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Le creature

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La donna si fa chiamare Leonessa. È lei a mandare avanti una casa famiglia illegale nella periferia napoletana, dove vivono i figli dei clandestini che possono permetterselo. Sta contando delle banconote, mentre alle sue spalle un dobermann ringhia legato alla catena. Liu deve lavorare fuori città e non può tenere suo figlio con sé: paga, lo lascia e se ne va. Han ha quattordici anni ed è cinese, almeno così c’è scritto sul passaporto. Da quel momento iniziano i risvegli nella campagna imbastardita oltre l’aeroporto di Capodichino, dove gli aerei decollano verso mete ignote. Lì, nel cortile, Han incontra l’ucraino Dimitri e il senegalese Ismail, che gli insegnano a rubare magliette di Messi al mercato di Poggioreale. E poi c’è Nina, una sbavatura di inaudita meraviglia su quel quadro di cemento e spazzatura. Loro sono i figli di nessuno. Sono gli invisibili, i “fantasmini”. Sono i fiori senza radici, quelli che, però, sono disposti a tutto per prendersi la loro terra.Quando Manuel, il figlio della Leonessa, esce dal carcere e vuole ritornare nel giro, trascinando Han in un vortice di violenza senza uscita, nel cuore del ragazzo il desiderio di salvarsi si risveglia e diventa sempre più feroce. Ma non c’è salvezza che non sia condivisa, anche se il prezzo da pagare rischia di essere troppo alto.Massimiliano Virgilio ha scritto un romanzo che non fa sconti, la storia dei “ragazzi di vita” di questo nostro tempo dilaniato e instabile. Racconta l’esistenza così com’è, rendendo universali i dettagli, con il coraggio di chi parla del cuore oscuro delle cose. Insieme a Han siamo tutti invisibili, siamo creature pronte a crescere a qualsiasi costo.

240 pages, Paperback

First published January 28, 2020

85 people want to read

About the author

Massimiliano Virgilio

13 books11 followers

Massimiliano Virgilio è nato nel 1979 a Napoli. Ha pubblicato Più male che altro (Rizzoli, 2008), Porno ogni giorno. Viaggio nei corpi di Napoli (Laterza, 2009), Arredo casa e poi m’impicco (Rizzoli, 2014), L’americano (2017), Le creature (Rizzoli, 2020) e ha curato l’antologia Scrittori Fantasma (Elliot, 2013). Collabora con il Corriere del Mezzogiorno e Rai Radio3, ed è responsabile dell’area cultura di Fanpage.it.

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4 (7%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
66 reviews
December 21, 2021
Accattivante e scorrevole. Uno spaccato di vita che non credevo esistesse: le vicende di minorenni clandestini ("i fantasmini") lasciati in affido temporaneo a donne che non hanno molto per vivere e che offrono un parcheggio (alloggio senza affetto e con vitto incerto...) a minorenni spauriti in attesa che i genitori possano mettere da parte un po'di soldi con lavori umili, estenuanti e a nero e che li terranno lontani per settimane, mesi o stagioni.
C'è tanta solitudine, dolore e rabbia per i destini avversi e le complicazioni della vita. C'è anche molto l'opportunità di riflettere sul concetto di cittadinanza, sull'appartenenza culturale e su norme e burocrazia che in questi casi non si fermano alle soglie di uffici pubblici ma si aggrovigliano a vite vere e in un certo senso le cambiano, le condizionano, le distruggono.
La storia di Han, quattordicenne nato in Italia da genitori provenienti dalla Cina, si intreccia a quella di una Napoli povera e malconcia che fa da sfondo (con il centro direzionale, l'aeroporto di Capodichino, il porto, il giuglianese, ...) a episodi di violenza, ingiustizia e delinquenza che finiscono per appartenere alla quotidianità di ragazzini abbandonati al loro destino, in particolare alla nuova vita di Han, a Dimitri l'ucraino e a Ismail "il negro". Nella rapida e feroce trasformazione di Han in adulto, c'è un antagonista, il gemello Manuel, e una donna da salvare, Nina l'orfana che ha ben presto perso, insieme ai genitori, la speranza nel futuro.
Credo ci faranno un film.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Sara Malacalza.
174 reviews16 followers
March 10, 2020
Dimitri ha 16 anni, ucraino.
Han è cinese, ha 14 anni.
Ismail ne ha 16 ed è senegalese.
Nina ne ha 11 anni, un ramo storto della famiglia e Manuel, gemello, specchio di un fantasma.

Ragazzi carichi di dolori, cicatrici, accumunati dal fatto di essere giovani, figli di genitori uccisi da granate, di madri non in grado di tenerli, venditori di cianfrusaglie e accuditi da una donna che si fa chiamare Leonessa. Qualcuno verrà ripreso, portato a casa. Dicono... Per ora vivono tutti lì, in quella casa per anime invisibili alla periferia di Napoli, non gli viene dato cibo, rubano, cercano di sopravvivere. Indossano vestiti sgualciti, senza affetti, abbandonati al proprio destino, in attesa di un ritorno, un viso familiare, un messaggio, una casa... la loro.

Un libro che non sconta dispiaceri, sconcerto per questi ragazzini chiamati "fantasmini" perché invisibili, ma presenti proprio come quelle calze indossate con le ballerine in estate, una storia purtroppo vera, un linguaggio diretto, crudo che trasmette smarrimento, ma che non bisogna accantonare.

Esistono davvero e Massimiliano Virgilio ha deciso di farceli conoscere per dar loro consistenza, renderli visibili agli occhi di tutti.
"Creature" intese proprio come creazione, essere vivente, indipendentemente da tutto il resto.
Profile Image for Massimo Semprini.
101 reviews1 follower
November 27, 2020
Storia dura, bambini che non hanno un'infanzia, si trovano in prima linea reclutati dalla mala vita.
Il protagonista è un ragazzino cinese, che aspetta la madre che se lo vada a riprendere.
Fa molta tenerezza, ma si assiste al suo diventare sempre più resistente.
Profile Image for Francesco.
Author 4 books86 followers
February 4, 2020
Vi siete mai chiesti cosa accada ai figli di coloro che, per pochi euro e sovente in condizioni disumane, raccolgono i kiwi e i pomodori nei campi, vivendo alla giornata e senza alcun documento? Li chiamano fantasmini, sì proprio come i calzini, bambini che diventano ombre, temendo che le forze dell’ordine, un giorno qualunque, possano chiedergli un documento o peggio, che i propri genitori non tornino più a riprenderseli. Già perché i fantasmini non avendo ancora l’età adatta per faticare nei campi, finiscono in case famiglie illegali al limitare delle discariche o nelle zone industriali e da questo spunto amaro tratto dalla realtà, nasce il nuovo romanzo di Massimiliano Virgilio, Le creature (Rizzoli, pp. 240 €18). Han, il quattordicenne cinese al centro della narrazione, diverrà adulto all’improvviso nel momento in cui la madre lo consegna alla Leonessa che gestisce una baracca adiacente all’aeroporto di Capodichino. Han, l’ucraino Dimitri e il senegalese Ismail, condividono lo stesso destino, sono figli di nessuno, «fiori senza radici». Forse un giorno potranno chiedere la cittadinanza italiana ma sino ad allora non esistono mentre gli aerei – per contrappasso - continuano a solcare le loro teste verso destinazioni sconosciute.
Massimiliano Virgilio - che con il precedente romanzo, L’americano, ha venduto più di trecentomila copie sul mercato cinese - sembra muoversi su quello scenario di violenza e contaminazione del male reso familiare da Gomorra e La Paranza dei bambini; tuttavia quel senso di deja-vù scompare subito perché qui domina una scrittura dai regimi contrastanti. Le creature oscilla fra una narrazione dura e sfrontata della realtà - la miseria dell’hinterland, le lotte cruente fra i cani bastardi dentro ai capannoni, gli avanzi rubati dai cassonetti, la prostituzione minorile per pagarsi solo una pizza, la violenza come unica moneta per farsi valere - cui l’autore oppone come un vessillo, ora l’ingenuità del protagonista ora Nina, un’adolescente dalla spina dorsale storta che inciampa sul suo cammino, lasciando sbocciare della tenerezza: per Han sarà un presagio di salvezza o un’altra frutto avariato della vita? Sì, forse siamo tutti figli del contesto in cui ci muoviamo e mentre Han conta i giorni che lo separano dalla madre, l’ombra - il lato oscuro che risiede in ciascuno di noi - imporrà anche a lui un dazio da pagare. Bere o affogare. Uccidere o scomparire nel nulla, magari in un fossato o dentro un pilastro. Si può restare puri nonostante tutto? Chi vuol essere scrittore sul serio, non deve esclusivamente pensare alla forma e al plot, dimostrando di saper porre al lettore le domande più acuminate, sviluppando trame che portino il nostro sguardo nei punti ciechi della società. Costringendoci a guardare. E proprio questo è ciò che fa Massimiliano Virgilio.
Profile Image for Concetta Maddaluno.
203 reviews2 followers
January 3, 2025


Questo libro era tra i consigliati di Viola Ardone e, anche se in ritardo, mi ha fatto compagnia in questo passaggio di anni.
Divido il romanzo in due parti: la prima mi è piaciuta molto e affronta il problema dei ‘fantasmini’, i figli degli immigrati che, non potendoli mantenere, li danno in custodia a delle persone fra Giugliano e Castel Volturno, in cambio di soldi. In queste pagine vengono delineati i profili dei vari protagonisti, le loro storie di speranza e disperazione.
La seconda parte assomiglia molto a quanto racconta Saviano nella ‘paranza dei bambini’, con una cruda descrizione di violenza che lascia senza fiato.
Il romanzo parte da fatti che accadono realmente, fra ragazzi nati in Italia, ma che non esistono né per l’Italia né per il loro Paese (che non hanno mai visto), sono ai margini e per questo ‘fantasmi’.
Molto bello anche se lascia tanta tristezza.
Profile Image for pietraSOpra.
3 reviews
March 14, 2020
Su suggerimento di un articolo de L'antitaliano Roberto Saviano pubblicato su "L'Espresso", a febbraio mi sono recato in libreria, dove sono infine rimasto ammaliato dalla cartacea copertina del libro targato Rizzoli.
In una terra che mi ha ricordato la desolazione dei paesaggi reali e umani descritti da Cormac McCarthy si muovono le creature, a tentoni in una vita nera di speranza e di futuro. Innocenti eternamente in lotta, quasi sempre sconfitti. Quasi, perché un barlume di sole alla fine appare, ed è speranza di un avvenire possibile: "superarono mano nella mano il confine invisibile della foschia e sbucarono sotto un cielo limpido, ma non ci fecero caso e avanzarono nella luce".
This entire review has been hidden because of spoilers.
5 reviews
Read
March 5, 2020
Un libro necessario. Racconta di fantasmi , ma non è una ghost Nobel perché i fantasmini sono i rbamvini e i ragazzi invisibili come i calzini da cui prendono il nome. Il libro è duro e a tratti perché ci mette di fronte ad una realtà che ci fa comodo non vedere. La scrittura evita però la ricerca del senso inaliamo e del colpo ad effetto: è pulita, essenziale e proprio per questo le vicende raccontate esplodono in faccia al lettore con tutta la loro miseria e crudezza dove tuttavia c’è ancora tanto spazio per l’amore è la speranza
Profile Image for Eleonora Caldi.
26 reviews20 followers
June 8, 2023
2 1/2. Tw r*pe, slur razziale. Per quanto penso sia una storia che rimarrà con me per un po’ di tempo per il potere immaginifico che ha racchiuso e per certi passaggi davvero ben riusciti, non posso fare a meno di pensare che non sia di diritto di uno scrittore italiano raccontare l’esperienza in prima persona di dei ragazzi di seconda generazione e del razzismo subito in Italia. Inoltre il personaggio di Nina é funzionale al solo sviluppo del protagonista Han, manca di soggettività
Profile Image for Gennaro Duello.
Author 7 books21 followers
October 4, 2020
Virgilio si supera con le giovani esistenze dei “fantasmini”. In questo romanzo ci sono un paio di colpi di coda fantastici. Ci sono momenti di rottura che ho apprezzato molto. Lo scrittore ha questa capacità di far accadere cose che un paio di pagine prima davvero non ti aspetteresti. Da leggere, assolutamente.
Profile Image for Fede vi odia .
40 reviews
July 28, 2025
Quando non è disturbante è disturbante, ma la cosa è voluta ed è anche giusta se si considera la storia che si sta leggendo.
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