Non solo occasione di formazione culturale e di svago, per il mondo femminile il Grand Tour ha rappresentato quasi sempre un momento cruciale dell'esistenza e spesso ha incarnato un drammatico gesto di liberazione. Parlando delle loro esperienze di viaggio, dame settecentesche e poi esponenti della borghesia, da Anne-Marie du Boccage a Madame de Staël, a Mary Shelley, raccontano romantiche storie d'amore, ma anche intrighi degni di un romanzo nero, sullo sfondo di panorami naturali e artistici che risaltano nella loro luminosa impassibilità. Come insegnano Sydney Morgan o Anna Jameson, le viaggiatrici manifestano una sensibilità che sa insinuarsi nelle pieghe più riposte di un paese per ascoltarne senza pregiudizi le voci, indagarne le condizioni politiche, gli usi e i costumi e scoprirne le insondate ricchezze.
Docente universitario e scrittore italiano. Già professore ordinario di Letteratura angloamericana presso l'Università di Siena, ha pubblicato saggi su autori inglesi, irlandesi e statunitensi quali Byron, Swift, Joyce e James; ha curato inoltre la pubblicazione delle Opere (1982) di R.L. Stevenson nella collana I Meridiani. Ritenuto uno tra i massimi storici della letteratura di viaggio, è autore di numerosi testi storici e interpretativi sull'argomento, tra i quali vanno citati lo studio sulla pratica del Grand Tour Quando viaggiare era un'arte (1995), gli itinerari evocativi tracciati nell'Italia centrale e descritti ne Il viaggiatore immaginario (1997), l'opera enciclopedica sulla pratica del viaggio in Italia dal Medioevo a oggi Il viaggio in Italia. Storia di una grande tradizione culturale (2006), le indagini sul viaggio come scoperta di un mondo altro de Il viaggio in Oriente (2009) e quelle sul viaggio come esplorazione e conquista illustrati in Dove finiscono le mappe (2012) e in Mercanti avventurieri. Storie di viaggi e di commerci (2013), in cui sono descritte le epiche imprese dei mercanti del Medioevo che aprirono nuove vie ai commerci fra Oriente e Occidente. Tra i suoi lavori più recenti occorre citare Gerusalemme, La Mecca, Roma. Storie di pellegrinaggi e di pellegrini e Il grande racconto del viaggio in Italia. Itinerari di ieri per viaggiatori, entrambi editi nel 2014, la curatela del volume collettaneo La Mecca rivelata. Avventure di esploratori europei nelle città sacre dell'Islam (2015) e Il grande racconto dei viaggi d'esplorazione, di conquista e d'avventura (2015).
Si tratta di una interessante serie di brevi saggi che raccontano un secolo (1750-1850 circa) di esperienze femminili di viaggi in Italia da parte di donne, più o meno famose, tutte comunque appartenenti all’aristocrazia inglese o comunque all’agiata borghesia, che hanno scritto dei memoriali, sotto forma di diari di viaggio o di scambi di lettere. E’ interessante leggere il punto di vista femminile in un’epoca in cui le donne erano personaggi silenziosi sia in famiglia che in società, poche di loro avevano avuto il privilegio di studiare e farsi una cultura personale: tutte le donne e le opere da esse scritte citate nel libro hanno un punto di vista originale sul nostro paese, un occhio incantato dalla bellezza dei luoghi, dal clima mite, dalla storia millenaria testimoniata dai tesori della capitale, dalle innumerevoli ricchezze artistiche; ma non c’è solo l’incanto e la magia, c’è anche uno sguardo antropologico che con intelligenza si sofferma sulle usanze e i costumi della popolazione e con forte senso critico nei confronti della situazione politica in cui versa la penisola. Ad esempio mi ha colpito leggere le opinioni contenute nel libro Italy, scritto da lady Sydney Owenson Morgan nel 1821, in cui il punto di vista con il quale viene descritta la situazione politica italiana è quello di una persona ancorata ai princìpi dell’età dei lumi, che rifiuta ogni forma di restaurazione: così, nel viaggio lungo la nostra penisola,la situazione descritta è la seguente: il regno di Piemonte è un piccolo stato chiuso ed illiberale, il Lombardo Veneto è nelle mani di stranieri che non hanno alcun contatto con la popolazione, a Napoli il malgoverno borbonico è evidente. Per lo Stato della Chiesa ci sono parole ancora più forti, viene definito come “la grotta dei quaranta ladroni” dove si svolgono i pranzi e le riunioni dei cardinali che maneggiano il pontefice come un pupazzo ostentato nei fasti e nelle cerimonie che nascondono soltanto un povero vecchio. Si tratta certamente di un occhio moderno, per di più femminile. Complessivamente posso dire che è stata una lettura che ha destato il mio interesse e sono soddisfatta di aver fatto.
La tradizione del Grand Tour aveva, da sempre, dato la possibilità ai giovani nobili inglesi di completare la propria istruzione immergendosi completamente in quella che veniva considerata come l’unica e vera culla della cultura antica – l’Italia -, prima di prendere pieno possesso della propria esistenza e del destino che li attendeva in patria.
L’opera di Brilli e Neri si concentra, però, su un particolare periodo dello storia del Grand Tour – quello tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento -, durante il quale l’Europa è sconvolta prima dagli ideali della Rivoluzione francese, poi dalle mire espansionistiche e dittatoriali di Napoleone e, infine, dagli ultimi sussulti tradizionali della Restaurazione. In questo periodo anche il mondo delle idee e della cultura esplode sotto la spinta dell’Illuminismo e nuove strade sembrano aprirsi anche per chi – della storia – sembra non aver mai fatto parte: le donne.
Queste ultime diventano sempre più consapevoli del loro posto nel mondo, delle costrizioni della vita domestica, del giogo costante al quale sono sottoposte in una società maschile, autoritaria e per loro decisamente svilente. Ci si aspetta che siano brave mogli e madri premurose, che sappiano governare una casa con attenzione e oculatezza, ma delle loro menti, dei loro reali desideri non ci si interessa, poichè una donna – per essere tale – deve fingersi una sciocca ebete incapace di imparare, senza pensieri od opinioni. La vita che gli uomini preparano per loro, sin dalla più tenera infanzia, non fa altro che spegnere qualsiasi scintilla di interesse e intelligenza che possa mai aver guizzato nei loro occhi.
Le donne che ci vengono presentate da Brilli e Neri in questa rutilante carrellata, invece, fanno della loro diversità una ricchezza e si spingono oltre i limiti imposti loro dalla società: Mary Barry, Esther Piozzi, Anna Jameson, Mary Shelley, Sydney Morgan sono solo alcuni dei nomi che affollano le pagine di questo agile volume che ci mostra come il viaggio assuma per le donne una valenza significativa ed emancipatoria. Spesso lasciarsi alle spalle la propria patria ha il sapore aspro e doloroso dell’esilio: in cuor proprio si sa che non si potrà più tornare indietro una volta compiuto il passo fatale, una volta superata la soglia di casa e – anche se si farà ritorno – nulla sarà più come prima. Nonostante la paura dell’ignoto, però, nonostante il pensiero dello stigma della società, si parte lo stesso, si compie l’impensabile e si rinasce come esseri umani.
Affascinante excursus che fa venire voglia di leggere i memoires originali. Brilli non riesce a nascondere le sue simpatie per questa o quella (Elisa van der Recke è la sua beniamina, di insopportabile sentimentalismo, mentre Vigée le Brun non gli è particolarmente simpatica), e ogni tanto gli scappa anche qualche commento moralista di troppo.
Le mie preferite: - Vigée le Brun - Madame Blessington indomite e pronte a tutto!
Ps: mi è stato regalato in pieno lockdown primaverile, ma sono riuscita a leggerlo solo quando pure io ho potuto reiniziare a viaggiare
Il tema del Grand Tour mi è sempre interessato molto, e non lo avevo mai affrontato dal punto di vista delle donne viaggiatrici. Mi è piaciuto scoprire tutte queste storie avventurose, anche se speravo che almeno una su 16 arrivasse in Sicilia 😅 l'unica donna viaggiatrice che conoscevo, e che venne sicuro in Sicilia, Lady Trevelyann, non compare, peccato! Ma questo, forse, è mero campanilismo...🤭
"Viaggiatrici del Grand Tour" di Attilio Brilli offre uno sguardo affascinante e ricco di dettagli sulle esperienze delle donne durante il periodo del Grand Tour. Lo presi in occasione di una mostra omonima "Grand Tour" che fu attiva a Milano presso le gallerie d’italia forse nel 2022. Attraverso una combinazione di ricerca accurata e narrazione avvincente, l'autore ci trasporta nel mondo delle viaggiatrici del XVIII e XIX secolo, offrendoci uno sguardo privilegiato sulle loro avventure e sfide mentre esplorano l'Europa e oltre.
Il libro esplora le vite e i viaggi di una varietà di donne coraggiose e avventurose, dalle aristocratiche alle borghesi, dalle scrittrici alle artiste. Attraverso le loro testimonianze, lettere e diari di viaggio, Brilli ci offre una prospettiva intima e personale sulle loro esperienze, rivelando le loro aspirazioni, i loro timori e le loro passioni mentre si immergono nella cultura, nell'arte e nella società dei paesi che visitano.
Ciò che rende "Viaggiatrici del Grand Tour" così coinvolgente è la varietà e la diversità delle storie raccontate, che offrono una panoramica ricca e sfaccettata del mondo delle donne viaggiatrici del tempo. Dalle avventure romantiche alle sfide culturali e sociali, dalle scoperte artistiche alle riflessioni filosofiche, ogni racconto offre uno spaccato unico della vita e delle esperienze delle donne durante il Grand Tour.
Inoltre, il libro offre una riflessione più ampia sul ruolo delle donne nella storia del viaggio e nella formazione della cultura europea. Brilli mette in luce il coraggio e la determinazione di queste donne, che sfidarono le convenzioni sociali e le aspettative di genere per perseguire la propria passione per l'avventura e la conoscenza.
In definitiva, "Viaggiatrici del Grand Tour" è un libro che non solo offre un'interessante prospettiva storica sul periodo del Grand Tour, ma anche celebra il coraggio e la determinazione delle donne che hanno contribuito a plasmare la nostra comprensione del mondo e della cultura. Con la sua narrazione coinvolgente e la sua profondità di ricerca, è una lettura imprescindibile per chiunque sia interessato alla storia del viaggio e al ruolo delle donne nella società europea del XVIII e XIX secolo.
The Grand Tour declined for women through sixteen portraits of women discovering the country that embodies absolute ideals of artistic and landscape beauty.
Un ottima lettura per chi volesse approfondire il Gran Tour da un punto di vista femminile. Ho imparato tanto e mi sono divertita molto a viaggiare con alcune di loro.
Saggio super piacevole che permette di conoscere le storie delle donne che hanno affrontato il Grand Tour, in particolare in Italia. Molto interessanti, da approfondire.