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Il discorso e lo sguardo. Forme della critica e pratiche della cinefilia

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"Il discorso e lo sguardo" traccia un atlante cinematografico in forma scritta. I film non sono solo i testi audiovisivi che siamo abituati a vedere in sala e a casa nostra, ma anche luoghi di discussione ed elaborazione culturale. La critica si incarica di analizzarli e di determinare un giudizio di valore estetico. La cinefilia, invece, assume il cinema come oggetto di passione e pratica la relazione con i film come se si trattasse di rapporti sentimentali, fatti di amore, desiderio, lite, odio, e ancora ritorno di fiamma e riappacificazione. Per raccontare questo mondo, sconvolto per di più dalle trasformazioni dei media e del consumo dei film nell'era digitale, il volume assume diversi punti di dallo spirito letterario al piglio storico, dall'analisi del film al confronto intellettuale con i maestri. Ogni aspetto della cultura cinematografica, scritta e vissuta, viene di volta in volta le recensioni, i festival, il divismo, i blockbuster, il cinema d'autore, la teoria, e le nuove forme di consumo, dai blog alle serie televisive.

185 pages, Paperback

First published January 1, 2018

10 people want to read

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Roy Menarini

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Profile Image for Valentina.
38 reviews
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March 26, 2024
A pagina 20 di questo testo — scritto nel 2018 e riedito nel 2023 — c’è un errore allucinante che temo sarà impossibile correggere: le sorelle Wachowski sono misgenderate, in una frase en passant che non è saltata all’occhio di nessuno.

Mi sorge allora l’obbligo di ricordare in pubblica piazza che Lana Wachowski ha completato la transizione intorno al 2008 circa (diventando la prima grande regista di Hollywood a fare coming out come transgender e annunciandolo ufficialmente nel 2012, peraltro in contemporanea all’uscita di Cloud Atlas), e che dopo di lei, anche Lily Wachowski ha fatto coming out, nel 2016 (negli stessi anni del suo Sense8). Chiamarle “fratelli” — ancora dopo 7 (!) anni dall’ufficialità della seconda e ben 15 (!!) della prima — è un errore che trovo veramente inaudito e che ho segnalato all’autore del testo. Il prof Menarini risponde che la riedizione del 2023 in realtà è solo una ristampa, e che quindi il testo è sbagliato in originale: non tanto meglio, dato che nel 2018 si sarebbe già dovuto smettere da un pezzo di parlare delle sorelle al maschile — ma accordiamo la legittimità della buona fede, dato che contestualmente il professore chiede alla casa editrice, in copia nella mia mail, di correggere il testo. Eppure — e qui casca l’asino — l’indirizzo mail di Diabasis torna indietro. Faccio una breve ricerca online, e l’Ufficio Camerale parla di attività cessata. L’errore sarà mai corretto? Temo di no.

Mi sembra assurdo che, in questo caso, sia dovuta arrivare una mia mail a 6 anni dalla prima pubblicazione per far emergere la necessità di una correzione. E mi sembra assurdo, in generale, che ancora oggi si ritenga legittimo su canali disparati parlare delle sorelle Wachowski al maschile, come se fosse impossibile accettare la fattualità presente e retroattiva di una transizione di genere.

Si tratta di donne che rappresentano un pilastro fondamentale per la storia del cinema LGBT; citarle al maschile è una mancanza di rispetto grossolana, ancora di più trattandosi di persone transgender, comunità che subisce discriminazioni pesantissime e estremamente violente ancora oggi in tutti i paesi del mondo, anche quello occidentalizzato che vorremmo fosse il faro guida dell’universo. Ripigliatevi
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