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L'educazione di un fascista

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Paolo Berizzi in "L’educazione di un fascista" parte da lontano per guardare il presente. Davvero il fascismo è considerato una parentesi finita nel panorama italiano? Secondo lo scrittore e saggista assolutamente no. Partendo dai Balilla e da un salto nel passato, Berizzi ci riporta nei meandri dell’educazione fascista messa in atto da Mussolini, un’educazione che fu capillare e condusse a quel consenso tanto agognato dal Duce e che lo portò poi al potere. La cosa inquietante è che quella metodologia ancora esiste ed è presente in movimenti quali Forza Nuova e Casa Pound che agiscono soprattutto sui giovani per convincerli a difendersi dalla nuova ondata migrante. La metodologia di approccio è la stessa utilizzata dai Balilla e cerca di agire soprattutto sulla mentalità, sul modo di agire e di pensare quotidiano, forgiandolo a proprio uso e a proprio piacimento. Ovviamente a esserne colpiti sono i più deboli ovvero i giovani che hanno meno accesso ai mezzi culturali e che sono più facili da raggiungere. Ogni occasione può essere quella giusta: dalle sagre alle colonie estive, i più giovani vengono indottrinati e il pericolo è davvero in agguato. In "L’educazione di un fascista", Paolo Berizzi offre una fotografia inquietante del nostro Paese e della mentalità di una frangia della popolazione.

235 pages, Paperback

Published February 1, 2020

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About the author

Paolo Berizzi

12 books8 followers

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1 (1%)
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
128 reviews1 follower
March 19, 2020
"L’educazione di un fascista”, di Paolo Berizzi, editore Feltrinelli, ISBN 978-88-07-17372-1.

Si tratta di un’indagine inquietante riguardante la tendenza crescente verso una progressiva “fascistizzazione” che sembra caratterizzare fasce sempre più ampie della popolazione a partire soprattutto dai giovanissimi.

Ho poco da aggiungere al mio giudizio su quest’opera, a parte il fatto di dire che il quadro disegnato dall'Autore mi appare, almeno a grandi linee, credibile.

C’è però un particolare legato al mio vissuto personale che mi impedisce di valutare correttamente parte del quadro presentato. In particolare, proprio in virtù della mia esperienza diretta faccio fatica a giudicare l’obiettività di quanto riportato nella prima parte del saggio: “L’arte della lotta”; anche perché sono rimasto sinceramente stupito di scoprire di conoscere (sarebbe meglio dire: di scoprire di aver conosciuto in passato!) almeno uno dei personaggi citati nel saggio.

Pratico un’arte marziale da più di trent'anni!
E, nella mia esperienza, che ha brevemente toccato anche l’agonismo (ma che si è interrotta circa 25 anni fa!), mi sono anche cimentato nei circuiti di gara del kung fu e della kick boxing che, all'epoca, includevano spesso i praticanti della muay tay.

Sono sempre stato orgoglioso di praticare la mia disciplina (che appartiene certamente e orgogliosamente al filone “delle arti marziali miste”) e a dividere la mia esperienza con praticanti di altre forme di quest’”arte” e, pertanto, trovo estremamente difficile ricollocare la mia esperienza nel quadro un po’ fosco tracciato dall'Autore.
Personalmente, non ho mai minimamente pensato ad abbinare pratica sportiva e politica, ne ho mai visto tali atteggiamenti messi in atto dai maestri che ho frequentato, ne ho mai notato che qualche praticante ostentasse le sue idee nonostante il fatto che, spesso, fossero ben note ad ognuno le rispettive ideologie e/o inclinazioni politiche. In palestra, al di là di qualche “sfottò” in periodi particolarmente “caldi” (ad esempio, prima o dopo le tornate elettorali) proprio di politica non si parlava e non si parla mai e questo senza nemmeno che esistano norme che prevengano tali tipi di discussione. Semplicemente, per come la vedo io, perché sul tatami tutto ciò non interessa a nessuno, in quanto, al di là delle differenze, su quel parterre siamo solo “noi”, gruppo di sportivi accomunati dalla medesima passione. Forse sono solo stato fortunato!

Detto ciò, che riassume la mia esperienza e che va detto a difesa del buon nome dei praticanti di tutte queste forme di sport, ritengo che il quadro tracciato dall'Autore possa essere considerato veritiero se applicato a certi contesti e luoghi specifici; forse più oggi rispetto a ieri; ed è anche innegabile come, purtroppo, questi sport attirino spesso anche una buona dose di esaltati e spostati. Ho sempre pensato che questo fosse, in fondo, inevitabile.

Dunque, “casco” dal proverbiale “pero” e prendo atto! Tutto ciò, senza contestare le argomentazioni dell’Autore, che mi sembrano basate su di un’esperienza e ricerche rigorose.
Profile Image for BVC.
189 reviews16 followers
November 7, 2020
Berizzi si concentra su due aspetti che accomunano il fascismo italiano e i movimenti neofascisti: la vicinanza con la boxe/le arti marziali, e il tema delle colonie e dei campi.
Presenti alcune affermazioni di dubbia veridicità, come l'uso di cocci di vetro nel muay thai e, soprattutto, la presunta origine del Wolfsangel. Ciò, ovviamente, esula dal cuore del testo e dal suo lavoro d'inchiesta.
Profile Image for Pietro Bertino.
Author 18 books4 followers
December 4, 2022
Un libro importante che getta una luce inquietante su una realtà italiana poco nota ma sotto gli occhi di tutti. Il fascismo c'è, cresce, esiste, muta ( poco) e, soprattutto, cerca nuove leve tra i giovani.
Documentato, dettagliato,. minuzioso, un reportage necessareio per chi vuole capire dove sta andando il nostro paese.
Profile Image for This is V!.
535 reviews1 follower
September 18, 2022
Penso che questo libro sia abbastanza ripetitivo e si concentri troppo sulla parte legata alle arti marziali ( collegate con i neo fasci ) più che su altra tematica giovanile dei neofascisti .
Profile Image for Emilia Romano.
9 reviews1 follower
October 13, 2021
Una inchiesta su una realtà poco conosciuta, che coinvolge migliaia di bambini, adolescenti e giovani, che volenti o nolenti partecipano ad attività, associazioni e movimenti di matrice fascista. Le persone e le organizzazioni incluse in questo scenario costituiscono una galassia oggettivamente complessa e quindi difficile da rappresentare in maniera chiara, ma in effetti la narrazione risulta in alcune parti ripetitiva, e la costruzione logica del discorso risulta un po’ contorta.
Rimane comunque un validissimo strumento che dovrebbe essere letto da ragazzi, genitori e politici, per conoscere meglio il mondo che ci circonda ed i rischi che si corrono, e che quindi, anche per questo, dovrebbe essere di più facile lettura.
Profile Image for Claudia.
143 reviews23 followers
January 24, 2021
Questo saggio tratta la progressiva e strisciante fascistizzaione della società italiana, partendo dal reclutamento dei più piccoli attraverso palestre specializzate in sport di combattimento - non tutte sia chiaro sono inflitrate ma una percentuale maggioritaria di quelle presenti in Italia, e a quanto pare la federazione pur dissociandosi e condannando questo fenomeno non riesce a porre un argine o quantomeno tenere sotto controllo questa tendenza. Il saggio poi analizza la collusdione tra movimenti eversivi e forze politiche rappresentate in parlamento, e lo spostamento sempre più a destra di queste ultime, che ormai durante i comizi politici si espongono a dichiarazioni che solo 20 anni fa sarebbero state impensabili.
Il saggio è interessante e sconfortante, avrei preferito però un maggiore bilanciamento tra le parti, spiegando magari meglio anche la funzione degli stadi e il reclutamento scolastico che invece è solamente accennato
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