Sestri Ponente, maggio 1960. Zefira e Richetta Magnone, dette le Zefire, sono due anziane sorelle nubili che conducono una vita parca e ritirata, con un’unica, grande passione: i gatti. Quelli con cui abitano, e tutti i randagi di cui si prendono cura ogni notte, col favore delle tenebre, per non esser viste. In realtà, ogni movimento delle Zefire è osservato. Da occhi che poi ne riferiscono, in lettere anonime, alla loro unica parente: la giovane Clelia, che insieme al rampante marito Ugo non sa più come gestire le vecchie zie. E quelle spedizioni notturne sono attese e controllate anche da qualcuno che vuole intrufolarsi nella grande casa delle Zefire, alla ricerca dei tesori accumulati in vita dal loro padre, e lì conservati senza tante cautele. Tesori tali da far gola a molti, infatti le due sorelle nascondono molto più che semplici mobili, quadri, gioielli... forse inconsapevoli del rischio che stanno correndo. Anche perché, nel frattempo, due inspiegabili omicidi stanno minando la tranquillità dei sestresi, e il maresciallo Galanti non riesce a scovare il colpevole, o i colpevoli... Con questo nuovo romanzo, Renzo Bistolfi continua con mano sicura e felice a disegnare il suo personalissimo «affresco provinciale», ricco di toni nostalgici, umoristici e intelligenti; di scenari minuziosi e interessanti; e di personaggi francamente irresistibili.
Cosa devo dire! Bistolfi mi piace moltissimo e non solo perché lui è di Sestri Ponente e io sono di Sestri Levante ma soprattutto perché nei suoi libri mi riporta situazioni, modi di dire, personaggi che sono quanto mai familiari ai liguri della mia e della sua età. Mi sembra di essere lì insieme alle Zefire, nella loro casa, dalle finestre chiuse, perché i vicini non guardino dentro, le quattro mandate di chiave alla porta per maggior sicurezza. E poi la vicina che invece spia, magari dietro le persiane, tutti i movimenti e osserva chi entra e chi esce. Non racconto la trama, perché e un giallo e va da sé che non si deve svelare nulla. Dico solo che ci sono delle situazioni di una comicità irresistibile, più che in altri libri di Bistolfi. Naturalmente non manca il senso di umanità, di fratellanza e di giustizia che caratterizzano tutti i suoi libri.
Le Zefire... quante volte mi hanno strappato un sorriso, se non vere e proprie risate. Bistolfi mi piace sempre di più per come scrive e per come fa rivivere i personaggi di un tempo. A volte mi sembra di sentire i racconti di mia nonna...effettivamente di personaggi come le Zefire ce n'erano nei tempi andati a anche di ladri buoni come il Tribulla, per non parlare della vicina di casa curiosissima (di quelle ce ne sono ancora). Romanzo godibilissimo per passare qualche sera in allegria!
3,5 stelle Piacevole, uno spaccato degli anni '60 di Sestri con personaggi che sono davvero del ponente ligure :) L'autore è una garanzia per questo genere di narrazione.
Un giallo dalla trama insolita e dal titolo affascinante, che promette mistero e atmosfere suggestive. La premessa è interessante e alcuni passaggi sono costruiti con una certa cura, soprattutto nella caratterizzazione ambientale e nella costruzione di piccoli dettagli che arricchiscono il contesto.
Tuttavia, la lettura nel complesso non mi ha catturata quanto speravo. Il ritmo narrativo risulta altalenante: in alcuni punti si dilunga inutilmente, togliendo tensione al filo investigativo, mentre in altri accelera troppo, lasciando poco spazio all’approfondimento psicologico dei personaggi o alla costruzione di una vera suspense.
I dialoghi funzionano ma in certi passaggi ho sentito la mancanza di una voce più incisiva, capace di dare corpo e dinamismo alla storia. È un romanzo che, pur avendo del potenziale e qualche buona intuizione, fatica a rimanere impresso, soprattutto se confrontato con altri titoli del genere.
Consigliato a chi ama i gialli dal tono più classico e meno legati all’azione e più alla ricostruzione ragionata degli eventi. Personalmente, ho apprezzato l’idea di fondo, ma non mi ha convinta del tutto nell’esecuzione.
Davvero molto carino e divertente questo libro. L'avevo in wishlist da un bel po', come altri dello stesso autore dal titolo curioso e ironico che ora di sicuro leggerò. Siamo a Sestri Ponente dove due anziane sorelle gattare, dalle strane abitudini, che frequentano ormai solo i loro amici quadrupedi, si ritrovano d'improvviso coinvolte in una successione di episodi strani, che vanno dall'omicidio al furto. Le due sono mal viste da buona parte del paese, proprio per le strane abitudini che le accompagnano, tanto da essere soprannominate Zefire, dal nome più piccola e magra delle due, Zefira, quella che "comanda". La storia viene portata avanti con grande ironia, è ricca di personaggi simpatici e ben costruiti, la narrazione è scorrevole e serrata, costruita per indurre la giusta dose di curiosità nel lettore. Un storiella breve, ma piacevolissima, ideale per distrarsi e svagarsi, in grado di strappare un sorriso.
Carino, molto molto carino! L'ascolto ti fa sperare che ci sia ancora del buono nel mondo. La Sestri degli anni 60 è un microcosmo a sè, con figure decisamente sopra le righe, ma con una umanità che scalda il cuore. Un libro in cui chi merita ha la sua ricompensa, inaspettata, e chi non merita viene punito. Come sempre nei libri di Bistolfi le persone che meno sembrano connettere con il moderno sono quelle che capiscono meglio la vita. Bello.
Ch,i come me è, una gattara o un gattaro proverà grande godimento nel leggere questo libro. Amo particolarmente Renzo Bistolfi, ma in questo romanzo ha superato se stesso, presentando al lettore dei personaggi deliziosi con una storia intrigante oltre che spassosa. Senza spoilerare alcunché, resto dell'idea che i libri di questo autore facciano bene al cuore
Difficilmente do 4 o più stelline ad un romanzo, ma questo le merita tutte: il racconto, l'ambientazione, i personaggi... Le Zefire, simpaticissime vecchiette, il ladro imbranato, la vicina curiosa e pettegola... Ancora una volta il Sig. Bistolfi non mi ha delusa!
Uno spaccato degli anni 60, una cittadina della Liguria e alcuni abitanti un po strani. Due vecchie sorelle bislacche che ricordano l’ingenuità delle protagoniste di “arsenico e vecchi merletti”. Una storia che può far sorridere ma che nasconde messaggi profondi e il racconto di un’epoca.
Un libro delizioso, assolutamente imperdibile per chi vuole leggere qualcosa di leggero, ben scritto, intelligente e tanto, tanto divertente. Con questa storia Bistolfi mi ha decisamente conquistato e adesso non posso non leggere tutti gli altri suoi libri.
Il più divertente dei libri di Bistolfi letti fino adesso (me ne restano 3). Alcune scene sono state davvero spassose, il dialogo tra le sorelle a tratti è davvero impareggiabile. Devo dire che anche il Maresciallo Galanti è ormai un personaggio che ritrovo sempre volentieri.