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Vaffanculo ai sensi di colpa. Come smettere di farsi del male e godersi la vita

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In amore, sul lavoro, davanti allo specchio: il senso di colpa ci perseguita e ci fa vivere nell'ansia costante di non essere all'altezza. Da questo rimorso dipendono molte decisioni sconsiderate, compromessi e sacrifici quotidiani cui ci sottoponiamo per non deludere le aspettative di amici, figli, parenti... Esiste anche un senso di colpa positivo, che protegge noi e chi ci sta intorno? O si trasforma sempre in un alibi, in un nemico che ci paralizza? Per scoprirlo affidatevi a questo manifesto e verrete iniziati all'arte di praticare un sano egoismo, assaporando il piacere di dire 'no' senza sentirvi uno schifo. Pagina dopo pagina vi verrà voglia di mettere da parte gli impegni di troppo e le responsabilità, riscoprendo finalmente la gioia di essere fino in fondo voi stessi. E sarà una liberazione!

142 pages, Paperback

Published May 23, 2019

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About the author

Olivia Moore

30 books3 followers

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Profile Image for Antonella.
34 reviews
January 8, 2024
Simpatico, a tratti illuminante. Cose che dovremmo ricordarci ogni giorno di mettere in pratica
Profile Image for Mariateresa.
869 reviews17 followers
March 4, 2021
Alzi la mano chi non ha mai avuto sensi di colpa. Innocui o mostruosi, tutti abbiamo provato quella sensazione di fastidio, di sentirsi in difetto(o in eccesso) di qualcosa, di aver fatto/ detto pensato cose che poi ci han lasciato addosso una sorta di malessere, di dubbi, di complessi, di aver fatto qualcosa di sbagliato.
E Olivia Moore, autrice di questo libro, parte proprio dal senso di colpa, dalla sua definizione, dalla sua applicazione in praticamente ogni ambito dell’esistenza…per arrivare a sradicarlo senza troppe moine.

Facendo una distinzione tra il senso di colpa oggettivo e soggettivo, e sottolineando quanto sia potente e pratico avvalersene per evitare di fare qualcosa o per giustificarsi, come ad esempio scaricare una persona che ormai non ci interessa più ( e che magari non è mai stata nostra amica, ma che ormai è da tanto nella cerchia dei conoscenti e ci fa sentire tanto più in gamba perché lei/lui non ha lo stesso nostro successo) o continuare a fare un lavoro che non ci gratifica e così via.(Nel libro troverete tanti, tanti esempi).

Senso di colpa che, in più e spesso, è autoindotto ( ci auto incolpiamo per qualcosa di reale o immaginato) o che gli altri ci inducono per ottenere quel che vogliono ( approfonditi nei capitoli : genitori-figli- anziani- egocentrici).
E come fare a liberarsene senza andare in terapia ?
Semplice: gridando “culpafuck!”

Un neologismo che mi fa drizzare i peli delle braccia come quando esco sul balcone e fuori la temperatura è sotto zero.
O come quando sbaglio – o qualcuno sbaglia- un congiuntivo.
Non c’è niente da fare, non mi suona bene (forse suonerà meglio per il pubblico francese, je ne sais pa!). Però mandare a fanculo i sensi di colpa può essere liberatorio. A patto che ci rendiamo davvero conto di essere nel loop dell’autocritica/giudizio distruttivo.
Dire “culpafuck!” diventa allora un modo per alleggerirsi, per fare un passo indietro e diventare osservatori di noi stessi e dei meccanismi che più o meno consciamente mettiamo in atto nei contesti in cui ci troviamo.
Facile, anche troppo. E anche troppo semplice.... Può essere utile e divertente, una valvola di sfogo. Ma non so se lasciar giù la zavorra dei sensi di colpa possa risolversi con una parola “magica”. Lascio agli esperti e agli altri lettori il giudizio critico.

Il mio è due stelline, date più per le ristate relative alle “top ten” delle frasi “colpevolizzanti” e relative risposte; al paragrafo sulla religione dove è Dio/a sfogarsi su quanto siano imbecilli gli uomini; e al paragrafo sul sesso e il sugo di pomodoro.

Una lettura( a volte un po’ troppo ironica, il confine con l’acidità è ad un passo) per trascorrere una mezz'oretta in posta o dal dottore e magari, tra le pagine, trovare la risposta da dare a quel signore che ci passa davanti perché deve chiedere una cosetta al volo, che ha un sacco di cose da fare. Lui. ….(culpa)Fuck!

Buone letture e alla prossima!!
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