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Comment nous dire adieu

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Alors que la neige tombe sur Bolzano et ses environs, Michele, un enfant de onze ans, disparaît sans laisser de traces. Le commissaire Sergio Striggio est chargé de l'enquête. Installé depuis quelques années dans le Nord de l'Italie pour vivre librement son amour avec Leo, il s'apprête à révéler son homosexualité à son père, ancien policier. Mais celui-ci lui annonce qu'il est atteint d'une maladie incurable. Soudain le passé assaille père et fils, avec tous ses fantômes, s'insinuant dans l'enquête en cours et s'y reflétant étrangement. Après l'avoir affronté et défait, Striggio, il en est convaincu, pourra accompagner son père dans son dernier voyage.


Avec ce roman noir atypique au style magistral, Marcello Fois atteint sa pleine maturité d'auteur.





Marcello Fois, né en 1961 en Sardaigne, vit à Bologne, où il a fondé avec Carlo Lucarelli et Loriano Macchavelli le Groupe 13, afin de renouveler le noir italien. Ses romans sont traduits dans de nombreuses langues et ont obtenu plusieurs prix italiens et internationaux.





Traduit de l'italien par Nathalie Bauer

384 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2017

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About the author

Marcello Fois

97 books70 followers

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31 (18%)
1 star
3 (1%)
Displaying 1 - 29 of 29 reviews
Profile Image for Barbaraw - su anobii aussi.
247 reviews34 followers
September 18, 2017
Questo è il primo libro che inserisco su Goodreads, e il titolo mi sembra così intonato al mio lasciare la precedente molto amata comunità di lettori - anobii...
Il libro ha le grandi qualità di Fois, e qualche suo piccolo diffetto: una scrittura sua, come pochi autori italiani a mio avviso, pura, anzi limpida, con scorciatoie visive molto efficaci, e lo scorrere bello delle frasi.
Del dirsi addio è cupo, intenso, malinconico quanto basta, è un dirsi addio e un accettare di dirselo.
Ma il "giallista" Fois prende il sopravvento nel finale, ecco allora che arrivano il maturare degli indizi disseminati, le spiegazioni, il piatto avvicendarsi della ricostruzione, che delude.
Vince però la bravura, la figura in asssenza dell'enigmatico bambino scomparso che, in filigrana, coniene un'altra scomparsa; in questo gioco di scatole, Fois è un maestro. La riflessione sull'addio è feconda. E così saluto per la prima volta qui questa comunità e mi congedo dall'altra, con fatica.
Profile Image for Gabril.
1,045 reviews256 followers
January 16, 2018
Fois sposta la sua ambientazione dalla petrosa Sardegna a una Bolzano dove cade incessante la neve. E, nonostante l’ambiente gelido e quasi astratto, mette troppa carne al fuoco: il giallo di un bambino scomparso si intreccia con la storia personale del commissario Sergio Striggio, virilmente gay (dichiararlo? continuare a nascondersi?) alle prese col padre morente (il motivo principale, ma non l’unico, del dirsi addio) con il quale, o per mezzo del quale, Sergio ripercorre la propria storia. Che si riflette un po’ in quella di Michele, bambino dall’imbarazzante superintelligenza, con genitori alquanto problematici che non la sanno gestire.
E quali sono i problemi dei genitori? Eh, calma...si intrecciano a quelli di don Giuseppe, il prete che ha denunciato la scomparsa del ragazzino, e di Sara, l’inquieta maestrina collega di Leo, avvenente moroso del commissario...commissario di cui si innamora anche la poliziotta Elisabetta...
E a complicare il quadro delle contorte relazioni fra i personaggi ci sono le introduzioni alle quattro parti in cui il romanzo è suddiviso che si intitolano Terra, Fuoco, Acqua e Aria e rievocano miti greci e archetipi universali.
Non basta: si aprono squarci in cui ci si addentra nella mente del nostro commissario; sono evocazioni di memorie-emozioni-esperienze che vengono espresse tra parentesi e consistono in stralci di musiche-letterature-cinema e cultura varia, generale e specifica. Insomma: citazioni. L’aspetto indubbiamente più fastidioso di tutta la minestra.
Detto questo, ho attribuito ugualmente tre stelle (la sufficienza,diciamo) a questo libro perché Fois sa sa scrivere e sa avvincere. Il peccato sta nell’ambizione a farne un testo complesso che lo rende invece pretenzioso e molto dispersivo.
Profile Image for Lilirose.
583 reviews77 followers
April 22, 2025
Non so come pormi riguardo questo romanzo. Riconosco che le atmosfere sono suggestive, ma per il resto possiede tutti quegli elementi che solitamente non solo non mi affascinano, ma addirittura mi irritano.
E' un libro intellettualoide e iper-introspettivo, in cui i protagonisti filosofeggiano anche quando devono dirsi buongiorno rendendo i dialoghi goffi ed artificiosi. Lo stile poi è barocco e sovraccarico, con un uso quasi ossessivo di metafore e similitudini che appesantiscono la narrazione. Naturalmente quando un autore è così impegnato a dimostrarci la sua erudizione è inevitabile che anche i personaggi risultino saccenti e poco simpatici, in particolare ho odiato talmente il protagonista da "tifargli" apertamente contro in qualsiasi circostanza, professionale e personale.
Insomma non si salva proprio niente in questo romanzo? Per i primi tre quarti di svolgimento avrei risposto di no, poi per fortuna il giallo, fino ad allora un ritaglio di tempo tra una crisi esistenziale e l'altra, prende una svolta interessante che mi ha permesso almeno un barlume di coinvolgimento.
So che a molti questo tipo di scrittura lenta e ampollosa piace parecchio, se voi come me non siete fra quelli, tenetevi alla larga da un libro del genere.
Profile Image for Aida Lopez.
586 reviews98 followers
February 19, 2021
❄ Marcello Fois Me conquistó con la trilogía de la familia de los Chironi,así que no podía dejar escapar este noir de ambientación invernal .

❄La trama gira en torno a la misteriosa desaparición de un chico de 11 años.
Una novela en esencia policíaca...

❄Personajes rotundos .
El protagonista: comisario Sergio Striggio a su labor policial une un nudo de conflictos internos y sentimentales...no es capaz de reconocer ante su padre que si tiene pareja... pero no femenina.

❄Leo su pareja le da estabilidad ,pero que paradoja ,luchan con la desconfianza y las expectativas del otro.

❄Un misterioso cura...los padres del niño como sospechosos...frustraciones sentimentales, amantes,todo son piezas que van encajando en la resolución del caso y que añaden complejidad a la novela mediante sus sentimientos.

❄Giros inesperados en la trama hacen que no seas capaz de intuir el desenlace.

❄Deja un poso reflexivo :
Familias que fingen, malentendidos, malinterpretaciones, las expectativas que los adultos ponemos a los niños...con los que les hacemos cargan y les condicionamos.

❄Buscaba una novela policíaca, que me entretuviera,me hiciera desconectar y sabia que Marcello Fois no me defraudaria y me sorprendería en este registro.

📌Os dejo una frase de la contraportada que capta la esencia de la novela:

"Un brillante noir invernal e intimista sobre las infancias heridas, la torpeza sentimental y la importancia de saber despedirse de los seres queridos ".
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Speranza.
10 reviews4 followers
October 31, 2017
Questo romanzo giallo ambientato in una Bolzano immersa nel bianco cangiante della neve, si apre con la scomparsa del bambino Michele.
L’apparentemente perfetta famiglia Ludovisi viene travolta e mostra tutte le imperfezioni di cui è intristi, sino ad arrivare al peccato originario.
Il commissario, già in un momento delicato della propria vita famigliare, annaspa nel cercare la soluzione a questo mistero e nello stesso tempo lotta per non perdere la persona che ama e la propria identità.

Terra, Fuoco, Acqua e Aria come elementi fondanti divnetano i 4 passi, capitoli, in cui il viaggio, alla scoperta del colpevole, si compie.
Fois analizza ogni relazione e mutamento di questa, i pensieri e i sottopensieri che li creano. Eccellente maestro nell’utilizzo delle parole.

Secondo alcuni le parole sono auspici. Sono chiavi che aprono le porte di stanze oscure. Di quelle tenute chiuse per anni, di quelle di cui ci si dimentica. Magari questo è quanto succede agli uomini e alle donne di questa terra, e cioè di abitare in case che hanno stanze chiuse che possono nascondere tesori, ma anche, molto opportunamente, custodire segreti indicibili.

Il tentativo di soluzione professionale si accompagna anche al percorso interiore di mettere ordine nel passato, di ricatalogare la propria infanzia, di rivedere la malattia del padre pensando alla scomparsa della madre ,
“Non è a me che devi dire addio. Il punto nn è mai dire addio”, scandì sua madre all’improvviso, con una chiarezza nella voce che lo aveva fatto tremare.
“E qual è il punto?” aveva osato chiederle. Lei lo aveva fissato come se non riuscisse a riafferrare il filo del discorso interrotto qualche secondo prima. “Hai detto che il punto non è mai dire addio”.
La madre lo guardò grata per quel breve riassunto. “Il punto è dirsi addio”, rispose.
E lui capì perfettamente.

Di decidere di togliere le ambiguità e dare chiarezza al rapporto con il proprio genitore

Lui e suo padre si erano fraintesi per troppo tempo, ma ora ogni fraintendimento sarebbe stato sanato. Suo padre aveva un figlio sorridente e un bianco bosco d'abeti da portare all'altro mondo. Quanto a lui, quando fosse arrivato il momento si sarebbe messo tra il bosco e il letto per riempirgli l'ultimo sguardo e avrebbe sorriso, perché come ci si dice addio è la cosa più importante del dirsi addio.


Profile Image for Nim.
7 reviews3 followers
January 27, 2018
Avevo un presentimento, leggendo le lodi sperticate nella quarta di copertina, che questo fosse un romanzo che io non sono in grado di apprezzare. E il mio intuito ci aveva azzeccato.
Da subito lo stile mi è parso tale e quale a una supercazzola retorica, qualcosa di artificioso e farraginoso nella narrazione, che mal si accoppia alle vicende raccontate.
Un po' un misto di narrativa e poesia, con l'utilizzo di molte metafore (alcune delle quali decisamente non azzeccate o inutili), che a me non fa effetto.
Il narratore onnisciente è onnisciente solo quando vuole lui, e quindi si hanno frequenti stacchi da personaggio a personaggio, mentre li vediamo compiere diverse azioni, con descrizioni approssimative degli stati d'animo, molto "raccontate" nel senso che si parla di sguardi o di atteggiamenti che dovrebbero comunicare un certo umore, ma noi non vediamo il personaggio Tal dei Tali che inarca le sopracciglia perché incredulo, o che strabuzza gli occhi, o che si morde il labbro, o che sbuffa etc.
I pensieri dei personaggi sono svelati a momenti e criptati in altri, con tutto un uso particolare dei "forse", tipo: «Forse Sergio pensava questo. O forse no» e quindi boh, potevamo anche risparmiarcelo.
I numerosi flashback e alcune "inserzioni" di testo atte a dare una certa atmosfera, sono state delle irritanti interruzioni nel filo temporale della narrazione. Anche quando si utilizzano come poveri espedienti per un cliffhanger a fine capitolo; mi è capitato di saltare qualche capitoletto e tornare a rileggermelo dopo, in maniera da non interrompere il flusso della narrazione, tanto l'esperienza di lettura non variava granché.
I dialoghi sono (purtroppo) pochi rispetto alle parti raccontate, e a volte irreali in maniera ridicola. L'impressione che ho avuto in certi momenti è stata quella di avere davanti una fiction della Rai (e ripeto: a me personalmente non piace, ma questo non toglie che possa essere gradevole).
Più di una volta ho trovato locuzioni che penso volessero essere profonde, ermetiche e poetiche, come quella della "luce appassionata" che mi hanno fatto rotolare dal ridere per via della "supercazzolosità" sopra citata.
I personaggi sono poco svegli, si perdono in quisquilie quando sono nel bel mezzo di un'indagine, e sembrano davvero poco concentrati sul loro lavoro.
Il che è normale se hai "problemi in famiglia", ma porca vacca, qui non si vede nemmeno l'ombra di un minimo di professionalità.
La sottotrama della scomparsa del bambino (perché alla fine è una sottotrama) funge più da intrattenimento che da filo conduttore. Direi che questo romanzo è più introspettivo, neanche tanto noir o giallo.
Ammetto di aver continuato la lettura più per curiosità nel vedere come si risolveva il caso della scomparsa, che per altro; anche perché in realtà di indizi al lettore non ne vengono dati (ed è questo uno dei motivi per cui dico che la vicenda del bimbo è una sottotrama), e l'ispettore stesso quasi ci inciampa, non va a cercarli (tra l'altro questo suo inciampare negli indizi è nominato anche nella quarta di copertina, non mi sto inventando nulla).
E niente, alla fine non è nulla di speciale. Intrattiene un po', ma non aggiunge nulla di che.
Profile Image for Baba.
89 reviews30 followers
December 20, 2017
A me la struttura del romanzo non è dispiaciuta, ma mi è sembrato ci fosse troppa roba. Omosessualità, bambini problematici, relazioni di coppia controverse, presunti abusi su adolescenti, la morte, imparare come ci si dice addio. Ci sono anche il noir e Bolzano, ma entrambi sono personaggi minori, comparse.
La scrittura di Marcello Fois è elegante, ricercata; l’autore è così attento alla lingua da far dire a Gea, la madre del bimbo scomparso, che il linguaggio è importante, le parole sono importanti. Da lettore ci si sofferma su quelle parole che tornano di frequente: stasi ed attrezzato sono due termini che piacciono molto a Fois (stabilizzare la stasi, ricordare la stasi, una stasi di vetro, frantumare la stasi, lo spazio della stasi; pareti attrezzate, attrezzati linguisticamente, serra attrezzata, persone attrezzate…) e che io ho trovato ripetitive e disturbanti.
Ho iniziato "Del dirsi addio" sul treno che da Bressanone mi riportava a casa perché desideravo restare ancora un po’ in Alto Adige, ma sono stata nuovamente tradita. Il romanzo è ambientato a Bolzano perché viene detto espressamente, però non c’è nulla che ti faccia realmente sentire la città. Niente che ti faccia venir voglia d’andarci se non ci sei mai stato o di tornarci se sei appena andato via. Ho avuto la sensazione che Fois avrebbe potuto ambientare questo romanzo in una qualsiasi altra città dalle invernate rigide e dalle strade deserte, e la percezione del lettore sarebbe rimasta inalterata.
Del dirsi addio ha ricevuto diversi giudizi positivi ed è stato consigliato anche da librai e persone di cui mi fido molto. Resta il fatto che non mi ha coinvolto.
Ne ho parlato qui: https://librinvaligia.blogspot.it/201...
Profile Image for Danilo De rossi.
176 reviews9 followers
September 19, 2017
Giallo anomalo, nel senso che durante la lettura la parte investigativa risulta secondaria rispetto a tutto il resto. È scritto indubbiamente molto bene, ma l'ho trovato sovraccarico di elementi, alcuni dei quali sono trattati in maniera marginale. Si lascia comunque leggere, pur presentando un ritmo tutt'altro che serrato per essere un giallo.
Profile Image for Sully Holt.
Author 32 books23 followers
April 5, 2025
Ce roman, polar sans en être, roman hybride qui oscille entre drame familial et enquête policière, c'est un peu ma petite déception de l'année. Je voulais le lire depuis longtemps, je m'y suis plongée avec joie et légèreté et j'en suis ressortie la tête basse et les épaules voûtées.

Pourquoi ?

D'abord à cause du style qui, s'il est élégant et fortement imprégné d'une intelligence raffinée, m'a parfois perdue dans toutes ses circonvolutions littéraires. Les échanges verbeux manquent de naturels et certains passages m'ont paru incompréhensibles. L'auteur décrypte les relations humaines avec une finesse et une psychologie extrêmement recherchées. Hélas, tout est pollué par les dialogues et une avalanche de scènes de la vie quotidienne qui ne m'ont rien apporté.Trop de sous-entendus obscurs, trop de flash-backs balancés sans logique, trop d'effets de narration, trop d'allusions historiques sorties de nulle part...

Mais le vrai problème, c'est que l'enquête évoquée dans le résumé s'efface au profit de l'anxiété et des questionnements sans fin du personnage principal, profondément amoureux de son compagnon, mais angoissé à l'idée de révéler son homosexualité à son père mourant. D'habitude, le mélange de styles ne me dérange pas. Pourtant, dans ce roman, ça m'a semblé mal géré, fouillis et l'impression que l'auteur a voulu trop en faire ne m'a pas quittée.

La résolution d'enquête est ma plus grande déception puisqu'elle trahit un manque de maîtrise du genre dont je ne parlerai pas ici pour éviter de spolier.

"Comment nous dire adieu" est définitivement un roman atypique qui met en avant une Italie sombre et neigeuse cadrant parfaitement avec le drame qu'elle illustre. Malheureusement, il ne parvient ni à marquer le lecteur durablement ni à s'imposer dans un genre ou un autre.

Bref, si je ne me ferme pas aux autres écrits de Marcello Fois, je vais y aller à mon rythme.
Profile Image for Maria Sole Bramanti.
256 reviews5 followers
October 20, 2017
Chi non ama i noir, dovrebbe leggere “Del dirsi addio”, così cambierebbe certamente idea! Spesso c’è dello snobismo nei confronti di thriller, gialli, noir. Qualcuno continua a pensare che si tratti di romanzi di serie B. Ecco, leggetevi questo….
Avete presente quella sensazione che si prova quando un libro ti trasporta dentro di sé, nel suo mondo parallelo, in mezzo ai suoi personaggi, tra le sue righe?
Non è, certo, un libro facile. È uno di quei libri per cui servono carta e penna, mentre li leggi. Perché devi sottolineare tante cose, riflettere su tante cose, e appuntarti tante cose.
Lo stile è davvero interessante: diretto, schietto, essenziale. Dialoghi perfetti e incalzanti. Personaggi assolutamente credibili e vivi, ognuno con un suo stile narrativo e un suo mondo. E c’è della vita vera che trasuda da questa storia nera, triste. Personaggi che si raccontano a noi lettori e che ci raccontano anche un po’ di noi stessi.
Sono stata profondamente colpita e incuriosita da tutti i protagonisti, come se stessi leggendo una serie di biografie. Eppure il talento di Fois è anche quello di riuscire a creare grandi aspettative per la trama gialla.
Un bambino scomparso… uno dei delitti più atroci… che porterà alla luce il profondo malessere che si annida dentro gli uomini. Un passato complicato, che trasforma il futuro in qualcosa di così difficile da vivere con serenità. Come fanno, anche, le insinuazioni più spregevoli.
Ma questa trama gialla rimane in sottofondo, come un filo sottile che lega le vicende dei vari personaggi, una scusa per raccontarci l’intimità di personaggi che potremmo essere noi. E lo si vede anche nel modo quasi casuale in cui si arriva a svelare il mistero, quasi a sottolinearne la sua minore importanza rispetto alla vita, ciò che davvero si vuole raccontare
Questo libro è anche la storia di un grande amore, narrato con tenerezza e attenzione, in un modo così puro da commuovere.
Ecco, Fois ti fa commuovere e poi ti spiazza, con scene esilaranti (per quanto, forse, disperate) come quella di Sergio e Leo che cantano i Take That a squarciagola. E poi, ti spiazza ancora, descrivendo la crudezza dei sentimenti di due genitori sconvolti dalla scomparsa del figlio (mi ha colpito molto il modo così lucido di descrivere le emozioni di Nicola Ludovisi, un uomo imperfetto, e consapevole di esserlo).

Insomma, ci sono davvero tante cose in questo romanzo: ci sono famiglie che si disgregano e altre che si ricongiungono; persone separate dalla morte e altre che nella morte si riavvicinano.
Una scrittura poetica, sia nelle descrizioni dei sentimenti che in quella di paesaggi e stagioni; una scrittura in cui è facile ritrovare un po’ di se stessi. Una scrittura che… è come io mi immagino debba essere raccontata la realtà.
Uno dei temi affrontati è la fine dell’infanzia, dell’illusione. E anche il lettore cresce, durante la lettura, per scoprire un mondo che nasconde tanta bassezza, un mondo sempre più nero e inquietante, mentre il bianco della neve cerca di coprire tutto il marcio e il vento tenta di cacciarlo via, senza successo. Ma con qualche barlume di speranza.

qui l'intervista all'autore:
http://thrillernord.it/intervista-a-m...
Profile Image for Luca Speciotti.
Author 3 books5 followers
December 29, 2017
Che dire?... Ho dato cinque stelle allo scrittore e una al romanzo e, in un impeto di generosità, ho arrotondato il tutto a tre. Questo è il primo libro di Fois che leggo e devo ammettere che mi ha lasciato interdetto. Fois è un signor scrittore, ma questo in teoria sarebbe un giallo, un genere che non amo e che frequento poco e Fois, come giallista, a mio parere s'incarta. Ogni genere ha le sue regole e, se hai grande cultura e una sottigliezza innata che ti porta ad adottare uno stile ricercato; quindi non uno stile sobrio ed efficace, non banale e che va al sodo, che di solito prediligo, ma uno stile intellettuale e classicheggiante, forse barocco, che sovente si perde a inseguire e citare l'arte e a inseguire ogni possibile stato d'animo, può capitare che poi la vicenda sfumi e si concentri nelle ultime pagine senza risolvere del tutto. Non capisco tutto ciò, se l'intenzione è di per sè onesta e l'autore ha semplicemente tentato di piegare il giallo e di adattarlo alle proprie regole, complice forse il desiderio e l'ambizione di tentare nuove strade, o se, più semplicemente, sperava di acquisire qualche nuovo lettore. Non lo so e non mi interessa più di tanto, di certo mi resta la curiosità e la voglia di rileggere Fois, perché ha una grande sensibilità e un gran stile.
Profile Image for 61pat.
753 reviews12 followers
July 12, 2017
Tormentato mi sembra l'aggettivo giusto per definire questo libro, dove la storia poliziesca fa solo da sottofondo alla vera narrazione relativa alle angosce esistenziali del protagonista Sergio, commissario titolare dell'inchiesta. Una lettura non facile tra citazioni, memorie, che a volte disorientano, ma sicuramente coinvolgente.
Profile Image for Jordi Sellarès.
313 reviews29 followers
November 24, 2019
Petita decepció que m'enduc amb aquest llibre d'un dels meus escriptors preferits. No hi he acabat de connectar i se m'ha fet llarg. Lluny, molt lluny de les seves altres obres, tan superlatives.
Profile Image for Lorenzo Adduci.
313 reviews8 followers
August 25, 2021
“Del dirsi addio” di Marcello Fois è un romanzo complesso che si svolge in gran parte attraverso il filo dei ricordi e dei rimpianti, una disamina appassionata di emozioni, fragilità e contraddizioni umane in cui molteplici storie si intrecciano alla perfezione.
È una narrazione corale affidata a molteplici personaggi, ma in cui prevale la voce di Sergio Striggio, Commissario di Polizia presso Bolzano, un uomo più che trentenne tormentato dai dubbi e dalle inquietudini del passato, che preferisce i silenzi e le frasi non dette e che deve imparare a esprimere e a vivere pienamente i sentimenti che prova.
Sergio deve affrontare un’indagine importante, il caso di un bambino di undici anni scomparso dopo essere uscito a cena con i suoi genitori. Michele Ludovisi è un ragazzino particolare con grandi capacità di apprendimento e diversi problemi relazionali. Tutte le persone che ruotano intorno alla sua vita, tra cui i suoi genitori, Gea e Nicola, potrebbero essere coinvolte. Compito di Sergio è immergersi nella mente di Michele per comprendere le reali ragioni della sua scomparsa e per fare questo, oltre che sugli indizi tradizionali, deve basarsi su un viaggio a ritroso nella propria infanzia e adolescenza in cui riscoprirsi anche lui ragazzino problematico e assillato da un grande desiderio di conoscere le cose.
Con una scrittura di altissima qualità, precisa e ricca di dettagli, capace di trasmettere le immagini di una Bolzano avvolta dalla neve e di indagare in profondità le sensazioni di tutti i personaggi coinvolti, l’autore costruisce una narrazione che si snoda attraverso i quattro elementi, partendo dalla terra, passando dal fuoco e dall’acqua e arrivando fino all’aria che influisce su tutto il resto. È una narrazione che alterna passato e presente, dialoghi fitti e serrati e lunghe riflessioni, ma in cui la tensione emotiva non viene mai meno.
L’indagine si alterna alla storia tra Sergio e Leo, giovane e attraente maestro presso la scuola elementare di Bolzano. L’amore tra i due uomini viene espresso con delicatezza attraverso momenti di struggente poeticità (come dimenticare l’elenco di Sergio di tutto ciò che Leo ama per dimostrare quanto lo conosca fino in fondo?), mostrando la solidità e la sincerità dei rispettivi sentimenti e la loro forte complicità. Non mancano i contrasti derivanti dalla ritrosia di Sergio a uscire allo scoperto, essendo ancora restio ad accettare completamente la propria omosessualità, ma sarà proprio la paura di perdere Leo a convincere Sergio a vivere pienamente quei sentimenti e a riflettere su quanto fondamentale sia la presenza del suo ragazzo nella propria vita: «Davanti al palazzo di Leo si sentì improvvisamente bene. Perché era solo lui, l'ipotesi di lui, che poteva farlo star bene. Anche dopo aver cercato il padre per buona parte del pomeriggio e averlo dovuto riportare nell'unico posto dove non voleva tornare. Era Leo che dava un senso a qualunque gesto che le sue braccia, le sue mani, la sua faccia, potessero fare. Dava un linguaggio alla sua afasia. Un pensiero a quella sua testa vuota».
Vi è, infine, una lunga riflessione sul dolore legato alla perdita dei propri cari, sul modo giusto di accomiatarsi e dire loro addio: Sergio deve affrontare l’arrivo del padre Pietro, con cui ha sempre avuto un rapporto difficile fatto di incomprensioni e contrasti, e soprattutto la notizia della sua malattia che lo spinge a ripensare alle cause della loro frattura e a ripercorrere con la mente la morte di sua madre.
“Del dirsi addio” è un romanzo bellissimo che mi ha regalato emozioni contrastanti e riflessioni profonde, con una storia che si svela poco alla volta in tutta la sua complessità rimettendo in ogni pezzo al proprio posto.
Profile Image for Abc.
1,118 reviews108 followers
January 5, 2020
Grossa delusione da questo autore di cui avevo già letto "l'importanza dei luoghi comuni" e che mi era piaciuto molto.
Affrontando l'altra lettura non mi ero resa conto di trovarmi di fronte a un erudito di professione e invece in questo romanzo la cosa è evidente fin dalle prime pagine. Prima dei personaggi ho trovato molto antipatico l'autore per lo stile barocco che ha utilizzato. Ad ogni passaggio vuole necessariamente far vedere quanto è bravo con le parole. C'è un dialogo in cui si discute dell'articolo da utilizzare davanti alla parola "pneumatici"! Ma veramente??
Poi ci sono i riferimenti a brani di musica classica, alla mitologia, ai film e chi più ne ha più ne metta. Ma perché scrivere un giallo se vuoi parlare di queste cose? Io credo che ogni genere abbia un proprio linguaggio, non puoi utilizzare parole auliche parlando di un bambino presumibilmente rapito.
Qualcuno potrebbe obiettare che la parte noir è un pretesto per parlare d'altro. Ma magari fosse così! Il mistery non è il mio genere e avevo scelto questo libro perché, fuorviata indubbiamente dal titolo, pensavo parlasse maggiormente del rapporto del protagonista col padre e del suo affiancarlo negli ultimi giorni di vita. E invece grossa delusione perché questo è solo uno dei tanti argomenti sfiorati, ma non veramente affrontati.
Sui dialoghi poi aprirei un capitolo a parte. Assurdi! Soprattutto quelli fra Sergio e il suo compagno. Ci sono delle discussioni che non ho proprio capito. Litigate per me incomprensibili.
Poi a un certo punto vengono inseriti anche dei dialoghi in tedesco perché ovviamente l'autore pretende che il lettore conosca anche questa lingua. Ovvio!
Profile Image for Maxi Rey.
42 reviews
April 30, 2025
venía de leer la trilogía Estirpe de este autor y me había encantado, sobre todo el primero, se defendía muy bien creando una atmósfera épica, una historia con aires de grandeza, pero ya en ella, sobre todo en los dos últimos volúmenes, atisbaba ciertos problemas en lo que a a la construcción de personajes se refiere. y en este más todavía, cuánto más lee uno de este autor más se da cuenta de esa dificultad, vale que capta muy bien los diferentes momentos y situaciones y describe magistralmente todo, sé permite reflexiones que añaden belleza a la narrativa aunque ralentizan demasiado la trama. en esta novela un policía tiene que investigar la desaparición de un niño, y como esa idea no debe ser suficiente para el autor, mete toda la complejidad de problemas psicológicos de los personajes que debe, la necesidad de cerrar etapas, de despedirse de seres queridos... de ahí el título que no tiene nada que ver con la trama. Fois enreda al lector, a una novela noir, como se dice ahora, le sobra todo lo demás, parece que no sabe encajar bien una arquitectura de extremos, que necesita la una para relleno de la otra cuando entre ambas no se enriquecen ni aportan nada.
Cuanto más leo de este autor más me doy cuenta de a qué juega: a una impostura, a un vacío de ideas y a una necesidad de publicar lo que sea al abrigo de una excelente prosa que muchas veces, detrás de una efimera belleza de fuegos artificiales, se antoja vacua
en algún lugar he dicho que puede ser premio Nobel. Evidentemente lo retiro
Profile Image for Joan Roure.
Author 4 books198 followers
June 16, 2020
3,5
Noir ambientado en la pequeña ciudad de Bolzano, puerta de entrada a la cordillera de los Dolomitas, en los Alpes italianos. Me ha gustado la atmósfera invernal e intimista por la que nos conduce Fois.
Si bien es cierto que no destacaríamos la historia por su originalidad —crimen, investigación y desenlace—, sí lo haríamos, entre otros, por su estructura: el autor alterna en el mismo capítulo párrafos contando lo que sucede en el presente con otros sobre hechos acaecidos en el pasado, todo para transmitir al lector el conocimiento de ciertas situaciones o los porqués de determinadas formas de actuar de los personajes. Y hablando de personajes, otro punto a tener en cuenta es su construcción, pues Fois va mucho más allá de lo que es la trama en sí para profundizar en cada uno de ellos, lo cual le permite tomarse alguna que otra pequeña (y acertada) licencia para ahondar en ciertas conductas del ser humano y poner así tierra de por medio a lo que de otra forma se quedaría en un simple noir o thriller sin más contenido que la propia acción de la historia. El estilo narrativo de Fois también es algo a destacar como elemento que magnifica la calidad de la obra.

Ha sido mi primera incursión en la obra de este escritor y salgo satisfecho. Por lo que veo de otros lectores que ya lo han leído antes, parece que en su mayoría no pondrían Decirse adiós por delante de otros títulos del mismo autor como Estirpe o El tiempo de en medio, lo cual no hace más que incrementar mi interés por seguirlo descubriendo.

"Lo que tiene la paternidad es que se adentra en el juego infinito de los hábitos. Mientras que la maternidad no es cuestionable, la paternidad adquiere significado partiendo de una condición de confianza, pero también de un presupuesto de desconfianza. A eso aludía la expresión Mater semper certa. Y culturas enteras fundamentaron su consistencia en relación con esta fórmula. Sin embargo, la incerteza de los padres los ha hecho más dignos de su misión. Pater autem incertus es una manera despiadada de plantear los hechos, no hay nada que añadir. Los hijos pasan un montón de tiempo, a menudo sin ni siquiera saberlo, lidiando con esa desconfianza.[...]".
Profile Image for Robert Stamp.
15 reviews3 followers
August 22, 2017
Ci ho messo quasi un mese a finire questo libro. Non riesco a rendermi neanche conto di quanto sia realmente grande perché l'ho letto in eBook!
Si sarebbe meritato anche una stella. Ho dato due stelle perché la prima parte (quella in cui si costruisce il mistero) è fatta molto bene e sembra possa evolversi in qualcosa di interessante. Ho apprezzato il rapporto tra Sergio e Leo nonostante qualche sbandata ingiustificata che viene creata ad arte e senza un senso. I continui salti temporali dopo un po' stancano. Voglio continuare a leggere il presente e l'autore torna sulle menate dell'infanzia di Sergio!
Profile Image for Lucio Aru.
Author 1 book35 followers
August 10, 2018
Non avrei mai pensato di dare due stelle a "un Fois", eppure eccomi qua.
Ho iniziato questo libro all'inizio della mia vacanza e, seppure io lo abbia terminato in qualche giorno, non mi ha appassionato. Sarò un nostalgico cronico? Forse il Fois che conosco sono abituato a leggerlo nella sua/nostra terra madre. Ma in questo libro ho sentito delle mancanze. E non solo a livello di ambientazione: i personaggi non sono interessanti, la trama potrebbe essere più accativante. I luoghi vengono descritti in maniera sommaria. Mi dispiace molto, ma questo non è il Marcello Fois al quale sono abituato e che amo molto.
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Profile Image for Micol Mian.
Author 21 books27 followers
February 16, 2018
Come thriller non è un granché - e la conclusione dell'indagine è particolarmente deludente - ma la scrittura è bellissima e ho apprezzato troppo i protagonisti, e l'atmosfera, e tutto il resto, per farmi disturbare dal caso un po' incompleto e confusionario. Non lo consiglierei come thriller, credo, ma per il resto mi è piaciuto moltissimo. (Opinione dichiaratamente soggettiva, ovviamente).
Profile Image for B L U.
68 reviews9 followers
January 11, 2021
Ci sono i quattro elementi – terra, fuoco, acqua e aria – e le storie di un ispettore di polizia e di una famiglia che con essi si scontrano, e che da essi vengono definiti. E poi c'è la mitologia greca, una prosa lirica ma mai ampollosa e un punto di vista – inedito, privilegiato – dal quale l'autore riesce a raccontarci qualcosa su un mondo che non è suo, ma è solo nostro.
Profile Image for Covadonga Diaz.
1,094 reviews26 followers
March 30, 2020
Un noir que recuerda a los franceses por el ambiente, pero sin sangre, con poesía, relaciones familiares enquistadas y buenos personajes.
130 reviews2 followers
December 6, 2022
Me ha gustado mucho. La verdad es que las primeras páginas me dejaron un poco loca y lo he dejado un tiempo pero, al retomarlo, me ha gustado bastante
Profile Image for Patty.
141 reviews48 followers
February 16, 2018
Letto tutto di un fiato.
Il racconto, ambientato in una fredda Bolzano, inizia con l’improvvisa scomparsa di Michele , un ragazzino undicenne e dell' indagine condotta dal commissario Sergio Striggio, protagonista assoluto del romanzo. La ricerca del bambino scomparso è solo il punto di partenza per indagare su adulti e le loro relazioni: quella tra Sergio e Leo, legati da un amore segreto, quella tra Sergio e la sua vice Elisabetta, quella tra Sergio e Pietro il padre odiato e amato,quella tra Gea e Nicola genitori di Michele e, ancora, quella vissuta nel ricordo tra Sergio e la madre.
Molto di più di un buon noir.
Profile Image for Roberta Conti.
15 reviews1 follower
February 24, 2021
Inquietante , una bella storia e bei personaggi. Sono meno convinta del sistema narrativo ma mi è piaciuto in modo inaspettato.
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