Siamo abituati a considerare il corpo come qualcosa di separato da noi: un organismo il cui “star bene” viene sempre più delegato a medici e specialisti di varia natura. Eppure, ricorda Enzo Soresi ne Il cervello anarchico, il nostro benessere non deve di necessità passare attraverso la medicalizzazione: «Assumersi la responsabilità della propria salute significa in primo luogo adottare uno stile di vita che innalzi il livello di resistenza alle malattie». Un invito, dunque, ad ascoltare con attenzione il nostro corpo, a riavvicinarsi alle sue esigenze e non trascurarne i segnali, che siano essi di natura psichica o fisica.
Come dimostrano le ultime scoperte della Psico-neuro-endocrino-immunologia, il nostro organismo è infatti un’unità, un insieme indiviso di mente e corpo la cui crescita armonica dipende dalla comprensione del legame fra eventi cognitivi, emotivi e fisiologici. E il cervello è il luogo dove tutti questi fattori si incontrano: nel suo sviluppo giocano un ruolo importante le nostre emozioni; pensieri e convinzioni si ripercuotono sulla nostra capacità di provare dolore; e anche lo stress psicologico, se da una parte ci aiuta a fornire prestazioni efficienti, è tuttavia in grado di determinare l’insorgere di varie patologie.
Attraverso l’analisi di diversi casi clinici, raccontati con la passione e la competenza di un medico che da più di cinquant’anni è all’avanguardia nella ricerca scientifica, Enzo Soresi costruisce un libro rigoroso eppure coinvolgente, approfondito ma scorrevole, invitandoci a riflettere sulla complessa ed eccezionale macchina organica che ciascuno di noi, come individuo, costituisce.
Enzo Soresi (1938), medico chirurgo, è specialista in anatomia patologica, malattie dell’apparato respiratorio e oncologia clinica. È stato membro attivo dal 1970 al 1998 della IASLC (International Association fort the Study of Lung Cancer) e della EORTC (European Organisation for Research and Treatment of Cancer). Dal 1980 al 1998 ha insegnato come professore a contratto a Milano presso la Scuola di specialità di pediatria diretta dal professor Marcello Giovannini e successivamente presso la Scuola di specialità in malattie dell’apparato respiratorio diretta dal professor Luigi Allegra. Dal 1990 al 1998 ha diretto come primario pneumologo la Divisione di pneumotisiologia dell’Ospedale di Niguarda. È direttore scientifico della associazione “Our common emotions”. Con Pierangelo Garzia e Edoardo Rosati ha scritto Guarire con la nuova medicina integrata (Sperling & Kupfer, 2012). Per Utet, nel 2005 ha pubblicato Il cervello anarchico, long-seller che ha avuto numerose ristampe, e, con Pierangelo Garzia, Mitocondrio Mon Amour.
La PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia) è una scienza che si pone l' obiettivo di curare l' individuo nella sua complessità, tenendo conto della stretta relazione tra cervello e corpo. Come si traduce concretamente questo concetto? " La PNEI spiega molto bene come una condizione emozionale negativa o di stress cronico possa favorire vari tipi di malattie, dalla banale influenza a malattie più serie, anche di tipo tumorale".
La PNEI rappresenta inoltre la base su cui si poggia la medicina integrata, che dovrebbe operare una fusione tra la moderna farmacologia e le nuove terapie non convenzionali (spoiler: non troverete una apologia dell' omeopatia).
Devo essere onesta, la parte più interessante del saggio è il racconto che fa il prof Soresi della sua professione di pneumologo oncologo, soprattutto di come nel corso degli anni ha sviluppato il rapporto con i suoi pazienti. Più volte viene sottolineato che il dovere del medico non deve essere solo la lotta contro la malattia, ma anche trattare con la stessa attenzione il dolore del paziente e garantirgli un fine vita dignitoso.
La parte saggistica invece mi ha lasciato totalmente insoddisfatta. Nell' ambito degli stessi capitoli si affrontano superficialmente troppi argomenti e si ha la sensazione di leggere un patchwork di informazioni di vario genere, studi scientifici, citazioni di saggi e opinioni personali. Troppo spesso ho avuto la sensazione che l' autore si improvvisasse neuroscienziato, soprattutto quando esprime le sue opinioni sull' uso delle droghe, in buona parte basate sulla sua esperienza personale. Inoltre se si parla di neurofisiologia e psichiatria con tanta disinvoltura è inconcepibile che ci sia un abuso di termini come pazzo e normale, soprattutto in un saggio che si chiama il cervello anarchico!
A mio avviso un libro che qualsiasi studente di medicina o di professioni sanitarie dovrebbe avere nel proprio scaffale. C'è un mix di grande scienza ed umanità in questo piccolo testo, esperienze di un grande medico rese in maniera molto semplice ed alla portata di tutti. Viene spiegato in maniera chiara l'arma più potente che abbiamo a nostra disposizione, ossia l'effetto placebo.
Molto interessante soprattutto per coloro che lavorano nel campo medico. Il linguaggio in alcuni passi può essere difficile da comprendere, se non si hanno delle basi di studio medico-scientifiche, per cui non posso dire che sia un libro adatto a tutti.
Questo libro mi è stato consigliato dalla mia insegnante, è una lettura che ho reputato molto interessante, ma credo che per apprezzarlo bisogna avere una minima base di studi di anatomia, in quanto in alcune parti è abbastanza tecnico.
Mi è passato un messaggio, se disgraziatamente si avessero dei problemi di salute c'è da augurarsi di incontrare un medico come il Professore, empatia e umanità sono doti che nella professione medica rendono percorsi dolorosi più accettabili, e parlo purtroppo per esperienza personale.
Scientifico e divulgativo, un fiume in piena di concetti e parole ben spiegati e collegati in un modo logico e chiaro. Da biologa il mio giudizio potrebbe sembrare di parte, in realt credo che la lettura risulterebbe scorrevole e assolutamente ricca di nozioni, informazioni e racconti che faremmo bene a leggere con attenzione tutti. Consiglio vivamente la lettura di un libro che è ricchezza tradotta in caratteri. Buona lettura!
Da studente di medicina é interessante iniziare a percepire il corpo come macchina complessa, influenzata dalle nostre esperienze e dal nostro stato psicologico. Questo non é infatti staccato dal nostro stato fisico, ma anzi ne é succube grazie alle migliaia di interazioni che in nostro cervello attua con il sistema endocrino e immunitario. Un saggio ricco di spunti, di insegnamenti e di domande ancora aperte.
Titolo a mio parere fuorviante, in quanto sembrerebbe un saggio incentrato sul cervello e le neuroscienze, ma in realtà non è così. L'ho trovato a tratti noioso ma comunque contenente alcuni concetti interessanti sulla PNEI e sulla visione unitaria dell'essere umano che sicuramente meritano di essere approfonditi.
Con qualche informazione scientifica troppo specifica per chi non è del settore medico scientifico. Oltre a questo è affascinante come il mondo scientifico si sta approcciando sempre più al concetto olistico.
“Il Cervello Anarchico”, di Enzo Soresi, edizioni Utet ISBN: 978-88-418-9792-8
Forse il titolo di questo saggio può risultare fuorviante perché non si tratta dell’ennesima incursione speculativa su un tema di moda qual è attualmente quello delle neuroscienze e, in effetti, l’opera di Soresi può lasciare perplessi anche solo per il fatto che risulta un po’ strano che un medico, specialista di oncologia polmonare abbia scritto un libro che ha come protagonista il cervello.
Le ragioni di questa scelta, in effetti, a pare mio, emergono nel corso dell’opera nella quale l’Autore, attraverso la sua esperienza professionale, descrive il delicato equilibrio e le relazioni fra i sistemi nervoso, endocrino e immunitario, determinanti nello spiegare, almeno in parte, i diversi livelli di risposta soggettiva alle cure somministrate a diversi pazienti per le medesime patologie.
A mio avviso Soresi riesce a trasmettere al lettore l’importanza di avere nei confronti del nostro organismo una visione unitaria che ne colga le caratteristiche salienti nel suo complesso e che tenga presente le complicate interconnessioni che caratterizzano il suo equilibrio omeostatico; all’opposto, sarebbe da rifuggire una visione troppo specialistica e meccanicistica che si focalizzi eccessivamente solo sul funzionamento (o malfunzionamento) di singole aree e comparti. Questa visione “dall’alto” gli permette di ricordarci che la medicina non può essere considerata alla stregua di una scienza esatta; essa si colloca in un territorio di frontiera dove le risorse psicologiche del paziente, le intuizioni del medico e il ricorso ai metodi sperimentali possono fare la differenza nel determinare la guarigione o, quantomeno, nell’allungare la speranza di vita di fronte ad una patologia grave e/o terminale. In questa “pratica” medica, solo il dogma viene bandito mentre tutti gli altri strumenti, placebo e pratiche alternative compresi, possono essere tenuti in degna considerazione e a disposizione come strumenti finalizzati al benessere del paziente.
Un libro affascinante in modo particolare perché l'autore è uomo di scienza ma con una attenzione all'approccio olistico e non riduzionista della medicina. Apre un sacco di questioni interessanti ma non vuole e non può dare né soluzioni né ricette. nell'excursus dell'opera ci sono alcuni punti più complessi che sono tuttavia fondamentali a capire la nuova disciplina che tenta di spiegare il sistema immunitario, quello endocrino e gli stimoli/risposte del sistema neurologico insieme a quello psicologico. Si finisce il libro con un senso di incompletezza volendone sapere di più. Non è necessariamente un male, perché si apre un nuovo mondo di ricerca e scoperta personale.