Quando Gregory Bateson, nella sua ricerca verso un'Ecologia della Mente, si imbatte nel problema della Coscienza, ne esamina il ruolo nei contesti ecosistemici entro cui la specie umana si è evoluta. Egli afferma che "la coscienza è di necessità selettiva e parziale, cioè che il contenuto della coscienza è, tutt'al più, una piccola parte della verità sull'io"; è solo un "arco di circuito" della mente e in quanto tale non può apprezzare la totalità della rete mentale, compresa la rete più vasta delle interconnessioni ecologiche. Facilmente la coscienza umana si trasforma in razionalità finalizzata verso degli scopi, ma la "finalità cosciente" orientata a massimizzare un falso benessere dimostra la propria stupidità nei confronti della dimensione sistemica della natura. Gli attuali squilibri planetari ne sono il logico risultato.
Gregory Bateson (9 May 1904 – 4 July 1980) was an English anthropologist, social scientist, linguist, visual anthropologist, semiotician and cyberneticist whose work intersected that of many other fields. He had a natural ability to recognize order and pattern in the universe. In the 1940s he helped extend systems theory/cybernetics to the social/behavioral sciences, and spent the last decade of his life developing a "meta-science" of epistemology to bring together the various early forms of systems theory developing in various fields of science. Some of his most noted writings are to be found in his books, Steps to an Ecology of Mind (1972) and Mind and Nature (1979). Angels Fear (published posthumously in 1987) was co-authored by his daughter Mary Catherine Bateson.