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L'arte fuori di sé: Un manifesto per l'età post-tecnologica

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L'arte è fuori di sé perché sta vivendo una crisi d'identità senza precedenti, ingabbiata in un sistema autoreferenziale per addetti ai lavori, pilotato più da logiche di mercato e di immagine che da una sincera ispirazione, lontano dal vissuto e dalle sensibilità della gente. L'arte è fuori di sé perché sono esplosi tutti i codici e i confini. Il pubblico e gli stessi studiosi faticano a valutare che cosa sia arte e cosa non lo sia, e molti la confondono con la pubblicità, il design, la comunicazione, o con la mera replica di frammenti di realtà. Ma l'arte è fuori di sé soprattutto perché la rivoluzione digitale ha generato una trasformazione antropologica dei comportamenti e delle relazioni sociali, che incide profondamente sull'identità dell'arte e sul ruolo dell'artista. L'arte che esce da sé, in senso positivo, può svolgere una funzione simbolica e pratica di antidoto alle patologie dell'età post-tecnologica, spostando il baricentro dalla creazione individuale a quella collettiva, dall'opera compiuta al processo aperto, dalla centralità dell'artista "genio" allo spettatore, con una circuitazione totalmente diversa, gratuita e molto più partecipata degli eventi artistici.

240 pages, Paperback

First published October 18, 2010

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Displaying 1 of 1 review
Profile Image for Christian Luigi.
101 reviews1 follower
May 9, 2025
Libro molto bello e con delle riflessioni profonde sia sull'arte da un punto di vista processuale, sia da un punto di vista di introspezione psicologica, sia come atto mai nel vuoto siderale e sempre inserito nel sociale. Ho apprezzato davvero molto il passaggio dell'essere sotto il gioco dell'arte tecnologicizzata, in cui macchine possono assurvere alla capacità di creare belle immagini e registri seduttivi. Ergo, quel campo ci è stato tolto e bisogna cambiare il nostro approccio su cosa consideriamo arte e di quali complessità umane possiamo unirci e far parte per creare arte libera, indipendente, significativa e forte. Sicuramente si méritera una terza Rilettura ancora più approfondita.
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