È possibile riuscire a emozionare in 280 caratteri il pubblico di Twitter, un social che costringe di fatto a essere sintetici e concisi nel condividere fatti e notizie? La risposta è sì, assolutamente. A tutti piacciono le storie. Da qui è nata l’idea di Johannes Bückler di plasmare una piccola Spoon River, in cui a prevalere sono le emozioni e i sentimenti. Il lettore vi troverà raccontate vittime di guerra, di mafia, di terrorismo. Vittime di quell’odio sfociato poi nelle leggi razziali e nei campi di sterminio. E non solo. Uomini, donne e bambini cui la Storia ha marcato in maniera indelebile la pelle e le vicende personali. Questo libro vuole rappresentare un tributo necessario, per serbarne e mantenerne viva la memoria in tempi difficili come i nostri.
" i diritti non si ottengono da un giorno all'altro, si tratta di processi lunghi, che a volte durano decenni. Quanto tempo serve per perderli? Poco, a volte pochissimo."
Non leggo mai le sinossi e questa (forse cattiva) abitudine mi ha regalato una bella sorpresa. Ho letto il libro il 27 gennaio, giorno della memoria, e mai giorno fu più indicato per una lettura così interessante e che invita a non dimenticare. Non dimenticare le vittime di ogni tipo di violenza, in qualsiasi secolo. Sono storie che andrebbero lette almeno una volta al mese, per ricordarsi di non dimenticare!
Dalla nota dell'autore: Troverete storie di vittime di guerra, di mafia, di terrorismo. Storie di sport, di musica e di artisti. E storie di vittime di un odio che ha lasciato un segno indelebile inciso sulla pelle dei protagonisti e che è sfociato nei campi di concentramento o nelle leggi razziali. Un ricordo e un tributo necessari, nella speranza che possano servire a mantenerne viva la memoria in momenti difficili come quello che stiamo vivendo. Forse una piccola cosa ma, come racconta la favola del colibrì, necessaria.
Tratto dai mini racconti su Twitter ora raccolti assieme ci portano in tante storie spesso dimenticate, di chi ha fatto la storia, ma non compare nei libri.
Premessa: l'autore del suddetto libro è uno dei (pochi) motivi per cui twitter resta un social meritevole. I suoi thread sono delle brevi pillole di storia in grado di stuzzicare la curiosità e, cosa ancor più importante, far riflettere. Da bravo narratore il buon Johannes riesce a condensare in una paginetta tutto quello che serve per raccontare un fatto in maniera rispettosa e sorprendentemente esaustiva; dall'avvenimento peculiare della II guerra mondiale alla curiosità su un calciatore cileno, Non esistono piccole storie è il libro perfetto per chi vuole scoprire la magia di @JohannesBuckler.
Le storie sono toccanti e meritano di essere conosciute. Lo stile è un po’ troppo enfatico, soprattutto nella prima metà. Alla fine di quasi ogni storia l’autore si sente in dovere di aggiungere qualche frase a effetto a mo’ di ammonizione - del tutto superflua e un po’ irritante per chiunque abbia un minimo di coscienza.
Per chi segue Johannes su Twitter questo libro non è una sorpresa anzi è esattamente come ce lo aspettavamo: bellissimo. Piccole Storie ma tutte importanti, tutte necessarie, soprattutto in questo momento storico. un altro bel colpo per la casa editrice di Pippo Civati che si conferma attentissima ai testi di qualità.
Bückler è una certezza, il modo che ha di raccontare le storie di persone dimenticate o personaggi famosi e famosissimi mi fa entrare nel cuore della storia. C'è verità nel suo scrivere ma anche delicatezza, mai giudizio. È sempre in punta di piedi che ci porta vicino ai fatti ma soprattutto alle persone, per imparare e soprattutto per non dimenticare
La potenza delle storie individuali al servizio della comprensione della Storia. Tanti eroi, carnefici e persone comuni di cui non abbiamo mai sentito parlare ma che hanno fatto la Storia. Seguitelo su Twitter @JohannesBuckler
Molto interessante e scioccante, ho apprezzato lo stile semplice "da twitter" perché riesce a creare un po' di distanza emotiva da quello che viene raccontato. Si tratta quasi sempre del peggiore campionario della cattiveria e della stupidità umana.