D'un colpo il ragazzo che per anni si era aggirato tranquillo ai margini della società operosa, inseguendo un sogno di svagata trascuratezza di indolente non far nulla, si trova coinvolto in un'avventura intricata e terribile. Lo trascina un destino fatale, una serie di coincidenze e di contrattempi che sventano le difese della pigrizia e della sua indifferenza. Il fascino di Floppy Disk, questa storia di spie e trafficanti di armi, sta proprio nella resistenza che il protagonista oppone al destino d'avventura e nel suo progressivo arrendersi senza difesa alla logica dell'intrigo e alle sue leggi violente e sanguinarie. Mentre mercenari e spie ingaggiano una guerra senza remissione, il ragazzo - ma quanti anni ha? - sta al gioco distratto, senza capire: soltanto la donna vestita di una tunica verde pallido, con gli occhi verdi e i riflessi rossi nei capelli accende la sua fantasia e lo riscalda.
Macintosh 128K, del 1984, non aveva hard disk, il sistema operativo era contenuto in un floppy disk.
Nel 1988, anno in cui è uscito questo romanzo, spesso leggevo libri alla ricerca di storie, anche solo di spunti per storie. Ecco la ragione per cui sono incappato in questo esordio, che non mi lasciò traccia. Neppure sul momento: figuriamoci a distanza di quasi trent’anni. E infatti, adesso che è tornato in libreria, sempre pubblicato da Marsilio, lo trovo proprio datato.
”Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo” è un romanzo di Gaetano Cappelli del 2007.
Cappelli l’ha definito una spy story. A questo proposito ho pensato che la sua trama sembra strutturata dopo aver conosciuto un agente segreto, detto anche spia, che potrebbe rientrare nella definizione letta su un quotidiano a proposito di un sedicente agente mediocremente segreto: Igor Marini è dipinto dai giudici, che gli hanno dato dieci anni di galera, come un bugiardo patologico e compulsivo. Dopo anni di indagini, l’unico talento professionale che gli viene riconosciuto è la lettura della mano. L’onorevole Clemente Mastella ha autorevolmente testimoniato di averlo visto predire una prossima gravidanza a una donna convinta di essere sterile. Cosa puntualmente accaduta, e sembra l’unica cosa vera che il sedicente conte sia riuscito a dire in anni di traversie giudiziarie. Oltre ai racconti di un tizio di questo stampo, Cappelli deve aver raccolto un paio di articoli della Gazzetta del Mezzogiorno incrociandoli con un paio di conversazioni orecchiate al ristorante e dal barbiere. Se non sono riuscito a spiegare il concetto, ci riprovo: documentazione+ricerca+indagine=zero.
Igor Marini, produttore di bufale.
Qualcuno, forse lo stesso Cappelli, ha definito Floppy Disk anche un “giallo elettronico”. E qui siamo più vicini al vero: perché se anche la copertina includeva tutti i colori meno il giallo, elettronico rimanda a un genere musicale, e Cappelli ascolta molta musica, elettronica inclusa, ne parla, si reputa un esperto.
La trama: siamo in pieni anni Ottanta, senza cellulari e senza internet. Del protagonista non sappiamo né nome né età, ma sappiamo che è giovane e ama la vita allegra (la bella vita?). Vive a Roma ospite dell’amico Carlo che un giorno gli chiede di portare un floppy disk a una donna. Ovviamente, come succedeva in tanto cinema e un po’ di letteratura dell’epoca, quello che è semplice, si complica – e un uomo comune, che ci assomiglia un po’, si trova in mezzo a trame da film (traffici internazionale di armi, bande di somali, bulgari, americani, ma anche italiani).
Frasi brevi, personaggi descritti attraverso particolari dell’abbigliamento, voglia di fare l’americano, è tutto quello che la mia memoria riesce a mettere insieme. E quindi, forse dovrei rivalutare, o la mia memoria, o Floppy Disk.
Un thriller che non prende. Personaggi tratteggiati sommariamente che sono stati, almeno per me, difficili da seguire. Letto come gruppo di lettura, l'avevamo scelta perché l'introduzione era accattivante. Aspettative deluse per quanto mi riguarda.
Una via di mezzo tra la spy story e l’hard boiled, dove il protagonista inciampa in un sacco di cadaveri, è sballottato da una parte all’altra, e alla fine comprende di avere capito poco o nulla in tutta la faccenda. Siamo a Roma negli anni ’80 e un giovane senza lavoro – di cui non viene citato il nome anche se è la voce narrante – cerca di sbarcare il lunario come può e al momento è ospite di Carlo, un amico dai soldi facili e dai molti traffici. Viene inviato nella lussuosa villa di una affascinante dark lady – e si innamora a prima vista – a scambiare un floppy disk, oggi obsoleto e vintage, ma allora, nei primi anni dei computer, oggetto misterioso. Di qui cominciano i guai, perché il dischetto contiene i dati criptati di una fantomatica vendita di armi per milioni di dollari e a contenderseli sono sia gli amici e soci di Carlo sia i temutissimi bulgari (basta pensare alla “pista bulgara” post attentato al papa). il nostro eroe viene usato, blandito, minacciato dagli uni e dagli altri per continuare nel suo ruolo di postino a consegnare floppy in una girandola di voltafaccia ed intrighi con molti morti ammazzati (e alcuni in malo modo), dove la fine dell’incubo e i soldi promessi sono sempre a un floppy di distanza: una vera maledizione! La postfazione parla di questo romanzo in termini quasi entusiastici, sottolineando lo stile minimalista della scrittura volto a creare un clima di attesa e di sospensione, nonché l’attenzione agli arredamenti e all’architettura. Personalmente la storia ha ritmo – succede qualcosa ogni dieci pagine… - ma è un ritmo ripetitivo con poche variazioni e la trama ha qualche incongruenza e giro a vuoto di troppo; gli ambienti (ristoranti, ville, hotel, appartamenti) più che minimalisti mi sono sembrati anonimi, crocevia per trattare affari più o meno loschi e tirare coca, dove il protagonista si muove assorto, spaesato, alla ricerca di punti di riferimento per uscire da una storia più grande di lui. Non è un capolavoro, né lo scrittore un nuovo piccolo Chandler (qualche pallida eco, nulla più). Una letturina intrigante e veloce, che non lascia molte tracce. Tre stelle.