Accogliente e altera, elegante e sordida, ordinata e tetra: Stoccolma, nelle pagine degli scrittori che l’hanno amata e odiata, ha volti diversi quanto l’estate e l’inverno del Nord. Soprattutto, ha tante storie da offrire. Dai vicoli bui della Città Vecchia alla distesa d’acqua e verde dell’arcipelago, da August Strindberg a Stieg Larsson passando per Selma Lagerlöf e Tomas Tranströmer, queste passeggiate per la Stoccolma letteraria sono un invito a scoprire una città che vive di terra e di mare, e di presente e passato, dove ci si può ritrovare ad assistere all’omicidio di un primo ministro, per poi, pochi passi più in là, fermarsi a sognare ancora di sirene avvolte in pelle di foca o fare amicizia con un vampiro bambino.
Andrea Berardini è nato a Genova nel 1992, dove ha studiato Lingua e letteratura svedese. Ha poi conseguito un dottorato in Letterature comparate. È traduttore dallo svedese e ricercatore in Lingue e Letterature nordiche presso La Sapienza a Roma.
"Poche pagine, e tutta la nostalgia di chi ha capito benissimo che quel che tiene tra le mani è sul punto di disperdersi. Che poi è la stessa nostalgia di chi è appena arrivato e già sa che tra poco sarà l'ora di ripartire."
Lettura molto piacevole che si rivela essere esattamente quello che promette: una passeggiata letteraria nella capitale svedese, attraverso le parole di alcune grandi penne che ne hanno scritto, selezionate dall'autore che a sua volta condivide ricordi e impressioni personali sulla sua esperienza a Stoccolma.
Anche io sono legata a questa città perché ci ho abitato nel periodo più felice della mia vita, quindi non sono affatto obiettiva nel giudicare questo libro: ho riconosciuto quasi ogni posto raccontato, ho letto alcuni degli autori citati e annotato tutti quelli che voglio leggere, condivido molte riflessioni e impressioni di Berardini e mi porterò questo libro nello zaino la prossima volta che visiterò Stoccolma.
Da persona che ha studiato traduzione, linguistica e discipline affini, ho trovato interessanti le parole a inizio libro in merito ad alcuni motivi che hanno ispirato la sua stesura: in particolare l'autore spiega che una volta, in occasione della traduzione di un romanzo ambientato appunto a Stoccolma, il revisore gli fece tagliare tutte le descrizioni topografiche perché ritenute superflue. Mi ha colpito questa scelta perché, secondo altre correnti di pensiero, il fascino dei libri nordici in Italia è dovuto in gran parte ai luoghi e alle ambientazioni, ma forse i dettagli erano davvero superflui e pedanti.
Ci sono alcuni refusi e qualche uso sbarazzino -per usare un eufemismo- degli articoli in italiano; qualche osservazione dell'autore sulla città non mi ha convinta, ad esempio quando dice che l'inverno a Stoccolma non è rischiarato dalla neve.
È il libro perfetto per chi è già stato in Svezia e a Stoccolma e ne è rimasto affascinato, così come per chi vuole visitarla, tanto più che alla fine del volumetto, prima delle fonti, l'autore ha scritto anche qualche consiglio pratico di viaggio su come arrivare, dove mangiare, quali posti visitare eccetera.
Speravo di poter usare questo libro come una piccola guida, prima di un weekend lungo a Stoccolma. In realtà, è così dettagliato che diventa complicato seguire il racconto dell'autore senza conoscere la città: mi sono persa infinita volte, fra isole e viali. Spero di poterlo apprezzare meglio quando l'avrò conosciuta.