“Leggende groenlandesi” è una totale immersione nella vita e nelle credenze di un popolo che ha sempre vissuto fra le asperità dei ghiacci e che ha dovuto rapportarsi sempre con un clima e una natura angusta in grado di darti ma anche di toglierti tutto da un momento all’altro.
Protagonisti sono i cacciatori che con il loro lavoro sfamano la popolazione e gli sciamani, gli unici intermediari, dopo una lunga formazione, fra l’uomo e l’entità della natura.
Gli animali, spesso protagonisti insieme agli uomini, sono prede ma anche predatori, c’è un profondo rispetto verso di loro da parte degli inuit.
L’unico scopo dell’uomo è quello di procurarsi le prede e di controllare il clima, così da sopravvivere in maniera pacifica di fronte alle evidenti difficoltà.
E’ importante ricordare che la cultura inuit della Groenlandia veniva per lo più trasmessa oralmente, e, quindi, se adesso queste leggende sono a nostra disposizione, è merito dell’antropologo ed esploratore Knud Rasmussen che, un secolo fa, le ha raccolte e trascritte in danese.
Avevo letto alcuni commenti che definivano questi racconti, alla lunga, un po’ noiosi, ma sinceramente io li ho trovati interessanti anche nel loro essere, a volte, bizzarri e surreali.
Via via che scorrevo le pagine, mi sono ritrovata catapultata fra i ghiacci ed è stato come vivere in prima persona in questa realtà così lontana e difficile, ma senza dubbio affascinante.