“C’era una bambina / che aveva scoperto / di avere una cosa / tra le gambe, / sotto le mutande”: inizia così il primo di questi cinquanta giocosi e stralunati componimenti in versi, ciascuno dei quali intitolato a una “bambinaccia” che fa o è qualcosa di ogni volta diverso, ma che soprattutto pensa e immagina il sesso (ad esempio, per l’appunto, La bambina che aveva scoperto una cosa, oppure La bambina che odiava i tabù, La bambina che era sempre bagnata e così via). In scena, tra le screziature, vediamo emergere i ritratti di una femminilità forte, vitale e complessa, sicura di sé, irriverente alle norme sociali e disinibita. Una rappresentazione inedita, almeno in Italia, dove i discorsi – anche letterari – sull’empowerment delle donne si scontrano con una fortissima resistenza sociale. Attraverso la leggerezza del dettato e la sua qualità letteraria – che rende la lettura facilmente accessibile ed estremamente piacevole –, Raimo e Rossari mettono a segno un’intelligente, felice, provocazione culturale. E scrivono a quattro mani un’opera che mescola il piacere, il desiderio, la malinconia, la curiosità. E così racconta l’amore, ma anche l’incertezza, l’autolesionismo, l’omosessualità, il travestitismo, la promiscuità, perfino i filmini messi in rete a rovinare le ragazze, e anche il metafisico. Tutto fatato e stravolto, ma pure godibile e comico. A fare da contrappunto, una dozzina di immagini in bianco e nero continuano il raffinato, impertinente, gioco letterario.
C'era una bambina che tutti i giorni andava a scuola e ci andava sola. Un giorno trovò un signore brutto che aprì il cappotto e mostrò il mostrabile. Lei imperturbabile davanti all'uccello disse: "Aspettami li, prendo un righello!". E l'uomo sparì.
4 ⭐️ Giuro che son morta dal ridere dalla prima all’ultima pagina.
Una raccolta di poesie divertenti, spensierate, che strappano ogni tanto un sorriso. Molto bella la musicalità dei testi. Spesso sono giochi di parole che però a lungo andare stancano un poco... Magari da leggere ogni tanto in un blog, ma un intero libro... L'ho trovato ripetitivo. Notevoli, invece, le illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio (forse meritano da sole l'acquisto).
Non mi è piaciuto.. la tematica trattata è sempre e solo una, e per carità nulla in contrario.. però mi aspettavo più sfumature dato che il punto di vista appartiene a delle bambine..