Alla fine del 1900, Vienna è la capitale europea del pensiero e delle arti, grazie al genio di Klimt, Freud, Musil, Schnitzler e molti altri. È la città delle tradizioni millenarie e delle rivoluzioni, della dinastia regnante più longeva d'Europa e delle tendenze artistiche più dirompenti: un mondo al collasso, ma pieno di energia. In questa irripetibile temperie culturale si mette in luce il giovanissimo Egon Schiele: figlio di un capostazione di provincia, dotato di un talento innegabile, sorretto da una rara fiducia nei suoi mezzi, nel volgere di pochi anni conquista e seduce gran parte d'Europa con i suoi ritratti e gli scandalosi nudi di donna. Ma quanto è sottile il confine fra pornografia e arte? E quanta ombra si nasconde dove c'è tanta luce? Una vita intensa e brevissima, vissuta nel mito dell'arte, che lo condurrà in soli 28 anni dal carcere alla gloria. "Vita di Schiele" è la narrazione di un mondo al tramonto, destinato a concludersi con la prima guerra mondiale e la caduta dell'impero asburgico.
Leggere questo romanzo è stata l’occasione per tornare con la memoria agli stupendi musei di Vienna, il Leopold Museum ("alloggia una delle più vaste collezioni d'arte moderna austriaca. contiene la più grande raccolta mondiale di opere di Egon Schiele. Tra le altre opere, vi sono quadri di Gustav Klimt, Oskar Kokoschka e Richard Gerstl), l’Albertina, e tanti altri.
Ed anche come pungolo per risfogliarmi cataloghi e ricercare online immagini delle sue incredibili ed emozionanti pitture e disegni (quelle riportate di seguito non sono quelle citate nel romanzo).