Ross ha poco più di quarant'anni, vive a Milano e conduce il programma del mattino in una radio nazionale. La sua vita scorre senza grossi intoppi, tra la diretta quotidiana, il suo migliore amico ossessionato dalle ragazze, le improbabili sedute dall'analista e una storia appena iniziata con Sara. Il tutto vissuto con una buona dose di superficialità. Un giorno riceve una chiamata da sua sorella che lo informa del peggioramento delle condizioni della loro anziana madre, malata da tre anni di demenza senile. Laura gli comunica anche che durante il mese di agosto toccherà a lui occuparsene, senza se e senza ma. Ross cerca di sottrarsi, ma non c'è modo. Parte per la sua città natale, Castellammare di Stabia, pieno di come farà a gestire questa situazione? E soprattutto, ne sarà capace? Il ritorno a casa conferma da subito le sue perplessità: la convivenza con sua madre si rivela molto complessa e sofferta, le sue domande incessanti e sconclusionate lo sottopongono a una dura prova, tanto da indurlo a mettere in pratica un'idea bizzarra. Tra colpi di scena, situazioni tragicomiche, momenti di struggente tenerezza e un finale a sorpresa, Ross tenterà di restituire a sua madre un barlume di felicità, rendendosi conto di essere diventato, nel frattempo, una persona migliore.
Voi lo sapete cos’è il #ciambellalibro ? No, Grazia, non è un libro commestibile 🤦🏻♀️ Questa è l’ennesima idea “geniale” e “mai vista” che è venuta in mente a me, a Lallina e alla Bacci. Che facciamo? Facile! Prendiamo uno di quei libri che tutte e tre vogliamo leggere e ce lo passiamo: insomma, una sorta di bookcrossing de noantri (dove noantri sta per noi tre!).
Il primo romanzo a essere stato scelto è “Solo per vederti felice” di Rosario Pellecchia. Lallina lo ha letto qualche mese fa e poi me lo ha spedito. Io l’ho divorato in due pomeriggi e, dopo debita foto (maro’ non ne posso più di scattare foto, vi giuro!), l’ho infilato in una busta e spedito alla terza Ciambella, quella anziana (notare che non le sto dando della stantia!).
È stata una lettura inaspettata, anche se conoscevo già lo stile di Pellecchia per il suo più recente “Le balene mangiano da sole”, ma in questo romanzo ho trovato tanto dell’autore: la sua ironia, ma anche un velo di tristezza per la malattia della madre. In poco meno di 250 pagine, Pellecchia ci accompagna in quella che, purtroppo, diventa un’inversione di ruoli, dove un figlio inizia a prendersi cura di un genitore sempre più fragile.
Con tanta ironia, Rosario ci racconta l’avanzare di una malattia che cancella i ricordi, vela lo sguarda, ma aiuta a riflettere!
#lamiafascetta Tranquilla, Bacci, a te ci penseremo io e Lallina!
Dovete sapere che quando scrivo una recensione sono facile alla distrazione e l'unico modo per restare concentrata è quello di prendere le cuffie, una nota piattaforma di streaming musicale che inizia per Amaz.. e finisce per ...music (ma quale mai sarà) e via di musica, possibilmente in linea con il romanzo di cui vi devo parlare. Questa volta mi sono trovata un tantinello in difficoltà anche con questa scelta, e sono pure cretina a scriverlo perchè Rosario Pellecchia... insomma... è del campo, e sono sicura che finirò col fare brutta figura. Vabbè, io lo dico... ho messo su Ed Sheeran. Che a me fa sempre allegria, pure nelle canzoni più dolcine.
Mamma mia che modo di iniziare una recensione...
Ok, diciamo che dopo aver conosciuto Genny e Luca e aver scoperto con loro che le balene non mangiano imboccate con un gigantesco cucchiaio (ecco, sappiate che mia sorella è nel ramo e ancora ride, ma d'altro canto, mica tanto tempo fa, Laura ha voluto chiederle se i pesci fanno pipì... *Lallì: TU SEI UNA BRUTTA PERSONA, TUA SORELLA LO SA QUESTO?*), ho voluto recuperare subito anche il primo romanzo di Ross, un romanzo totalmente diverso, dalla storia delicata ma anche divertente. Dietro a questa copertina particolare c'è, infatti, una storia vera, quella di Rosario e della sua mamma.
Ross vive da anni a Milano e qui ha trovato la sua dimensione, il lavoro in radio tanto sognato fin da piccolo, eventi, feste, giretti in bici, gli amici, forse finalmente la ragazza giusta. Tutto perfetto, qualche scivolone con la suddetta ragazza, ma lui a Milano ci sta proprio bene. Ma a pochi giorni dalle ferie estive, appena finita la diretta radio, gli suona il cellulare e sua sorella lo informa che passerà il mese di agosto a Castellammare di Stabia con sua madre, affetta da demenza senile, perchè lei e suo marito andranno in vacanza e ora tocca a lui occuparsi della madre almeno per un po'. Fatti armi e bagagli, cancellata la trasferta a Formentera e litigato (non per il cambio di programma) con la ragazza (quella giusta), Ross non può fare a meno di salire su un treno che lo riporterà a casa, quella vera, e da quella madre che saluta il bambino della pubblicità, invita a casa lo chef del programma tv di punta, e dimentica in continuazione che il marito non è di là a fare un pisolino ma è morto anni prima. Pochi giorni e Ross ritroverà quegli spazi dimenticati, quella luce che vedeva ogni giorno e quei profumi che hanno attraversato la sua infanzia, ma soprattutto, grazie ad un canguro, troverà un mondo per cancellare la confusione dagli occhi di sua madre e vederla di nuovo felice.
Lo diciamo? Questa è una storia d'amore, verso una madre che piano piano sembra sfuggirgli di mano, un pezzettino alla volta, verso se stessi ma anche verso quelle radici che pensavamo se non perse almeno accantonate. Si può fuggire da tutto, da quello che siamo stati, da un mondo che ci sembrava troppo stretto, ma correndo correndo sempre al punto di partenza torniamo, a quelle origini che abbiamo dato un po' per scontate ma che sanno della parmigiana della mamma, del caffè (e sfogliatella) al bar con un caro amico, del mare e del vento, di profumo di casa.
In questo amore, che Ross in fondo riscopre giorno dopo giorno nel suo mese sabbatico a Castellammare, il fulcro centrale è sicuramente sua madre, una figura che stride con quei ricordi fatti di gite al mare o pranzi al ristorante con tutta la famiglia e che ora non può non osservare con un occhio diverso. I ruoli si sono capovolti, ma se lei lo ha curato, vestito, aiutato con in testa e nel cuore la speranza di una vita felice e serena per quel figlio che con le parole ci sapeva fare, lui ora si ritrova a fare altrettanto per lei con la consapevolezza che un futuro non ci sarà, che andrà sempre peggio e che ogni secondo ora con lei è prezioso, un tesoro da non farsi sfuggire, anche se per vederla ancora felice dovrà mettere in piedi un'impresa teatrale in piena regola, con tanto di attori e truccatrice. Tutto pur di vederle ancora negli occhi quella scintilla che sembra ogni tanto sfuggirle. Perchè questa è una malattia subdola e bastarda, che ti toglie pezzi di te a morsi, ogni giorno un po' di più, che ti dà sprazzi di normalità per poi farti tornare venti passi indietro. Si nutre dei tuoi ricordi e dell'amore di chi ti è vicino, ma anche della loro paura per te e per loro stessi. E Ross ne è consapevole, e forse quella di mettere in scena le allucinazioni di sua madre non è la migliore terapia, ma quello che sa, nonostante tutto, è che lui quella scintilla l'ha vista e vuole continuare a vederla ancora per un po' e che vuole rimandare il più possibile quella domanda che teme, che non vuole sentire, che sicuramente gli distruggerà il cuore: "tu chi sei?".
Dopo un finale agro dolce che però ti darà alla fin fine quella soddisfazione di cui tanto hai bisogno, ho chiuso il libro riflettendo sul perchè Ross abbia esordito proprio con questa storia, che poteva esser un boomerang o troppo vincolante per un eventuale secondo romanzo, che nella sua parte centrale mi è sembrata un pochino ripetersi ma che poi, con quel finale ha aperto le cascate del Niagara. Perchè scegliere di raccontare una storia così intima e personale? Semplice, perchè era la storia giusta, un dono ai suoi ascoltatori e ai suoi lettori, ma anche un gesto di fiducia con cui si è voluto presentare in una nuova veste.
Il racconto di un uomo che si trova a lasciare la città d'adozione, Milano, per ritornare a Castellammare di Stabia, città natale, dove si prenderà cura della madre, la quale soffre di demenza senile. Una storia commuovente, intrisa di dolore e speranza, risate alternate a lacrime, in un crescendo di emozioni.
Ross (Rosario) si è trasferito a Milano per lavorare in una nota radio. Viene chiesto però il suo aiuto dalla sorella Laura per il mese di agosto, si è sempre presa cura lei della madre, ma ora ha bisogno di staccare la spina, così chiede aiuto a Ross. È così che Ross fa ritorno a Castellammare di Stabia, la sua città natale. La malattia della è molto insidiosa, infatti la madre alterna momenti di lucidità ad altri nei quali vive in un mondo tutto suo, vede animali e persone che non ci sono nella realtà e parla con i personaggi TV. Ross, con l'aiuto dell'amico d'infanzia Ciro ha studiato delle strategie per far ricordare a sua madre ciò che dimentica, per farle rivivere qualche emozione e SOLAMENTE PER VEDERLA SORRIDERE E FELICE. Bellissimo e tenero romanzo. Delicato ma simpatico allo stesso tempo. L'autore ha sdrammatizzato una condizione, la demenza, terribile e molto pesante. Fa riflettere e insegna che anche le situazioni difficili, se affrontate con il sorriso, risultano meno pesanti. Farsi prendere dal panico può solo peggiorare la situazione già drammatica.
In questo romanzo ho ritrovato l'autore che ho amato di Le balene mangiano da sole e Tutte le volte che mi sono innamorato. In questo romanzo il protagonista torna a casa per badare alla mamma, malata di demenza senile, mentre la sorella è in vacanza. Ritorna così a Castellammare, e qui oltre a doversi cimentare con i problemi della mamma, di cui non si è mai realmente occupato, ritrova gli amici d'infanzia e il suo passato.
"Sto solo cercando di fare del mio meglio, usando le uniche armi che ho a disposizione: la mia immaginazione è l'amore di un figlio che vede sua madre sola, persa nell'incibo della demenza senile."
Un romanzo adorabile, che vi scalda il cuore dalla prima all'ultima pagina.
Ho letto questo libro dopo aver letto "Le balene mangiano da sole" e l'ho apprezzato di meno forse solo per l'argomento trattato, più malinconico, meno spensierato del primo libro. È infatti il racconto del ritorno al paese natale, Castellammare di Stabia, in un torrido mese di Agosto per prendersi cura della madre malata di Alzheimer. E "solo per vederla felice" Ross si gioca la carta di assecondarla seguendo i suoi ricordi frammentati, mette in atto delle messinscene, complice il simpatico amico napoletano verace, per farle vivere ciò che la sua memoria distorta le fa immaginare. Ross riesce a coniugare perfettamente la simpatia e la vivacità di come racconta gli eventi alla malinconia e alla tenerezza di " prendersi cura come un padre della propria madre".
Assolutamente da leggere!!! Davvero emozionante..un libro che ti fa sorridere, ridere e piangere!!! Grazie Ross!!! Spero che scriva presto un altro romanzo!!!