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Wonderland: La cultura di massa da Walt Disney ai Pink Floyd

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La storia della cultura di massa del Novecento è un campo sterminato. Fare di esso un unico racconto – attraversato dalle musiche, dal cinema, dalla televisione, dalla letteratura e dalle tendenze giovanili – e orientarlo leggendone le linee di tendenza fondamentali, è l'impresa colossale di Alberto Mario Banti. Saverio Esposito, "Alias - il manifesto"



Wonderland, la cultura mainstream, non è una realtà immaginaria; al contrario, è una realtà corposa e immensa nella quale viviamo. Un fine storico della cultura ci aiuta a esplorarla negli Stati Uniti, il paese dove gode da quasi un secolo di un'inesauribile e lussureggiante vitalità. Emilio Gentile, "Il Sole 24 Ore"



Cos'è Wonderland? È la cultura di massa americana: daI tre porcellini di Walt Disney a Via col vento, da Tarzan ai supereroi, da Frank Sinatra a John Wayne. Ma è anche la controcultura di massa, animata soprattutto dalla musica rock, Bob Dylan, i Beatles, i Pink Floyd, e poi il 'nuovo cinema' di Hollywood, da Easy Rider a Il laureato, fino alla nuova produzione teatrale di Broadway. La sua storia ci consente di comprendere le eredità che solcano ancora l'immaginario dell'Occidente contemporaneo.

691 pages, Kindle Edition

Published September 19, 2019

9 people are currently reading
102 people want to read

About the author

Alberto Mario Banti

32 books18 followers
Nato nel 1957. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia e Civiltà all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole. Dal 1992 insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa. Fra i suoi libri: La nazione del Risorgimento, Il Risorgimento italiano, L’età contemporanea. Dalle rivoluzioni settecentesche all’imperialismo, L’età contemporanea. Dalla Grande Guerra a oggi, Sublime madre nostra. La nazione italiana dal Risorgimento al fascismo.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Lee Foust.
Author 11 books217 followers
Read
October 22, 2025
Well, I didn't actually read all of this, but much of it in preparation for speaking to Italian university students about music and culture in San Francisco from the beats/jazz, hippies/rock, the the art punks/punk. Although obviously not aimed at someone like me, old enough to have lived through much of the history recounted here, the book is a well-organized history of some of the key moments of US popular culture and particularly the fringy, anti-establishment figures and movements and how they work into the mainstream. I, myself, as both a US person, artist, and intellectual (rather than active or violent) revolutionary, would have used a more Marxist framework and delved deeper into how capitalism both regularizes rebellion and promotes it by selling whatever commodities rebellion produces, often making rebellion appear as inert as conformity, or at least as ridiculous, a mere fashion choice among others. But, well, that's not what Banti wanted to do, obviously. I think he just wanted to lay out the figures of US popular culture for the next generation--those who didn't live through it and are from a slightly different Italian culture--to be able to see and understand some of its significance.
Profile Image for Jay .
539 reviews32 followers
January 3, 2023
Sicuramente un saggio ben fatto che analizza la cultura di massa: dalle sue origini americane fino ai campi musicali e cinematografici odierni. Ma non sono riuscita ad apprezzarlo pienamente in quanto mi è stato dato come libro di esame, e sinceramente non mi è stato così istruttivo sulla materia, è stato solo "noioso" doverlo studiare durante la sessione, dato che comunque le analisi sulle varie tendenze erano abbastanza semplici e scontate.
Profile Image for Lupo.
563 reviews24 followers
May 29, 2018
Bel libro, chiaro e scorrevole sulla cultura di massa (98% US, 2% UK, 0% tutto il resto del mondo) dagli anni '20-'30 a quasi oggi. Prevalentemente orientato a descrivere il mondo musicale con corpose deviazioni verso il cinema e rare analisi letterarie o sulle arti figurative (beat e pop, rispettivamente). Magari uno specialista potrà comprendere meglio i limiti, tematici e analitici, di questo testo, ma per me è stata una piacevole lettura. Non tutto mi ha convinto, per esempio io credo che i Beatles abbiano giocato un ruolo di rottura più grande di quanto Banti non sia disposto a riconoscergli e mi è dispiaciuto trovare Spielberg citato tra gli autori della restaurazione (è vero che Spielberg ha prodotto film di enorme successo di cassetta, ma io lo considero più un infiltrato della controcultura nel sistema che un aderente al sistema tout court. Nel complesso un ottimo testo introduttivo e generale sul tema.
Profile Image for Chiara.
1 review
February 19, 2021
Un ottimo libro per approcciarsi alla cultura di massa vista prevalentemente dal mondo della musica con collegamenti sociologici e non solo. Cinema, spettacolo, arte e altro si uniscono perfettamente per delineare un’ottima prospettiva degli anni a partire dal 1930 ad oggi.
Super consigliato!
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