Interessante sguardo all'interno di un paese ibrido, europeo e asiatico, orientale e occidentale, laico e confessionale. Certamente non democratico ma governato da un presidente eletto.
Una giovane giornalista francese arriva in Turchia, a portarla ad Istambul sono ragioni di cuore ma anche di lavoro: rimarrà per qualche anno, e cercando notizie sulla vita e sulla morte del giornalista Hrant Dink, armeno ucciso alcuni anni prima, sarà testimone della sfioritura delle speranze dei suoi amici, dell'inasprirsi del controllo sulla stampa, delle contraddizioni fra gli oppositori del regime. Lei stessa viene vista da qualcuno come un'occidentale che vuole farsi un giro in un paese esotico, più che come una persona interessata ad approfondire quello che in Europa è conosciuto solo per sommi capi. Ed intanto la vita va comunque avanti, fra amori più o meno difficili, birre, centri culturali di avanguardia, appartamenti condivisi e lasciati, fino a che restare sarà troppo difficile, per lei e per tanti altri che se ne andranno.