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I migliori anni

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Aprile 1975. A soli quarantotto anni, Matilde Carbiana sta per diventare nonna. Il nipote ha deciso di nascere proprio il giorno del suo compleanno. Eppure, quello che dovrebbe essere un momento di grande gioia pare turbarla. E il turbamento arriva da lontano…
Estate 1943. La cittadina di Venosa è occupata dai nazisti, che terrorizzano gli abitanti. Matilde, giovane e determinata, non ha intenzione di rimanere confinata nella provincia lucana: vuole convincere il padre, viceprefetto della cittadina, a lasciarla andare a Bari per completare gli studi. Fausto Carbiana accetta, ma a patto che la accompagni suo fratello Antonio. A Bari, nella pensione che li ospita, vivono altri studenti, tra cui Gregorio, un giovane medico. L’antipatia iniziale che Matilde nutre per lui si trasforma ben presto in un sentimento profondo. Ma la guerra e gli eventi avversi rischiano di separarli proprio quando hanno capito di non poter più fare a meno l’una dell’altro. Matilde si troverà suo malgrado di fronte a scelte più grandi di lei, che cambieranno per sempre la sua vita. E non soltanto la sua…

320 pages, Kindle Edition

Published January 27, 2020

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About the author

Cinzia Giorgio

46 books72 followers
Cinzia Giorgio was born in Venosa in 1975. She has degrees in Literature and Modern Languages, with specialisations in Women’s Studies and History, and has also studied abroad. In 2002 she won a scholarship for research on art history from the Bellonci Foundation, organizer of the famous Strega Prize for literature. She has a Ph.D. in Comparative Literature. She lives in Rome and writes articles on history and art for specialized publications. She writes essays, novels, plays and reviews; organises salon littéraire and is the Editor-in-Chief of Pink Magazine Italia (www.pinkmagitalia.com) and she also writes about fashion for several fashion blogs. The most important publishing houses in Italy (www.newtoncompton.com and www.rcs.it) have published several of her essays and novels on history and art history, and in particular books about Mary Magdalene. She also does lectures around Europe on Mary Magdalene and the Sacred Feminine.

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Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Rita .
4,027 reviews92 followers
January 28, 2020
UN MAGNIFICO GIOCO DI RIMANDI

"Le donne si salvano da sole."

Una rigorosa ricostruzione storica, uno stile estremamente raffinato, una trama ricca dagli inaspettati rivolgimenti. Ma, soprattutto, dei personaggi straordinariamente delineati, lontani da ogni stereotipo. Scontato dirlo, quelli che più mi hanno colpito sono stati Matilde (che forza della natura questa ragazza!) e Gregorio, la cui storia d'amore mi ha fatto davvero sognare. A tal proposito, bastano due sole parole: "capitolo 20".
Un altro elemento che ho approvato moltissimo è stato il modo in cui i ricordi relativi agli anni Quaranta fossero riportati in vita da un piccolo particolare del 1975, seguendo il fluire dei pensieri della Matilde moglie, madre e quasi nonna, in un magnifico gioco di rimandi. L'alternanza fra presente e passato è, insomma, ben studiata, specialmente quando si "sfalda" affinché il momento clou della vicenda () venga lasciato alla fine, impedendo al lettore di interrompere la lettura prima di essere giunto a questo punto.
Soltanto la conclusione, ahimè, mi ha lasciato l'amaro in bocca, benché non potesse andare altrimenti. Non solo è coerente con l'indole della protagonista, ma soltanto un epilogo del genere avrebbe potuto causare emozioni così intense ( - sob!).
Profile Image for Lettrici Impertinenti.
299 reviews102 followers
February 20, 2020
https://www.lettriciimpertinenti.it/2...

Era il nome della prima regina d’Italia, Matilde di Canossa. Una donna fortissima e ingegnosa, che aveva tenuto testa a un imperatore e a un papa. Quando, il 5 aprile 1927, Matilde era venuta al mondo, la levatrice aveva esclamato: «Rosa Maria, questa bambina ha il temperamento di una regina! Guardate che caratterino».

Attraverso gli occhi e i ricordi della protagonista Matilde, Cinzia Giorgio con il nuovo romanzo "I migliori Anni", ci fa intraprendere un lungo viaggio pieno di ricordi, pensieri ed emozioni. Attraverseremo molte città: dal Castello aragonese di Baia-Campi Flegrei, passando per Venosa, Bari, Mantova, Parigi e infine arrivando nella città eterna, Roma.


È un lungo viaggio che parte dal lontano, 1933, anno in cui Matilde è solo una bambina e con la sua testardaggine e sfacciataggine dimostra ad Achille Storace, braccio destro di Mussolini, di essere caparbia e intelligente. Sarà proprio un regalo di Achille Storace a far capire a Matilde che non vuole essere una femmina come tutte le altre, ma lei il suo destino se lo vuole forgiare addosso con il suo carattere e ideali. Le 5 Lire donate dal segretario del partito fascista la accompagneranno in questo lungo viaggio di ricordi.

Roma, 1975 - Nel giorno del suo compleanno, Matilde sta per diventare per la prima volta nonna, mentre attende suo marito al bar per poi recarsi in ospedale inizia il suo lungo viaggio nel passato.
La bella venosina è la figlia maggiore del viceprefetto Fausto Carbiana; alta, longilinea, bionda e dagli occhi del colore dell'acqua marina Matilde fa breccia ne cuori di tutti, soprattutto di suo papà che a soli sedici anni gli concede di andare a studiare a Bari insieme a suo fratello Tonino. A Bari incontra Gregorio, uno dei ragazzi con cui condividerà l'appartamento e il suo primo Amore.

«M’inchino a te, signora: sei tu forse dea o donna? Se una diva tu sei, abitatrice del vasto Olimpo, al portamento, al volto, alla persona, assomigli ad Artemide, figlia di Giove. E se sei una mortale, tre volte felici i tuoi parenti».
Matilde sorrise e gli rispose: «Straniero, non mi sembri affatto vile,
né tardo sembri d’ingegno…».

La vita di Matilde è una vita di amore, di rinunce, di sogni nel cassetto ma anche di esperienze ed eventi. Una vita vissuta nell'Italia alle prese con la Seconda Guerra Mondiale.
Lei cammina sempre a testa alta, affronta le avversità, l'amarezza e le delusioni senza piegarsi agli stereotipi del suo tempo; lei non voleva essere una donna come sua mamma, una madre devota con tanti figli e una gran padrona di casa. Lei voleva studiare, le voleva vivere.

Lei non avrebbe mai voluto vivere sotto un regime tedesco, piuttosto sarebbe fuggita via. Era stufa marcia di essere stata prima una piccola e poi una giovane italiana. Sapeva bene cosa ci si aspettava da una donna: la virtù domestica, la maternità. Si sentiva quasi soffocare.

Un tema non meno importante, ma che ritorna sempre nei sui romanzi sono i libri; come per “La piccola libreria di Venezia”, la scrittrice ci delizia con i libri e le letture di Matilde, spargendole in vari punti del romanzo. Leggere i classici e alcuni libri non del tutto consoni per le donne, incita la protagonista ad aprire la mente e gli orizzonti, cercando continuamente la libertà.

L'ambientazione che fa da sfondo al romanzo viene rappresentata molto bene e descritta dettagliatamente: i culti religiosi, le tradizioni, le storie e l'appartenenza alla famiglia è molto forte e viva.


Ad essere onesta, non ho amato Matilde fin da subito; spesso mi è risultata antipatica e fredda, ma pian piano mi ha conquistata e spesso fatto anche ridere. Fino in fondo non capivo la sua ostinata mancanza di apprensione per la figlia e per il suo primo nipote, è rimasta fedele a distanza di quasi quarant'anni alle sue idee... ma alla fine capisce che forse deve solo chiudere con il passato.

Una bambina avrebbe dovuto affrontare molte più difficoltà nella vita, rispetto a un maschio, ma in fondo nelle sue vene scorreva anche il sangue dei Carbiana... Sfiorò con la punta delle dita le cinque lire nella sua tasca... pensando che un giorno avrebbe regalato la moneta a quella bambina.

Cinzia Giorgio, a parer mio è una delle scrittrici con più talento che abbiamo in Italia. La sua scrittura è fluida e sempre ben chiara, mai noiosa o ripetitiva, riesce a rendere i suoi romanzi dei veri e propri capolavori. La cosa che più amo di lei è il modo in cui incastra perfettamente il passato con il presente; leggendo i pensieri di Matilde, è come se con i miei occhi potessi vedere anch'io l'orrore della guerra, come se potessi gustare un pizz'cannell, un dolce al cioccolato preparato dalla mamma, come se potessi percepire il fuoco ardere per l'ingiustizia e lo stereotipo della donna in quegli anni.


Un romanzo storico, un romanzo di famiglia e di amore per sua Nonna. La scrittrice riesce a coinvolgere noi lettori in una maniera assoluta e determinante ed io per questo la adoro. Al prossimo romanzo.

La Simo
Profile Image for Veronica.
299 reviews5 followers
January 30, 2020
5/5 stars.
Bello. Bello. Bello! ⭐⭐⭐⭐⭐
Profile Image for Letture Sale e Pepe.
1,714 reviews47 followers
September 3, 2020
Un viaggio negli anni attraverso i ricordi della protagonista, una famiglia in continua evoluzione e crescita e il ricordo di un amore non vissuto.

Una protagonista che da dolce e ingenua, si ritroverà ad essere cinica e materialista? Eppure la famiglia per lei è tutto. Tra nascite, matrimoni, ricordi si snoda il racconto di Matilde.

E’ stato un libro ben definito, costruito egregiamente su ricordi e avvenimenti storici da tenerti con il fiato corto e il cuore a mille battiti.

Ho amato tutti i capitoli, ho amato tutti i protagonisti che si sono susseguiti nei vari anni, ma ho amato principalmente lei, Matilde, la sua forza, la sua tenacia, la sua diversità e il suo cuore pronto a mettersi in gioco, a soffrire, a ridere e ad attendere.

Il finale? Ci porrà dei quesiti, ci lascerà di fronte a quell’ascensore, ci porterà ancora una volta a scegliere. Cuore o ragione? Scopritelo.
Profile Image for Maika Medici.
592 reviews19 followers
February 28, 2020
L'abbiamo vista crescere, imporsi già con un capriccio in tenera età, fin quando, il passaggio di una monetina da una mano grande e autoritaria, ad una minuscola e delicata, decreta Matilde protagonista indiscussa…

“Bene, Antonia Maria Matilde, da questo momento sei sotto la mia protezione”

Bella da togliere il fiato, da bambolina – in tenerà età – a ragazza algida e seducente. Per Fausto Carbiana è impossibile nascondere il debole per la primogenita, che non dà solo soddisfazioni in ambito scolastico, ma anche molto attenta alla cura della casa e della famiglia. Per i suoi fratelli è una seconda mamma, e lo sarà sempre, per tutta la vita.

La posizione sociale dei Carbiana non contempla una figlia che lavori, ma il sogno di Matilde è comunque diventare maestra, perseguibile solo frequentando un istituto a Bari.

“Non farai la maestra. Ti lascio studiare perché sei una ragazza intelligente e te lo meriti. Sono stato sufficientemente chiaro?”

Lasciar andare la sedicenne, dal paese verso la grande città, non è semplice, specialmente se in Italia a dettare le regole della vita, è il fascismo. E’ il 1943, si inizia a sentire il vociare degli americani… insieme a cieli che iniziano a mostrare sprazzi di sereno.

Una nuova vita lontana dall’amica del cuore. Nuove conoscenze e una inaspettata, pronta a ribaltare anche le “grandi” convinzioni. L’amore non bussa, sfonda una porta chiusa a chiave e penetra fin dentro le viscere, scoprendo tutto il tenero di Matilde. Gregorio è taciturno, ma sa tenerle testa. Due motivi validi per metterselo in antipatia, e per renderlo “affascinante”. Complicità mentale, attrazione fisica che vorrebbe sfociare…

La “storia” evolve in maniera repentina. Un’Italia ancora troppo in fermento e che non dà certezze. Non è più così semplice neanche realizzare quel sogno, che la riporta lontano da Bari e che apre nuovi scenari. Un palco, la vita di Matilde, sipari che si aprono e si chiudono, con tende rosa, che si tingono di nero… fino a diventare bianche, come la pace, la tranquillità. Serenità, che dista da felicità. Vivere comporta fare delle scelte, e spesso si fanno quelle più convenienti e semplici… Maestra, mamma felice o zitella incallita come il primo sogno da bambina? Gregorio, tra quale opzione è stato incasellato?


Ho quasi compiuto un viaggio lungo circa sessant’anni in pochissime ore, volate come a bordo di un freccia rossa, guardando passare scenari che cambiano in concomitanza a nuove scoperte. In ogni tappa ho assaporato una pagina diversa, scritta da Omero o dipinta e “appesa” al Louvre. Ho ascoltato Edith Piaf, immaginando la Vie en rose in mano ad un rapper di oggi, e sorridendo. Cinzia Giorgio ci ha fatto percorrere un periodo storico che un giovane oggi crede sia solo scritto su un qualche pezzo di carta, e che ha lasciato traccia sull’etere, quasi per capriccio e impossibile che sia stata vissuta. Romanzi come “I migliori anni”, non raccontano solo di una bella e travagliata storia d’amore, ma lascia spazio ai vari spunti. Non ditemi che non avete sentito, anche ultimamente, discorsi del genere:

“Sostenete che l’Italia non è arretrata? È una barzelletta vero? Tra qualche mese sentirò dire: «Almeno con Mussolini i treni arrivavano in orario!» (…) Pensi che il progresso sia rappresentato dalle porte che possono non essere chiuse a chiave perché c’è l’onnipresente duce, in persona, a sorvegliarle? Questa è l’Italia di domani?”

“No. (…) ma almeno ha portato l’Italia a un livello altissimo di occupazione, di industrializzazione. ..”

Perché in qualche modo questi discorsi si adattano alla realtà odierna, cambiando i soggetti… Un romanzo che non può lasciare indifferente chiunque lo legga, per tuffarsi nella storia o crearne una daccapo. Matilde rappresenta la maggior parte delle donne del tempo. Donne che hanno lottato, anche per accaparrarsi il diritto al voto. Donne come la nonna dell’autrice, lo erano le mie, di estrazione sociale diversa l’una dall’altra, ma ugualmente straordinarie… che hanno lasciato un segno nella vita e un solco nel mio cuore.

Definire questo romanzo un capolavoro, è quasi offenderlo. Cinzia Giorgio, seguendo le tracce della nonna, ha creato “la storia” con delicatezza, con il giusto distacco e la freddezza necessaria quando la guerra ha preso il sopravvento, raccontandoci l’amore con il rispetto che Matilde ha meritato fino alla fine.

Un amore che non è stato sporcato con scene necessarie ad accaparrarsi il pubblico.

Un amore puro, che ha seguito i sani principi della giovane, rispettando le “etichette” del tempo. L’autrice non si è limitata a mettere su carta stralci di vita vissuta. Ha saputo trasmettere al lettore ogni sfumatura caratteriale dei suoi protagonisti. Matilde è la mia indiscussa eroina, ci vuole coraggio per fare certe scelte… ma soprattutto portarle avanti, fino alla fine. I tormenti, anche da giovane nonna, diventeranno i vostri. Sentirete di essere lì, anche trasformati in una lacrima, in una corsia dell’ospedale. Un momento unico, e un tonfo nel petto sembrerà destarvi… Mettendo un punto definitivo.

Grazie a Cinzia Giorgio per aver condiviso tutto ciò. Grazie per averci permesso di sbirciare anche attraverso le ultime righe, consentendo ad una definitiva stilla di umore, di uscire. L’ho detto vero?, un capolavoro assoluto.
Profile Image for Libri & SognaLibri.
966 reviews35 followers
February 20, 2020
RECENSITO DA SIENNA PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI"
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Bello, bello, bello.
La mia recensione potrebbe iniziare e finire adesso perché non saprei come meglio descrivere questo romanzo se non ripetere per la quarta volta che è bello!
Se la forma è anche sostanza, “I Migliori anni” di Cinzia Giorgio per me rappresenta l’esempio che ne rasenta la perfezione.
Ho letteralmente i brividi ripensando alle parole conclusive del romanzo, agli eventi che hanno condotto fin lì, dove tutto finisce, o forse non finisce affatto, perché l’amore con la A maiuscola è infinito anche proprio perché non si è espresso in tutte le sue forme.

Chi può saperlo, certo è che la protagonista femminile di questo romanzo lo ha custodito nell’angolo più buio del suo cuore, là dove lo ha confinato la sua razionalità e dove nessuno è stato in grado di vederlo né tanto meno di sostituirsi ad esso.

Benché le sue aspettative di ragazza, per come dovesse essere la sua vita da adulta, siano state soddisfatte non è stata comunque in grado d’imporsi sul destino, lei che all’età di sei anni era già consapevole della sua forza di carattere tanto da non credere nel fato: “Aiutati che Dio ti aiuta” le ripeteva sempre sua nonna, e lei ne era talmente convinta da pensare che, credendo nelle sue capacità, e avendo fiducia in sé stessa, tutto sarebbe andato come lei desiderava.

“La vita però l’avrebbe clamorosamente smentita. Ma soprattutto l’amore le avrebbe lasciato un marchio così doloroso e indelebile da stravolgere la sua intera esistenza. Era troppo giovane, all’epoca, per saperlo.”


Il suo più grande rimpianto è di non essersi voltata indietro, di non avere rotto il silenzio della sua ostinazione dando voce al suo cuore.
Anche a distanza di anni – decenni – non è riuscita a perdonarsi, ma io vorrei tanto poterle dire che non è lei che deve essere perdonata, no, lei ha fatto la sola cosa giusta che potesse fare.
La responsabilità di ciò che ha per sempre deviato il corso del suo destino, è del destino stesso, perché non si può chiedere ad una persona di essere un qualcosa di diverso da ciò che è, e il giovane uomo di cui si è innamorata non può fare altro che seguire la sua integerrima natura che lo costringe a sottostare ai prìncipi e alle regole di una comunità in cui, all’epoca dei fatti narrati, la parola data ha un significato e un peso oneroso e dalla quale non intende sottrarsi.

Miei cari Dreamers non so se sono riuscita a farvi capire quanto questa storia mi abbia profondamente coinvolta, e a momenti strappato il cuore dal petto, per la lucidità e l’intensità del suo contenuto esaltato da una prosa elegante e così curata tanto da rendere il risultato finale inappuntabile.

Lodevole è anche l’attenta ricostruzione storica di un passato abbastanza recente che non ho – per fortuna – vissuto in prima persona, ma di cui ne ho memoria, oltre che per il bagaglio culturale acquisito in ambito scolastico, per i racconti dei miei nonni e dei suoi fratelli. Questo particolare “percorso” mi ha subito fatto entrare in sintonia con l’autrice, la quale è come se avesse riportato nel presente oltre che sua nonna, alla quale è dedicato il libro, anche la mia con la testimonianza di ciò che ha significato vivere durante il fascismo e la seconda guerra mondiale.
LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG:
https://libriesognalibri.wordpress.co...
Profile Image for chiara Rancan.
414 reviews
June 14, 2020
I migliori anni di Cinzia Giorgio è una meravigliosa saga famigliare che scaverà nella vostra memoria e vi emozionerà fino a mettervi in discussione. Fatevi incantare dalla forza di Matilde Carbiana e dai suoi migliori anni.
Profile Image for Federica Stramieri.
44 reviews2 followers
July 6, 2021
Bellissimo libro. Molto emozionante e scorrevole. La meravigliosa penna dell'autrice ti trascina in una fantastica storia da leggere tutta d'un fiato. Letto il libro in soli due giorni. Mai successo con nessun'altro libro.
Consigliatissimo!
Profile Image for Elerwen.
311 reviews16 followers
March 1, 2020
Un romanzo che ti tiene incollato fino alla fine. Assolutamente consigliato.
Profile Image for Sara Cellerini.
122 reviews8 followers
February 12, 2021
Un libro piacevole, elegante, accurato e curato. Una bella storia, anche se l’aspetto psicologico poteva essere maggiormente approfondito.
Profile Image for Giusy Guerra.
473 reviews7 followers
September 30, 2022
È destino che questo periodo mi capitino solo libri di amori non corrisposti. Mah!
Non avevo mai letto nulla di questa autrice, e così per caso, mi è capitato tra le mani.
In soldoni, un libro senza infamia e senza gloria. Carino al punto giusto, ma niente che ti rimanga dentro.
Unica cosa interessante questa doppia narrazione, che scorre su due binari paralleli, la Matilde giovane degli anni 40, e la Matilde anziana degli anni 70.
Le due storie scorrono parallele, il presente degli anni 70, una Matilde sposata, i figli, i nipoti e la Matilde degli anni 40 che fa il suo debutto in società e il suo affaccio alla vita.
L amore per Gregorio e un barcamenarsi tra le varie situazioni.
Comunque una lettura leggera.
Displaying 1 - 17 of 17 reviews

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