La felicità costa coraggio. Da oggi puoi cominciare a volare.
È martedì sera e il tramonto sta illuminando di rosso l’acciottolato del Lungarno fiorentino. Florinda, detta Flò, cammina lungo le spallette, ma tutta la bellezza della città e le scintillanti luci del fiume non riescono a rischiarare i suoi occhi tristi. Flò ha divorziato ormai da un anno e mezzo, ma sembra che non sia passato nemmeno un giorno. È sempre disperata e non riesce a uscirne. A niente servono gli aperitivi con le sue amiche del cuore tutti i martedì al bar Spritztime in Oltrarno, a niente servono gli sguardi di Giovanni, l’affascinante barista che le prepara molti, troppi Negroni e nemmeno l’affetto del suo meticcio Osso che cerca di spingerla a fare lunghe passeggiate sulla battigia di Forte dei Marmi. Flò è distrutta e tale vuole restare.
Un giorno nella raffinata boutique del centro di Firenze dove lavora, entra una donna: negli occhi ha la stessa disperazione di Flò, ma nei suoi gesti la determinazione di chi vuole uscirne. Tra le sue mani un bigliettino con un numero. È quello della love coach che ha istituito il gruppo di terapia delle Innamorate anonime, per salvarle dalle loro dipendenze amorose. Adesso c’è una nuova sfida per la dottoressa: aiutare Flò a capire che l’amore nel nostro cuore può sempre ritornare, basta sapere dove cercarlo.
Sara Gazzini torna con un nuovo romanzo intenso che scava nella debolezza delle donne, nella forza e nel coraggio che ognuna di noi possiede per affrontare il dolore. La felicità… la felicità è un tema che per quanto possa sembrare banale, in realtà non lo è affatto. Ogni giorno, in ogni momento della nostra vita abbiamo a che fare con la felicità, ma non ce ne accorgiamo perché siamo troppo presi dai problemi quotidiani tanto da dimenticarcene completamente. Vi siete mai chiesti cos'è la felicità? E come facciamo a raggiungerla? Florinda Bianchi perde tutto nel momento esatto in cui mette fine al suo matrimonio durato sette anni. Sette anni di amore, sette anni di insicurezza in cui lei pensava più a cosa fare per non perdere il marito che ad amarlo, sette anni in cui ha amato lui più di se stessa, mettendo da parte quelli che erano i suoi sogni e i suoi reali desideri. È passato un anno da quel giorno e il tempo sembra essersi fermato. Flò non riesce più ad andare avanti, non riesce più a fidarsi di nessuno, ha chiuso il cuore e non riesce più ad aprirlo. È rimasta ferita dal marito, non riesce a uscire da questo senso di tristezza e di rabbia, non riesce più ad andare avanti e a lasciarsi tutto alle spalle. Si aggrappa ai ricordi, a quei sette baci che il marito le dava prima di andare a dormire, a quel qualcosa che non può più ritornare, rovinando la sua vita presente. Le sue migliori amiche Penelope e Lucilla la sostengono sempre, la aiutano e la consigliano, ma niente può colmare quel vuoto che Flò sente dentro. Deve ritrovare la sua forza interiore, deve trovare quel coraggio che nasce da dentro e si espande in tutto il corpo. Deve sfidare se stessa, le sue paure e i limiti che si pone, deve essere più forte della tristezza. Sette baci prima di dormire è uno di quei libri che fa riflettere e che ti dà tanti insegnamenti, attraverso un linguaggio semplice e diretto, toccando nel profondo il cuore di chi lo legge. Romanzi come questo ti stupiscono perché dietro la loro semplicità si nasconde un mondo ben più grande, un profilo perfetto dell'universo femminile. Sara Gazzini eleva la figura femminile in ogni pregio e difetto, evidenzia i difetti e li rende speciali ai nostri occhi. Le protagoniste della Gazzini sono donne che nelle loro debolezze e fragilità trovano il coraggio di rialzarsi dal dolore, di combattere, di inseguire la felicità che meritano e come le fenici di riemergere dalle ceneri più forti di prima. Tutte meritiamo la felicità e mai nessuno può toglierci il sorriso dal viso e la luce negli occhi. Il romanzo si ricollega al precedente romanzo che narrava la storia delle "Innamorate anonime", incontriamo nuovamente la love coach e i suoi insegnamenti per salvare le donne dai cuori infranti. Anche questo libro si rivela essere un concentrato emotivo potente che colpisce nel segno, raccontando i lati deboli dell'amore e la forza che solo le donne possono avere per raggiungere la strada della felicità. E ad accompagnare la nostra protagonista nel viaggio interiore alla ricerca della felicità ci sono le due divertenti amiche Lucilla e Penelope, con le quali ha un legame quasi fraterno e anch'esse hanno i loro problemi e i loro drammi. L'amore è qualcosa che ci sfugge alla nostra razionalità, è qualcosa di incontrollabile che può finire da un momento all'altro. Ed è proprio da lì che parte questa storia: da un nuovo inizio. Perché tutte abbiamo il diritto di essere felici e di mettere la nostra felicità prima di quella degli altri…
Ecco un altro libro che non avrei mai letto se non fosse stato inserito in una challenge. “SETTE BACI PRIMA DI DORMIRE” è la storia che Florinda, anzi Flò, racconta al lettore per esternare il percorso di rinascita che ha intrapreso in seguito alla separazione dal marito, avvenuta dopo sette anni di matrimonio. Un percorso di guarigione dalla dipendenza amorosa che la porta a riscoprire sé stessa, il rapporto con la madre, la preziosa amicizia con Lucilla e Penelope, ma le insegna anche cercare la felicità, a sorridere agli altri, a guardare con uno sguardo diverso chi già conosce, a condividere con chi le sta accanto ciò che costudisce nel proprio intimo, anche il dolore per una perdita importante. Sara Gazzini ha travestito da romanzo quello che io ho vissuto come un manuale di self-help, che non mi ha per nulla coinvolto: sarà per l’esperienza di vita totalmente diversa da quella della protagonista, ma anche per la totale assenza di elementi in comune con lei, soprattutto a livello caratteriale. Ciò che invece ho apprezzato sono state le descrizioni minuziose che l’autrice propone di Firenze: ne traspare una sorta di affetto che rende questa città ancora più stupefacente di quanto di fatto non sia.
Florinda Bianchi (chiamatela Flo' per carità prima che cominci a diventare isterica) ha da poco divorziato da Filippo Rossi, e pensa che il mondo le sia crollato addosso. Sarà l'incontro fortuito con una donna nel negozio in cui lavora e la conoscenza di una "love coach" a farle capire cosa conta davvero nella vita.
Il titolo della recensione, cosa che non scrivo mai, è l'unico pro di questo libro. Anzi no, c'è anche il fatto che, tra un imbarazzo e l'altro, ho anche riso parecchio. Il problema è che non ho riso CON Flo', ho riso DI Flo', e non credo che fosse questo l'obiettivo dell'autrice. Imbarazzo, dicevo, perché raramente ho letto qualcosa di così cringe. Flo' ha tutti i difetti citati da Giovanni verso la fine del romanzo (però è bellissima, aaaah, allora...!) e anche molti altri che le ho trovato io. È una lagna come non ne ho mai incontrate nella vita, e vi assicuro che ne ho incontrate. È anche discretamente stupida, ma si comporta come se solo lei avesse il cervello e la... patata (sì, la chiama così). La sua mania di ripetere il numero sette settecento milioni di volte è irritante come la sabbia nel costume. L'intero libro sembra una sorta di manuale di autoaiuto fatto male. Per non parlare della love coach, che
ATTENZIONE SPOILER
naturalmente fa la psicologa gratis non solo per lei, ma per tutte le donne del garage. Verosimilissimo, no? Per tutto il romanzo ho sperato che ci fosse una spiegazione, magari era qualcuno che lei conosceva sotto mentite spoglie oppure era un parto della sua mente malata, avrei accettato anche questo... ma no, era semplicemente una cavolata, come tutta la storia del resto. Una come Flo' si meritava Filippo, ve lo dico io.
FINE SPOILER
Io veramente non mi capacito di come questa storia abbia una media di 4,3 su Amazon, davvero.
Dicono di non giudicare mai un libro dalla copertina e hanno ragione. Come quando la copertina è piuttosto inspiring mentre il contenuto è molto superficiale. Ed è proprio stato questo il caso per me, infatti questa è stata la mia seconda e ultima possibilità con quest'autrice perché, se possibile, questo libro è persino più brutto del precedente companion "C'è chi dice di volerti bene". Informandomi sull'autrice ho scoperto perché non mi ha convinto per niente. Sara Gazzini si dice amante della scrittura in maniera carnale e "coach emozionale" con all'attivo corsi di scrittura emozionale dal titolo "Caro diario, sono io" ma la cosa che mi ha stupito maggiormente, è che gente la paga pure per "imparare a scrivere" come lei. Pure io vorrei avere tutti questi soldi da buttare. Ma attenzione, non è un corso di scrittura creativa ma cito, in breve, testualmente “L’obiettivo è quello di riuscire a tirare fuori sentimenti, e dolori, nascosti tra le pieghe dell’anima" ed è rivolto a "chiunque abbia dentro qualcosa di irrisolto, o che fatichi a gestire le proprie emozioni". Cresce sempre di più in me la convinzione che questi che si danno arie da "psicologi mancati" e che - in maniera cogliona - si definiscono coach solo per non essere denunciati per abuso della professione di psicologo, dato che l'ignoranza in materia - che purtroppo è vista come ambito clinico-psichiatrico - non è ormai più ammissibile nel 2023. E soprattutto fanno danno, perché portano la gente a pensare alla ricerca del benessere come stadio finale di un percorso, quando non è che solo l'evitamento del dolore che non può non portare che ad altro dolore ed emozioni represse, mica liberate, perché la Psiche cerca la guarigione e se non gliela si dà, credetemi che inizia la nevrosi, alla quale non sfugge nessuno, nemmeno scrivendo. Per presentare i suoi corsi l'autrice dice "Perché scrivere fa bene: “Chi tiene un diario, tiene a sé stesso”" e qui torniamo al succo letterario della recensione: non basta voler esprimere le proprie emozioni o amare la scrittura per scrivere libri o saremmo tutti poeti. L'intento egoriferito, lo stile che è un intermezzo fra un feed di Instagram e un diario adolescenziale - non reso però sotto forma di diario o avrebbe avuto senso - lo rende un libro con delle buone basi di trama che però, solo se l'autrice fosse stata davvero una scrittrice, sarebbero state espresse. Concludo col dire una cosa che ho imparato rispetto a ciò che fanno gli altri, che ciò che spesso blocca nella vita è il sentirsi totalmente inadeguati e insufficienti: i primi che si giudicano fortemente siamo noi stessi, mentre basta pensarsi adeguati a fare ciò che si vuole - pure fregando la gente - come ad esempio corsi di scrittura ed essere coaching emozionale pure non sapendo Scrivere e non avere alcuna qualifica in materia per farlo.
questo è uno di quei romanzi che mi hanno ingannata sin dall'inizio. Dal titolo e dalla copertina pensavo fosse tutt'altro romanzo, ovviamente narrativa, ovviamente romantico, ma poichè ho il britto vizio di non leggere mai la trama, l'ho iniziato a leggere praticamente a scatola chiusa. La protagonista, Florinda, o meglio Flo, per carità! è stata tradita e abbandonata dal bellissimo marito, Filippo detto il cinese (uè non scherziamo, di cinese ne esiste uno e uno soltanto, vero Lojacono?) e questa cosa l'ha distrutta psicologicamente. Passa le serate a ricordare i momenti con Filippo (e qui il mantra continuo, sette baci prima di dormire che ecc... che mi ha annioato a morte, poi non si devono fare ripetizioni in un testo! a già, licenza poetica) a guardare il profilo IG di Silvia, la donna con cui Filippo l'ha tradita (sette anni più giovane di me, e vai con il mantra!) anche se ha due fantastiche amiche e un barista figo che le fa il filo. insomma il romanzo va avanti con lei che si crogiola nel suo dolore, nel suo me misera me tapina, finchè non incontra una love coach (?????) che a suon di frasi fatte la fa tornare alla vita. Non so se si è capito, ma mi sono piuttosto annoiata a leggere il romanzo, avrei preso a sberle Flo più e più volte, ma anche le amiche non è che mi siano poi così simpatiche. Una, Lucilla, quasi ninfomane che poi capitola improvvisamente dall'oggi al domani, l'altra legata al marito da anni senza amore (e questo ahime è forse l'unica cosa veramente aderente alla realtà che c'è nel romanzo). Per arrivare a Giovanni, detto Gio, che ci prova ci prova e ci riprova con Flo. L'unica cosa che posso pensare è che l'autrice abbia vouto mettere in evidenza un amore tossico (il che lo intuisco proprio nelle ultime battute) e la dipendenza assoluta di Flo verso quest'uomo, che, diciamolo, a me non pareva proprio un gioiello eh. Per arrivare al finale. Io non ho trovato scontatissimo questo finale, forse era quello che mi auguravo sin dall'inizio, però è stato reso con poca forza e con poca verve. L'unica cosa positiva? Osso, il meticcio di Flo, di cui mi sono innamorata dal primo istante.
Ho finito questo libro solo perché l'ho ascoltato se no l'avrei abbandonato alla terza ripetizione del "sette" che, ancora a distanza di tempo, ricordo come una sorta di filastrocca ripetitiva. Non di meno, comunque perché io con le storie tristi ci vado anche abbastanza d'accordo, qualche scena, qualche episodio mi ha "toccato", mi ha fatto pensare ma li posso proprio contare sulle dita nel mare di una storia che, alla fine non ha molto senso, con le scelte di Flo, con il suo rapportarsi all'ex marito, al mondo che la circonda, in modo assurdo e alquanto strano. Tutto inizia con la separazione tra Florinda e il marito FIlippo. Una separazione che non riesce ad accettare. Così si discosta dal mondo e dalle amiche, Lucilla e Penelope, che comunque cercano di distrarla con le uscite settimanali nel loro ritrovo abituale, un bar il cui barista è attratto da Flo. Poi la svolta, l'incontro con un'anonima love coach e con le prove da superare per riprendere in mano la sua vita. Ok, qualcosa di buono c'è anche.... la parte del riavvicinamento con la madre, gli scambi di parole durante un viaggio non è poi così male. Ma torniamo al discorso di prima. Piccole parti che si perdono nel nulla. Qualche pezzo e poi niente più, ritorna indietro e ciclicamente ripete la storia del sette. Ultima nota "positiva" che mi ha fatto piangere è la perdita del suo fidato compagno a quattro zampe, Osso. Lo so, lei si strugge per la sua vita e io me ne frego ma davanti alla perdita di un animale mi sciolgo e le lacrime scendono sole. Nota positive nel senso che mi ha lasciato un ricordo di questa storia, ha toccato le mie corde, cosa che non fa tutto il resto. Prima volta per questa scrittrice e anche l'ultima. Non penso proprio di poter affrontare una storia simile a questa. Comunque, come già scritto da altre partecipanti, la storia, soprattutto se ascoltata, scorre veloce e si può chiudere presto questo capitolo no di lettura.
La storia inizia dalla fine, in particolare la fine del matrimonio tra Florinda e Filippo, dopo sette anni ed un tradimento. Trascorso un anno, Flò non ha superato la separazione fino a che le amiche, Lucilla e Penelope, e un incontro misterioso con una delle "Innamorate anonime", le suggeriscono di incontrare un professionista, una love coach che possa aiutarla a superare il dolore causato dall'ex marito e tornare a fiorire. [N.B. la genesi della love coach e delle "Innamorate anonime" è raccontata nel titolo "C'è chi dice di volerti bene" della stessa autrice, attualmente in ascolto su Audible] 🎧 Fulcro della storia è il numero 7️⃣: gli anni di matrimonio, il 7/12 è stato il giorno dell'udienza, era il numero dei baci che Flò riceveva prima di addormentarsi, infine i passi da compiere per tornare ad amarsi.
Amo le parole che non mi dici, perché corrispondono esattamente a tutte quelle che vorrei sentire.💕📑 ⭐⭐⭐⭐ Di nuovo @laggazza ha scritto per me, per noi che di fronte all'Amore siamo tutte uguali. Di fronte ad un Amore che è stato soltanto un abbaglio, un Amore tradito, un Amore che Amore non lo è mai stato. Proviamo a reagire da sole, perché "noi ce la possiamo fare benissimo anche senza di lui". Ed è vero, noi ce la facciamo benissimo da sole, ma abbiamo bisogno, comunque, di qualcuno che ci prenda per mano e che ci sostenga ad ogni passo che facciamo per ritrovare una nuova strada.
Florinda detta Flò, fiorentina, deve riprendersi dalla separazione dal marito. Con l'aiuto di una love coach e del gruppo "Innamorate anonime" affronterà sette prove per ritornare ad amare prima di tutto se stessa. Il numero sette è un numero ricco di significato per la protagonista. Nel libro ci sono le amiche, la famiglia, gli amori, i sogni ma anche le difficoltà, le sofferenze, le perdite. La difficoltà al cambiamento e al godersi il "qui ed ora". Un libro piacevole, che fa sorridere ma anche riflettere sull'importanza di non dimenticarsi mai di se stessi e di non accontentarsi "ora è adesso. E per ripartire bisogna unicamente avere coraggio". "Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio, ma solo dodici per sorridere. Provaci per una volta."
“Sette baci prima di dormire” di Sara Gazzini pag. 218
Florinda Bianchi, detta Fló, è una trentaseienne tradita da suo marito e dall’idea che aveva dell’amore e della vita che voleva. Ha la sensazione di aver perso tutto nel momento in cui mette fine al suo matrimonio durato sette anni. Sette anni di amore, sette anni di insicurezza in cui lei pensava più a cosa fare per non perdere il marito che ad amarlo, sette anni in cui ha amato lui più di se stessa, mettendo da parte quelli il suo sogno di laurearsi in psicologia e a ripiegare come commessa in un negozio di biancheria intima. (Se non fosse già chiaro dal titolo, il ritornello dei sette anni, sette baci, ecc verrà ripetuto mille mila volte nel libro, al punto da diventare molesto). È passato un anno dal divorzio e il tempo sembra essersi fermato. Flò non riesce più ad andare avanti, non riesce più a fidarsi di nessuno, non riesce a uscire da questo senso di tristezza e di rabbia, non riesce più ad andare avanti e a lasciarsi tutto alle spalle. Si aggrappa ai ricordi, a quei sette baci che il marito le dava prima di andare a dormire, a quel qualcosa che non può più ritornare senza più vivere sostanzialmente. Immagino che l’intenzione del romanzo fosse quella di raccontare un percorso di rinascita, un percorso in cui Fló ritrova se stessa, a dispetto delle sue stesse insicurezze. Purtroppo, però, il libro mi sembra infarcito di deludenti cliché soprattutto per i personaggi secondari. Penelope, infelicemente ingabbiata nei doveri di moglie e madre; Lucilla, che cambia partner con una velocità impressionante; Filippo, annoiato dalla routine della vita coniugale e Giovanni, l’avventura di una notte che aspira ad essere altro. Non sono riuscita a percepire il dolore, la rabbia o il desiderio di felicità e di riscatto che mi sarei aspettata da un romanzo di questo tipo, anzi ho colto una vena vagamente patetica in alcuni momenti. Lo stile è molto semplice, in alcuni tratti poco curato e con alcune particolarità che mi hanno fatto esasperare..
RECENSITO DA KAT WOMAN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI"
Florinda Bianchi è una trentaseienne tradita: da suo marito, Filippo, che le ha preferito una giovane bionda tutta curve; dall’amore, su cui aveva scommesso e al quale aveva legato i suoi progetti di vita; dalla vita stessa, che l’ha portata a rinunciare al suo sogno di laurearsi in psicologia e a ripiegare come commessa in un negozio di biancheria intima.
Nel cammino alla ricerca della felicità, Flò è sostenuta dalla vicinanza delle sue amiche di sempre e dall’affetto incondizionato del proprio cane, Osso, che nel romanzo assurge al ruolo di autentico personaggio, con la propria caratterizzazione. Diverse sono le figure che affiancano la protagonista all’interno dell’intera narrazione, diversi sono gli aspetti della vita che Flò dovrà rivalutare: le fragilità, i fallimenti, le delusioni di una donna che ha scelto la certezza dell’amore anziché se stessa e i suoi sogni. Almeno questo è quello di cui si illude, fino a quando è l’amore stesso a tradirla rovesciandole addosso il suo carico di dolore, costringendola così a prendere coscienza delle sue mancanze e a recuperare il rapporto con sua madre, da sempre in bilico tra un amore profondo e una grande incomprensione. Fortunatamente la sorte le tende la mano, mettendo sulla sua strada una love coach, più che altro una voce al telefono, una presenza virtuale, che l’aiuterà a trovare le sue ali e a non aver paura di volare.
L’intenzione del romanzo è raccontare un percorso, quello che affronta una donna messa alla prova dalla vita e dalle proprie disillusioni, non solo per ricostruirsi una quotidianità, diversa da quella che aveva scelto, ma soprattutto per ritrovare se stessa, a dispetto delle sue stesse insicurezze. Purtroppo, però, le vicende narrate e i personaggi secondari mi hanno lasciato il gusto deludente del cliché: Penelope, infelicemente ingabbiata nei doveri di moglie e madre, ma sempre pronta a sostenere gli altri; Lucilla, che al contrario cambia partner con la stessa facilità con cui si cambierebbero un paio di scarpe, salvo poi cadere vittima dell’insicurezza di una decisione affrettata; Filippo, l’ex marito annoiato dalla routine della vita coniugale; Giovanni, l’avventura di una notte che forse potrebbe diventare qualcosa di più. Non sono riuscita a percepire la profondità del dolore, della rabbia, del desiderio di felicità e di riscatto, che avrebbero dovuto far esplodere le pagine, poiché ogni sentimento viene raccontato, certo, ma mai evocato e quindi mai trasmesso al lettore. Per questo motivo, nonostante la delicatezza e la sensibilità dell’argomento trattato,... LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG: https://libriesognalibri.wordpress.co...