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Soli soli: Morire a Regina Coeli

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Questo libro, tra il romanzo di formazione e quello di denuncia, attraverso una storia di vita e di ricerca della verità sulla tragedia che ha segnato la vita della protagonista, racconta un dispositivo tipico delle istituzioni repressive. Il marito di Isabella muore, nel maggio 1987, a Regina Coeli. Non è dato sapere se suicida o suicidato. La prassi istituzionale ha cancellato i dati di fatto con una narrazione sostitutiva della verità. "La tua morte è stata un danno collaterale nella fantasmagorica lotta al terrorismo e, in forza di quella guerra santa, la tua vita è stata ritenuta sacrificabile". Un danno che si riverbera e moltiplica sui famigliari, lasciandoli "soli soli". La dimensione letteraria di questa storia non toglie nulla alla forza della realtà, visto che, negli ultimi diciassette anni, un migliaio di detenuti si è tolto la vita in carcere e che la società preferisce lasciare nell'ombra queste vicende, come se non la riguardassero. Isabella, trentadue anni dopo, forte del suo amore, ci chiede di non distogliere lo sguardo.

200 pages, Paperback

Published May 1, 2019

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Rossella Scarponi

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375 reviews42 followers
November 8, 2019
Una storia ingiusta, e molto di più

Ho vissuto questo libro molto intensamente, centellinando quasi di proposito i brevi capitoli nell'arco delle giornate per appropriarmi completamente dei pensieri e delle emozioni forti che vengono condivise con chi legge. E ho vissuto questo libro su tre diverse dimensioni, di cui la prima è senz'altro quella letteraria. Perché la storia è ben narrata e assolutamente coinvolgente, intensa anche perché non diluita nella narrazione mentre ci rende partecipi. Nonostante il dramma che racconta, la lettura è fluida sempre con la voglia di saperne di più. La scelta di alternare i capitoli relativi ai tempi dei fatti storici con quelli ambientati oggi rende il tutto più affascinante mano mano che questo legame tra passato e presente si stringe ad un ritmo sempre più serrato. E rivelando sempre più intensamente le emozioni forti vissute da tutti i protagonisti. Un'opera prima per Rossella, e quindi ben oltre ciò che si poteva attendere.

La seconda dimensione prende corpo, un corpo molto importante, quando si pensa che la vicenda è realmente accaduta insieme a mille altre vicende simili senza colpa alcuna dei protagonisti. E' la storia che ha cambiato la vita di Rossella, drammaticamente prima e nell'impegno sociale poi. Storia di tempi oscuri, di lotta al terrorismo in cui una falsa delazione ai fini di benefici carcerari poteva sconvolgere la vita di chiunque. Nessuna verifica, nessuna garanzia, nessun rispetto per chi veniva sospettato di far parte della lotta armata. Il che poteva anche condurre a giustizia sommaria, errori giudiziari e molto peggio, come accadde, in un contesto carcerario che persino oggi non riesce ad essere orientato al recupero. E questa dimensione del libro diviene dunque di denuncia politica oltre le vicende personali, denuncia di un sistema carcerario e aspirazione ad un modello diverso più umano nella condanna.

La terza dimensione è personale. Conosco Rossella, l'ho conosciuta sul suo luogo di lavoro molto prima di sapere del suo libro e della sua storia. Ci incontriamo quasi ogni giorno e abbiamo scoperto di avere antiche care amicizie in comune. E' sempre un piacere incrociare quello sguardo sereno e tranquillo, scambiarsi un cenno di saluto in simpatia e due parole quando si può, magari sulle nostre scelte di vita per uscire da un sistema lavorativo che non ci piaceva più. E' dopo che ho scoperto che dietro quella pace, dietro quel sorriso benevolo c'era in realtà tutto quello che c'era. E che mi si è rivelato ad ogni pagina, ad ogni sua parola che leggevo magari proprio mentre mi passava accanto sorridendo. Non so se ha mai capito che era il suo quel libro che stavo leggendo in quei giorni, ma vivere la sua storia con lei presente è stato ancora più intenso, come se un'aúra la stesse circondando ai miei occhi a volte un poco commossi.

Quando ho finito il libro poi ho voluto abbracciarla per ringraziarla. Forse è stata un poco sorpresa, ma ha voluto sorridermi ancora una volta credo per tranquillizzarmi. Immagino sia parte della sua dimensione oggi quella di rasserenare amici e conoscenti colpiti, come me, dalle sue parole e dalla sua vicenda. Ciò che per noi lettori è stato conoscere un dramma umano infinito e ingiusto è per lei ciò che è stato, e che ha dovuto e voluto elaborare negli anni per se ed i suoi cari. Traendone anche la forza per impegnarsi nella denuncia pubblica, che poi era anche l'unica cosa possibile da fare di fronte all'ingiustizia mai ammessa dal sistema. E oltre la forza della denuncia che questo libro rappresenta, anche quella della speranza di dare il proprio contributo per migliorare quel sistema. Che è l'impegno di Rossella oggi nella sua attività associativa di ogni giorno affinché certe storie, quelle come la sua, non accadano più.

Quando infine le ho detto che avrei scritto due righe di commento al suo libro tra le mie 'recensioni', le ho chiesto se avesse avuto piacere nel leggerle prima, magari per correggere qualche valutazione non esatta. E la sua risposta sorridente è stata una cosa del tipo 'Non preoccuparti di questo, scrivi ciò che credi'. Beh, a me è sembrata proprio una bella risposta, una risposta alla Rossella naturalmente.
70 reviews
July 1, 2025
Una ricerca della verità lunga 30 anni. L'impotenza contro i poteri forti, contro chi ha palesemente qualcosa da nascondere. E ti ritrovi giovane vedova con un bimbo piccolo, senza sapere perché. Difficile, troppo difficile. Tanto che per anni rinunci a cercare il motivo. Una storia toccante, tragicamente vera purtroppo. Il passato e il presente si alternano. La parte al passato raccontata in terza persona, quasi a voler allontanare ed estraniarsi da quel male. Toccante denuncia alla ricerca della verità per Mario e della giustizia che non sempre c'è. La legge non sempre è uguale per tutti
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