Intrigante, affascinante, capace di inchiodarti alle pagine, con il desiderio forte di sapere cosa succederà dopo: Marco Buticchi torna a volare alto e a brillare come i diamanti di cui si occupa in questa sua ultima fatica.
Pagina dopo pagina, nuovi personaggi si aggiungono alla storia, aggiungendovi un dettaglio in più, ma anche fomentando quell’aria di mistero che permette ai dubbi di tenere banco fino alla fine di questa storia dal finale assolutamente imprevedibile.
Però… C’è un però: forse, proprio la continua comparsa di personaggi nuovi e l’aggiunta di nuove dinamiche, in alcune parti della narrazione, fa sì che si perda il filo del discorso, creando una leggera, ma spiacevole sensazione di confusione. Fortunatamente, questa sovrabbondanza di informazioni si protrae solo per poche pagine; successivamente, la narrazione torna ad essere scorrevole e la dinamica degli eventi di facile comprensione.
Nel salto continuo da un secolo all’altro, di capitolo in capitolo, vengono fuori dinamiche e connessioni insospettabili, che aggiungono dettagli alla vicenda, ma anche e soprattutto al profilo dei personaggi.
Il linguaggio utilizzato e la costruzione delle frasi sono adeguati al genere a cui il libro appartiene: come ogni romanzo d’avventura che si rispetti, infatti, le descrizioni sono numerose e i dialoghi sono veloci e concitati. Tutto è improntato a tenere sempre viva la sensazione di pericolo imminente.
In “La luce dell’impero” si costruisce una intricata e avventurosa trama, fatta di continui rimandi storici lontani nel tempo e nello spazio, ricollegati al presente. Ho molto apprezzato il modo scelto dall’autore di mettere all’inizio di ogni capitolo dei brevi riassunti, in modo tale che il lettore riesce un po’ a sentirsi sollevato in mezzo a tutti quei continui flash back tra passato e presente.
Un libro portentoso e per gli amanti del genere avventuroso perfetto. Un romanzo ricco e preciso dal punto di vista storico, sicuramente frutto di ricerche accurate e diligenti. Inoltre il romanzo è attorniato a sua volta da un particolare mistero. L’autore al fondo narra di una storia alquanto bizzarra, di un account Facebook avvolto nel mistero, e nell’anonimato di un alias, di lunghe chiacchierate via chat e, soprattutto di un documento che gli viene inviato da questa strana amicizia. In quest’ultimo si narra la vicenda di Massimiliano d’Asburgo con dovizia di particolari e di una approfondita ricerca storica dalla quale lui stesso è partito per scrivere questo libro. Mah! La suspence è, comunque, assicurata.