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Destination Russia. A ship and a cat in the tundra and other extra-ordinary encounters

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The road to travel with Destination Russia is a long one: it takes many hours by train. But there is no time to be bored: the journey is a continuous discovery unveiling the true essence of this extraordinary country through encounters with ordinary people met in environments only cold in appearance but which, in reality, warm the heart. Destination Russia is, then, the narration of a string of unforgettable stories: the elderly lady travelling towards a remote archipelago in search of “hope” or Yashik, with his face marked by life, who already beyond the Arctic Circle, tells us he comes from North, the meeting with a cat (rather, a female cat) in the tundra, or the one with a couple of railway workers, living their love aboard the world’s longest railway line, or with the students of a school-museum. Even the one with an uncontaminated lake or simply with compartment mates on the train “where all of Russia travels”.

The authors show us an extraordinary world through their eyes, a gaze that manifests all their love for this endless land, a passion as limitless as Russia itself, able to overcome geographical boundaries to reach the soul.

Kindle Edition

First published July 25, 2016

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18 people want to read

About the author

Fabio Bertino

6 books38 followers
Sono nato a Torino, dove ho trascorso l’infanzia con continue fughe sulle colline di Montemagno d’Asti. Dopo il liceo, in un momento di follia mi sono laureato in Economia e commercio, ma ho poi cercato di rimediare con la laurea successiva in Antropologia culturale.
Vorrei scrivere come Andrea Semplici, fotografare come Monika Bulaj e conoscere l'Africa come Marco Aime. Ma sto ancora studiando per riuscirci...

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Stela.
1,076 reviews442 followers
January 30, 2019

Eccomi finire il primo libro in italiano di quest’anno, Destinazione Russia, che è, nello stesso tempo, il secondo libro che ho letto da Fabio Bertino e Roberta Melchiorre, scrittori di cui mi sono goduta, qualche anno fa, l’eccellente World zapping (la mia recensione qui ).

Ebbene, la lettura dei nuovi racconti di viaggio è stata ugualmente incitante: luoghi stupendi, gente adorabile, un po’ di storia, un po’ di poesia, un po’ di nostalgia, in un tutto pronto a far desiderare al lettore di seguire i loro pasi a Mosca, a Pietroburgo e soprattutto in Siberia, nonostante il freddo spietato.

È vero che il viaggio non inizia sotto i migliori auspici: i narratori raccontano, con un miscuglio di umorismo e indignazione, come hanno acquistato i biglietti per Bielorussia on line, dalle ferrovie tedesche Deutsche Bahn, rimanendo così impressionati dalla efficienza loro che elogiavano l’agenzia a chiunque volesse ascoltarli. Però, come bene dice il proverbio, Albero grande fa più ombra che frutti, appena arrivati a Varsavia hanno scoperto che non potevano salire sul treno perché l’agenzia aveva omesso di fornirli anche il supplemento cuccetta che richiedevano i vagoni letto russi. Finalmente, con l’amabilità di un controllore polacco, son riusciti ad arrivare a una stazione dove hanno potuto comprare i supplementi e dove hanno visto un’altra coppia che aveva lo stesso problema, dopo che si sono giurati di non utilizzare mai più il sito Bahn (li ho cercati anch’io su Internet, esistono sempre, dunque beware 😊).

Ma tutto è bene quel che finisce bene ed eccoli a Minsk, pronti per andare al teatro Bolshoi (dove il più costoso biglietto è solo 18 euro) a vedere “Il principe Igor di Alexander Porfiryevich Borodin, opera in due atti basata sull’anonimo poema del XIIo secolo Il canto della schiera di Igor, uno dei testi sacri della letteratura russa redatto in slavo antico”. E sono stupiti non solo dal prezzo dei biglietti ma anche dal grande numero di spettatori, e dal loro amore per la musica classica che conoscono benissimo. La descrizione della gente nella sala sorprende con finezza il contrasto tra vecchio e nuovo, tra tradizione e modernità, tra conformismo e nonconformismo:

Il pubblico rappresenta un po’ la metafora della società postsovietica, ancora in lento e incerto assestamento. Non mancano uomini dall’eleganza ostentata – e un po’ kitsch – o vamp biondissime con minigonna d’ordinanza, ma prevalgono nettamente le persone comuni: vecchiette con maglioni di lana grossa, signori in abiti un po’ démodé e molti giovani in jeans.


Il tuono cambia, diventa serio e pieno di tristezza nel suo tentativo di spiegare l’inesplicabile inutilità di una catastrofe, con il racconto della visita in gruppo a Cernobyl, che inizia descrivendo le regole da seguire rigorosamente all’entrata in quel luogo postapocalittico: non toccare, non mangiare, non fumare, non allontanarsi. L’antitesi fra la bellezza dei piccoli villaggi ucraini e la consapevolezza che un dramma è nascosto tra i muri di ogni casa è sconcertante. Cernobyl, dove abitano ora, sfidando la morte ogni giorno, circa 600 persone, ha un’aria strana, vuota e silenziosa come una città di fantasmi. Un po’ più lontano si trova Prypiat, il vero centro dell’esplosione, una località così giovane (solo sedici anni) a quel momento, ora congelata nel tempo, come Pompei, oppure come in quel documentario che trasmetteva Discovery qualche tempo fa, dove era simulato il mondo dopo l’uomo, con la vegetazione coprendo lentamente ma sicuramente tutte le tracce di civiltà:

La sensazione – nettissima – è quella di un luogo che fino a un attimo prima era brulicante di vita e dal quale gli abitanti sono inspiegabilmente scomparsi da un momento all’altro , lasciando dietro di sé una città integra ma vuota.


Ho insistito tanto sulle pagine di Cernobyl perché le descrizioni e le foto vengono a completare le immagini che mi hanno talmente commossa nel libro di Svetlana Alexievich, Preghiera per Cernobyl.

Tuttavia, il resto del viaggio è molto più allegro ma non divulgo niente di più. Tocca a voi ormai di camminare, come l’ho fatto io, vicino ai nostri viaggiatori, sulla famosa strada di Pietroburgo, Prospettiva Nevski (e chi lo sa, calpestando forse i passi di Pushkin, di Dostoyevsky o di alcuno zar tenebroso), imparare a distinguere fra tre stili architetturali moscoviti: stalinka, khruschovka e luzhkovka (a voi di scoprire chi è Yury Luzhkov, se non lo sapevate già), affrontare il freddo della tundra per rendersi a Seyda, dove una volta c’erano 2500 abitanti ma oggi sono rimasti solo 25 e un gatto, ammirare il monumento eretto sulla linea che rappresenta il Circolo polare e poi assistere alle competizioni tra Nenets a Salekhard, passare in Asia per ascoltare il canto degli sciamani e può darsi farsi predire il futuro, per finire a “Ulan - Ude, capoluogo della Repubblica di Buriazia , al chilometro 5640 da Mosca sulla linea Transiberiana”, dove si trova non solamente un’enorme testa di Lenin, ma anche la “perla della Siberia” Dalai Nor.

Così, esauriti ma con l’anima e la mente più ricche, tornerete come me, al banale quotidiano promettendovi che, un giorno…
Profile Image for Sara Mazzoni.
24 reviews27 followers
August 27, 2016
Dopo World zapping. Racconti di viaggio, un'altro straordinario viaggio assieme a Fabio e Roberta. Stavolta si va nel freddo della Russia, nella tundra, ad incontrare gli sciamani e a percorrere la Transiberiana.
Ricco di immagini, di emozioni, di racconti di incontri particolari, questo libro ancora una volta mi permette di viaggiare in luoghi lontanissimi,
Si legge velocemente, anche se si è piacevolmente distratti dalle bellissime foto e dai link di approfondimento.
Profile Image for Happycactus.
30 reviews1 follower
December 25, 2016
Simpatico diario di viaggio, che chi conosce ed ama la Russia può apprezzare a pieno. indicato più in cartaceo che in elettronico, per la cinquantina di fotografie che completano il testo.
54 reviews
February 15, 2020
Bel libro, coinvolgente e dettagliato. Ti porta in un mondo sconosciuto e affascinante, ai limiti della geografia... e ti fa capire che si puó vivere quasi ovunque, l importante è la dignità e il rispetto degli altri
Profile Image for Francesco.
5 reviews8 followers
December 10, 2016
Un appassionante ed emozionante viaggio lungo la Transiberiana alla scoperta della Russia meno conosciuta. Dopo la lettura, la voglia di andare a visitare di persona i luoghi che Fabio e Roberta ci descrivono è decisamente alta!
Profile Image for Fritha.
26 reviews11 followers
September 14, 2021
Nutrivo speranze verso questo libro che però si è rivelato essere solo una cronaca piatta e superficiale di un viaggio potenzialmente molto bello - lo è l'itinerario, e gli autori pare siano stati molte volte in Russia - ma che non mi ha trasmesso alcuna emozione.

Una sequenza nuda e cruda di cosa hanno fatto senza alcun affondo emotivo o riflessivo. Anche quando incontrano le persone, e il mio cuore spera in un maggiore coinvolgimento relativo a come vivono, cosa affrontano, cosa sperano e desiderano... niente, resta tutto in superficie. Di tanto in tanto affiora un riferimento storico o culturale ma senza approfondire mai nemmeno quello.

Un'occasione mancata nonché l'ennesimo libro di viaggi scritto (e pubblicato) convinti che basti viaggiare per saper raccontare un viaggio. No.

In più l'ho ascoltato in ebook e la lettura (curata da uno dei due viaggiatori) è piatta e noiosa con qualche impappinamento ingiustificabile qua e là visto che si registra e si può correggere. Non perché sia necessaria la perfezione, ma perché il rispetto minimo per il lettore suggerirebbe una maggior cura.

Mi ha lasciato di stucco anche la scelta di interrompere la lettura del testo per leggere la didascalia delle immagini che lo intervallano. Che senso ha, in un audiobook? Le foto me le perdo, non me ne faccio niente della descrizione... intanto mi hai distratto dal filo del discorso.
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