recensione alla saga completa
partiamo dai lati negativi:
-le copertine forse fanno pensare più a un fumetto
-linguaggio molto volgare e sarcastico in alcuni punti forse un pò troppo, togliendo un pò di credibilità ai dialoghi
-alcuni passaggi molto visionari e matafisici un pò ostici
-personaggi molto tortuosi. diventa difficile a volte tenere conto dei tradimenti o cambi di parte, con doppio, triplo, quadruplo gioco
-finale molto complesso, un pò troppo. (ma bello)
-nomi ripresi da molte band heavy metal, che in un primo caso possono un pò stonare, ma che dopo poco si amalgamano al tutto.
arriviamo ai lati postivi:
UNA DELLE SAGHE PIU BELLE LETTE!
un editing perfetto, non un refuso, no un errore.
un mondo molto particolare, a toni cupi e foschi.. è un dark fantasy! degno di massimo rispetto, scritto in modo molto maturo. ha un tiro visionario e psichedelico, con un linguaggio a tratti ironico e scanzonato, a atratti complesso e contorto. niente di simile siste secondo me.
comincia come un fantasy formativo quasi scontato, per esplodere dopo poco in un quadro molto più complesso.
parla di dei, forze eterne, semi-dei, e piccoli uomini a confronto con le loro fragilità e paure. ma lo fa con una storia che fa soffrire, che si imprime dentro, dal tiro epico e immortale.
uno dei pochi auturi che (con le dovute proporzioni) mi ha ricordato Steven Erikson!! soprattutto nella costruzione del mondo desertico ricorda tantissimo Raraku coi suoi poteri ancestrali.. e anche per il sapore che travalica i secoli e i millenni, cosa che Malazan fa di brutto...
una storia di sentimenti e di fragilità, ricoperta di liquame, sangue, tanto sangue, budella e interiora... ma che ha saputo catturarmi e non farmi scollare se non all'ultima pagina, con il senso di perdita, di qualcosa di millenario che se n'è andato...