Possono le poesie raccontare storie? Sì, soprattutto se a scriverle è Guido Catalano. E qui ne abbiamo ben cinquantuno, dei veri e propri piccoli racconti in versi in cui una variopinta galleria di personaggi - l'uomo che aveva iniziato a morire, Kill Bill, belle ragazze, il suo commercialista e, ovviamente, la donna che si baciava con i lupi - si intreccia con le situazioni più strane, psichedeliche, surreali e non (notti insonni, la terzultima cena, tristezzammare, dicembre nella pioggia). Basta poi aggiungere sguardo sagace, amore quanto basta, un pizzico di follia e una buona dose di ironia tagliente: il cocktail- Catalano è pronto. Ora non resta che cominciare a leggere, per scoprire che davanti a una poesia si può anche ridere.
Guido Catalano nato a Torino nel 1971, è poeta e performer. Porta i suoi libri (e la sua barba) in giro per l’Italia, con oltre 130 reading all’anno. Collabora con Smemoranda, è ospite fisso di “Caterpillar” su Radio Rai 2, tiene un blog sul “Fatto quotidiano” e cura la posta del cuore per la rivista “linus”. Ha pubblicato per Miraggi Edizioni Ti amo ma posso spiegarti e Piuttosto che morire m’ammazzo.
Era da tempo che non ero così soddisfatta di un acquisto letterario, soprattutto di sole di poesie.
Sto vivendo un periodo davvero triste dal punto di vista affettivo, e queste poesiole così delicate, buffe, con un cipiglio barbarico, intime, urbane, dolcissime, sono un balsamo per il cuore. Dirò di più mi fanno sentire meno sola e incompresa, cullando la mia bambina interiore ferita.
Farò in modo di procurarmi il resto della sua produzione, perché da oggi ha una nuova e devota lettrice. :)
P.S. E poi la donna che si baciava con i lupi, son troppo io.
Non il miglior lavoro di Guido Catalano, che rimane uno scrittore e poeta molto particolare nel suo genere e interessante nel panorama contemporaneo.
Alcune poesie della raccolta fanno sorridere, o addirittura ridere, altre fanno riflettere. Nel complesso rimane una lettura piacevole e simpatica, in tipico stile Catalano, ma non direi all’altezza dei suoi romanzi o della sua raccolta più famosa.
Visionaria e scanzonata è la poesia di Guido Catalano raccolta in questo volume. A tratti fa ridere, non poco, in altri le sensazioni provocate cambiano direzione. A tratti mi è piaciuta, in altri meno. Le m,igliori: "Bella ragazza", "Una notte in via Milano", “Bum Bum Bum”, “L’uomo che aveva iniziato a morire”, “E insomma, lo sai”, “La terzultima cena”, “Dicembre nella pioggia”, “Domenica” e “Uno una volta a Milano mi ha chiamato zio”.
Questo libro mi è capitato tra le mani da solo durante una delle mie visite a La Feltrinelli. Poesie? Sì ma contemporanee, super ironiche e a tratti commoventi. Consigliato.
Io non so se per tutti questa sia poesia, ma per me lo è, ed è anche molto divertente. Inoltre la copertina di Gipi è stupenda, il che dona a questo libro un gran valore aggiunto.
(Se prima di acquistare un suo libro volete fare una prova gratis: http://www.guidocatalano.it/ - oppure andate a un appuntamento "laiv", che ad alta voce è ancora meglio, ovviamente.)
Ho acquistato il libro dopo aver visto l'autore declamare le sue poesie a casa di un'amica e l'ho trovato veramente bello. Una riscoperta della poesia con il sorriso sulle labbra. Apprezzato maggiormente se letto dopo aver visto l'autore all'opera.
Contiene poesie che sono buone come i biscotti con i pezzettoni di cioccolata, che te le gusti e le deglutisci e ridi e ci scherzi e PA'! (una botta forte di cpr) e poi il cuore un po' scrostato batte più libero, meglio.