In un aldilà che è anche un “aldiqua”, due anime ancora in attesa di un corpo si riconoscono, si ricordano di essersi amate e si promettono di rivedersi anche nella vita che verrà. Da qui la storia si sposta a Bologna, raccontando i vagabondaggi, gli incontri e le tragicomiche avventure di un personaggio in cui si riconosce l’autore e in cui si incarna una delle due anime. Dove sarà finita l’altra? In che corpo albergherà? La soluzione è in una croce sul cuore.
La storia è molto scorrevole con un bel significato... peccato che in generale l'ho trovato troppo frettoloso, ci doveva essere una spiegazione dietro, per capire meglio
"Croce sul cuore" è un fumetto piacevole e scorrevole e, con note simpaticamente ironiche, affronta e approfondisce la tematica (se così si può definire) dell'anima gemella. Esiste? Non esiste? È frutto di una qualche decisione presa da Chicchessia? O è più uno scegliersi e continuare a farlo tutti i giorni? E se il concetto di "anime gemelle" fosse più semplice di quello che ci è stato raccontato e, non per forza, consistesse nell'amore romantico? Nella coloratissima Bologna, assistiamo ad un'anima che cerca la sua compagna, incontrata nell'Aldilà con cui ha scambiato la promessa di ritrovarsi nell'Aldiquà. Chiaro è che nessuna delle due entità ricorda questo patto, l'unico segno tangibile della sua esistenza è una croce sul cuore, invisibile agli occhi. Questo fumetto ha una storia molto ben costruita che sul finale rimarca il fatto che l'amore non è solo da intendersi come un puro atto romantico, ma ha e deve avere più sfumature che spesso dimentichiamo o ci fanno dimenticare. Attualmente viviamo in una società che addita la "solitudine" amorosa (quindi l'essere single) come un peso mortale, andando ad oscurare anche solo la possibilità che quella persona, nella sua singletudine, possa essere ugualmente felice e, soprattutto, AMATA. "Croce sul cuore" è stata una lettura che ho adorato, soprattutto perché affianca a tematiche "pesanti", il momento di riso e spensieratezza, che ci vuole. Una storia ben riuscita, niente da dire.
Tutto sommato è una storia delicata su un tema complesso come quello della reincarnazione, ma non posso dire di averla apprezzata a fondo. Che sia colpa dei pescespada parlanti o dagli amici a testa di lupo non saprei dirlo, ma direi che non fa per me. In compenso ho empatizzato fin troppo con un determinato alimento, lasciato a marcire in un frigo.
Sinceramente la storia è bella, piacevole, scorrevole, sopratutto DOLCE e SIMPATICA anche, però ho sentito come se fosse durata troppo poco. Probabilmente perchè sono troppo abituata io ai libri soliti “solo lettere-zero figure”... proprio per questo ho però anche aprezzato tanto lo spazio tutto speciale che il fumetto da a certi modi e certe espressioni. Sincero, realistico, ironico, emotivo (nonostante i personaggi animaleschi e “cose con faccina” è realistico nelle cose che vuol dire, sì). * Leggevo molto fumetti da piccola, ho poi smesso del tutto e ora me li sto permettendo di nuovo. Sono davvero contenta di questo ritorno alle origini, di evocare la me piccola e la me grande, farle stare insieme a conoscersi e riconoscersi. Dobbiamo permetterci di leggere qualsiasi cosa ci va, i fumetti non sono “meno”. Leggerò di sicuro altro di questi fumettisti quasi miei coetanei che parlano di cose super interessanti, li vedo su instagram, sono simpatici (anche Wallie ovviamente <3)