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Credere disobbedire combattere. Come liberarci dalle proibizioni per migliorare la nostra vita

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Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L'obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni. È questo che ha fatto Marco Cappato accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza a costo di essere perseguito penalmente nel nostro Paese. Ed è questo - ha dichiarato - che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere "liberi di sorridere, fino alla fine". Eutanasia e fine vita, dunque, ma anche droghe, sesso, internet, genetica, scienza e diritti umani: contro le molte norme che in diversi campi minacciano la libertà e criminalizzano comportamenti diffusi e realtà sociali ineliminabili, Cappato si batte da anni con gli strumenti della disobbedienza civile e della nonviolenza - che indica non una semplice assenza di violenza, ma la costante opera attiva per convertire la violenza nel suo opposto - seguendo le orme di illustri personalità come Gandhi e di compagni di viaggio come Pannella. Intrecciando pratica e teoria, la sua storia radicale e le sue azioni - dall'arresto a Manchester per la campagna antiproibizionista alla difesa della ricerca sul genoma e le staminali, alla battaglia contro l'informazione manipolata e la limitazione della libertà digitale -, spiega oggi in questo libro perché disobbedire (civilmente) è lo strumento indispensabile per chi vuole migliorare il sistema e difendere la libertà di tutti, cominciando dai settori, la scienza in primis, dove la presenza dello Stato spesso non è soltanto inutile, ma controproducente. E perché occorre farlo in prima persona: "assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, sperimentando alternative, creando conoscenza".

Paperback

Published October 16, 2018

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About the author

Marco Cappato

6 books3 followers

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3 (1%)
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1 (<1%)
Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for bossboeo.
86 reviews6 followers
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March 2, 2020
«Uno dei problemi dell'Italia è che in troppi si rassegnano ad accettare l'inaccettabile, a condizione che non si faccia troppo rumore, né a favore né contro. Non tutti, però, si sono rassegnati a obbedire col capo chino a una norma ingiusta e violenta.»



Strepitoso già dal titolo. Un glossario di ciò che possiamo cambiare in questo Paese noi semplici cittadini con le nostre azioni concrete. Marco mi ha aperto un mondo con il concetto di disobbedienza civile. Già ho in mente di provarla: nella mia città ci sono molte svastiche; io e amici stiamo coprendole con disegni di quadrifogli che ci stanno in pieno! vere e proprie opere d'arte urbane. È illegale, ma è giusto, anche se non sono convinto che sia compatibile con quello di cui si parla nel libro.
Dovrebbero leggerlo tutti gli italiani. Già la dedica dice tutto: «A tutti quelli che "tanto non cambia mai niente"».
Una boccata d'aria fresca in mezzo ai vari salvini opportunisti. La politica alta, quella al servizio del cittadino, della comunità, delle scelte sensate, del buon senso
526 reviews2 followers
February 22, 2020
L'autore racconta della sua esperienza in politica e, più in generale, della sua attività di disobbedienza civile che lo ha portato ad agire concretamente, in prima persona, al fine di sensibilizzare le istituzioni e la politica su temi quali aborto, contraccezione, eutanasia, sperimentazione scientifica e droghe. Non sempre le azioni attuate hanno portato i risultati sperati, ma non si legge di rimpianto in questo libro, quanto piuttosto di tenacia e determinazione, di principi ai quali non si vuole rinunciare e per cui si è disposti a mettersi in gioco.
Per quanto queste battaglie si possano condividere o meno, il testo offre degli interessanti spunti di riflessione e porta l'attenzione sul ruolo che ogni singolo individuo può avere nella società, per se stesso e per la società nel suo insieme. Come diceva il filosofo britannico John Stuart Mill "gli uomini malvagi non hanno bisogno che di una cosa per raggiungere i loro scopi, cioè che gli uomini buoni guardino e non facciano nulla". Sarebbe bene che tutti ragionassimo su quanto sia vero e importante questo concetto; è in questa ottica che disobbedire civilmente non viene inteso solo come "ribellarsi", quanto piuttosto significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni, sperimentare alternative, creare conoscenza. (Per questa citazione si veda la pagina 128 del libro)
Profile Image for Jessica.
312 reviews102 followers
July 31, 2020
La disobbedienza civile spiegata bene!
Non è necessario essere d'accordo al 100% con il suo pensiero politico per apprezzare e comprendere il libro di Cappato.
Il mondo si cambia con piccoli passi ragionati, ma sempre meglio questo dell'immobilismo rassegnato.
Profile Image for Marco.
122 reviews
August 23, 2023
Diritti, scienza, diritto alla scienza, libertà. Storie e riflessioni di disobbedienza civile, di cambiamenti ottenuti e da ottenere per leggi e regole basate su
"...una conoscenza umile, dialogica e ancorata ai fatti", tutto ciò che manca nella politica odierna
Profile Image for Abelarda.
94 reviews11 followers
September 1, 2020
La premessa è che pur non trovandomi d'accordo con alcune delle posizioni politiche di Marco Cappato mi fa comunque piacere che la voce sua abbia spazio nel panorama politico italiano ed europeo, mi sembra degna di essere ascoltata sia per modi che per contenuti: l'accento sulla responsabilità personale, la disobbedienza civile, la partecipazione alla cosa pubblica, la solidarietà che valica i confini nazionali.
Come lo stesso Marco dice la ribellione è utile a sollevare lo scandalo, ma poi la parte costruttiva della sfida deve essere raccolta dalla politica tradizionale, e Cappato si impegna attivamente su entrambi i fronti.

Ho trovato interessante il dato in calo vertiginoso delle iscrizioni ai sindacati, non ero a conoscenza dello scandalo Formigoni sulle firme false per la sua candidatura (a me sembra importante, altro che la liquidazione di Mentana come "non è mica il Watergate...") ed ho trovato giusto far presente che negli ultimi istanti di vita Dj Fabo gli ha chiesto di lasciarlo solo con i suoi cari ("Il fatto che io lo avessi aiutato ad avvicinarsi alla fine non significava che io avessi condiviso la sua vita quando era ancora la sua vita").

Detto questo, ho trovato il libro scritto male con alcune disattenzioni spero non rivelatorie (l'omone "di colore" che gli fa da compagno di cella per tre giorni che gli chiede se è gay e lui che "lo rassicurai immediatamente"; la segregazione femminile inclusa nella lista dei connotati delle "società naturali"; dire che lo Stato sia impegnato in una "vera e propria" caccia alle streghe contro gli scienziati e che i roghi dell'Inquisizione non sono una forzatura - a me lo paiono).

In più, mi ha profondamente deluso l'approfondimento sui temi controversi di cui Cappato ha scelto di parlare: dalla droga alla questione delle modifiche genetiche alla prosituzione agli ogm, le ragioni per liberalizzare tutto o renderlo legale sembrano essere soltanto quelle della quantità di soldi che sarebbe possibile ricavarci e della competizione con gli altri paesi ("Noi cosa aspettiamo?"). Al punto che ho tirato un sospiro di sollievo quando, parlando di autanasia, non si è messo a fare il discorso del "uno storpio costa allo stato 4 marchi al giorno".

Uno dei capitoli che mi ha irritato di più è stato quello sulla prostituzione: dopo aver detto "Visti i precedenti di come il corpo, in particolare delle donne, è stato uno degli oggetti preferiti da parte delle autorità di ogni tipo..." che fa? Prende a dire come secondo lui (e secondo la testimonianza di un uomo disabile che mette "una vulcanica assistente sessuale" accanto ad un piatto di spaghetti nella sua lista dei desideri) se ne dovrebbe disporre, come se il "lavoro autogestito e cooperativo" potesse eliminare il problema degli abusi (che non è solo da parte dei magnaccia, ma anche degli stessi clienti e alcuni - me compresa - azzardano addirittura connaturato in quest'atto di compravendita del corpo umano altrui).

Marco Cappato si vanta d'essere stato il primo ad usare una piattaforma online per le votazioni del suo partito (hai battuto sul tempo i cinque stelle, me cojoni) e il primo ad essersi alleato con i fascisti di Marine LePen nel Parlamento Europeo (a fini strategici perché i loro voti sommati avessero abbastanza peso) ai tempi in cui la destra li ostracizzava (complimenti vivissimi anche qui, un'aquila proprio precursore dei tempi).
Profile Image for Minni.
34 reviews
December 16, 2020
Marco Cappato fulgido esempio di eroe contemporaneo, uno che fa battaglie sulla propria pelle affinchè tutti godiamo di un pezzetto in più di libertà e diritti civili.
Profile Image for Luca Bortolotti.
21 reviews
December 21, 2025
Argomento scottante in Italia, un grazie a Marco Cappato e a tutta l'associazione Luca Coscioni. Andrebbe fatto leggere nelle scuole.
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