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Death's Dark Abyss

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"A narrative voice that is cold, heartless, but, in a creepy way, fascinating."- The New York Times
A riveting drama of guilt, revenge, and justice, Massimo Carlotto's Death's Dark Abyss tells the story of two men and the savage crime that binds them. During a robbery, Raffaello Beggiato takes a young woman and her child hostage and later murders them. Beggiato is arrested, tried, and sentenced to life. The victims' father and husband, Silvano, is undone by his loss. He plunges into an ever-deepening abyss until the day, years later, when the murderer seeks his pardon, and the wounded Silvano turns predator as he ruthlessly plots his revenge.

192 pages, Paperback

First published May 9, 2004

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About the author

Massimo Carlotto

104 books264 followers
Massimo Carlotto began his literary career in 1995 with the noir novel The Fugitive, a fictionalized account of his time on the run. In 1998 he published Le irregolari, the semi-autobiographical novel on the Argentine military regime of the Seventies. In 2001 he released Arrivederci, amore ciao, which was adapted into a movie in 2005. In 2004 he published Death's Dark Abyss, a nihilistic noir on the theme of revenge.

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150 (26%)
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239 (42%)
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132 (23%)
2 stars
35 (6%)
1 star
7 (1%)
Displaying 1 - 30 of 96 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,523 reviews2,528 followers
September 24, 2025
<SE GUARDERAI A LUNGO NELL’ABISSO,
L’ABISSO GUARDERÀ DENTRO DI TE



Alessandro Gassman regista dell’adattamento teatrale, Giulio Scarpati è Contin, Claudio Casadio invece Begiotto.

Uno dei Carlotto più classici, tra i suoi migliori, forse IL migliore.
Rimasto senza seguito.



L’assassino trasforma un innocente in una vittima - il dolore rende duri, coriacei, egoisti, soli - il dolore rende cattivi, e la vittima diventa un carnefice – l’assassino non è più il mostro, ma è la nuova vittima – adesso la vittima si immola per ‘salvare’ il carnefice e dargli una seconda possibilità.

Ma non ci sono seconde chance per chi vive nel dolore e con il dolore.



Nel gioco dei ribaltamenti, la Legge non coincide con la Giustizia, e l’oscura immensità inghiotte la differenza tra il Bene e il Male, tra giusto e sbagliato.

Come in una tragedia classica, come in un dramma di Shakespeare…

description
Profile Image for Barry Pierce.
597 reviews9,053 followers
October 18, 2015
You can see by the rating what I thought of this. I’m not even going to review this. It doesn’t deserve my words. So I’m going to let the book review itself. Here is an actual passage from Death’s Dark Abyss. Enjoy

“Giorgia started crying, kissed me on the forehead, and went back to being a whore. Today’s Monday. Another shitty fucking day. The cigarette’s done and I got to make a decision. Before leaving I hugged mamma. She cried too. I’m really fed the fuck up now. And I’m heading across this motherfucking street.”
Profile Image for  amapola.
282 reviews32 followers
March 28, 2018
“Il genere umano / non può sopportare troppa realtà” (T.S. Eliot)

Amore e odio, perdono e vendetta, legge e giustizia, gioia e disperazione, forza e fragilità, tragedia e commedia. Insomma, la vita.
Ci sono avvenimenti nella vita che ti annichiliscono, ti schiantano. Sono punti di non ritorno: nulla sarà più come prima, nel bene o nel male. Io lo so bene.
Questo romanzo di Carlotto descrive uno di quei momenti e lo fa in modo rabbioso, brutale, con un ritmo travolgente e riflessioni scarne. Tutto questo mi è piaciuto, non è stato un “pugno nello stomaco”. Piuttosto mi ha lasciato tristezza, malinconia per la fragilità dei suoi protagonisti, colpevoli o innocenti (anche se non è così semplice identificarli con chiarezza), una fragilità che – ci piaccia o meno – è parte di noi.

https://youtu.be/VYwQsMO0OLk
Profile Image for Tony.
1,059 reviews1,979 followers
Read
April 22, 2021
An armed robbery, and two cokeheads are interrupted by the police. One robber gets away. The other commandeers a car and shoots and kills the woman driving and her eight year-old son before he is apprehended.

Raffaello is the remorseless killer. Silvano is the woman's husband, the boy's father. The story of what happens next is told in their alternating chapters. They are short, brutal chapters.

There's a part of me that understands revenge, and maybe roots for it. But the details are hard. It transforms a book's characters, and tests the reader. If you knew the specifics already, I might even be embarrassed that you know I read this. So I won't be recommending this, nor assigning some star rating.

But I kinda liked it.
Profile Image for sigurd.
207 reviews33 followers
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March 28, 2018
Terzo libro di Carlotto che leggo, e devo dire che mi è piaciuto moltissimo. Merito del clima, o dei miei ultimi risvegli gai, o ancora della solerte e gentilissima signora notte che lavora d'astuzia, il libro di Carlotto si è fatto strada, e non poca.
Il tema ha giocato la sua carta, e ha fatto leva sulla mia prevedibilità di lettore e di fruitore di emozioni.
Succede con il libro di Carlotto come quelle volte in spiaggia la notte di ferragosto, che amavo guardar le stelle e di rado pensavo alla gonorrea dei miei studi. Mi stendevo sul sacco a pelo, io in tenda non ci volevo stare e chiedevo gentilmente ai ragazzi in giro, qualcuno c’era sempre che pizzicava le corde di una chitarra. Chiedevo di cantare altro che non fosse il solito ritornello. E allora il chitarrista con aria scocciata mi diceva: allora? e io dicevo fammi un la minore. E lui attaccava con il la minore. Trun trun trun. E mo? E mo gli dicevo mettici un re minore. E lui faceva pure il re minore. E così facendo gli dicevo adesso ci serve un sol maggiore e subito dopo un do. E poi riprendi con il la minore. Al che lui mi diceva è il giro di do. Sì ma tu inizi con il la minore. E che dobbiamo fare? Canta gli dicevo. Sai quante canzoni ci puoi mettere con quegli accordi? Canta.
Dopo un po', soppesando la mia richiesta, il chitarrista mi domandava: e a te queste canzoni piacciono tutte? Allora guardavo le stelle e gli dicevo sì, che mi piacevano quasi tutte quelle fatte così.
E quello cantava. E qualcosa vibrava nell’aria notturna, almeno per me.

http://youtu.be/EgMaBreDuF4

13/10/09

(grazie amapola per avermi ricordato questo libro!:-))
Profile Image for Ginny_1807.
375 reviews165 followers
September 20, 2013
Liberando progressivamente un intreccio incalzante giocato su due piani narrativi che si alternano a ritmo martellante, questo romanzo analizza in modo lucido e feroce la devastazione prodotta da qualunque fatto di sangue nella vita e nell’animo di chi vi sia coinvolto.
La trama noir in tal modo si fa quasi pretesto per scavare nei recessi più cupi e segreti della mente umana e per denunciare l’indifferenza e l’abbandono in cui versano le vittime della violenza. Le tradizionali classificazioni di buono-cattivo, giusto-sbagliato, tuttavia, qui perdono nettezza e la linea di demarcazione tra il bene e il male ha contorni sfumati e addirittura permette reciproche ingerenze e sovrapposizioni, perché in sostanza anche i colpevoli dei delitti sono vittime dei propri errori. E, viceversa, il veleno dell’odio e la sete inestinguibile di vendetta da parte di chi ha subito un oltraggio possono trasformare in carnefice anche il più mite degli uomini.
Il dolore è una costante di entrambi e dilaga in ogni pagina, contaminando chi legge e sommergendolo in un vortice di angoscia e di pena. Pena per ogni uomo che soffre.
Magistrale l’epilogo, unica possibile conclusione di una vicenda senza sconti e senza scampo.
Profile Image for Josh.
23 reviews1 follower
September 8, 2011
Violence only begets violence and none of us are truly innocent. Nor are we free from the consequences of our own violence or that of those closest to us. This book is powerful, this book is upsetting, this book is disturbing and this book is breathtaking.

A more honest portrayal of the randomness of violence and the effects it causes that ripple out endlessly would be hard to find. Victims and criminals mesh and become indistinguishable as the author finds the evils present in the most tortured souls at the same time he shows the goodness hidden among the evil.
Profile Image for Graham P.
366 reviews50 followers
March 20, 2012
No-frills, bare-knuckled first-person noir where the lines are blurred between the revenger and the punished. Carlotto keeps the prose tight (barely 160 pages) and goes into the heads of two characters; one a grieving widow whose hate for the indifference of life is changing into reckless abandon, and the killer, trying to live out a few years of freedom before cancer takes him under. Atmosphere, twists, tricks - all is kept restrained by Carlotto. Nothing cute, endearing, or clever about this novel. It's what true modern noir should be; and it holds a flame to Jim Thompson and David Goodis than any of the contemporary crime writers writing today. Not for everybody but if one wants an ugly read, then this may satisfy.
Profile Image for Rosalba.
249 reviews34 followers
January 27, 2013
La pietà era un sentimento che faceva parte di un’altra vita, prima che la morte avvolgesse la mia esistenza.

Come dice l’autore stesso nell’antefatto, i temi di questo durissimo romanzo sono la giustizia, la vendetta, il perdono. Il protagonista ha perduto in modo brutale i propri affetti più cari e vive per anni il suo dolore, nell’isolamento più assoluto. Un dolore che lo trasformerà in un mostro, una macchina di vendetta spietata, lucida e senza rimorsi. E alla fine nessuno vince, tutti escono sconfitti dal dolore, dalla vita….
Profile Image for Wu Ming.
Author 38 books1,298 followers
December 29, 2010
WM1: Ho divorato in poco più di due ore l'ultimo romanzo di Massimo Carlotto, L'oscura immensità della morte (E/O, Roma 2004).
Qualche anno fa presentai a Bologna Arrivederci amore ciao, che aveva come protagonista Giorgio Pellegrini, "pentito" della lotta armata il cui percorso di formazione criminale iniziava proprio con la scelta del "pentimento" e terminava nella completa abiezione e disumanità.
In quell'occasione dissi che Arrivederci amore ciao restituiva all'espressione "noir" il suo significato letterale: dopo tanta letteratura beige, marroncina, "fumo di londra" e color cacarella, finalmente un romanzo italiano nerissimo, in cui non vi era redenzione, o meglio: vi era la "riabilitazione" dell'ex-compagno agli occhi della società borghese che aveva "tradito". Dal mio punto di vista, il contrario della redenzione.
Dissi che l'approccio di Carlotto era molto più interessante e utile della reiterazione di clichés come lo sbirro buono e onesto, tanto diffusi nella narrativa di genere dello Stivale. Di recente siamo arrivati alla pornografia pura e semplice, con certi libri scritti da sbirri, dei quali sospetto vengano pubblicati soltanto perché scritti da sbirri (si veda il caso di Michele Giuttari, tanto per non fare nomi).
Dicevo, è molto più interessante un autore che t'infila la merda dritta nelle narici, che ti costringe a identificarti (perché l'io narrante serve a questo) con un personaggio respingente e accompagnarlo nella sua scalata sociale in un ambiente codino e perbenista, attraversando con lui un Nord-Est corrotto e carente d'ossigeno.
L'oscura immensità della morte si spinge addirittura oltre. Sempre sullo sfondo di un Veneto invigliacchito ed esausto di vivere, Carlotto indaga quella che Giorgio Bocca nel suo libro sul 7 Aprile definiva: "la pietosa, comprensibile faziosità delle vittime e dei parenti".
Mi piace considerare questo libro un contributo anticipato al dibattito su memoria, colpa e pena scatenato dalla richiesta di estradizione in Italia di Cesare Battisti. A dire il vero non si tratta di un dibattito, visto che i media ospitano solo le certezze, le ignoranze e le "male fedi" del partito giustizialista e dei pasdaran della "vendetta infinita" ("opinionisti" affini al Presotto che compare nel romanzo), occultando qualunque parere critico.
Il rapinatore Raffaello Beggiato sta scontando l'ergastolo per avere perso la testa e ucciso due ostaggi presi durante una fuga, in seguito a una rapina andata male. Gli ostaggi erano un bambino di otto anni e sua madre.
Dopo quindici anni di prigione, Beggiato non è più la stessa persona, pur restando fedele a ciò che rimane del codice d'onore della malavita. Ignorando le offerte di sconti di pena, non ha rivelato il nome del suo complice mai catturato. E' colpevole di un crimine odioso, ripugnante, eppure ha una sua personale integrità.
Quando a Beggiato viene diagnosticato un cancro, il suo avvocato presenta un'istanza di grazia e - in subordine - una richiesta di sospensione della pena per malattia.
Per la grazia è necessaria l'approvazione dei parenti delle vittime, cosa assai discutibile e reminiscente di un ordinamento giuridico tribale. La vittima, la più lontana dai requisiti di distacco e lucidità necessari a somministrare la giustizia, è chiamata a decidere il destino del suo carnefice di un tempo. In questo modo è costretta a rivangare e rimuginare, e la sorte di una persona dipende dal risultato dei rimuginamenti.
Il parere viene chiesto a Silvano Contin, marito e padre delle due vittime, nel frattempo sprofondato in un pozzo senza fondo di rancore e desiderio di vendetta. Della moglie e del figlio, Contin tiene in casa solo le foto dell'autopsia, perché "il dolore mi [aiuta] a orientarmi nell'oscura immensità della morte".
Parte da qui la catena di eventi che porta la vittima di un tempo a improvvisarsi giustiziere e divenire a sua volta carnefice, e il carnefice di un tempo a divenire prima vittima e poi, con un colpo di scena, redentore che offre all'altro la "seconda possibilità", quella che a lui è stata negata.
In cosa consiste la "seconda possibilità", e in che misura cambierà l'ex-vittima e neo-carnefice? Per saperlo dovete leggere il libro, a cui la mia descrizione scritta a caldo non rende giustizia (oops!).
Si tratta senz'ombra di dubbio di un romanzo "a tesi". Nelle interviste, l'autore non sembra farne mistero. Tuttavia è molto meno didascalico di quanto si possa pensare e, tesi o no, se ne avvertiva la necessità, in un momento di massima strumentalizzazione del dolore dei "parenti delle vittime". Mica di tutte, s'intenda: è presentabile, notiziabile e "spendibile" soltanto il dolore di alcuni e non di altri. I parenti delle vittime del "terrorismo rosso" vanno benissimo; i parenti delle vittime delle stragi di stato sono già meno telegenici; i parenti delle vittime della repressione poliziesca (le centinaia di "morti da Legge Reale"), beh, quelli è meglio lasciarli stare, potrebbero mettersi in testa di sfruttare l'occasione per "fare politica".
Oggi le etichette "noir" e "thriller" vengono appiccicate a due romanzi su tre, gli editori italioti non si preoccupano se il genere s'inflaziona e lo scoppio della bolla è ormai imminente: a loro interessa l'uovo oggi, chi se ne fotte della gallina di domani? Dopodomani, torturati dai crampi della fame, compreranno polli di batteria importati da chissà dove, a rischio d'influenza aviaria. Purtroppo, a differenza degli allevatori giapponesi, nessun editore farà seppuku per la vergogna e il disonore.
Comunque vada, noi ci teniamo ben stretto Carlotto e i suoi romanzi nerissimi.
Profile Image for Tom Vater.
Author 38 books39 followers
May 15, 2012
If this slight novel (Original title: L’oscura immensita della morte, 2004) by Massimo Carlotto, the master of Italian Noir, is anything to go by, then European crime fiction is in a killer shape. Carlotto’s tale of a man who has lost his wife and child in an armed robbery gone wrong stands our perception of good and evil on its head and throws a glaring light on the heartlessness of Berlusconi’s Italy.

Silvano, the story’s victim, is a broken man. Following the senseless death of his loved ones, he gives up his high flying job and safe, middle class life to become a human shell who makes keys and fixes shoes in a shopping center, waiting for his time to run out, unable to overcome his grief. But when he hears that Raffaello, the killer who’s doing time for his family’s murder has cancer and is asking for clemency to be allowed to die a free man, he sees his chance for revenge and has high hopes that he will be able to track down a never apprehended accomplice of the crime that destroyed his life. With Raffaello out on the streets, Silvano uses the terminally ill gangster, his mother, a cop, a priest and a high society socialite with a guilt chip on her shoulder to track down the alleged accomplice.

The story is told by alternating protagonists, with Raffaello wanting to make the most of the time he has left and Silvano not caring for his life (not that of anyone else) which ended with the death of his wife and child. The violence unleashed by the victim is epic, repulsive and understandable, as conventional morality is stood on its head by extreme suffering. Soon, the reader is led into the darkest corners of Silvano’s mind where revenge and mayhem thrive, fester and burst forth.

The protagonists, all too real in both their humanity and monstrosity, show a healthy capacity for cruelty, as well as, in unexpected ways, for kindness. In the end, the reader is left with some of the incredible pain that all human beings endure as a consequence of their decisions which somehow never pan out the way they planned. This is what makes Death’s Dark Abyss a truly frightening and disturbing text. Carlotto does that rare thing, telling it like it is.

Incidentally, the author’s history reads like one of his novels. Massimo Carlotto, a left wing activist in his younger years, was framed by Italian police for a murder he did not commit, went on the run to South America and France, eventually turned himself in to Italian authorities and did five years in jail. In one of the biggest cases of miscarriage of justice in Italy, Carlotto, thanks to a long campaign by his supporters, eventually received a presidential pardon in 1993. Hardboiled indeed.

If you liked this review, check out my blog on Noir and Pulp The Devil's Road my link text.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
974 reviews74 followers
January 12, 2026
C’è il nero.

Poi c’è il cielo dipinto di nero Anish Kapoor di cui canticchio da un anno e un mese circa: l’artista britannico di origine indiana detiene i diritti per l'utilizzo esclusivo del “Vantablack”, ovvero del “nero più nero” che ci sia, capace di assorbire il 99,965% della radiazione luminosa (no, non lo capisco esattamente, ma così a intuito mi sembra davvero taaaaaaaanto scuro).

E poi c’è il nero Massimo Carlotto, che credo assorba anche il restante 0,035%: talmente noir, nella accezione più pura e letteraria del termine, dal diventare persino leggermente disturbante se - come me - hai perso un po’ l’abitudine al genere negli ultimi anni e non sei più abituato a tinte così fosche e drammatiche.

Il romanzo è uno spartito essenzialmente a due voci: Raffaello Beggiato, egastolano, truce omicida neppure troppo pentito dell’assassinio di due innocenti: una madre e un bambino di otto anni, e Silvano Contin, che quell’azione ha reso vedovo e disperato. Due vite e due storie che tornano a incrociarsi quando Beggiato, malato di cancro, quindici anni dopo la sua condanna inoltra una domanda di grazia o di sospensione della pena, con l’intento - anche piuttosto malcelato - di approfittare della circostanza per fuggire in Brasile e consumare in libertà i suoi ultimi anni di vita. E in ribaltamento dei ruoli e delle intenzioni, Contin può immaginare di poter approfittare della situazione per ottenere non tanto giustizia quanto una violentissima vendetta.

“L’oscura immensità della morte” è un romanzo breve, che tiene incollati alle sue pagine, e che delinea perfettamente una caratteristica forte della nostra letteratura di genere (almeno, quella di livello): l’utilizzo di storie forti, anche urticanti, come occasione per riflettere su temi sociali importanti (la condizione di vita nelle carceri, i protagonisti della giustizia, il supporto ai parenti delle vittime) e sugli impatti emotivi che un delitto orrendamente scatena.

Mi è mancata, forse, in questa storia di dolore, pentimento, vendetta, perdono, almeno una minima lama di luce a rischiarare l’oscura, oscurissima immensità: non per abbandonarmi al conforto di un finale di speranza, ma per provare a immaginare di poterci ancora credere, anche solo qualche volta.
Profile Image for Bonnie Brody.
1,376 reviews236 followers
October 25, 2016
Raffaello Beggiato, high on cocaine, robs a jewelry store and takes a mother and child hostage, killing them both. He is sentenced to life in an Italian prison. Beggiato has a partner in this crime but he never gives up his partner's name, leaving everyone in the dark as to who the killer was.

Silvano Contin, the husband and father of the murdered victims of Beggiato's crime holds on tentatively to any semblance of life. "I didn't have the desire, let alone the energy, to start living again." He merely survives and can't get his wife's last words out of his mind. What she says to Contin on her deathbed is "I can't see anymore. I'm scared, scared, it's so dark. Contin disengages from his family and everyone he knows andnstarts a new business as a key maker and shoe repairer, hoping that he is not recognized by anyone. He visits the police investigator repeatedly to see if any progress has been made in the case but they have been unsuccessful in identifying Beggiatto's accomplice.

When Contin hears that Beggiato is seeking pardon because he has cancer, the story takes a new spin. Beggiatto has maintained that he did not kill the woman and child and Contin is hoping that this is the opportunity to find out who murdered his family.

The book is well-written but it is very, very dark and one of the most horrific narratives of revenge and hatred that I've ever read. Contin is consumed with getting back at Beggiatto and his partner in crime to the point that his life has lost any meaning and purpose. He will go to any ends to find out who killed his family. Even then, one wonders, what is left for him.
Profile Image for Martina Sartor.
1,240 reviews42 followers
February 21, 2018
Questo libro ti prende allo stomaco fin dall'inizio e ti getta direttamente nel buio abisso della mente della 'vittima'. Il carcere, la morte ingiusta di vittime innocenti... All'inizio si fa persino fatica ad andare avanti a leggere, tanto è cupo. poi non ci si stacca più dalle pagine e non si vede l'ora di finirlo, per leggere come si evolve la storia interiore ed esteriore dei due protagonisti. Si resta sconvolti nel rendersi conto che tutto ciò può effettivamente accadere a chiunque di noi. E nessuno è totalmente innocente o totalmente colpevole. Nè totalmente buono o totalmente cattivo.
Profile Image for Des Lewis.
1,071 reviews106 followers
March 11, 2021
I have finished the book, in one fell swoop of irresistible reading the remaining relatively huge chunk of it. The temptation to eke it out had — at least, in part — lost its attraction ever since I blotted the plot from this real-time review to preserve your suspenseful enjoyment of the book without spoilers.

The detailed review of this book posted elsewhere under my name is too long or impractical to post here.
Above is one of my observations at the time of the review.
Profile Image for Massimiliano.
444 reviews91 followers
November 30, 2020
Come sempre per i romanzi gialli non rimango mai impressionato, il libro in sè non mi lascia mai avvero qualcosa.

Qui però più che giallo siamo nel genere del thriller psicologico, e la faccenda si fa leggermente diversa. Si riesce infatti a entrare nella mente sia dell'assassino che della vittima, ed è interessante come Carlotto riesca a delinearne i caratteri pur utilizzando quasi solo dialoghi o monologhi interiori.

Buona la trama, anche se alcune cose rimangono inspiegate.
Profile Image for Julian Douglass.
420 reviews19 followers
September 12, 2022
A powerful novel that has so many different emotions and different directions that makes it a great read. Mr. Carlotto does a great job in painting the scenery, the character development, and the plot twist that show the true human side of revenge, blackmail, and doing what ever you can to get what you want. A lot of "I didn't see that coming" from this book, which is great considering that this is only 150 pages. A fantastic, quick read that kept me engaged the entire time reading it.
Profile Image for August .
110 reviews
February 11, 2025
*A static wide angle shot of a street, there's a car parked on this side of the street and on the other side, is a bank next to which are vegetable vendors, we see a woman in her 30's and a small child buying vegetables, as they are buying them, two masked men arrive on a motorcycle and enter a bank in the background, the woman is still buying vegetables, bargaining with the vendor, after she's finished, she takes the child's hand and starts to cross the street, walking towards the car, in the background, we see those two masked man running out of the bank wildly, they cross the street and as the woman opens the door of her car, get inside it, one of them takes hold of the driver's seat, while the other one sits in the back, with the woman and the child, the woman screams, the child starts crying, the police are in pursuit now, there's a bang, the car door opens and out falls the small child, down on the street, dead, the woman fights back and suddenly there's a bang, a bullet, right through the heart, after, when the police finds the car, there' s only one man inside, and the dead body of the lady, the bag and the other man are nowhere to be seen* It's been 15 years, but Silvano still doesn't know who killed his wife until one day........destiny knocks on his door, THE AXE FORGETS, BUT THE TREE REMEMBERS.

The above described scene is from the film BADLAPUR by Sriram Raghavan, which is an Indian adaptation of this book, now, why do I mention it? because it's one of the few cases where the film IMPROVES upon the ideas presented in the book, but this is already a brilliantly told story, which makes Badlapur pretty fuckin' great ( I absolutely love it ) now, let's come on the book,
Massimo Carlotto's Death's Dark Abyss is a visceral and intense revenge drama that has "Rage" as it's middle name. It's based on the principle that "Revenge is a dish best served cold" and it amps it up to 11, revenge is served straight out of the cold storage in this one. It follows the lives of two people, Silvano Contin and Rafaello Beggiato, 15 years ago, when Silvano's wife and kid were killed in a bank robbery, Rafaello was the prime suspect, but he never revealed the name of his partner that took the loot to the police, but now, Rafaello has been diagnosed with Cancer and his only chance to die a free man lies in the hands of Silvano Contin. This simple story here has been told in such neo-realist way that every ember of rage and suffering experienced the characters is felt throughout the pages. It's also dark and twisted character study of these two. The themes of Revenge, psychology, love, loss, implications of violence has also been somewhat touched upon. But the reason for it not being a 5-star read is mainly because it felt like the author got too carried away with the anger emotion, especially in Rafaello's chapters, now this book is mostly from a POV format and Rafaello's character IS supposed to be like that, but the story DOES sometimes go overboard with it and takes decisions you may not be comfortable with, but this isn't supposed to be about morality so for me, it wasn't much of a hindrance, Overall it's a great short read that is sure to leave an impact on you after you finish it. Now, let end this just like I began it, here's another anecdote from Badlapur.............

*The man's driving in his car, the memory of the murder he just committed fresh in his mind, near a checkpost of the city, he is stopped by the police, an officer comes up to him and asks:
"Naav kaay aahe tujhe?" ( What's your name? )
"Raghu", he says
"Kaay?" (What?), he asks again,
"Raghu"
"Ghetli Kaay? ( Have you done alcohol? ), the policeman asks
Raghu shakes his head, "Murder kele" ( Did a murder ), he replies with a smile
And they both burst out laughing into the night..................*
Profile Image for Moloch.
507 reviews782 followers
January 31, 2015
Con un titolo così, nessuno si aspetta una storia molto divertente, e infatti è uno dei libri più tristi e desolanti che abbia mai letto. Carlotto non delude neppure questa volta, e io posso congratularmi con me stessa per aver fatto l’affare e aver comprato il libro usato per soli tre euro.

Una città del Nordest, 1989. Due rapinatori in fuga prendono in ostaggio e uccidono una donna e suo figlio di otto anni. Uno di essi poi viene arrestato, mentre l’altro fugge col bottino e non verrà mai identificato, perché il suo complice, Raffaele Beggiato, si rifiuta di fare il suo nome. L’uomo viene condannato all’ergastolo.
Le due vittime erano la moglie e il figlio di Silvano Contin: da quel giorno in cui gli è stato tolto tutto ciò che di più caro aveva nella vita, è come se l’uomo fosse sceso nella tomba assieme a loro. Il dolore e “l’oscura immensità della morte”, espressione che sintetizza le ultime parole dette dalla moglie nell’agonia e che sono diventate per lui un’ossessione, sono i suoi unici compagni.
Passano quindici anni, e anche Beggiato entra a contatto con l’oscura immensità della morte: gli viene diagnosticato un cancro, che gli lascia poco tempo da vivere. Dopo l’inferno del carcere, il suo unico desiderio è morire libero, perciò fa domanda per la grazia: per ottenerla è necessario però il perdono di Contin.
È a questo punto che prende il via una triste e agghiacciante serie di eventi che porteranno allo sconsolato finale: l’unica cosa che dia ancora senso alla vita di Contin è scoprire chi fosse il complice di Beggiato in quella rapina, ed è convinto che se l’uomo uscisse di galera cercherebbe di contattarlo per avere la sua parte del bottino. Perciò, “paradossalmente”, anche se la domanda di grazia non viene accolta, preme perché gli venga concessa la sospensione della pena per curarsi. E così, quasi “inconsciamente”, prepara il suo piano di vendetta.
In realtà i due uomini sono morti entrambi quel giorno del 1989, senza rendersene conto.

4/5

http://moloch981.wordpress.com/2009/0...
Profile Image for Dolceluna ♡.
1,294 reviews185 followers
August 5, 2017
Massimo Carlotto è la mia ennesima piacevole scoperta avvenuta grazie ad Anobii: un autore che diversi amici dipingevano come un rappresentante imperdibile del noir italiano. Divisa tra la curiosità e il timore di restare delusa da aspettative troppo alte l'ho tenuto come mia prima lettura d'ombrellone e non me ne sono pentita. Ho trovato un noir italiano crudo e cattivissimo, una storia di casa nostra, amara, realistica e narrata con taglio netto e incalzante: quella di Silvano Contin, un onesto cittadino al quale un malvivente, Raffaele Beggiato, durante una rapina, ammazza con due colpi di pistola la moglie e il figlioletto. Beggiato finisce nel buio della galera, Contin finisce nel buio del dolore, quel dolore cieco e assurdo che lo spingerà, 15 anni dopo, a rifiutare di concedere la grazia a Beggiato, malato di un tumore, per poi ritrattare, dopo aver trovato il modo di farsi giustizia da solo...un dolore che si tuffa nella follia. Il contrasto vittima-carnefice con cui si apre il libro diventa quindi un paradosso, poichè la vittima a poco a poco si trasforma in quella bestia sadica e volgare che è stato il carnefice e anche il gudizio morale del lettore appare vacillante e disorientato: alla fine, solamente grazie ad un "sacrificio" dell'ex carnefice, la vittima ora carnefice riuscirà ad avere una seconda possibilità per redimersi e tentare di lasciarsi tutto alle spalle. Ma al lettore resta l'amaro in bocca. E tanti, tanti interrogativi che affollano la mente sollevando questioni complesse e attuali: è giusto, in situazioni estreme, concedere la grazia come atto di umanità? E possibile perdonare certe colpe? E' lecito che chiunque nella vita, al di là delle azioni commesse, goda di una seconda opportunità di riscatto? Forse a questi interrogativi una riposta non ci sarà mai...ma è giusto e apprezzabile che una lettura come questa inviti a porseli, ogni tanto. In conclusione, un noir aspro e buio come la stessa oscurità richiamata nel titolo: l'oscurità della morte, ma anche l'oscurità della propria mente quando precipita nei baratri più profondi.
Profile Image for Giovanna.
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February 13, 2025
1989 - una città del Nordest
L'imputato aveva il labbro spaccato, gli occhi pesti, il naso rotto e gonfio con due tamponi emostatici che spuntavano dalle narici e lo costringevano a respirare con la bocca. I due agenti della polizia penitenziaria che lo sorreggevano dovettero aiutarlo a sedersi. Era conciato male.

Di questo libro non immaginavo niente e si è rivelato un boccone ben difficile da digerire, perché se all'inizio pensavo di sapere, senza alcuna possibilità di sbaglio, chi fossero i buoni e chi i cattivi, andando avanti le cose sono diventate meno nette, i ruoli hanno iniziato a sovrapporsi e il bianco e il nero a diventare un grigio che ha ricoperto ogni cosa.
La causa di tutto ciò che avviene nel racconto è un avvenimento sconvolgente, e le parole che lo descrivono in modo così laconico e spietato creano immagini che rimangono davanti agli occhi in ogni momento della narrazione, come tanti fotogrammi messi in fila uno dietro l'altro, brevissimo lasso di tempo in cui si consuma una tragedia che porterà con sé solo un lunghissimo strascico di sangue e dolore . Le vittime di tale avvenimento sono le uniche figure che usciranno completamente innocenti da questa storia in cui la speranza o la felicità o almeno la rassegnazione non trovano alcun posto, nemmeno per un attimo. Non esistono personaggi positivi, non esiste pentimento o redenzione, anche la vittima, colui il quale meriterebbe tutta la nostra totale comprensione, ci volta le spalle e si trasforma in carnefice.
Amarezza e dolore e disperazione. Troppo di ognuna di queste cose. È quel che mi rimane chiudendo questo libro che ho trovato terribile e magnifico insieme.
Profile Image for Procyon Lotor.
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January 27, 2014
Colonne d'Ercole LA QUARTA DI COPERTINA DEL ROMANZO: Nel corso di una rapina, un malvivente prende in ostaggio una donna e il figlio di otto anni e li uccide. L�uomo viene condannato all�ergastolo. Ma per Silvano Contin, al quale hanno ammazzato moglie e figlio, la sentenza non basta. Quel giorno ha perso tutto e si ritrova prigioniero della solitudine e della memoria. Quindici anni dopo l�omicida, colpito da un tumore inguaribile, chiede la grazia e quindi necessariamente il perdono di Contin. La risposta di quest�uomo, devastato dal dolore e avvolto dall�oscura immensit� della morte, � il cuore di questo romanzo. Due sofferenze a confronto, quella della vittima e quella dell�ergastolano: chi sta scontando la pena pi� dura?. Due protagonisti si affrontano, il colpevole e l�offeso: chi � il peggiore? Dove si annida il male? Due tragedie si fondono, alimentate dall�incapacit� dello stato a dare risposte certe alle vittime e ai �cittadini detenuti� rinchiusi in affollati istituti di pena. Come "la promessa" di D�rrenmatt anche queste pagine sono un confine. Oltre nel noir non v'� pi� nulla. Molto disturbante, molto crudo e definitivo. Molto vicino al suo titolo. Pu� far schizzare sia i seguaci di Beccaria finanche quelli di Roy Bean in un luogo e una direzione che non avevano nel loro patrimonio immaginario, qui si abita una singolarit�, cosa c'era prima, dopo o oltre non � dato saperlo.
Profile Image for Ubik 2.0.
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October 22, 2012
Una prosa asciutta e scarnificata e una tristezza sconfinata compongono un romanzo che, fino a poche pagine dalla fine, appare privo di speranza, di personaggi positivi e di pietà, finchè non ti fa trovare tutto questo nel personaggio che meno ti aspetti.

Il libro si basa essenzialmente su un radicale ribaltamento dei ruoli: da una parte la vittima, duramente colpita dal destino e circondata dalla compassione della collettività, si mostra capace di un cinismo, una determinazione e una ferocia raccapriccianti; dall'altra il rapinatore pluriomicida ergastolano, tossico e moribondo, si riabilita con un gesto di umanità che ne nobilita la figura, sebbene l'opinione pubblica, aizzata da una stampa forcaiola, lo marchierà ancor più come una belva spietata.

La partecipazione a questo duplice e antitetico percorso viene alimentata e amplificata dall'uso della voce narrante alternata, per cui il lettore si trova ad osservare i fatti dallo sguardo dell'uno e dell'altro, portato ovviamente a provare un'iniziale empatia con la vittima ma poi spiazzato dall'evoluzione dei caratteri.

Due punti di vista maschili mentre le donne, senza eccezione (la moglie, la madre, la puttana, la donna socialmente impegnata), sono le vittime innocenti e impotenti del deserto morale che pervade tutta la storia.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Staci Taylor.
459 reviews15 followers
February 5, 2010
SOO GOOD! The author was sentenced to a crime he did not commit, and was ultimately acquitted. Carlotto is able to provide two perspectives in the case of a murderous crime. So many questions are posed: should guilty individual be allowed a second chance? should we take the laws into our own hands and seek revenge to gain some sort of justice? The various twists in the plot make you enticed for the 145 pages this short read gives.
Profile Image for Nik Maack.
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July 13, 2021
Really enjoyed this book. Carlotto is great at muddying the waters of good and evil, and showing you a far more complicated world. A powerful start leads down a fun and twisty tale of ups and downs.

If I have one complaint, it's that the book does a lot of exposition, as opposed to storytelling. And yet, somehow, Carlotto makes this work and has me on the edge of my seat, reading at a frantic pace.

Another good vacation book to read.
Profile Image for Tom Mooney.
917 reviews437 followers
September 13, 2017
Takes terrible to a whole new level. Just awful, tasteless shit.
Profile Image for Marta Folgarait.
738 reviews9 followers
May 9, 2022
Storia cruda e spietata ma che fa riflettere il lettore. Un miscuglio di situazioni e sentimenti dove i ruoli si invertono e ci prospettano una realtà che potrebbe tranquillamente essere.
Profile Image for italiandiabolik.
260 reviews14 followers
December 21, 2018
Giustizia o vendetta. Eterno dilemma.
A tratti passaggi scontati, quasi banali: il messaggio arriva però forte e chiaro.
Profile Image for Debbi Mack.
Author 20 books139 followers
March 9, 2016
This is the first time I've ever tried Italian noir, and it's easy to see, after reading DEATH'S DARK ABYSS, why Massimo Carlotto is "widely considered Italy's foremost crime fiction writer" and "a major exponent of the Mediterranean Noir novel." It's also easy to understand why he writes noir about the Italian criminal justice system, given the fact that he served years of jail time for a murder he didn't commit, but was eventually given a presidential pardon.

The story is told by two characters--Raffaello Beggiato, a man who (high on drugs and with the cops hot on his heels) murdered a woman and her young son during an armed robbery with an accomplice who got away with the loot, and Silvano Contin, the grieving widower who lost his wife and son at Beggiato's hands (although Beggiato claims his accomplice pulled the trigger--a distinction that is not only untrue, but makes no difference with respect to his legal culpability).

After a prologue that sets up the situation, the story jumps ahead 15 years to when Beggiato may qualify for release because he has cancer. Each character tells his side of the tale in turn--Beggiato, sick and embittered with prison life, hopes Contin will write a letter to the court forgiving him for what he did so he can get a pardon or suspended sentence and enjoy his last days alive as a free man; Contin, who has obsessed over his wife's dying words--"Everything's gone dark, Silvano. I can't see anymore, I'm scared, scared, help me, it's so dark"--for the last 15 years, is bitter and enraged, and has no intention of forgiving Beggiato for what he did. Unless . . . there's something in it for him . . .

Read the entire review at http://thebookgrrl.blogspot.com/2008/...
Profile Image for Fabio Carlo-Stella.
195 reviews14 followers
September 24, 2025
- Il potere che avevo su quelle persone mi inebriava

Un doppio omicidio estremamente odioso è il fatto di cronaca che apre la storia, un prologo asciutto e spietato che cancella preventivamente ogni possibile empatia nei confronti dell'assassino. E poi il buio della morte che ingoia non solo le vittime, ma anche chi resta e deve ritrovare un senso alla propria sopravvivenza. Se ci riesce, perché anche il giudizio della comunità ha il suo peso "La città non avrebbe mai perdonato il mio ritorno alla vita".

Fatalità e indifferenza, giustizia e vendetta. Stabilire dove disegnare un perimetro rimane un dilemma davvero complesso che forse non ha una soluzione, perché gli orribili eventi che seguiranno possono ribaltare i ruoli, e tutti hanno una colpa da espiare. Chi indaga con superficialità e anche chi riversa l'unica, ipocrita solidarietà di cui è capace nei confronti dei soli carcerati, assillando i parenti delle vittime con ridicoli inviti al perdono.

Per curiosità ho visto su RaiPlay la trasposizione teatrale con la regia di Alessandro Gassman, ma secondo me non gli rende giustizia. Tante sfumature si perdono, come si perde anche molto del bel personaggio della prostituta Giorgia, forse l'unico che porta un po' di sincera benevolenza nel racconto.

Una storia che non è solo narrativa, ma che vuole rappresentare una realtà fatta da ognuno di quei parenti delle vittime di omicidio che possiamo vedere quasi quotidianamente al telegiornale, mentre l'oscura immensità della morte sta per inghiottire anche loro.
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