Il dominio borghese ha caratterizzato la storia europea del secolo XX: due i suoi volti, il liberalismo e il fascismo, che Reinhard Kühnl analizza in questo libro. Dopo aver ricostruito la linea evolutiva della società borghese e delle sue forme politiche dal sorgere del capitalismo agli esiti del liberalismo in questo secolo, egli di-mostra per quest'ultimo la crescente necessità, ai fini della conservazione e giustificazione della società classista, di trasformare in mere ideologie le aspirazioni emancipatrici che avevano percorso l'Illuminismo. Nella seconda parte del libro sono indagati i motivi e le condizioni del movimento e del dominio fascista, gli interessi che sono alla sua base, la minaccia che ancor oggi esso rappresenta. "L'utilità del libro del Kühnl," scrive Collotti nella prefazione, consiste soprattutto "nella possibilità che offre di ripensare critica-mente l'evoluzione delle moderne forme di dominio affermatesi nell'ambito della società borghese dalle prime espressioni degne di questo nome ai nostri giorni e di riflettere sui meccanismi sociali e psicologici che sono alla base dei comportamenti di determinate classi sociali, nel caso specifico con particolare attenzione ai ceti medi e piccolo-borghesi che tanta parte hanno avuto (ed hanno) nell'affermazione (non già nel controllo! ) dei movimenti e dei regimi fascisti. Ed entro questo quadro assume rilevanza fondamentale l'insistenza con la quale vengono perseguiti i nessi tra l'evoluzione delle istituzioni politiche e le ragioni economico-sociali che ne sono alla base, i nessi cioè tra strutture economiche e controllo politico, il nesso tra l'evoluzione della teoria politica ( anche nel suo significato mistificatorio) e lo sviluppo del contesto politico-sociale dal quale la prima scaturisce. Un libro quindi da leggere per gli spunti problematici che fornisce al di là delle inevitabili generalizzazioni che può contenere."
1. Teil: Kühnl präsentiert kondensiert die linke Geschichtsauffassung - was mich äußerst angenehm an mein Studium erinnert hat. 2. Teil: Kühnl puzzelt sich um den Begriff des Faschismus herum, dieser selbst bleibt jedoch unbestimmt. Das ist schade.
Eine großartige Analyse von Liberalismus und Faschismus in ihrer Funktion als bürgerliche Herrschaftsform. Gerade jetzt in Zeiten, in denen die irrationale Rechte erstarkt, ist das Buch aktueller denn je.