Secoli orsono i Draghi Elementali plasmarono la terra di Sabrié. Le razze mortali che ora vivono in questo mondo hanno però dimenticato le creature che hanno permesso la loro nascita e i Draghi ormai vivono solo nelle leggende. A Roas, una delle più grandi città umane che popolano Sabrié, opera la banda di Alastrine: un manipolo di mercenari comandato da una donna, che tenta di prestare aiuto a chi ne ha più bisogno. Trebor, un ragazzo appena arrivato in quella città, si ritrova nella banda e, tra mercanti di tessuti, venditori di schiavi e traditori, scoprirà le tante sfaccettature del mondo che fino a quel momento aveva ignorato e i molti segreti nascosti all'interno di Alastrine. Ma scoprirà, soprattutto, che le leggende non sono più tali.
Un personaggio femminile super power, draghi, magia e una banda di mercenari che vivono all'avventura 🔥
Un romanzo che si legge in pochi giorni, dal ritmo incalzante e dalla scrittura scorrevole e mai piatta o pesante. I personaggi e le loro storie, i loro stati d'animo e le loro sensazioni sono descritte apertamente, così da rendere impossibile non affezionarsi a qualcuno di loro.
Le scene di combattimento sono state descritte in maniera pulita e mai caotica.
Oh insomma, se amate fantasy di questo genere e con questi elementi, Akire fa assolutamente per voi 🖤
Segue anche un secondo libro, che io leggerò assolutamente!
La scrittura è semplice, scorrevole e dettagliata quanto basta senza risultare pesante o noiosa; sebbene le descrizioni siano molto brevi si riesce a immergersi nell'ambientazione fantasy in cui la storia si svolge, i dialoghi sono molto ben scritti e il modo di parlare dei vari personaggi è coerente col loro carattere.
La trama è lineare e coinvolgente, mentre accompagnamo la banda di Alastrine attraverso missioni, conflitti e avventure facciamo la conoscenza di tutti i membri del manipolo. Il punto forte del libro sono infatti i personaggi: un gruppo molto variegato di individui ben caratterizzati, che con l'avanzare della storia rivelano sempre di più del proprio carattere e soprattutto del proprio passato. I protagonisti sono molto diversi tra loro, si ha subito l'istinto di scegliere i propri preferiti e quelli che piacciono di meno, ma anche di questi ultimi non si può non apprezzare la scrittura e la caratterizzazione.
Penso che l'aggettivo perfetto sia "coinvolgente": ci si sente sin da subito catapultati nella terra di Sabrié a partire dalla città di Roas dove il nostro gruppo di mercenari ha la sua base operativa e poi attraverso i diversi luoghi che visiteranno nelle loro avventure.
È un ottimo fantasy leggero e scorrevole, consigliatissimo anche a chi come me si trova in blocco del lettore e ha bisogno di qualcosa di semplice per riprendere. Non vedo l'ora di iniziare il secondo libro per vedere come si svilupperà la storia, che bel finale prende una piega interessante.
Consigliato sia a tutti gli amanti del fantasy medievale classico che ai neofiti del genere, secondo me una buona lettura anche per ragazzi e ragazze più giovani.
Salve lettori! In questi giorni di isolamento forzato ho partecipato al gruppo di lettura della casa editrice Elpis per il loro libro “Akire. La banda dell’Alastrine” di Selene Rampolla, primo capitolo di una serie fantasy. Non conoscevo il libro ma, quando ho letto la trama, ha catturato subito il mio interesse e ho deciso di unirmi anch’io nella lettura. Era la prima volta che prendevo parte ad un evento del genere ed è stata un’esperienza sorprendente. Ringrazio la casa editrice per l’invio di una copia ebook.
La lettura si apre con il nostro protagonista, Trebor, che va via di casa pervaso dalla voglia di vivere delle nuove avventure e decide di fermarsi per la giornata a Roas, villaggio che lui non conosceva. Il protagonista immagina che un viaggio in solitaria come il suo non sia molto sicuro, così si avventura nel mercato per comprare una spada per potersi difendere. Quando sta per scegliere la sua arma, una figura misteriosa lo sfida a batterlo con la spada più costosa di quella bancarella, insinuando che quella non sia l’arma migliore per lui. Trebor decide di accettare e perde, ma questa figura sembra aver visto qualcosa in lui e lo invita a presentarsi dalla banda di Alastrine.
Trebor, seppur titubante, accetta di essere ingaggiato dalla banda di mercenari sperando che questo porti nuove avventure nella sua vita, ma presto rimane deluso dallo scoprire che il capo della banda e colui che lo ha battuto nel duello è solo una giovane ragazza, che lui non ritiene all’altezza di guidare il manipolo poiché lui, come molti, non accettano che le donne possano essere figure di comando. Il suo malcontento si amplia ancora di più quando scopre che le missioni che accettano non sono come se le aspettava, ma perlopiù semplici commissioni come raccogliere funghi o aiutare nei campi.
Ho iniziato la lettura con un’aspettativa piuttosto alta, un fantasy con ambientazione medievale e il cui protagonista si unisce ad un gruppo di mercenari capitanati da una donna? Il fatto che ci fossero anche i draghi mi ha solo dato un incentivo in più per fiondarmici.
La prima parte del libro è stata un po’ sottotono rispetto a quello che speravo; è servita all’autrice per presentarci i personaggi e l’ambientazione, ma non vedevo l’ora di avanzare nella lettura sperando di arrivare al più presto all’azione. Il romanzo, a mio parere, dà il meglio di sé nella parte centrale, dove possiamo goderci un po’ di avventura e mi sono ritrovata a seguire con interesse quello che succedeva e anche a ridere inaspettatamente in alcune parti, dove i protagonisti si ritrovano in situazioni comiche molto divertenti. Un punto a sfavore, che ho subito notato, è il world building quasi inesistente e, a parte la zona circoscritta in cui si trova in quel momento la banda, non sappiamo nulla di questo mondo. Cosa, secondo me, che per un fantasy è un bel punto debole.
La trama generale e l’idea originale della narrazione mi sono piaciute molto e avevano un grande potenziale, che forse poteva essere sfruttato meglio, ma un aspetto che invece ho apprezzato molto per com’è stato posto è la filosofia che sta alla base di Alastrine, che è più di un gruppo, è una vera e propria famiglia. E anche per Trebor lo diventa subito, nonostante a volte lui non sia molto in linea con i loro ideali.
“Alastrine è nata da persone che non avevano più famiglia, non avevano un luogo da chiamare casa, da avventurieri che avevano perso la loro strada. Ci siamo ritrovati tutti assieme e ci siamo ripromessi di evitare che altre persone dovessero patire quello che abbiamo sofferto noi. Ci saremmo fatti carico dei loro problemi, li avremmo aiutati nei momenti difficili, saremmo diventati forti per sostenere chi da solo non ce la faceva. Saremmo stati il sostegno che a noi era mancato. Questa è Alastrine.”
La fine, purtroppo, è stata di nuovo sottotono. Era da tutto il libro che aspettavo che spuntassero i draghi di cui si parla nella trama, ma questo è avvenuto solo negli ultimi capitoli e l’incontro non è stato così adrenalinico come speravo. Nel complesso la trama mi è piaciuta, anche se trovo che tutto questo primo volume sia stato un grande prologo ai seguenti libri da cui immagino che partirà la vera e propria avventura.
Parlando dei protagonisti, non mi hanno colpito particolarmente. Soprattutto Trebor, il protagonista, l’ho trovato odioso oltremisura. So che è stato volutamente delineato un po’ tonto e antipatico, ma non riuscivo a sopportarlo e avrei voluto prenderlo a schiaffi dall’inizio alla fine del libro. Sicuramente è un personaggio acerbo e si nota che l’autrice abbia pensato per lui un lungo percorso di crescita e affermazione, ma suppongo che anche se un personaggio lo si trovi antipatico dovrebbe restare il desiderio di sapere di più su di lui, e questo a me non è successo. Anche il Capo di Alastrine, la misteriosa ragazza a capo dei mercenari di cui non si sa niente neanche il nome, mi ha deluso, perché non ha saputo catturarmi e incuriosirmi al punto giusto. L’unica gioia è stato Amos, uno dei componenti di Alastrine, cieco ma una grande risorsa per il gruppo e che mi sembrava l’unico con un cervello funzionante. In generale, quindi, secondo il mio parere a tutti i personaggi mancava quel qualcosa in più per emergere dalla pagina e renderli reali.
Nel complesso è stata una lettura piacevole, lo stile dell’autrice mi è piaciuto molto, è semplice ma ha saputo bilanciare la parte introspettiva con dialoghi e descrizioni, questo ha reso il libro una lettura veloce e scorrevole. Posso presumere che nei prossimi libri la storia si evolverà e spero migliorerà.
Ho avuto anche il piacere di partecipare alle live settimanali per le tappe del GDL organizzate dalla casa editrice con l’autrice, che si è rivelata simpaticissima, e le ho trovate molto interessanti per approfondire e per darmi una visione più accurata nella lettura di questo romanzo.
La banda di Alastrine è il titolo del primo romanzo della saga di AKIRE, scritto da Selene Rampolla e pubblicato dalla casa editrice Elpìs. Il titolo di questo primo capitolo della saga è molto intuitivo e ovviamente ben collegato agli avvenimenti descritti all’interno del libro. Per quanto riguarda il nome della saga, chi sta scrivendo questa recensione ancora non si sente di approfondire quanto sia adatto il nome, tuttavia si anticipa già che la questione verrà ripresa in una parte successiva di questo articolo. La copertina è molto minimal, forse anche troppo, ma comunque giusta. Riguardo all’immagine della copertina, quasi fino alla fine del libro non si capisce completamente il significato di tale scelta illustrativa, tuttavia proprio nelle ultime pagine... continua sul blog --> https://lincenera.com/2019/11/15/rece...
L'idea mi piace, non mi son piaciute certe uscite dei personaggi o alcune loro descrizioni. Probabilmente non mi ha presa come avrei voluto però, nonostante le poche stelle ho preso il secondo sulla fiducia e, non appena posso, lo leggo. E so, per certo che da un libro intitolato La profezia dei draghi non posso che aspettarmi bellezze. Già solo il fatto che siano nominati i draghi mi fa rizzare le antennine interessate!
Comunque come debutto non è male per niente, non mi ha coinvolta più di tanto ma mi ha comunque intrattenuta. La banda di Alastrine è una banda con i fiocchi. Di per sé li ho adorati quasi tutti!