Le transumanze notturne verso i luoghi della movida, le feste di strada, i mercati all'aperto itineranti, tutto quell'insieme di effervescenze che fanno sembrare una città vivace e dinamica sono ormai parte della cultura urbana. Ma quello che fa di un quartiere una meta turistica glamour è spesso frutto di una "artificiosa" riqualificazione che consiste nel risanamento, il più delle volte con interventi di speculazione immobiliare, di aree popolari e nell'espulsione degli abitanti originari, a favore di classi più agiate (la gentry per l'appunto). Vasti tessuti sociali vengono così lacerati per far posto ad un fiorire di negozi vintage, birrerie artigianali, pasticcerie siciliane a fianco di marchi transnazionali, in un panorama eclettico ma senza memoria.
Gentrification: ovvero, come i ricchi e potenti, con l'aiuto dei politici, si impossessano delle città e le modificano a proprio beneficio secondo le leggi del profitto, cacciando ed emarginando tutti quelli che non possono piú permettersi di viverci.
Cominciamo dal significato: gentrification deriva da gentry, parola con cui gli inglesi identificavano «la piccola borghesia terriera di campagna che si era comprata i titoli nobiliari»; in sostanza, i parvenus. Oggi, il concetto di gentrificazione designa la rivalutazione di alcune aree urbane: ciò significa, da un lato, la crescita del valore degli immobili; dall’altro, l’aumento del censo dei nuovi abitanti. A cambiare, dunque, è anche la composizione demografica: i meno abbienti tendono ad andarsene, sia per la crescita del costo della vita (in particolare, degli affitti), sia per il cambiamento dell’ecosistema lavorativo, sociale e commerciale. Semi analizza i diversi fattori che operano nelle gentrificazioni: in particolare, a) l’intenzione, soprattutto di proprietari, aziende immobiliari e amministrazioni locali, di estrarre reddito dalle zone «riqualificate»; b) la volontà politica, e dei gruppi di interesse rappresentati, di controllare la pianificazione urbanistica; c) i desideri e i consumi dei nuovi attori sociali, siano studenti, lavoratori o una più generica nuova classe media. Alla lettura del volume si può aggiungere quella del libello Breve manuale per una gentrificazione carina; qui la teoria lascia il posto alla satira: l’autore ironizza sulla retorica dei gentrificatori, ammassando slogan, manie e conformismi, per mostrarne la malafede.
Interessante, evidenzia dei problemi che hanno avuto ulteriori risvolti con la situazione covid ma detestabile in certi momenti il pauperismo dell'autore