Dopo il successo di Il trucco c’è e si vede, la nuova inchiesta di Beatrice Mautino sul mondo colorato dei cosmetici
«Il senso di questo libro non è convincervi delle mie idee, ma mostrarvi tutto quello che ho imparato di questo mondo e perché credo, oggi, di operare scelte più consapevoli di un tempo. Spero che possa accadere anche a voi. Buona lettura.» Beatrice Mautino
No al marketing della paura. No ai titoloni allarmistici che generano psicosi. E basta guru. Per sapere veramente se un cosmetico fa bene o male bisogna informarsi, partendo da fonti attendibili e verificate. Perché la paura passi serve trasparenza, che vuol dire appurare cosa c’è davvero dentro il prodotto di una grande marca, da chi e come viene fatto. È il lavoro che Beatrice Mautino porta avanti da anni, per mettere il consumatore nella condizione di scegliere in modo consapevole. Quali sono i test per garantire la sicurezza di un prodotto? Quali sono le differenze fra le varie tinture sul mercato? Posso tingere i capelli quando sono incinta? Com’è possibile che ci sia il piombo nei rossetti? Davvero le creme solari penetrano nel sangue? Che cosa significa “ecobio”? E i siliconi? A essi si attribuiscono tutte le possibili nefandezze, e se si cercano informazioni sul loro conto si trova di tutto tranne quello che serve davvero. L’autrice non propone soluzioni semplici a problemi complessi, nessuna scorciatoia, né consigli di comportamento. Il contrario di “fa male” non è “fa bene”, ma “non fa male”. Scopriremo come arrivare da sole e da soli a scegliere i cosmetici migliori per le nostre esigenze.
A febbraio ho letto l'ultimo della Mautino perchè sarei dovuta andare a vedere la presentazione del libro, poi annullata per le misure anti Covid-19. L'ho trovato molto interessante, come già era stato interessante Il trucco c'è e si vede. Inganni e bugie sui cosmetici. E i consigli per difendersi. Mi piace truccarmi, anche se saltuariamente, e sono curiosa di capire pro e contro dei cosmetici, soprattutto perché sono uno di quegli ambiti in cui il concetto di biologico e naturale diventa quasi religioso. La Mautino ci ricorda, con parole semplicissime, come tutto sia chimica e come anche i prodotti naturalissimi, tipo l'hennè, possano produrre reazioni avverse. Siamo sempre lì: naturale non è sinonimo di buono, chimico non è sinonimo di cattivo. Tra normative e marketing questo libro, che si legge velocemente e con piacere, fa una bella panoramica su cosa succede nel mondo del make-up e come questo viene percepito dall'utente finale.
La scienza nascosta dei cosmetici si può considerare il sequel di "Il trucco c'è e si vede".
È un testo divulgativo che cerca di fare chiarezza in ambito cosmetico.
Dico cerca perché, molte volte, non fornisce una risposta precisa ma quasi porta a nuove domande; ed è giusto che sia così quando si affrontano argomenti molto delicati e in continua evoluzione.
Alcuni degli argomenti trattati: - Johnson & Johnson e la baby Powder (il talco); - le microplastiche; - i siliconi.
Per chi vuole approfondire la tematica, lettura super consigliata :)
Interessante quanto il suo precedente lavoro, qui la Mautino prende in esame tutto quello che era rimasto fuori da "Il trucco c'è e si vede", possiamo infatti dire che i due libri si completano a vicenda.
Appassionanti i capitoli dedicati al make-up (ovviamente ignoravo completamente la chimica che si nasconde dietro un rossetto o un fondotinta), ma ancora più interessanti sono quelli sugli studi della tanto rinomata vitamina D, i prodotti BIO e le creme solari. False credenze e pubblicità ingannevoli la fanno ancora da padroni, ma per fortuna esistono divulgatori scientifici che riescono a fare un minimo di chiarezza.
Interessante come il libro precedente: ho apprezzato molto le chicche storiche e la scorrevolezza della scrittura! Mai pesante e gradevolissimo per gli amanti del makeup, soprattutto!
Ebbene lo ammetto! Adoro i cosmetici, di tutti i tipi, creme, ombretti, mascara, scrub, chi più ne ha più ne metta. Quando ho letto dell'uscita del libro LA SCIENZA NASCOSTA DEI COSMETICI di Beatrice Mautino, ho pensato che l'argomento fosse davvero interessante. Come consumatrice assidua di questi prodotti, credo che sia importante acquisire una maggiore consapevolezza di ciò che si nasconde dietro tutte quelle fantastiche confezioni di creme e rossetti, quanta ricerca, formule, chimica, si antepone alla sfavillante pubblicità che vediamo in tv.
L'autrice mette a disposizione di un vasto pubblico di consumatori, una serie di preziose informazioni sui cosmetici, tutte opportunamente documentate; fornisce inoltre a ciascuno di noi, gli strumenti atti a comprendere e interpretare questo mondo. Il linguaggio utilizzato è diretto e competente; non indulge troppo in tecnicismi, e mantiene sempre alta l'attenzione grazie ad una scrittura piacevole e qualche aneddoto personale. Ciò che salta subito allo sguardo è che questo libro sia il frutto di una lunga riflessione, studio, e soprattutto esperienze concrete. E' stato bello per me entrare in una realtà che conoscevo solo parzialmente, e apprendere l'esistenza di figure professionali inconsuete, come quella del colorista, una figura mitologica, metà uomo metà falco, che nessuna macchina può sostituire, dalla capacità speciale e insostituibile di riconoscere sfumature di colore, tinta e intensità, per noi comuni mortali impossibili da concepire.
Un libro divulgativo completo, esaustivo e ricco di informazioni, nel quale l'autrice cerca di mettere da parte le sue opinioni personali ed espone in modo accessibile, portando il lettore a farsi delle domande e concepire le sue opinioni. La parte che mi ha sconvolto maggiormente è quella sulle microplastiche, davvero inquietanti le implicazioni; anche quella dedicata alla vitamina D è stata illuminante, perché è una questione che mi tocca da vicino, visto che mi è stata diagnosticata una carenza di questa vitamina.
LA SCIENZA NASCOSTA DEI COSMETICI è una lettura che insegna che non esistono soluzioni semplici a problemi che sono decisamente complessi, e soprattutto che una maggiore presa di coscienza, non deve essere motivo di timore, ma spunto di riflessione per acquisti più consapevoli.
Temi interessanti, descritti con rigore scientifico accompagnato dalla necessaria leggerezza per rendere questa lettura adatta a tutti. Mautino non delude, as usual.
Parte bene sembra interessante ma poi si dilunga troppo e diventa pesante, a metà mi stavo annoiando e diventa troppo pesante, no grazie non è un tipo di scrittura scorrevole, ogni argomento si poteva descrivere con metà delle pagine
Seguo la Mautino su Instagram ormai da anni e appena è uscito "quello rosa" non ho potuto non divorarlo nel minor tempo possibile. Le mie "storie" preferite sono state quella sul talco e sulla cocciniglia. Mi hanno aperto un mondo che prima conoscevo solo a sommi capi.
Un manuale che con uno stile semplice, conciso e diretto cerca di fornire degli strumenti ai non addetti di poter districarsi nel ginepraio del mondo della cosmesi e dei regolamenti che ne fanno parte imprescindibilmente. L’obiettivo è chiaro: arrivare al consumatore finale, che siamo tutti noi, e renderlo consapevole di quanto è complessa la chimica e le formulazioni dietro i prodotti che usiamo nella quotidianità e, al contempo, di quanto possa essere sensazionale ed efficace il marketing o i pregiudizi o le notizie facili e non scientificamente verificate nei confronti di certi ingredienti.
Beatrice Mautino spazia la sua dissertazione dai prodotti per la tinta dei capelli, alle formulazioni dei prodotti per il make-up come fondotinta e rossetti, al mondo ecobio, al talco, agli integratori alimentari e il messaggio che trapela è semplice: non ci sono ingredienti che fanno bene e che fanno male, da demonizzare e vietare o da tesserne le lodi. Affidarsi a degli pseudoscienziati o a degli articoli giornalistici senza che sia stata fatta una verifica alla fonte di ciò che viene riportato può risultare non solo inefficace ma anche e soprattutto dannoso. Insomma, la vecchia regola aurea di usare la ragione e rendersi consapevoli delle scelte rimane sempre valida.
Questo libro mi ha aperto gli occhi. Essendo ko un amante della cosmetica frequento vari Beauty blog e profili instagram da anni e spesso sono stati la fonte di informazioni numero uno riguardo i prodotti e gli ingredienti. Mi sono sbagliata. Ho capito che devo sempre mettere tutto in discussione, che quando voglio saperne di più su un ingrediente X posso sì, consultare articoli scritti dai Beauty guru, ma è sempre meglio cercare fonti più sicure.
Per "cosmetico" si intende qualsiasi prodotto atto a curare, accrescere o preservare la bellezza del nostro corpo. Non fate quindi l'errore di fermarvi a pensare ai trucchi quali matite, ombretti, mascara, etc.. In questo saggio si parla di henné, siliconi, solari, talco, rossetti, collutori e anche di sole e vitamina D. L'aspetto più qualificante dello stile di Beatrice Mautino è il non voler convincere i lettori a prendere la sua posizione, bensì fornisce loro alcune informazioni affinché possano farsi un'opinione da soli. Inoltre li invita a non pensare in modo "binario": non è detto che, se una cosa non è bianca, allora sia per forza nera.
"Siamo abituati a dividere il mondo in buoni e cattivi, quindi capisco che nel momento in cui io vi racconto che un ingrediente che viene accusato di essere il male non lo è, chi mi legge possa pensare che per me, allora, quello è il bene. Ma non è così. Il contrario di "fa male" non è "fa bene", ma "non fa male."
In alcuni tratti avrei apprezzato sicuramente più approfondimento dal punto di vista scientifico e meno dettagli invece sulle vicissitudini sociali, politiche ed economiche legate all'oggetto discusso; tuttavia forse, se avesse impostato il lavoro così, non avrebbe raggiunto lo stesso pubblico in termini di ampiezza e varietà.
Sono una persona semplice: esce un audiolibro della Mautino letto da lei, lo ascolto immediatamente. Trovo la sua voce incredibilmente rilassante, e penso che ascolterei a priori qualsiasi suo libro; e in più avevo dato ben cinque stelle a Il trucco c’è e si vede, il suo libro precedente, e quindi insomma: le mie aspettative erano piuttosto alte.
Purtroppo però già dalle prime pagine ho capito che non avrei potuto dare la stessa votazione entusiasta del primo; ma non perché la Mautino abbia improvvisamente smesso di saper leggere bene, o perché dopo anni di carriera non sappia più fare la divulgatrice scientifica; semplicemente, mi sono scontrata con la triste realtà che questa donna nella vita ha scelto di parlare di trucchi e cremine, e io non mi trucco mai. In effetti prima o poi sarebbe dovuto succedere. Un po' come, dopo aver letto Pane e bugie, di Dario Bressanini, mi sono accorta che, non essendo un'appassionata di cucina, forse avrei apprezzato meno Le bugie nel carrello.
A suo favore, però, va detto che fin dalle prime pagine si capisce questa cosa, visto che lei stessa ci fa sapere nell'introduzione che questo libro va inteso come una sorta di raccolta di reportage su varie tematiche che, per forza di cose, sono anche quelli su cui si scanna il principale pubblico che vuole raggiungere: i siliconi, l'henné, le certificazioni ecobio, il marketing del senza, e altri argomenti che qui faccio finta di conoscere perché me li ha raccontati lei, ma ai quali ero completamente estranea fino a qualche giorno fa -- non mi trucco mai, figuratevi se mi metto a leggere le conversazioni delle appassionate nei forum (ma esistono ancora i forum?) o nei social.
Nonostante abbia letto questo avvertimento, ho comunque deciso di leggerlo e non sono troppo delusa, perché resta comunque scritto bene, spiegato chiaramente e, letto da lei, è anche intrattenente, e quindi le quattro stelle se le merita tutte. Qualche spunto interessante c'è anche per chi non si mette ombretti e fondotinta in faccia tutti i giorni, come qualche dato sulle microplastiche (anche se ci si concentra di più su quelle nei glitter che su quelle nei capi sintetici, ad esempio) o la storia della vitamina D (che io già in gran parte conoscevo per merito di questo stupendo video), o anche le tinture se ne fate uso; ma in generale ho trovato questo libro meno universale e quindi meno consigliato a chi non si trucca mai (come la maggioranza dei maschi, per esempio), così come meno coeso.
Tre stelle per il lavoro di preparazione che c'è stato e non posso ignorare, ma non fosse per quello darei 2. L'autrice è molto competente nel suo campo: sa rendere comprensibili concetti complessi, rende concreto ciò che sembra astratto e complicato. Ammiro chi come lei ha trasformato un lavoro in una passione che condivide con i lettori. Detto cio il libro mi sembra un compitino, una tesina ben fatta ma che poteva diventare molto di più interessante avendo a disposizione più tempo. Un grande patchwork dove ogni tassello è fatto molto bene ma dallalto non si capisce bene quale sia il tema. Si passa dalle tinte al borotalco, dai rossetti alle creme solari e poi alle certificazioni, così, di botto, a volte entrando molto nello specifico (confronta le ISO oppure la storia delle miniere di borotalco che apprezzerà soprattutto chi vive li vicino, a noialtri bastava anche meno ma pazienza, melius abundare quam deficere) altre volte andando abbastanza veloce (solo sui capelli si sarebbe potuto ampliare molto il tema), spaziando su molti argomenti senza un fil rouge chiaro al lettore. Personalmente non avevo visto arrivare la fine del libro: arrivata oltre la metà stavo cercando di capire dove andasse a parare quand'ecco che STOP si esaurisce di colpo. Interessante che smonti diversi miti, certamente lo consiglierei come lettura perché utile ma se l'autrice cercasse un parere, credo che il prossimo libro divulgativo sarebbe più semplice da seguire se fosse focalizzato su un tema singolo.
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Finisco con questo la le lettura della trilogia Mautino, che spero continui ad ampliarsi con altri bei libri. Gli argomenti per me sono interessanti - per citarne alcuni: le tinte per capelli, la produzione dei cosmetici in Italia, come si ricava il talco, la vitamina D e la sua integrazione. La scrittura è scorrevole e accessibile; Mautino ha un talento per la spiegazione delle cose difficili. Alla fine di questo libro mi sento una consumatrice più informata e consapevole, con qualche strumento in più per mettere in (sano) dubbio quel che viene proposto come verità indiscutibile.
Ascoltato a spizzichi e bocconi, quindi potrei perdermi qualcosa.
Ben scritto, ben letto, informazioni di qualità e pochi giri di parole. Da giornalista scientifica con background da scienziata, Mautino è perfetta per riuscire a mettere in parole semplici concetti complessi. Rispetto al libro precedente (1m wide, 10m deep), questo cerca di fare il lavoro opposto (10m wide, 1m deep) e ci riesce bene, probabilmente andando anche più in profondità del “metro” per ogni tematica. La suddivisione del libro e lo spazio dedicato ad ogni parte e capitolo sono mediamente adeguati. Come nel precedente, ogni parte "più scientifica" è più lenta della media del libro e fornisce all'autrice il tempo di prendere per mano il lettore nel percorso di conoscenza ed è intervallata alla successiva da storielle, battute, esempi trattati in modo più veloce che evitano la noia (forse un filo più presente questa volta). Ottimo lavoro.
Che dire, non mi aspettavo niente di meno dalla penna della Mautino. Ho imparato tanto, sottolineando come una pazza. Ho viaggiato dentro aziende ed esplorato miniere. Ho scoperto la scienza nascosta dietro ai cosmetici. E mi sono divertita da matti a farlo. Non l'ho trovato sensazionalistico come Il trucco c'è e si vede, ma ritengo sia ugualmente un libro estremamente valido: indagano semplicemente due aspetti diversi di quello che tutti i giorni ci mettiamo in faccia (e non solo). La cosa più importante che ho imparato da Beatrice Mautino? A pormi delle domande, sempre.
Libro davvero interessante che parla di chimica e cosmetici, spiega cosa sono e come sono fatti e come mai spesso vengono usate parole e descrizioni non adatte. Ho adorato il capitolo sulla vitamina D, una storia interessantissima che non sapevo
Rimasta piacevolmente colpita dal libro precedente a questo, Il trucco c'è e si vede, mi sono subito immersa nella lettura del secondo libro divulgativo di Beatrice Mautino. Questo libro trovo che sia un po' meno coinvolgente del primo; alcune parti le ho trovate un po' noiose perché troppo specifiche (ad esempio quelle sulle microplastiche e sulle norme ISO), invece molto interessanti sono stati i capitoli dedicati alla colorazione dei capelli, a siliconi/parabeni/paraffina e alla vitamina D. I passaggi che preferisco in assoluto sono sempre quelli in cui si sfatano i falsi miti e quelli che hanno l'obiettivo di farci aprire gli occhi riguardo al marketing e come questo sia in grado di creare nei consumatori dei nuovi desideri o false esigenze per poi venderci la soluzione.
Seguo l'autrice su instagram ("divagatrice". Se non la seguite... cosa state aspettando?), analizza con profonda conoscenza, raziocinio e capacità di divulgare un argomento che sembra frivolo come la cosmetica, ma che in realtà nasconde una quantità pazzesca di scienza (e fa circolare una quantità pazzesca di denaro). Come sempre, non credete a chi strilla, ma a chi basa la sua divulgazione sulla scienza. E usate le creme solari, per l'amor del cielo!
* L’azione dei raggi Uv nei confronti della melanina è distruttiva. Che si tratti di melanina presente nella pelle o contenuta nei capelli, il sole la distrugge. Nella pelle, che è un organo vivo, questa azione genera una catena di segnali molecolari che spingono i melanociti a produrre altra melanina per creare una barriera protettiva. * Non dobbiamo avere paura degli ingredienti pericolosi. Dobbiamo invece chiederci se sono stati messi nella condizione di non rappresentare un rischio per noi. * Le aziende con una storia e un nome riconosciuto hanno anche una faccia da perdere, ed è dunque molto meno probabile che facciano sciocchezze rispetto ad aziende che non si sa bene da dove siano spuntate e che quindi hanno poco da giocarsi. Ovviamente questo non significa che si debba abbassare la guardia, ma è un elemento in più che ci permette di scegliere con maggiore consapevolezza. * Il dato che però lascia più sconcertati è quello degli pneumatici, le gomme di auto, camion e biciclette: rilasciano nell’ambiente ben il 60 per cento delle microplastiche. Seguono le suole delle scarpe con il 7 per cento, le vernici delle navi sempre con il 7 per cento e altre cose come i tessuti (circa il 2 per cento) e gli utensili per la cucina. Pensateci ogni volta che indossate le scarpe da ginnastica e inforcate la bicicletta dopo, magari, aver rinunciato ai glitter perché contengono microplastiche. * I siliconi sono l’olio di palma, o se preferite il glutammato dei cosmetici. Si attribuiscono loro tutte le nefandezze possibili e immaginabili. * A me, però, piace andare oltre, provare a raccontare le cose per come stanno, senza «non detti» o «tra le righe», fiduciosa dell’intelligenza di chi mi legge e con la consapevolezza che, a volte, qualche scossone può servire a vedere la realtà da un punto di vista differente. Di una cosa, però, potete stare sicuri: se scrivo che un ingrediente «non fa male», voglio semplicemente dire che gli studi effettuati presi nella loro interezza hanno dimostrato che alle normali condizioni d’uso non ci sono controindicazioni per la salute. Significa che quell’ingrediente fa bene o che deve per forza essere utilizzato, o che è meglio di altri? No. Siamo abituati a dividere il mondo in buoni e cattivi, quindi capisco che nel momento in cui io vi racconto che un ingrediente che viene accusato di essere il male non lo è, chi mi legge possa pensare che per me, allora, quello è il bene. Ma non è così. Il contrario di «fa male» non è «fa bene», ma «non fa male». Pensatemi vulcaniana, nel senso del signor Spock. Non lascio «intendere» niente. Quel che devo dire lo dico. Il resto non c’è.
Ero molto incuriosito dal libro, conosco la Mautino tramite i suoi video divulgativi che ho sempre apprezzato e non vedevo l'ora di leggere un suo libro. Mi è piaciuto che il libro è ben fatto dal punto di vista scientifico/divulgativo: lo scopo della scienza è sempre dichiarato, è ricco di dettagli, di episodi interessanti e di riferimenti scientifici. Non mi è piaciuto che a tratti l'ho trovato noioso, alcune parti mi sono forzato a leggerle, specie quando i dettagli scientifici si fanno troppo precisi (ma è soprattutto colpa mia che non sono un conoscitore del mondo del del make-up); un altro errore che ho commesso è di averlo letto prima di Il trucco c'è e si vede, che infatti viene citato spesso. Trovo anche che il libro sia molto trasversale, gli argomenti trattati sono tantissimi (capelli, terzismo, polveri, certificazioni, microplastiche, vitamine, etc...) e questo rende la lettura interessante (ma per come sono fatto io, penso che di tutte le chicche scritte, solo alcune mi sono rimaste in testa, mentre altre le ho completamente dimenticate). Sicuramente può essere un buon regalo per chi è interessato a questo mondo e ha un minimo di spirito critico verso quello che lo circonda.
Per me Beatrice Mautino è una garanzia, e questo libro una conferma delle mie aspettative. Tantissimi spunti di riflessione, una trattazione magistrale di temi inerenti il mondo della cosmesi, dove vengono analizzati molteplici punti di vista, ma soprattutto non vengono propinate verità assolute. Un modello da seguire nel campo della divulgazione scientifica e un approccio da portare con sè nel vedere la realtà di tutti i giorni.
Anche per una persona come me, che ha sempre ritenuto l'industria dei cosmetici un gigantesco spreco di talenti, i libri di Mautino sul tema si sono rivelati una lettura affascinante. Nel primo Il trucco c'è e si vede vengono analizzate le astuzie, quando non le vere e proprie pratiche ai limiti della circonvenzione di incapace, del marketing della bellezza; in questo, come da titolo, lo sguardo è rivolto principalmente alla scienza della cosmesi: come funziona una tintura per capelli? Perché il talco piemontese è tra i migliori del mondo? È vero che le creme solari finiscono nel sangue? (Spoiler: sì, ma la cosa non deve preoccupare.) I libri sono meticolosamente documentati, ma con la leggibilità sempre al primo posto, grazie a un linguaggio accurato, accessibile e accattivante; dei perfetti esempi di divulgazione: leggeri e perfino divertenti, ma rigorosissimi. E al di là del tema specifico, sono libri che contribuiscono a diffondere una forma mentis di cui secondo me c'è un bisogno disperato: critica, basata sui fatti e sulle evidenze scientifiche, auspicabilmente meno propensa a farsi prendere in giro da slogan basati sul nulla.
Letto di seguito al primo lavoro di Beatrice Mautino, l'ho divorato in pochissimo tempo. Molto più tecnico del precedente - ovvero con molti più riferimenti a formule chimiche, conteggi matematici e cenni storici - ha però sempre degli ottimi spunti di riflessione su come il mondo del cosmetico dica - e non dica - alcune cose ai consumatori finali.
Ho apprezzato tutto il discorso sui colori e sul mestiere di colorista, sulla credenza dei solari che entrano in circolo nel sangue e, soprattutto, sul mondo dell'ecobio (che così bio e così eco non è).
L'unica pecca secondo me, se così la vogliamo chiamare, è che alcuni argomenti andrebbero maggiormente approfonditi, perchè arrivati a fine capitolo rimangono delle domande e dei dubbi che, ammetto, non saprei dove andare a cercare risposte. Spero vivamente in un altro suo saggio!
L'autrice non delude neanche stavolta. Questo secondo volume ripercorre alcuni temi di cui aveva già parlato ne "Il trucco c'è e si vede", scendendo più a fondo in alcuni e proponendone di nuovi. Adoro il modo in cui pur scrivendo un saggio, riesce a rendere comprensibili ai più argomenti scientifici dibattuti, portando varie prospettive dal mondo scientifico e senza mai imporre nulla ai lettori, ma dando loro gli strumenti per decidere autonomamente "cos'è giusto" e "cos'è sbagliato". Ancora una volta ci mostra come prendere con le pinze studi di varia natura e come affrontare la comunicazione del marketing nel mondo dei cosmetici per un uso più consapevole dei rischi e dei benefici tanto acclamati. Semplicemente fantastico!
Signori e signori, Beatrice Mautino è una garanzia. Questo libro dovrebbe essere far letto non solo a chi è interessato al mondo beauty, ma a tutti anche solo per capire come non farsi fregare da pubblicità/fake news eccetera. La forza di questo libro è il fatto che spesso non dà risposte, ma espone il problema da varie e numerose sfaccettature facendo capire che la realtà (o la verità) non è una, e soprattutto non facile.