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La mente delle piante: Introduzione alla psicologia vegetale

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Molti sono convinti che parlare alle piante ne favorisca la crescita, ma quanti sono disposti a riconoscere una vita mentale alle piante? Eppure, se consideriamo che pensare non è altro che la capacità di recepire stimoli dall’ambiente, elaborarli e mettere in atto strategie finalizzate ad uno scopo, allora possiamo dire che sì, le piante hanno una qualche forma di cognizione. Le piante ricordano, si muovono, decidono, si orientano e interagiscono tra loro; non solo: possono essere opportuniste, generose, truffaldine. Uno sguardo insolito e affascinante nella vita segreta del mondo vegetale, molto più complesso, attivo, sensibile e a noi vicino di quanto crediamo.

180 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2019

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Stefano Borlenghi.
11 reviews3 followers
November 19, 2024
Libro stupendo, adatto un pubblico con esperienza agraria perché a tratti è un po' troppo tecnico. Da fare leggere negli istituti agrari e università, assolutamente!
Profile Image for deerwiththewind.
172 reviews2 followers
October 3, 2024
Quando si parla di intelligenza siamo soliti intenderla come molto simile alla nostra, e riconosciamo come intelligenti gli esseri viventi che rientrano in questo modello, che ha spesso anche un’importante componente emotiva.
Eppure le piante, anche se non sono dotate di un sistema nervoso centrale, rispondono ai requisiti per i quali possiamo davvero parlare di intelligenza.

Esse percepiscono ed esperiscono il mondo attorno a loro e lo fanno in un modo che possiamo definire a tutti gli effetti multisensoriale: riescono a “vedere”, “sentire”, “annusare”, “gustare” e “toccare”. Verbi che per ragioni linguistiche sono strettamente legati al nostro modo di fare esperienza del mondo, ma che se usati con consapevolezza possono essere ricondotti anche a questi straordinari esseri viventi.

Agli stimoli esterni, le piante reagiscono prendendo decisioni che possano assicurare loro le risorse ottimali e le migliori chance per sopravvivere e riprodursi. Come le altre forme di intelligenza esse ricordano e, soprattutto, imparano.

I capitoli del saggio che ho trovato più affascinanti sono quelli dedicati alla comunicazione e alla socialità delle piante.
Esse sono in grado di comunicare sia tra di loro – volenti o nolenti, e soprattutto non dobbiamo associare alla loro comunicazione gli aspetti antropocentrici della nostra – inviandosi segnali ed informazioni sull’ambiente, sia verso l’esterno, anche “richiamando” all’occorrenza animali le cui azioni possano tornar loro comode.
Sono in grado di riconoscere le piante appartenenti alla propria famiglia da quelle estranee, adottando di conseguenza comportanti cooperativi oppure competitivi.

Insomma, le piante fanno molte cose interessanti oltre alla fotosintesi e allo “starsene ferme lì dove stanno” – che poi, in realtà, non stanno nemmeno poi così ferme!
E le fanno con meccanismi tutti loro, attraverso un sistema di segnali elettrochimici, che ancora non riusciamo a comprendere appieno ma che sempre di più vengono studiati con risultati sorprendenti.
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