«Da bambino volevo essere il personaggio di un film, e sono riuscito a diventarlo. Ma Gué si nasce e non si diventa. Ho visto un miliardo di reati, ho scritto testi con l'odore acre dei pacchi di droga nel cervello. È più forte che mangiarsi una scodella di wasabi. Fin da adolescente ho avuto il piede in due scarpe, mi guardavo intorno a 360 gradi, cosa che mi ha reso subito ambizioso. Camminavo coi delinquenti e coi borghesi allo stesso tempo. Non ero sicuro di me, ero magro, il mio difetto fisico all'occhio era anche più accentuato di adesso, ero timido e sentivo di non piacere alle donne. Ma mi ero ripromesso due cose: che avrei spaccato col mio stile e avrei fatto i soldi. La gente non sa se Gué è un tamarro o uno che è in grado di parlare e, siccome la gente è banale, neanche i più grandi addetti ai lavori, gli stimati professionisti, capiscono. Questo c'ha i tatuaggi, però parla bene, come fa a fare questa rima? È un poeta o un delinquente? Un educato o un malandrino? Amo fare incazzare la gente e disorientarla. Mi fa piacere dispiacere.» Dentro Guérriero Cosimo Fini, in arte Gué Pequeno, ha messo tutto se stesso: la sua storia, la sua musica e soprattutto la sua anima. Tra periferie e suite a cinque stelle, tra poesia e slang di strada, tra droghe e ossigeno: un flusso di incoscienza potente, sincero e senza filtri.
Ci ho messo circa un paio d'ore ad iniziare e a portare a termine questo libro... Beh, che dire? Cosimo Fini, meglio conosciuto come Guè Pequeno, è da sempre il mio cantante preferito e ho sempre saputo che è un uomo dalle mille capacità. E' un ottimo rapper (chi dice il contrario, evidentemente ascolta i ragazzini di oggi che si definiscono tali), uno dei pilastri della scena italiana. E' partito dal nulla, facendosi un mazzo tanto, cantando il vero, quello che ha vissuto e che ha visto nella Milano '90. Ha studiato, ha approfondito e, tutto quello che ha appreso, lo ha applicato nella sua musica. Lasciamo perdere le canzoni di oggi, anche se ci sono dei pezzi geniali, la maggior parte sono commercializzate. Non si parla più di rap crudo e nudo. Quello lo ha già cantato! Non capisco quelli che si lamentano... insomma, se una cosa viene già detta e ridetta, che senso ha continuare a soffermarcisi per anni e anni? Il mondo va avanti, gli interessi cambiano e la cultura va a pari passo. E' giustissimo adeguarsi alle innovazioni, se non si vuole rimanere indietro, sopratutto in questo mondo dove, se ti fermi, sei perduto. Che poi, non per dire, ha sempre parlato di donne, soldi e droga. Cambia solamente il modo in cui lo fa, tutto qui. Magari prima esprimeva il suo desiderio di diventare qualcuno, mentre oggi esprime il suo essere diventato qualcuno. Prima esprimeva il modo in cui la droga riusciva a farlo evadere dalla realtà, mentre oggi ci dice, senza peli sulla lingua, come gli piace il modo in cui lo fa sentire, come si diverte. Tutti lo giudicano per questo suo modo di esprimersi: la spavalderia, il vantarsi... ma io amo tutto ciò e sapete perché? Perché resta la persona più vera che possa esserci. Resta sempre lui, Cosimo Fini, coi suoi pregi ed i suoi difetti. Perché deve fingere? Per fare qualche soldo in più? Per essere popolare anche tra i giovani? No, questo non fa per lui. Lui è vero, è così com'è. E trovo che non ci sia nulla di più bello di essere veri. Inoltre, è un imprenditore. Ha creato un'etichetta musicale ed una linea di abbigliamento. E' uno che studia, continuamente. Penso che non riuscirei nemmeno in due vite ad arrivare ai suoi livelli di conoscenza. E' al corrente di qualsiasi cosa: a partire dalla musica, continuando con la letteratura e andando a finire con il cinema. Insomma, è uno che si è sempre dato da fare, che ha sempre avuto quella famosa "sete di sapere". E se oggi è arrivato dove è arrivato, è solo merito suo. Di nessun altro.
Molti di voi, probabilmente, non sarà d'accordo con me e avrà da ridire, ma per me è il numero, sempre e per sempre.
Ok facciamola breve. Il grande difetto del libro ? bhe direi decisamente la lunghezza dei capitoli, che più capitoli sembrano una linea di pensieri accorpati dall'autore in base all'argomento prescelto, avvolte pure ripetitivi. Non essendoci un ordine cronologico, si viene continuamente sobbalzati in avanti e indietro nel tempo, creando confusione nella mente del lettore. Il pregio invece, lo si può trovare nel vissuto dell'autore, fermo premettendo che il lettore debba essere appassionato al genere rap. Per cui alla domanda, se valga o meno leggere questo libro, risponderei: Si, perché un'altra vita, seppur breve, merita sempre di essere vissuta.
libro scorrevole riassumibile con qualsiasi intervista di gue poteva mettere piu chicche assurdo che sia uscito solo nel 2018 pare molto prima gli voglio comunque bene a gue