome di "villa Lumaca"....alquanto scontato no?
Certo anche il titolo non lascia ad immaginazione e si perde gran parte della suspense.
Quindi sapremo già che tutto girerà intorno alle lumache senza guscio, che da me in Brianza vengono chiamate beghe, forse perché vista come animale molesto per gli orti....
Torniamo al libro, Mara ha bisogno di staccare dalla sua vita, stanca del lavoro, della convivenza con il suo uomo, decide di prendersi due settimane su quest'isola dispersa in un non precisato mare. Nessun modo di contattare la terra ferma se non per due ore al girono e già qui boh....il gestore telefonico che fa? Accende i ripetitori a piacimento? Magari non ne capisco un tubo io eh, ma a me fa strano...o prende o non prende sto dannato telefono. E poi se c'è linea per il fax, mettere un cavolo di telefono normale? Anche quello con la rotella, quello che se il numero aveva tanti nove ti veniva una paresi alla mano prima di finire il numero...vabbé
Fatto sta che Mara ha un ospite in casa, qualcosa che la disturba, un insetto? Un animale del luogo?
Boh....è qualcosa che piange di notte, che fa un vagito che sembra un bambino....
Prima che inizino questi suoni inquietanti la casa si riempie di lumache, quelle appunto senza guscio, uno schifo proprio.
Mara prima anche solo di pensare di andarsene o chiamare qualcuno ci passa bene 2/3 notti, poi decide di andare in paese, per prendere un traghetto e lasciare L'isola, ma qua la gente del posto non parla italiano, nemmeno inglese, non capisce o fa finta?
Però, chissà come, le fanno dei segni strani, che lei interpreta come se avessi il malocchio? Mah.....
Comunque, storidita com'è, dopo un giro per il paese, perché si è persa ed è finita in una strana chiesa dove appunto sembra che vengano venerate le lumache e dove trova due ragazzi in atteggiamenti poco consoni per il luogo....dicevamo, la stordita torna alla villa....ma perché?
Oh ragazz* non sto qua a racconrarvelo tutto, anche perché non sono 2000 pagine, non avrebbe senso.
No, non mi è piaciuto molto, si vede? E non per la presenza delle lumache o dell'animaletto strano, ma per la protagonista.....
Non sempre scelgo bene, a sto giro è andata così.
Certo anche il titolo non lascia ad immaginazione e si perde gran parte della suspense.
Quindi sapremo già che tutto girerà intorno alle lumache senza guscio, che da me in Brianza vengono chiamate beghe, forse perché vista come animale molesto per gli orti....
Torniamo al libro, Mara ha bisogno di staccare dalla sua vita, stanca del lavoro, della convivenza con il suo uomo, decide di prendersi due settimane su quest'isola dispersa in un non precisato mare. Nessun modo di contattare la terra ferma se non per due ore al girono e già qui boh....il gestore telefonico che fa? Accende i ripetitori a piacimento? Magari non ne capisco un tubo io eh, ma a me fa strano...o prende o non prende sto dannato telefono. E poi se c'è linea per il fax, mettere un cavolo di telefono normale? Anche quello con la rotella, quello che se il numero aveva tanti nove ti veniva una paresi alla mano prima di finire il numero...vabbé
Fatto sta che Mara ha un ospite in casa, qualcosa che la disturba, un insetto? Un animale del luogo?
Boh....è qualcosa che piange di notte, che fa un vagito che sembra un bambino....
Prima che inizino questi suoni inquietanti la casa si riempie di lumache, quelle appunto senza guscio, uno schifo proprio.
Mara prima anche solo di pensare di andarsene o chiamare qualcuno ci passa bene 2/3 notti, poi decide di andare in paese, per prendere un traghetto e lasciare L'isola, ma qua la gente del posto non parla italiano, nemmeno inglese, non capisce o fa finta?
Però, chissà come, le fanno dei segni strani, che lei interpreta come se avessi il malocchio? Mah.....
Comunque, storidita com'è, dopo un giro per il paese, perché si è persa ed è finita in una strana chiesa dove appunto sembra che vengano venerate le lumache e dove trova due ragazzi in atteggiamenti poco consoni per il luogo....dicevamo, la stordita torna alla villa....ma perché?
Oh ragazz* non sto qua a racconrarvelo tutto, anche perché non sono 2000 pagine, non avrebbe senso.
No, non mi è piaciuto molto, si vede? E non per la presenza delle lumache o dell'animaletto strano, ma per la protagonista.....
Non sempre scelgo bene, a sto giro è andata così.
December 29, 2019
Sarebbero 3 stelle e mezzo, ma Goodreads non permette i mezzi voti.
Da questo La casa delle lumache senza guscio non mi aspettavo molto, invece vi ho trovato una lettura piacevole e spunti interessanti. Ho però qualche difficoltà a recensirlo: è una di quelle opere che si riesce ad apprezzare solo a fine lettura, guardandola nel suo complesso. Ci sono libri che mostrano subito il loro potenziale, ma non è questo il caso e per una buona fetta di La casa delle lumache senza guscio ci si trova davanti a una storia che funziona ma che non sembra promettere nulla di eclatante, l'ennesima storia di stampo lovecraftiano con l'antico paesino remoto abitato da antica gente strana che pratica antichi riti strani.
È solo col finale che tutto cambia davvero: il classico cliché non viene ribaltato, ma piuttosto mestrato sotto un'altra luce, visto da una prospettiva diversa dal solito. E il risultato è molto interessante! La scelta dell'insetto e del suo significato, il rapporto ambiguo con l'amore, la paura ancestrale che non è più legata all'inconoscibile ma piuttosto a ciò è più intimo, a ciò che crediamo di conoscere e riconoscere... È un mix ben dosato di familiarità e novità.
La brevità dell'opera gioca a favore della storia: per funzionare, c'era bisogno di poter arrivare alla fine in tempi brevi, senza troppi fronzoli inutili ad allungare il brodo.
Di negativo si può dire che lo stile l'ho trovato un po' altalenante e certe metafore erano bruttine (e ho trovato qualche refuso). Inoltre, in retrospettiva certe parti della storia appaiono un po' inutili e messe lì per sviare, anche se sono piacevoli.
In sostanza, un libro che ho apprezzato.
Da questo La casa delle lumache senza guscio non mi aspettavo molto, invece vi ho trovato una lettura piacevole e spunti interessanti. Ho però qualche difficoltà a recensirlo: è una di quelle opere che si riesce ad apprezzare solo a fine lettura, guardandola nel suo complesso. Ci sono libri che mostrano subito il loro potenziale, ma non è questo il caso e per una buona fetta di La casa delle lumache senza guscio ci si trova davanti a una storia che funziona ma che non sembra promettere nulla di eclatante, l'ennesima storia di stampo lovecraftiano con l'antico paesino remoto abitato da antica gente strana che pratica antichi riti strani.
È solo col finale che tutto cambia davvero: il classico cliché non viene ribaltato, ma piuttosto mestrato sotto un'altra luce, visto da una prospettiva diversa dal solito. E il risultato è molto interessante! La scelta dell'insetto e del suo significato, il rapporto ambiguo con l'amore, la paura ancestrale che non è più legata all'inconoscibile ma piuttosto a ciò è più intimo, a ciò che crediamo di conoscere e riconoscere... È un mix ben dosato di familiarità e novità.
La brevità dell'opera gioca a favore della storia: per funzionare, c'era bisogno di poter arrivare alla fine in tempi brevi, senza troppi fronzoli inutili ad allungare il brodo.
Di negativo si può dire che lo stile l'ho trovato un po' altalenante e certe metafore erano bruttine (e ho trovato qualche refuso). Inoltre, in retrospettiva certe parti della storia appaiono un po' inutili e messe lì per sviare, anche se sono piacevoli.
In sostanza, un libro che ho apprezzato.
October 31, 2020
Godibile come sempre lo stile, rende anche un'idea non originalissima un piacere da leggere.
Peccato per la marea di refusi, causa di nervi inenarrabili.
Peccato per la marea di refusi, causa di nervi inenarrabili.
February 11, 2023
Un libro freddo come il tocco dell'ignoto sulla pelle, caldo come un abbraccio, profondo come le cose che non si riescono a guardare dritte negli occhi.
È un racconto weird, non aspettatevi lo spiegone con pacca sulla spalla finale.
È un racconto weird, non aspettatevi lo spiegone con pacca sulla spalla finale.
April 30, 2021
Well written and easy to finish. Captiving.
January 16, 2022
Beh sì. L'ho comprato perché non ho saputo resistere a titolo e copertina...
E beh, certo anche perché è un horror. Un horror STRANO... Lumache horror?? Qualcosa di difficilmente immaginabile, non sapevo bene cosa aspettarmi e comunque non quello che infine si è rivelato.
Mara (una di noi) vuole solo starsene in pace a leggere. A volte sembrerebbe anche a me questo il paradiso: una vacanza in cui non di deve fare NULLA se non qualche bel bagno in un mare azzurrissimo e LEGGERE. Mara ha bisogno di questo, vuole staccare dal lavoro ma anche da tutto e tutti, compreso il suo ragazzo. Così prende in affitto Villa Lumaca, in un'isola bellissima e sperduta, e si prepara a godersi l'assoluto relax. Ma le sue letture saranno ben presto disturbate da un rumore strisciante, ticchettante, graffiante... E la tanto agognata solitudine inizia a mostrare denti, spine e artigli.
Dal titolo potrebbe sembrare una bizzarra storia alla "piccoli brividi". Sbagliato. NON È UN LIBRO PER RAGAZZI.
Giovanni De Feo, tra antichi riti, folklore, e misteri nascosti da isolani silenziosi, ha creato in questo romanzo breve un piccolo mondo malsano, un racconto molto introspettivo e disturbante in cui convivono amore e orrore, tenerezza e angoscia e la fantasia si fonde con gli orrori reali della vita.
Interessante nuova e originale declinazione del genere horror. @ach in questo senso mi sa che è fonte di grandi soddisfazioni!
E beh, certo anche perché è un horror. Un horror STRANO... Lumache horror?? Qualcosa di difficilmente immaginabile, non sapevo bene cosa aspettarmi e comunque non quello che infine si è rivelato.
Mara (una di noi) vuole solo starsene in pace a leggere. A volte sembrerebbe anche a me questo il paradiso: una vacanza in cui non di deve fare NULLA se non qualche bel bagno in un mare azzurrissimo e LEGGERE. Mara ha bisogno di questo, vuole staccare dal lavoro ma anche da tutto e tutti, compreso il suo ragazzo. Così prende in affitto Villa Lumaca, in un'isola bellissima e sperduta, e si prepara a godersi l'assoluto relax. Ma le sue letture saranno ben presto disturbate da un rumore strisciante, ticchettante, graffiante... E la tanto agognata solitudine inizia a mostrare denti, spine e artigli.
Dal titolo potrebbe sembrare una bizzarra storia alla "piccoli brividi". Sbagliato. NON È UN LIBRO PER RAGAZZI.
Giovanni De Feo, tra antichi riti, folklore, e misteri nascosti da isolani silenziosi, ha creato in questo romanzo breve un piccolo mondo malsano, un racconto molto introspettivo e disturbante in cui convivono amore e orrore, tenerezza e angoscia e la fantasia si fonde con gli orrori reali della vita.
Interessante nuova e originale declinazione del genere horror. @ach in questo senso mi sa che è fonte di grandi soddisfazioni!
September 24, 2023
Breve e diretto, come un pugno nello stomaco.
La casa delle lumache senza guscio è un romanzo di Giovanni De Feo edito @acheronbooks che ha saltato a piedi pari tutta la fila di libri in attesa, perché la mia ragazza @fumoemiele mi ha costretto a leggerlo subito.
Non me ne sono pentito, è una piccola perla. Mara, desiderosa di solitudine ma davvero innamorata del suo ragazzo, se ne va in vacanza da sola per due settimane in una strana isola del Mediterraneo infestata da lumache. Ogni cosa di lei viene messa alla prova: l'amore, il coraggio, la pazienza e l'effettivo desiderio di solitudine. Il lettore scivola insieme a Mara in questo abisso, e come lei capisce in poco tempo molte più cose di sé di quante ne potrebbe gestire in una vita intera.
Ci sono comunque delle imperfezioni, l'incipit non è il migliore possibile e alcune scelte stilistiche mi hanno fatto un po' storcere il naso. Nonostante questo, la storia ha una idea di base così efficace che funziona benissimo. Affonda le radici nelle relazioni umane, delle quali dà una visione romantica ma al tempo stesso molto lucida, che lascia sia l'amaro in bocca che il sapore di solennità nel palato.
Leggetelo, non rimarrete indifferenti. Garantito.
La casa delle lumache senza guscio è un romanzo di Giovanni De Feo edito @acheronbooks che ha saltato a piedi pari tutta la fila di libri in attesa, perché la mia ragazza @fumoemiele mi ha costretto a leggerlo subito.
Non me ne sono pentito, è una piccola perla. Mara, desiderosa di solitudine ma davvero innamorata del suo ragazzo, se ne va in vacanza da sola per due settimane in una strana isola del Mediterraneo infestata da lumache. Ogni cosa di lei viene messa alla prova: l'amore, il coraggio, la pazienza e l'effettivo desiderio di solitudine. Il lettore scivola insieme a Mara in questo abisso, e come lei capisce in poco tempo molte più cose di sé di quante ne potrebbe gestire in una vita intera.
Ci sono comunque delle imperfezioni, l'incipit non è il migliore possibile e alcune scelte stilistiche mi hanno fatto un po' storcere il naso. Nonostante questo, la storia ha una idea di base così efficace che funziona benissimo. Affonda le radici nelle relazioni umane, delle quali dà una visione romantica ma al tempo stesso molto lucida, che lascia sia l'amaro in bocca che il sapore di solennità nel palato.
Leggetelo, non rimarrete indifferenti. Garantito.
May 6, 2026
Ambientato su un'isola del Mediterraneo dove gli abitanti non sono dei grandi comunicatori, limitandosi a parlare quasi esclusivamente la propria lingua (turco, probabilmente), la donna che si prende una vacanza solitaria a Villa Lumaca o, più letteralmente nella lingua del posto, "La casa delle lumache senza guscio" (Acheron Books, 2019), non ha idea di quanto il nome debba essere inteso letteralmente.
Giovanni De Feo costruisce un horror d'atmosfera, con le caratteristiche di una storia d'assedio, a tratti pescando nel folk horror e a tratti scivolando in un weird ai confini della follia. Sotto sotto c'è la storia di un amore che si stava dissolvendo, risolta in una poco probabile identificazione con oscure divinità (quasi) dimenticate (la follia pare avere infine preso il sopravvento).
Giovanni De Feo costruisce un horror d'atmosfera, con le caratteristiche di una storia d'assedio, a tratti pescando nel folk horror e a tratti scivolando in un weird ai confini della follia. Sotto sotto c'è la storia di un amore che si stava dissolvendo, risolta in una poco probabile identificazione con oscure divinità (quasi) dimenticate (la follia pare avere infine preso il sopravvento).
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