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Il margine della notte

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Michele Sabella si è lasciato alle spalle l'Italia, un padre ergastolano e un segreto di sangue. Tutto ciò che desidera è un'occasione per ricominciare e quella sonnolenta cittadina delle Midlands inglesi, con il suo dipartimento di polizia in cui nessuno indaga mai su nulla, sembra il luogo perfetto per dimenticare ed essere dimenticato. Quando però Paulina Szymbova, immigrata polacca con problemi di droga, viene trovata morta nel suo appartamento con un biglietto di addio nella mano, Michele si convince che l'apparente suicidio nasconda qualcosa di più di un semplice atto di disperazione. Contro il parere dei colleghi e dei superiori, intraprende un'indagine solitaria che lo condurrà oltre le tranquille e rispettabili apparenze della città, nelle sue viscere colme di odio e violenza. Mentre nel ghetto di Merchant Court giovani immigrate continuano a scomparire e a morire, Michele è costretto a domandarsi, ancora una volta, quanto sia sottile la linea che lo separa dai mostri a cui dà la caccia.

249 pages, Paperback

Published January 30, 2020

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Ferdinando Salamino

10 books20 followers

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Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Alessandra Les fleurs du mal blog.
371 reviews15 followers
February 21, 2020
Tre anni fa ci fu una poetessa, tra l'altro molto talentuosa, che mi chiese di recensire la sua raccolta.
Pur amando la poesia, mi prese quasi un colpo.
Non ero adatta a immergermi nei misteri delle rime e della struttura ritmica, io piuttosto mi dilettavo nella ricerca del significato del testo e dalla sua oscura semiotica.
Eppure ci furono dei versi che colpirono profondamente la mia anima:

vorrei vivere con gli angeli attraverso gli angoli
nella vita più eterna
anziché vivere la vita piena di incoerenze e falsità!

E mi chiesi perché esaltare gli angoli della vita?
Cosa si celava di cosi importante ai margini?
La rima raccontava una vita diversa da quella oserei dire conscia, più autentica, più vicina a valori eterni e più aliena alla cosiddetta convenzionalità sociale.
Mi sono spesso chiesta se questa visione edulcorata o poetica dell'esistenza al limite, all'angolo o ai margini della società, fosse davvero cosi ricca di significato.
Mi sono mai risposta?
No.
In realtà ho solo sprazzi di coscienza, frammentati dalla poetica pasoliniana del meraviglioso pianto della scavatrice.
In una borgata lontana dal perbenismo e dall'ambiente adatto all'intellettuale medio, il nostro baldo Pier Paolo trovava il senso del suo vagare, il centro della sua ricerca filosofica e quella stessa eternità raccontata dall'Accarpio.
Come se la vita reale cosi piena di maschere, necessarie e fondamentali all'interazione umana, non sia altro che alibi per nasconderei il nostro vero volto.
Si recita a soggetto, sempre, in modo più o meno artistico.
E cosi quando tra le mani mi è capitato il libro di Salamino “Il margine della notte”, le stessa domande partorite dalla mia strana mente tre anni fa, sono tornate a danzare davanti ai miei occhi spauriti.
Perché i margini sono cosi importanti?
Cosa si cela di straordinario in quegli angoli da noi ignorati?
Cosa c'è in quel limite che tentiamo di non osservare e che bolliamo come deviato?
E allora ho letto di un fiato questo romanzo, immergendomi nella stessa oscura e fangosa realtà che tanto aveva amato Pierpaolo.
Il margine della notte diviene così sì un atto di accusa davanti alla volontà di una società, di un paese, di non vedere il lato oscuro della convinzioni politiche e sociali rappresentate dal degrado periferico.
Rappresenta sì il fallimento di tante ideologie e di tanti ideali che infarciscono le parole del politico di turno.
Rappresenta si il nostro tentativo di risolvere le contraddizioni e i conflitti negandoli o adattandosi ai compromessi che essi, costantemente partoriscono.
Quindi il margine della notte è il solito documento di accusa di stampo dickenserniano verso un mondo che non riesce a raccontarsi e a risolvere i suoi contrasti a riempire le cesure tra il politicamente corretto e la volontà di soddisfare i bisogni primari, lasciando che esso si riempia di scarti come violenza, distruzione e perdita di sé.
Ma.. esiste un grande ma.
Il personaggio scelto è la chiave di lettura di tutto il testo.
Il nostro amato Michelino, il simbolo di una società che relega la creatività nella tenebra dell'inconscio.
Un protagonista che fa emergere ogni falsità quando crediamo di essere perfetti cittadini.
Lui che alza il tappeto sotto cui nascondiamo il marcio e ce lo mostra beffardo.
Lui che conosce il limite tra buoni e cattivi, che sguazza nel grigio che rende più autentico quel nostro affranto dibattersi tra bianco e nero. Michelino ci ha raccontato come in realtà fossero le sfumature a dominare l'animo umano.
E come fossimo noi sbagliati a voler per forza far combaciare la realtà con il concetto che la racchiude e la ingabbia.
Nel margine della notte non c'è solo degrado.
C'è l'uomo con tutte le sue sfaccettature.
L'odio razzista è solo frustrazione per i sogni svaniti all'alba. E allora ci resta solo l'invidia, la rabbia di non essere i privilegiati in un mondo che determina il valore umano dalla riuscita economica.
Il successo è solo il tentativo di riscattare un etichetta affibbiata alla nascita, considerata degradante. Allora l'immigrato, che odia se stesso e la sua origine, non fa altro che sbattersi dalla mattina alla sera per conquistare i premi che la società occidentale mostra come indispensabili per definirsi uomini.
Senza pensare che il baratto peggiore è quello della propria identità, a favore della crescita del sistema. E cosi si partecipa felici salla stratificazione tra vinti e vincitori. Come se avessimo bisogno di qualche stereotipo per essere rispettati.
Le donne perdute sono solo le illusioni di un mondo perfetto che si scontra con la verità di una dimensione che ha bisogno come un vampiro di mangiarsi ogni energia. La violenza del killer non è altro che un amore imbrattato dalla realtà di una città, di un mondo che oramai ha perso se stesso.
Ecco che i margini della notte non sono altro che uomini che ci guardano con occhi affranti dalla voragine di questo mondo che ci rende tutti vittime.
Chi sceglie di perdere la propria onestà, di Michelino che per reagire al male compie altro male.
Di qualcosa che ci comanda e ci rende burattini.
E allora capisco l'amore di Pasolini per questi margini.
La la vita non cerca altro che un occhio attento compassionevole per essere guardata e magari da quello sguardo curare ogni ferita.
A volte la storia meno nobile va solo raccontata, va solo fatta emergere dall'invisibilità per tornare a dire la sua.
Magari a urlare contro il destino infame.
Ma per essere, esistere e raccontarsi.
Ferdinando è il menestrello che al pari di de Andre queste storie non le scorda e la regala a noi. Magari non saranno storie di eroi veri. Non saranno sogni brillanti di unicorni e brillantini, di vampiri buoni e sexy. Ma sono quelle che ci servono perché la vita ai margini non venga dimenticata ma venga onorata con l'impegno personale di ognuno di noi di onorarla, magari con una parola, una canzone, un libro o una recensione.
Nel margine della notte c'è tutta la poesia di cui abbiamo bisogno.
Perché è solo dal fondo dall'abisso che si vedono davvero le stelle
Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese, li condannerai a cinquemila anni più le spese ma se capirai, se li cercherai fino in fondo se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo.
Fabrizio De Andrè
Profile Image for Tracce D'Inchiostro blog.
434 reviews52 followers
February 3, 2020
Parlare del ritorno di Michele Sabella non è facile, perché è una lettura ricca, per me molto attesa e il timore di rivelare troppo è dietro l'angolo.

La definirei una lettura destabilizzante, ecco il termine giusto. All'inizio vi troverete quasi spaesati, a domandarvi se l'uomo difronte a voi sia lo stesso che ricordavate. Ma niente è come sembra in questo libro, vi avviso, anche il più piccolo particolare può fare la differenza. 

Lo scenario si sposta in Inghilterra, con un salto temporale importante rispetto al primo volume: Michele qui è un uomo integrato, lavora come agente della sezione hate crimes (volta a prevenire e indagare sui crimini legati all'odio raziale), ha dei colleghi, un partner, Kane, vive con la sua Elena.

Trascorre la sua vita, fatta di normalità e di casi su nessuno mai indagherà sul serio. Questo finché il ritrovamento del cadavere di una donna nel suo appartamento non scoperchierà, in realtà, un vero vaso di Pandora.

Tra incursioni di gruppi neo razzisti, sparizioni di altre ragazze, morti, interrogatori e buoni samaritani, Michele si troverà da solo alla ricerca di una verità che apparentemente non ha una soluzione, almeno fino al momento in cui troverà conforto e sostegno proprio nel suo demone interiore di cellophane che lo porterà ad aprire gli occhi.

Non voglio aggiungere molto sulla trama, perché dovrete raccogliere poco a poco i pezzi e comporre, alla fine, il puzzle che vi darà il quadro completo.

La narrazione si svolge su due piani temporali in contemporanea: quello legato alle indagini, a Michele e alla sua vita e quello legato al personaggio di Maya, una ragazza fragile e spezzata a passo da una decisione irreparabile. Sarà l'intervento di un angelo salvatore a condurre la sua vita in una direzione del tutto inaspettata...

Si rileva interessante anche lo scorcio che l'autore ci dà della sfera personale di Michele, legata alla sua relazione con Elena: farete i conti con quel senso di  colpa che porta a odiare chi ti ha salvato, nonostante in realtà sia solo odio per se stessi. Lei, infatti, non capisce come il suo compagno sia riuscito a guardare avanti senza rimorsi e possibilità di piangere per i morti causati, non comprende come lui abbia costruito una quotidianità stabile, normale.  È bloccata, sentendosi obbligata a provare rimorso per entrambi, ad odiarlo per mascherare ciò che prova contro se stessa.

Elena è uno dei personaggi più complessi e ben costruiti: le sue apparizioni calibrate, il ruolo essenziale e le sue riflessioni riescono a colpirmi sempre.

E cosa accadrebbe se anche lei sparisse nel nulla nel bel pieno delle indagini? Beh, dovrete scoprirlo da soli.

Tutto farà parte di una mappa in cui le strade dei vari personaggi si intersecheranno e si sovrapporranno tra loro. Leggete fino all'ultima pagina: tutto apparirà chiaro e sorprendente.

È il secondo romanzo che ho la fortuna di leggere di questo autore e vi confesso che riesce sempre a incantarmi con la sua prosa elegante, ricca di immagini, metafore, e allo stesso potente e cruda, capace di lasciarvi a boccheggiare.

I temi sono molteplici e conducono a una infinita di riflessioni: senza spoilerare nulla si affronta il tema dei rapporti familiari e dei traumi che ci portano a compiere determinate azioni e scelte; si parla di apparenza: a mio avviso, Michele non si mostra per quello che è con chi lo circonda, con i colleghi, neppure con Elena, riesce a mostrare il suo vero io solo nell'attimo in cui si arrende  e ammette di aver bisogno del suo demone di cellophane per proseguire. È come se il carnefice diventasse salvatore, e viceversa, il salvatore carnefice, in uno strano gioco delle parti che lo riporta indietro, a compiere azioni che non lo rendono dissimile al mostro a cui sta dando la caccia, forse proprio a causa della sua "condanna": il karma di essere tradito sempre e comunque nonostante il tentare.

È un affresco della società in cui l'odio, la manipolazione, il degrado sociale di alcuni quartieri lasciati a se stessi la fanno da padroni, dove le forze dell'ordine fingono di agire, ma voltano lo sguardo per biechi interessi. Si parla di droga, paura, disperazione mista all'inutilità di un esistenza quasi già segnata. Si parla di sentimenti, in eccezioni differenti (gratitudine, speranza, paura, finzione, disperazione), di tradimento e ribaltamento delle proprie convinzioni.

Potrei parlarvene per ore di tutte le considerazioni che scaturiscono da questa lettura, vi accorgerete dello spessore e dello studio che c'è dietro e resterete impigliati dalla sostanza e dalle sensazioni contrastanti che tirerà fuori.

 

~Lo consiglio a:

Chi ama le storie che scavano in profondità, che sanno coinvolgere e rendere partecipi a prescindere.

Non è adatta ai deboli di cuore, per rigore di cronaca vi avviso che sono presenti delle scene forti che contestualizzano i personaggi e la situazione di degrado che vivono.

Spero non vi farete scoraggiare perché ne vale la pena.


Non fatevi scappare questo gioiellino e se non avete letto il precedente volume, il kamikaze di cellophane, vi invito a correre a recuperarlo!


 
38 reviews
November 2, 2025
Libro che, da una parte, mi lascia incerta e, dall'altra, finisco in un weekend e mi fa dire di leggere anche il successivo. Diverso, purtroppo, da 'Il kamikaze di cellophane' che era tutto incentrato sull'andare a fondo nell'animo umano, nella storia di Michele. Qui anzi Michele ha un altro ruolo e diventa più un giallo, fatto comunque bene, ma sicuramente è mancato questo affondo psicologico. Anche il rapporto con Elena viene ripreso solo per alcuni sprazzi, che toccano forte momenti di silenzio e non detti…vedremo con 'blues per i nati senza cuore'.

plus: la storia di Maya, che avrei sperato finisse in altro modo.
Profile Image for Elisa Mura.
Author 27 books62 followers
February 15, 2020
Straordinario! ... presto recensione completa.
Profile Image for OfficinaWeWrite_WeWriteBlog.
61 reviews5 followers
November 8, 2021
“Il margine della notte” ha un attacco intenso, essenziale, che lascia una sensazione dark. Emerge molto forte l’evocazione del mondo come ghetto, come posto viscido ed infido.

“Se veniamo chiamati in tempo, Kane pensa all’incendio e io evito che la fiammata di rientro incenerìsca la vittima.”
Da queste frasi emerge lo stile matematico, pratico e crudo dello scrittore. Matematico, sì, perchè il protagonista vive tutto come un susseguirsi di causa-effetto, ed è da questo che consegue la praticità delle sue riflessioni e la crudezza. Già nella citazione emerge forte la chiarezza di visione e la modalità in cui l’autore porterà in Zoom alcune scene più avanti. Ferdinando Salamino ha questo modo di scrivere che appare come un tiro alla fune con la mente del lettore. Ogni volta che apre una nuova ambientazione è abilissimo a distogliere l’attenzione dal riconoscimento del suo schema narrativo, e spesso lo fa con dettagli inaspettati ed eccentrici. Niente è lasciato al caso nel suo scritto. È per questo che ti cattura e lo leggi in un fiato. C’è detto tutto quel che ti serve ma neanche una virgola in più.

L’ambiente e la storia si compenetrano continuamente, incollati dal comune denominatore dello sguardo analitico e a volte spietato del protagonista. Ogni filone narrativo echeggia dell’altro, ed è il caso della storia d’amore che continua dal libro precedente dell’autore “Il Kamikaze di Cellophane “. Difatti nel parallelo tra la storia delle indagini e quella della vita personale di Michele Sabella troviamo lo stesso incedere, in un eco continuo tra i due filoni, che dà vita a una escalation del Pathos decisa, controllata e metodica.

Eccolo il mistero contenuto in questo libro, il centro delle indagini. E il libro inizia a serpeggiare in meandri oscuri e sanguigni, e accade che un killer che dà la caccia a un altro killer. Killer buono contro cattivo quindi? No. Direi ben altro, ma se ve lo dico, vi rovino il piacere di scoprire il libro.

“A Kane non posso dire tutto ciò, non potrebbe capire. La verità si può mettere in un corpo sano solo a dosaggi controllati. Mi limito ad alzare le spalle.”

Tutto il libro è disseminato da una forte capacità di dipingere la mente del personaggio mediante riflessioni mai scontate e dal fascino oscuro, sanguigno. Immaginate un pennello che resta senza colore, ma che percorre ancora un po’ il quadro. E il colore sfuma, ma percepisci anche chiaramente l’attrito tra le setole secche e la tela. La pennellata psicologica di Ferdinando Salamino è così, ruvida e sfumata insieme. Spesso, in frasi specifiche, l’ho trovato ad esitare sullo sfumato, sul grigio, sulla compenetrazione tra bene e male, in una danza di moventi e proiezioni personali. Coltre di normalità e segreti agghiaccianti sotto.

Lo stile dell’autore e accattivante. Riesce a distrarti con ragionamenti fuori dalla visione cui siamo avvezzi e contemporaneamente nasconde la porta socchiusa da cui potresti intravedere chi è il “nemico”. E voi, riuscirete a capire chi è il nemico prima della fine del libro? Avete ben due libri per provarci!
Profile Image for Marco Paganini.
86 reviews2 followers
December 6, 2020
IL MARGINE DELLA NOTTE - FERDINANDO SALAMINO

RECENSIONE: 8

Michele Sabella contromano. O forse sulla strada giusta. In terra inglese potrebbe anche voler dire entrambe le cose.
Quando un personaggio così articolato e complesso cambia, esiste il rischio concreto di banalizzare, annichilire, stropicciare una personalità affascinante e, a suo modo, pura.
Questo non avviene, ed il merito è della penna di Salamino che, ancora una volta da prova di una eleganza concettuale degna dei grandi.
Forse, questi avvicendamenti nei ruoli che qui vengono proposti e ben gestiti, non piaceranno a tutti, perché il cambiamento spaventa sempre, ma la realtà è che lo scrittore è riuscito a scrivere un nuovo romanzo usando molto poco del vecchio, legandocelo però in maniera imprescindibile. Ed alla fine dei tanti mostri che vivono in queste pagine, l’unico che manca (e per davvero) è il buon (?) Frankenstein...

Ottimo. Una volta divorato, aprire Facebook e scrivetegli! A chi? A @Ferdinando Salamino, che continui, che inventi il prossimo capitolo. A @Michele Sabella, che continui, a fare le cose che ama fare... A voi. Chiunque legga oggi è più eroe di Ionescu...

SCHEDA:

Titolo: IL MARGINE DELLA NOTTE
Autore: @Ferdinando Salamino
Editore: @Golem Edizioni
Collana: Ombre
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 30 gennaio 2020
Pagine: 260 p., Brossura
EAN: 9788885785649

DESCRIZIONE:

Michele Sabella si è lasciato alle spalle l'Italia, un padre ergastolano e un segreto di sangue. Tutto ciò che desidera è un'occasione per ricominciare e quella sonnolenta cittadina delle Midlands inglesi, con il suo dipartimento di polizia in cui nessuno indaga mai su nulla, sembra il luogo perfetto per dimenticare ed essere dimenticato. Quando però Paulina Szymbova, immigrata polacca con problemi di droga, viene trovata morta nel suo appartamento con un biglietto di addio nella mano, Michele si convince che l'apparente suicidio nasconda qualcosa di più di un semplice atto di disperazione. Contro il parere dei colleghi e dei superiori, intraprende un'indagine solitaria che lo condurrà oltre le tranquille e rispettabili apparenze della città, nelle sue viscere colme di odio e violenza. Mentre nel ghetto di Merchant Court giovani immigrate continuano a scomparire e a morire, Michele è costretto a domandarsi, ancora una volta, quanto sia sottile la linea che lo separa dai mostri a cui dà la caccia.
Profile Image for Gastone Dal Molin.
253 reviews2 followers
January 23, 2025
Il margine della notte - Ferdinando Salamino
Un bel noir con protagonista Michele Sabella già incontrato nel libro precedente
La storia è avvincente, lo stile crudo non lascia spazio a facili sentimentalismi.
Scritto bene, con un finale a sorpresa e che fa riflettere

Trama:
Michele Sabella si è lasciato alle spalle l'Italia, un padre ergastolano e un segreto di sangue. Tutto ciò che desidera è un'occasione per ricominciare e quella sonnolenta cittadina delle Midlands inglesi, con il suo dipartimento di polizia in cui nessuno indaga mai su nulla, sembra il luogo perfetto per dimenticare ed essere dimenticato. Quando però Paulina Szymbova, immigrata polacca con problemi di droga, viene trovata morta nel suo appartamento con un biglietto di addio nella mano, Michele si convince che l'apparente suicidio nasconda qualcosa di più di un semplice atto di disperazione. Contro il parere dei colleghi e dei superiori, intraprende un'indagine solitaria che lo condurrà oltre le tranquille e rispettabili apparenze della città, nelle sue viscere colme di odio e violenza. Mentre nel ghetto di Merchant Court giovani immigrate continuano a scomparire e a morire, Michele è costretto a domandarsi, ancora una volta, quanto sia sottile la linea che lo separa dai mostri a cui dà la caccia.
#ilmarginedellanotte #ferdinandosalamino
Profile Image for Chiara Casalini.
Author 18 books44 followers
June 22, 2020
Avevo grandi aspettative, non lo nego, ma l'autore è stato ben più che all'altezza: le ha superate alla grande! Avevo letto "Il kamikaze di cellophane", ma "Il margine della notte" si regge benissimo da solo. Vedere Michele Sabella in questa nuova veste, però, ha dato quel quid in più. Il dopo del "e vissero felici e contenti" - che già non era certo quello toccato a Michele - mostra qui la faccia della realtà, della vita di chi ha collezionato cicatrici. Ma è anche molto di più. Un giallo e un noir, perché Michele è un personaggio complesso e non può vestire in pieno i panni del detective. I suoi demoni restano sotto la pelle, non cambiano, si adattano.
Molte più voci si alternano in questo romanzo e conquistano, straziano, ti trascinano in vite diverse accomunate da tragedie, lotte, sconfitte, desiderio di rivalsa e morte. Giri pagina e ti ritrovi agli ultimi capitoli col cuore in gola, perché vuoi sapere. Ipotizzi e smonti le supposizioni di continuo, finché non ti ci trovi davanti e Ferdinando Salamino - che già aveva dimostrato grande capacità nel gestire ciò - qui si migliora ancora. Il suo stile incanta e la sua scrittura è semplicemente arte.
Profile Image for Giulia Mancini Autrice.
Author 6 books13 followers
September 12, 2021
È una storia complessa e avvincente tanto che, da un certo punto in poi, non ho potuto smettere di leggere fino alla fine. Michele Sabella ora vive nel Regno Unito ed è diventato un poliziotto, in una piccola città delle Midlans, lavora nella sezione Hate Crimes nata per contrastare i crimini di odio razziale dopo l’omicidio della deputata europeista Jo Cox ad opera di un criminale affiliato a un movimento neonazista.
In realtà la Hate Crimes non fa molto per contrastare questi crimini, interviene con un sopralluogo, seda gli animi e redige un verbale, salva le apparenze. Il suicidio di Paulina Szymbova, immigrata polacca con problemi di droga, fa scattare in lui un campanello d’allarme, potrebbe essere un omicidio mascherato da suicidio. A nessuno interessa indagare nella vita di persone considerate poco più che rifiuti, ma Michele decide di farlo contro il parere di tutti. Un vero giallo che si dipana lentamente, che tocca molti temi e molte ambiguità dell’animo umano.
Profile Image for Kin.
2,332 reviews28 followers
September 30, 2021
Aggrovigliare due storie già complesse di suo, pregiudica lo sviluppo del romanzo.Una però ha una sua originalità.
Displaying 1 - 12 of 12 reviews

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