Una metaforica peste sembra aver colpito il rock, che non è più il linguaggio della ribellione in musica né quello stile di vita che si nutriva di solitudine e aggregazione, diavolo e acqua santa, profonda malinconia e gioia sfrenata, folle eccitazione e mistica lentezza. Per riportarci alle atmosfere, ai volti e alle vicende che hanno reso il rock il genere più popolare al mondo, Massimo Cotto ci guida attraverso una grande avventura narrativa sulle tracce di vite maledette e affascinanti, mostrandone il dietro le quinte. Dal suo inesauribile repertorio l’autore estrae centouno storie di fortune e sconfitte, tragedie e amori, rivolte e omicidi, rovinose cadute e incredibili resurrezioni, passioni sregolate e altri eccessi, per comporre un romanzo che ne contiene infiniti altri. Da Nico a Amy Winehouse, da Jeff Buckley a Kurt Cobain, passando per Dylan Thomas e William Burroughs, tra incontri maledetti, groupies, hotel e viaggi on the road, manager senza scrupoli e soldi facili, a storie mai raccontate si affiancano letture inedite di episodi più celebri, nell’affascinante interpretazione di un narratore dallo stile inconfondibile, frutto di incontri e conversazioni, perché «il rock racconta e si racconta non solo nelle canzoni, nelle trame e nei personaggi, ma anche attraverso le parole delle rockstar quando sono lontane dal palco».
Come si intuisce dal titolo, una sorta di Decameron che prende come protagonisti personaggi dell'età moderna. Già di per sé un'ottima idea. In realtà la copertina racconta la verità solo in parte: non tutti i racconti sono legati alla musica, alcuni sono autobiografici, altri hanno come protagonisti scrittori, sportivi, stelle del cinema e artisti di vario tipo. In effetti, però, la maggior parte riguardano musicisti (di qualsiasi genere, da Mozart ai Mayhem), e ne parlano con grande potenza. Lo stile inizialmente mi sembrava scarno, ma pagina dopo pagina è diventato sempre più evocativo, descrivendo i fatti in modo appassionante e tracciando splendide introspezioni. Sostanzialmente è impossibile staccarsene, una volta iniziato. Non mi aspettavo che mi piacesse tanto.
101 racconti, 101 storie di rock, per il rock, o che di rock hanno anima e cuore. I personaggi tratteggiati mirabilmente da Massimo Cotto non sono necessariamente musicisti della storia del rock, ma vi inserisce anche uomini e donne che hanno vissuto una vita a mille all'ora, e che sono stati rock prima che il genere nascesse, o senza farne parte in toto. Una lettura godibilissima, che emoziona anche negli spaccati autobiografici di Massimo, in grado di raccontarsi con sincerità e peosia. Consigliato ad amanti della musica e non
Massimo Cotto ci regala un piccolo gioiello... cento storie scritte con superbia maestria intrigano ed interessano lasciandoti sempre con la voglia di continuare a leggere anche se e' notte fonda. E' un libro pieno di stimoli che ti spinge a cercare ad ascoltare e riascoltare testi canzoni, a cercare su internet i volti di queste leggende del rock ( ma non solo ) insomma un ottimo lavoro che ho apprezzato a 360 gradi.