Il diavolo non esiste: il male è ovunque. Prende le forme di una ragazza di sedici anni che insieme al fidanzato massacra a coltellate la madre e il fratello undicenne; veste la divisa di un gruppo di poliziotti che commette rapine e omicidi a bordo di una macchina bianca nelle notti buie della via Emilia; possiede i baffi seducenti del più imprendibile e famoso bandito della Milano del dopoguerra. Quel male, quel diavolo sotto forma di mente criminale, Adolfo Ceretti lo ha studiato per tutta la vita. Ci è entrato dentro come in un tunnel senza fondo, ha toccato con mano le sue pareti oscure, ha fissato con occhi di esperto i suoi contorni inafferrabili. "Il diavolo mi accarezza i capelli è un'immersione" nelle memorie di un grande criminologo che lavora da anni a stretto contatto con i protagonisti di alcuni tra i più celebri casi di cronaca nera del nostro passato. Ceretti ci accompagna tra scene del delitto e carceri di massima sicurezza, mostra in modo intimo e diretto il suo lavoro sul campo, gli strumenti e le tecniche per entrare in rapporto con i sospettati superandone le difese e la diffidenza. Dall'omicidio Calabresi alle Brigate rosse, da Prima linea alla Uno bianca, il suo è un racconto personale, sempre intenso e libero da pregiudizi, che si intreccia con la storia d'Italia e affronta i grandi traumi della nostra coscienza collettiva. Quella che Adolfo Ceretti ripercorre è la ricerca di tutta una vita: il tentativo di muoversi lungo il confine che separa le vittime dai carnefici, per trovare i punti di contatto tra le due parti, per capire che cosa trasforma una persona in un criminale e com'è possibile riabilitarsi. Un viaggio attraverso lo specchio del diavolo per riuscire ad abbracciare il nostro riflesso più nero.
Nato a Milano nel 1955, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza con una tesi in Criminologia. È docente in Criminologia nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Milano-Bicocca, segretario generale aggiunto della Società Internazionale di Prevenzione e Difesa Sociale, coordinatore scientifico dell'Ufficio di Mediazione penale di Milano.
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Un libro il cui sottotitolo è "Memorie di un criminologo" dovrebbe raccontare appunto aneddoti riguardanti la professione dell'autore. Invece trattasi di una mera biografia autocelebrativa infarcita di termini complicati e di utilità pari a zero. peccato perchè l'idea di base sarebbe stata molto interessante per far conoscere al pubblico il lavoro di un criminologo al di là dei soliti telefilm polizieschi.
Come dice Ceretti stesso, nelle sue conclusioni, questo libro è stato un vero e proprio viaggio: un viaggio in tempi diversi, in passati più o meno lontani, in presenti su più piani e in squarci di futuro; ma anche un viaggio in terre lontane, in altri luoghi della mente, in altri corpi e in altre storie. E' stato un viaggio per lui, che ha raccontato la sua vita, che ha esplorato luoghi e tempi accumulati, che ha spolverato memorie e frammenti; ma lo è stato per me, al contempo, che ho potuto per la prima volta affacciarmi senza timori a passaggi storici che hanno inevitabilmente segnato me attraverso i segni e gli squarci lasciati sulle generazioni precedenti che mi hanno cresciuta. Per la prima volta ho trovato risposte a domande che da anni andavano componendosi nel mio mondo interiore. Si dice che tutto giunga nel momento più opportuno. Forse è vero, forse è solo questione di attendere la congiunzione degli eventi.
Forse è uno dei primi saggi che leggo. Ceretti grazie ai suoi ricordi permette al lettore di entrare nel mondo della Giustizia riparativa, descrivendone sia i pregi che i difetti. Racconta degli eventi che più lo hanno formato professionalmente, narrando diversi fatti di cronaca italiana e non. Unica pecca ? Forse aver dato per scontato alcune nozioni giuridiche, rendendo alcune parti difficili da comprendere senza un aiuto esterno.
Il libro illustra gli sforzi di Ceretti (criminologo) nel campo della giustizia riparativa, pratica di cui in Italia è pioniere, che ha sentito necessaria e contribuisce a promuovere nel nostro Paese. Libro molto interessante, anche se si è rivelato molto diverso da ciò che mi aspettavo.