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Rosa dei venti #1

In luce fredda

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Quando si trasferisce in Massachusetts per studiare Legge, Carlos ha le idee piuttosto chiare sul proprio futuro: sogna un posto in uno studio legale prestigioso, una moglie elegante, una vita che riscatti la sua infanzia povera trascorsa in Arizona. Non prevede certo di innamorarsi di un ragazzino maschio che gli farà mettere in discussione ogni aspetto della sua vita, né che questo ragazzino conviva con segreti dolorosi che renderanno i dubbi sul proprio orientamento sessuale l’ultimo dei loro problemi. Per Viv il sesso non è qualcosa di intimo, ma una dimensione anonima che cerca più per punirsi che per farsi del bene. Non ha mai neanche pensato alla possibilità di innamorarsi di qualcuno, o che qualcuno possa innamorarsi di lui, finché l’incontro con Carlos non cambia le carte in tavola costringendolo a scelte molto più spaventose di quelle che si è concesso fino a quel momento. Nella vita non esiste nulla di completamente innocuo, però, e anche i desideri più veri nascondono trappole e insidie: l’amore può ferire più a fondo dell’odio, se credi di non meritarlo, ed è fin troppo facile trasformare quel dolore in arma e puntarla contro chi meno lo meriterebbe. Sullo sfondo di un processo che porta alla luce ricordi difficili e costringe tutti a una scelta di campo, Viv e Carlos dovranno imparare il modo giusto per aprirsi l’uno all’altro, ed entrambi al mondo.

326 pages, Kindle Edition

Published February 29, 2020

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About the author

Micol Mian

21 books27 followers
Leggo, scrivo e traduco. Amo la poesia, l'America Latina e i gatti.
Potete trovarmi su Rumoralilas o Effemeridi.

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Marta.
52 reviews28 followers
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December 12, 2021
Sono passati dieci anni da quando ho letto per la Rosa per la prima volta, un anno da quando ho acquistato questa reincarnazione a quando finalmente l'ho letta. Mi mancava.
Anche adesso, un po' non me la senso di approfondire i miei pensieri, un po' mi dispiace non lasciare nessun segno scritto... così mi sono decisa per questa soluzione a metà, un commento brevissimo mentre capisco cosa di preciso vorrei dire.
Ovviamente subito dopo aver finito questo libro ho comprato iniziato e finito anche Ultimo oceano, perché la storia ha ancora quella capacità assurda di risucchiarmi che mi ricordavo. E mi rimane ancora un po' addosso tipo salsedine, il perché ancora non mi è chiaro.
Profile Image for Il confine dei libri.
4,884 reviews149 followers
March 2, 2020
Hi guys,
Oggi vorrei parlavi del libro “In luce fredda” di Micol Mian e Sabrina Romiti, edito da Triskell edizioni.
Per Carlos, dopo il trasferimento in Massachusetts, esiste solo lo studio, il lavoro e se rimane tempo costruirsi una famiglia.
Non si aspetta di certo di innamorarsi di un uomo, o meglio un ragazzino con tanti problemi.
Viv usa il sesso come punizione per dare sfogo alla rabbia e alla paura che reprime, non sa neanche cosa sia l’amore e di certo non lo cerca, però quando incontra Carlos questo sentimento lo travolge. Riusciranno a superare i loro problemi e a vivere in modo giusto la loro vita?
Magari insieme?
Prima di iniziare presentiamo due nuove autrici, Micol Mian e Sabrina Romiti, due italiane che spesso scrivono a quattro mani. Si conoscono ormai da una decina di anni, galeotto fu un forum dedicato alla scrittura. Il loro lavoro, prima solo online, è arrivato da qualche tempo in libreria sia come pubblicazione self che con case editrici.
Il libro di cui oggi vi parlo fa parte del materiale dedicato alla “rosa dei venti”, progetto che le due inseguono da parecchio ma che ora sta prendendo la sua forma definitiva.
Questa si presenta già dalla trama come una storia moto sofferta, con note parecchio tristi e drammatiche, ed è così, purtroppo però io non sono riuscita ad entrare nel libro o nei sentimenti trattati.
Mi spiego meglio, lo stile delle autrici è molto poetico, azzarderei il termine filosofico, per via delle divagazioni un po’ arzigogolate, ma è uno stile che per i miei e gusti risulta poco fluido e scorrevole. Non metto in dubbio la bellezza e l’eleganza, la percepisco anche io, solo che tutto questo mi deconcentra, mi fa perdere il contatto con i protagonisti e con la realtà dei fatti.
Non sono riuscita a percepire molte delle emozioni che i due provavano, troppo concentrata nel leggere.
Ovviamente il problema è mio, perché riconosco che sia uno stile che piace e che molti hanno apprezzato e apprezzeranno.
Al di là dello stile a me poco congeniale, per la prima metà del libro ho trovato anche la storia un po’ carente sotto certi aspetti.
Ad esempio non ho apprezzato del tutto la costruzione del rapporto tra i due protagonisti, i dialoghi, in tutto il libro, almeno tra i due sono quasi a zero, sono infatti d’accordo con quello che Viv dice a Carlos durante una litigata, ovvero che i due non si conoscono quasi per niente.
Forse tutto questo riguarda soprattutto la loro giovane età (che oscilla intorno alla ventina), pur magari riuscendo a parlare del loro rapporto con gli altri.
«Tutti sbagliamo qualcosa e Carlos ha senz'altro i suoi casini.»
«A me piacciono i suoi casini,» insistette Viv, ostinato. «Non sono sbagli, o difetti, sono semplicemente parte di lui. La parte che lo rende vero. La parte che...» Lasciò cadere la frase nel silenzio. Dall'altra parte del tavolino, l'amico aspettò qualche istante per dargli il tempo di ammortizzare davvero ciò che aveva detto, comprenderlo e assorbirlo in tutte le sue ripercussioni - e poi cercò il suo sguardo con un mezzo sorriso. «Hai mai pensato che lui, forse, potrebbe dire lo stesso di te?»
Ho scelto questo estratto perché questa conversazione risulta un punto di svolta per la relazione tra i due, che mi è piaciuta molto e ha dato un bello sprint alla storia.
Inoltre mi piace pensare che l'amore sia questo, accettare e amare i casini dell'altro.
per quanto riguarda i personaggi singolarmente mi è piaciuta la caratterizzazione, così come quella dei personaggi secondari e dell’antagonista.
Carlos, burbero, rude e serioso, è il classico caso di bisessuale che ancora non lo sa o meglio non lo vuole ammettere perché crede sia qualcosa di vergognoso, ma con la giusta spinta riesce a uscire dall’armadio.
Viv, ferito e spezzato, dietro il sorriso nasconde la sofferenza, una vena autolesionista lo segue da sempre ed è visibile in molte sue scelte (ogni riferimento alla cavolata dell’80% è puramente casuale).
In ogni caso l'ultimo 20% è la parte che mi è piaciuta di più, dove i sentimenti si sono finalmente focalizzati e dove abbiamo avuto tutte le risposte.
In sintesi, “In luce fredda” è un libro dolce e romantico, con molta introspezione dei protagonisti, particolare e con un mix di emozioni scure e drammatiche.
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
8,008 reviews238 followers
May 14, 2020
Nayeli -per RFS
.
Viv, in tutto ciò, era come un soffio di vento. E ogni volta che incrociava il suo sguardo, Carlos non riusciva a capire se l’incendio sarebbe scoppiato del tutto, devastando il suo mondo, o se quel fuoco avrebbe continuato a bruciare in silenzio, riscaldando parti di lui un tempo fredde e intirizzite, dandogli respiro.
(dal libro)

Vivian e Carlos, due personaggi che sembrano pozze torbide, profondamente imperfetti, incagliati in una realtà e in un passato che li definisce.
Vivian è un disastro che non si sa come aggiustare, un ragazzino androgino spezzato dal suo vissuto; si muove braccato dal senso di colpa, con l’angoscia di non meritare le cose buone. L’istinto lo porta a sabotare ogni promessa di serenità, come un promemoria costante sul fatto che lui non sia nato con lo stesso destino degli altri esseri, bensì per espiare e compensare il dolore che ha colpito il fratello Björn.
Carlos tenta di riscattarsi dai pregiudizi e dai luoghi comuni, eppure non si accorge di inseguire i sogni di altri, di essere imbrigliato in schemi che non gli appartengono, di negare, temere, aborrire il vero se stesso.
I personaggi collaterali (Raven, Jude, Eve, David, Björn…) creano una rete vivida e spessa su cui la storia si adagia e viene plasmata con cura. Una narrazione densa in cui sembra di annaspare come nella melassa, articolata in storie dove ognuno è affaticato dalla propria realtà e dai propri inciampi.
Non è un racconto facile, non è per tutti i palati. La prima cosa che colpisce è lo stile: pastoso, ricercato, avvolgente, ma attorno alle parole si nota la sapienza di ciò che si esprime: sensazioni, percezioni, consapevolezze e sviluppi che non possono essere affrettati. Coscienze. Vite. Scelte. Errori. Imperfezioni.
È una storia toccante, che talvolta fa arrabbiare. Penseremo che Vivian meriti il male che sta facendo a se stesso ma, allo stesso tempo, vorremo stringerlo e confortarlo. Non mancheranno personaggi che lo faranno per noi. In modo impacciato, parziale, distante, cauto, forse perché è l’unico tipo di contatto che è capace di sostenere. Ed è proprio di questo equilibrio (o disequilibrio) che la storia sta cercando di raccontarci fin dall’inizio, del modo in cui Carlos può riuscire ad avvicinare Vivian, a entrare nella sua sfera intima.
Tutto – dialoghi, gesti, sviluppi, amicizie ed errori – esce dai canoni di una storia banale, già sentita, prevedibile. Una lettura che merita davvero.

E anche l’imbarazzo lo abbandonò, insieme al panico, alla smania che lo divorava da giorni e che sembrava placarsi solo a letto. Con un corpo dentro, addosso.
Pelle su pelle, fiato nel fiato.
Dopo si trovarono stesi entrambi sul letto sfatto, i petti ancora ansanti, le schiene bagnate di sudore e i capelli negli occhi; e fu allora, come ogni volta, che Viv sentì tornare il freddo: come dita gelide che scivolavano dentro al suo corpo fino a stringergli lo stomaco in una morsa di ghiaccio, come zampe di ragno che facevano formicolare la pelle, echi che rimbombavano nelle orecchie a tempo con il sangue.
(dal libro)

Profile Image for Blog Coccole tra i Libri .
1,452 reviews100 followers
February 25, 2020
Recensione in anteprima a cura di Aylen

Una buona storia, per me forse un po’ troppo oscura in certi punti, dato che avevo immaginato tutt’altro per quello che riguardava Viv e il suo pressoché costante punirsi, invece il motivo del suo modo di affrontare la vita è a causa di quello che è successo al fratello quando lui stesso era solo un bambino, un passato che lo schiaccia e lo porta a comportamenti autodistruttivi.

I due personaggi principali sono Carlos e appunto Viv, circondati da altri secondari di cui ho apprezzato la caratterizzazione.

Carlos sembra molto deciso per quello che riguarda il suo futuro, mentre è altrettanto confuso per quello che riguarda il suo orientamento sessuale.

Soprattutto dopo aver conosciuto Viv.

Viv è un ragazzo complesso, chiuso in se stesso, all’apparenza sereno ma che in realtà nasconde una profonda sofferenza che lo porta a compiere azioni masochistiche.

Tra i due gli inizi non sono dei migliori, tutt’altro, ma, consigliati anche dagli amici che stanno loro intorno, iniziano una relazione. Tutto a posto?

Assolutamente no, ma non aggiungo altro per non spoilerare la storia che consiglio di leggere.

Quello che il libro mi ha trasmesso è la necessità di essere chiari con se stessi e con gli altri, provare a evitare di soffocare la verità, tutto questo porta solo a terribili fraintendimenti che non fanno che minare le relazioni.

Come ho detto un buon libro, nel complesso ben strutturato, primo di una serie che leggerò senz’altro con molto interesse.


Per me quattro coccole

Alla prossima
Profile Image for Le letture di Anya.
462 reviews23 followers
May 11, 2020
4,5 STELLE - RECENSIONE DI SKYE

I protagonisti di questo primo capitolo della serie “Rosa dei venti” sono Carlos e Vivian detto Viv.

Il primo è un ragazzo di origini messicane che si trasferisce lontano da casa per studiare legge, in cerca di riscatto da un passato di stenti, e alla ricerca di un futuro prestigioso fatto di un lavoro importante e una bella moglie accanto.

Viv è un ragazzino appena diciottenne, disincantato e cinico, cresciuto velocemente per colpa di una situazione familiare disastrosa. Proprio per “colpa” di questo background vive il sesso e l’intimità come forma di punizione, non accetta che possa esistere qualcosa che lo possa far stare bene, farlo sentire amato e amare a sua volta.

Sin dal primo incontro l’attrazione, il desiderio,la negazione e la rabbia sono una grande componente delle loro interazioni, questo destabilizza Carlos che si trova a fare i conti con i dubbi sulla propria sessualità.

Ogni volta che posava gli occhi su Viv, l’effetto era lo stesso. Rallentamento delle funzioni cerebrali, batticuore improvviso, istinto di fuga e incapacità di distogliere lo sguardo.


Ma anche Viv si trova a combattere contro qualcosa che nasce da un disagio interiore, da segreti che lo avvelenano, che lo spingono a cercare il pretesto per distruggere ciò che lo fa sentire bene e amato convinto di non esserne degno.

Forse era davvero una brutta persona, come temeva a volte. Forse lo portava nel sangue, e per quanto si sforzasse di negarlo certe impronte prima o poi emergevano, confuse, sbiadite, come un inchiostro trasparente visto nella luce giusta. Come un disegno segreto che affiora. E tradisce.


Entrambi dovranno, attraverso scelte e situazioni difficili e complesse, imparare ad esprimere e convivere con se stessi, ad amarsi in modo non distruttivo.

Sono rimasta piacevolmente colpita da questo libro, l’ho trovato ben scritto anche se in alcuni tratti la scrittura si fa un po’ elaborata, rendendo un po’ più lento il ritmo della narrazione.
D’altro canto sia la caratterizzazione dei personaggi principali che secondari è davvero superba.

Le autrici riescono a farti immergere in maniera davvero perfetta nella mente e nel cuore dei due protagonisti, facendoti empatizzare con i dubbi di Carlos ma ancor di più con quelli di Viv.

Questa è una storia con un angst forte che permea tutto il libro e che aleggerà, molto probabilmente, in tutta la serie.
Sono convinta che ci serviranno molti fazzolettini per sia per questo che per i seguenti libri, ma posso assicurare che merita davvero molto.

Sinceramente sono molto curiosa di vedere chi sarà il prossimo protagonista, nel frattempo non posso che consigliare questo primo libro.

https://leletturedianya.altervista.or...
Profile Image for Naki.
565 reviews
January 26, 2021
Bozza recensione del 25 febbraio 2020

4,5 stelline

In luce fredda è la storia di due uomini complessi, soffocati dai propri problemi, bloccati in un mondo in costante cambiamento. Carlos è un ragazzo ispanico alle prese con il suo senso di inadeguatezza, dalla mattina alla sera è bersagliato da quella vocina sgradevole nella testa che lo porta a mettere in dubbio qualsiasi cosa, si sente soffocare perché troppo spesso incapace di guardarsi allo specchio ed accettarsi. Si è ridotto a lavorare in uno studio legale rinomato alle dipendenze di un uomo che non gli piace, un avvocato borioso e pieno di sé che puntualmente lo umilia trattandolo come il suo galoppino, che lo considera lento come un bradipo e che gli ricorda costantemente che non arriverà mai da nessuna parte, un essere meschino e di dubbia moralità. Carlos si sente in colpa, non si sente bene con se stesso, odia il modo in cui la gente lo guarda, il modo in cui viene etichettato per le sue origini che troppo spesso lo fanno sembrare uno stereotipo vivente. Non riesce mai a sentirsi a suo agio in mezzo alla gente, è bloccato in uno spirale di solitudine e vuoto, lo stesso vuoto che da sempre caratterizza la vita di Vivian.
Viv è l'opposto di Carlos, ha mollato gli studi, è più giovane, appena diciottenne, più spregiudicato, più affascinante con il suo aspetto etereo ed androgino, più malizioso, sicuro della propria sessualità eppure per lui nulla è mai abbastanza, nulla ha un senso, tutto è sempre buio, vuoto, freddo, privo di valore. Vive con Björn, un fratello che ama, forse troppo, un fratello che è la sua salvezza, la sua luce in fondo al tunnel ma che è anche un monito crudele che alimenta la sua inadeguatezza e la sua colpa. BJ è responsabile, BJ è buono, BJ è forte e va avanti nonostante l'inferno che ha vissuto sulla propria pelle, BJ va avanti e si prende cura di lui, BJ è morto una volta ma... ora sta meglio... sta rinascendo dalle sue ceneri mentre lui...no, lui annega, lui soffoca ancora, ancora, ancora, muore ogni giorno di più, circondato dalle tenebre e dal freddo della sua stanza. Si sente perso, in colpa per non essere riuscito a fare nulla per lui, per non aver subito lo stesso inferno, per essere un sopravvissuto, un privilegiato, per non essere abbastanza e si punisce sempre, in qualsiasi momento. Suo fratello merita la felicità se l'è guadagnata a caro prezzo ma lui...No. Non può essere felice, non può trovare la luce, deve vivere al buio, per sempre, perché nessuno potrà mai sopportare il peso della sua oscurità e questo lo porta a distruggere ogni giorno una parte di sé, a lasciarsi andare in rapporti sessuali più o meno violenti ed occasionali, ad usare il proprio corpo per scontare la propria condanna, allontanando tutto e tutti.
Vivian è spezzato, è solo ed è un po' per caso, per quegli amici così pazzi che lo sopportano e amano nonostante tutto che conosce Carlos. I due non potrebbero essere più diversi eppure...c'è una tensione costante, un fuoco che viene alimentato di volta in volta ed è destinato a bruciare tutto, a scottare entrambi irrimediabilmente. Parlare di questo libro è molto complicato, i personaggi sono fragili come il cristallo, due equilibristi sospesi su un baratro senza fondo, sono difficili ed incasinati da capire eppure così umani in ogni atteggiamento, così simili a noi lettori, così tanto da far venire voglia di stringerli tra le braccia per proteggerli da quel mondo buio e spaventoso che li sta consumando. Il loro rapporto è complicato, non è una storia d'amore facile, è una lotta disperata, un prendere e lasciare doloroso, che ti toglie il fiato. Carlos e Viv sono personaggi molto curati e riescono ad accompagnare il lettore in una storia profonda ed intima. Lo stile delicato delle autrici si sposa perfettamente con l'animo dei protagonisti, due uomini comuni che vivono la loro vita tra angoscia e paura alla ricerca di uno spiraglio in quelle tenebre che li consumano. Sono rimasta affascinata dal modo in cui l'intera vicenda è riuscita a catturarmi ed emozionarmi, con cura ed attenzione veniamo portati nella testa di entrambi i protagonisti e abbiamo modo di soffrire, piangere, ridere ed innamorarci del loro mondo. Vivian e Carlos si muovono tra i loro problemi in compagnia di amici fidati, desiderosi di dare loro una mano e una parola di conforto. Come non provare affetto per la folle Eve , la simpatica Trish, il dolce e maturo Jude, il paterno Björn o il combattivo ed attivista Raven. Degli amici preziosi che in poco tempo diventano anche nostri amici e ci portano ad esplorare un modo di affetto, di sofferenza ma anche di tanto amore. Questo libro nasce da una fan fiction, un'opera complessa e variegata, ricca di sfumature che in questo primo capitolo iniziano solo in parte ad essere svelate al lettore. La storia di Vivian e Carlos è solo l'inizio di un viaggio che fin da ora ci appare più lungo e complesso, ricco di problemi ma anche di soluzioni.
Nel corso del libro mi sono ritrovata a conoscere personaggi meravigliosi ed apprezzare ogni singola parola utilizzata dalle autrici, ho adorato il contrasto che all'interno del romanzo viene usato per sottolineare le diverse sfumature di luce e tenebra, freddo e calore, una scelta che appare evidente fin dal principio e che indica perfettamente la cura maniacale con il quale quest'opera è stata trattata e riadattata. Iniziamo la storia in un appartamento, in una stanza fredda, vuota, buia che rappresenta la condizione del protagonista, circondati come lui da un gelo costante, un freddo che solo una doccia calda può combattere. Freddo, vuoto, oscurità continuano costantemente a ricordarci la condizione del protagonista...dei protagonisti. Una solitudine che li segue pure nell'ambiente circostante, stanze fredde per la mancanza di un riscaldamento adeguato, il freddo della notte all'uscita di un locale, il freddo di un vicolo buio, la lampadina bruciata all'interno di una stanza, il bisogno di non accendere la luce per non doversi guardare allo specchio. Una narrazione, una scelta lessicale che riflette l'animo dei protagonisti, una desolazione costante almeno... fino al loro incontro, fino a quel rapido e lento avvicinamento dapprima puramente sessuale ed in seguito sentimentale, vivo, puro... e da lì... il bisogno di avere nuova luce, nuovo calore, nuova vita. Ho amato moltissimo la storia e il modo in cui ci viene raccontata, un modo non semplice, uno stile più ricercato, diverso rispetto ai soliti romanzi che si trovano in commercio, un stile meno scontato ma più diretto e che mi ha stupito. Dopo aver scoperto la provenienza della storia non mi sarei mai aspettata di trovare così tanti argomenti diversi e curati in questo modo. Nonostante ci vengano principalmente presentati Carlos e Vivian è evidente che nei prossimi libri, avremo modo di conoscere anche i loro amici e scoprire cosa ne sarà della coppia, una coppia che è appena nata e che ha ancora tanti passi da percorrere. Ho apprezzato molto questo libro e anche se mi rendo conto di aver detto tutto e non aver detto niente... credo che sia sufficiente così. La verità è che quest'opera deve essere scoperta da voi lettori e questo senza troppi spoiler, senza troppi dettagli, deve essere un salto nel buio perché è solo partendo da quel buio, da quel freddo pungente che potrete trovare la luce, il calore che cercate. Un romanzo che mi sento di consigliare caldamente a chi non si ferma alla semplice storia d'amore. Qui non troverete una love story travolgente e piena di sesso e dramma, non troverete una telenovela bensì una storia comune, una storia di due persone chiuse nel loro mondo, nel loro silenzio assordante che con coraggio trovano la forza di tendere la mano al compagno, alla vita, al futuro che li attende. Un libro complesso, scritto con cura ed attenzione, pieno di messaggi positivi e con personaggi unici, consigliato alle persone più esigenti e sensibili e che non cercano una semplice distrazione ma qualcosa che lasci un segno indelebile.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Daphne Ros.
28 reviews
June 24, 2020
Sono passati poco meno di cinque giorni da quando ho finito di leggere "In luce fredda" e, proprio come avevo previsto, sono ancora qui con la testa piena di Carlos e Viv, di Björn e Keith, di Raven e Jude, di Eve e Trish. Preda di un forte senso di perdita. Lo so, non è stata ancora trovata una cura per il post-book blues ma, dopotutto, mi dico — e il mio è un tentativo un po' maldestro di mitigare la nostalgia — il fascino della lettura è, forse, soprattutto questo: conoscere dei personaggi, all'improvviso innamorartene, lasciare che ti si attacchino addosso come una seconda pelle. E infine soffrirne l'assenza, dopo aver detto loro addio, o un semplice arrivederci. È una dolce condanna, insomma. Ed è ciò che mi succede con le storie e le vite create e plasmate da Micol Mian e Sabrina Romiti. "In luce fredda", naturalmente, non fa eccezione.
La scrittura intima e personale — la prosa lirica e a suo modo tagliente — di Micol e Sabrina mostra la forza e il coraggio di creature all'apparenza fragili, che sembrano temere la vulnerabilità.
Come attori di un pezzo teatrale, queste creature mettono in scena la loro confusione e inquietudine interiore, i loro sforzi incessanti di definirsi e di trovare un posto nel mondo. I luoghi del romanzo, infatti, prevalentemente chiusi, diventano un palcoscenico vero e proprio su cui si muovono i personaggi, simili a interpreti di azioni, di scelte e di parole.
Potrebbe essere questa la ragione per cui ho sviluppato con loro un rapporto quasi simbiotico — leggere "In luce fredda" equivale a osservare la rappresentazione di un microcosmo che aiuta a scomporre e ricomporre gli spazi.

Lo spazio prediletto da Micol e Sabrina è quasi sempre la casa: tra le pagine del romanzo diventa il simbolo di un'interiorità viva la cui trama si intreccia e si completa nell'individuare, interpretare e metabolizzare gli input esterni. Si tratta, a tutti gli effetti, di una specificità delle due autrici. La casa con le sue mura e la sua superficie circoscritta definisce i confini, protegge dallo sguardo del mondo esterno, ripara dalle intemperie, dai rischi e dai pericoli. Anche nel romanzo è, a volte, un luogo sicuro, che sa di intimità ma anche di libertà: in un ambiente che infonde fiducia e sicurezza, i personaggi sono liberi di sondare il loro animo, di tirare una linea netta tra la complessità del loro sentire e il mondo che li circonda, stabilendo un limite invalicabile entro cui essere, finalmente, sé stessi. Del resto, la ricerca della propria identità è un'arte, o un viaggio che richiede tempo, impegno e un punto di approdo che offra riparo. Il punto di partenza, allora, con le sue tappe intermedie, è una città che rimane sullo sfondo, o la città con cui potersi confrontare, come accade in "Folco sotto il letto" e in "Dormono gli aironi" — l'interlocutore immaginario di un dialogo tra il dentro (la sintesi unitaria di emozioni, sentimenti, affetti e pensieri che caratterizzano la parte più profonda di un individuo) e il fuori (l'altro da sé). O ancora, può essere la zolla di terreno in cui reimpiantare le proprie sradicate radici, dopo aver attraversato il mare tempestoso della vita. I personaggi di Micol e Sabrina sono, infatti, esseri umani imperfetti che non si ripiegano su loro stessi; si dedicano, piuttosto, a uno scavo interiore capace di stupire e appassionare. Fluttuano tra la ricerca di un territorio ignoto — di un'avventura che rechi con sé la promessa di nuove possibilità — e il bisogno di una bussola o di uno strumento che li aiuti a orientarsi, a mantenere la rotta, a schivare i pericoli, ad affrontare o assecondare i venti che muovono ogni cosa: il corpo ma anche lo spirito (come sembra evocare il nome della serie, Rosa dei venti, appunto).

Al centro della storia ci sono Carlos e Viv e la nascita del loro amore. Ma c'è anche una riflessione più ampia sulla natura delle relazioni umane, sulla scoperta di se stessi e degli altri quando si intraprendono sentieri mai battuti prima — un punto di partenza che, giorno dopo giorno, apre prospettive nuove, nutre desideri di speranza e di conquista, aiuta a trovare un senso al dolore, alle delusioni e alle sconfitte. Carlos e Viv sperimentano sulla propria pelle la fatica di crescere: maturare, anche emotivamente, non risparmia loro la fatica del confronto. E neanche quella del conflitto.
Ma c'è di più. "In luce fredda" è un invito ad aprirsi: agli altri, alle passioni — di vita, culturali, sociali e romantiche — e a mettere in discussione tutto ciò in cui si è sempre creduto e che, per vari motivi, si è sempre ritenuto graniticamente vero.
Dalle nuove forme di relazione che coinvolgono Carlos, ad esempio, emerge uno scambio di idee, di parole, di credenze, un dare e un ricevere che lo lasciano privo di difese, spingendolo a scoprire a quali e a quante riserve di forza interiore può attingere.
In bilico tra culture e identità diverse, Carlos (che mi ha strappato il cuore ed è diventato uno dei miei personaggi preferiti in assoluto) è un viandante che fugge. Se il suo viaggio fisico — di spostamento cioè da un luogo a un altro — inizia molto tempo prima della sua nascita, il suo fine, vedremo, sarà quello di andare incontro a una trasformazione del concetto di appartenenza, alla fine svincolato da qualsiasi territorio. Carlos ha impresse su di sé le contraddizioni delle sue origini; si sente integrato eppure allo stesso tempo escluso, perché le sue radici affondano nel presente ma anche altrove. Se da una parte, però, vuole scrollarsi di dosso il peso di una rassegnazione fatalistica e secolare, dall'altra ha paura di perdere sia la buona immagine di sé, sia la possibilità di sentirsi riconosciuto.
Entrare in contatto con un universo di idee, di valori, bisogni e desideri totalmente opposto al suo, lo spaventa — almeno in un primo momento — ma alla lunga produce quel cambiamento che non sa di desiderare: non può eludere il conflitto, interiore o interpersonale, e neanche il sentimento di separazione e di colpa che vi è connaturato, consapevole che il richiamo verso l'autenticità è più forte di tutto.
Scontrarsi con Vivian diventa, allora, motivo di sopravvivenza.
Viv, sempre incerto sul domani, e impegnato a difendere con le unghie e con i denti il senso di indefinito che lo accompagna — e che lo anima e lo rende distante e irraggiungibile — è terrorizzato dall'idea di ammettere che "l'inferno sono gli altri". Passa il tempo a cancellare e a cancellarsi, a diventare ogni volta qualcosa di diverso pur rimanendo sempre uguale a se stesso: un ragazzo che ha paura di amare. Perché l'amore può ferire, e aprire voragini di solitudine ancora più grandi e opprimenti delle assenze che le hanno provocate. Perché "ogni storia d'amore è una storia di fantasmi", che contaminano tutto quello che di buono la vita ha da offrire.
Ma in mezzo a deviazioni improvvise e scelte da portare a termine, o che si infrangono contro l'instabilità del reale, il sentimento che nasce tra lui e Carlos lo riporta alla vita e fa pulsare le sue vene. Lo spinge a rompere gli equilibri, a uscire da un disagio sicuramente collaudato — e quindi all'apparenza più vivibile e controllabile — per andare incontro a un nuovo stato di frustrazione, che non è più silenzio e immobilità ma il preludio di un cambiamento sofferto eppure indispensabile — un mutamento di rotta verso un tempo più sano, migliore.

E così Micol e Sabrina, con una tenerezza e una sensibilità fuori dal comune, offrono una riflessione sui cambiamenti che interessano la mente e il cuore. Ma soprattutto sul concetto di famiglia e di quello che significa sentirsi a casa. I loro personaggi suggeriscono l'idea che non sempre ci si sente a proprio agio nel luogo in cui si è nati e cresciuti, e che da quel luogo è impossibile separarsi defnitivamente, giacché racchiude una parte della propria identità, delle prime esperienze e dei primi affetti. È vero, si può trascorrere una vita intera alla ricerca di un posto a cui appartenere — e che ci riveli a noi e di conseguenza al mondo — ma, il più delle volte, separarsi dal luogo di origine diventa una nuova metafora del vivere: significa partire per terre ignote, intraprendere un viaggio che, segnato dalla discontinuità e dalla imprevedibilità della vita, può farci scoprire chi siamo. Lungo questo viaggio, infatti, incontreremo persone e volti nuovi, che ci accoglieranno, ci includeranno nel loro mondo e ci aiuteranno a ridurre le difese, a metterci a nudo, a spogliarci delle nostre credenze limitanti, dei nostri schemi e dei nostri rigidi pregiudizi. E scopriremo che, proprio con queste persone tanto differenti da noi, abbiamo nel frattempo creato uno spazio in cui abitare. Forse, per la prima volta, la nostra mappa non indicherà più soltanto un territorio ma anche e soprattutto un legame, un'idea di famiglia lontana dal senso tradizionale del termine eppure depositaria di calore, di benessere, di sicurezza e intimità. Perché sono le relazioni che creano il vincolo affettivo. E allora, solo allora, finalmente, ci sentiremo a casa.
Questo, in poche parole, è ciò che accade a Carlos e Viv, accompagnati da Raven, Jude, Eve e da tutti gli altri personaggi — incredibilmente vividi e coinvolgenti — che danno vita a "In luce fredda". Uno strato di storie, il loro, che richiama aspirazioni diverse, in un'altalena di perdite e compromessi, di tristezza e speranza, di consapevolezze e desideri più o meno inascoltati. Con battute brevi e incisive, Micol e Sabrina ci permettono di conoscere le sfumature della loro personalità, lasciandoci comunque con l'urgenza di saperne di più.
E se le due autrici sono abili nel trattare temi legati all'orientamento sessuale, all'identità, all'espressione di sé e alla complessità dell'essere umano, sono anche bravissime a mostrare come scelte significative e differenti prospettive possono influenzare profondamente altre prospettive: per definire loro stessi, Carlos e Viv devono entrare in relazione con gli altri. In una serie di istantanee la cui forza lirica stimola l'immedesimazione.

La storia di "In luce fredda" e, forse, dell'intera Rosa dei venti è uno scatto fotografico che mette a nudo il soggetto ritratto, offre uno sguardo diverso della realtà e svela alcune verità nascoste: accettare l'altro per come è e per come si offre è un esercizio che può durare anche tutta la vita. Compierlo diventa più facile se non ci si dimentica che le esperienze vissute possono differenziarci, sì, ma finiscono anche con l'avvicinarci. Cambiano le modalità di crescita, le scelte maturate e il bagaglio di conoscenze accumulate nel tempo, ma non il sentire. Il sentire è comune e ci accomuna. E forse, anche per questo, non si è mai del tutto incompresi, né davvero soli:

«Non voglio che tu mi prometta di non fare cazzate,» ribatté lui.
«Solo che cercherai di avvertirmi prima. Così potrò provare ad arginare il danno.»
«E se non dovessi riuscirci?»
Non specificò se il soggetto fosse Carlos o se stesso, forse non aveva importanza. Il rischio di fallire era reale per entrambi; probabilmente scontato, a essere precisi. Non si disimparano le abitudini di una vita in una notte, o in qualche settimana.
Si può cominciare a farlo, però.
A volerlo.
Nel loro caso, concedersi il desiderio era già un primo passo. Gli altri sarebbero venuti dopo.
«Se non dovessi riuscirci, ricominceremo da capo.»
«Insieme?»
«Insieme,» ripeté Carlos. «E da soli. Ciascuno per conto proprio, e accanto agli altri. Perché gli altri ci sono, Viv. E vogliono aiutarci.» [...]
«Non è facile,» disse, in un sospiro.
Anche senza guardarlo, Carlos sapeva che aveva gli occhi ancora chiusi.
«Non deve esserlo,» rispose. Voltando la testa gli baciò le palpebre; un tocco leggerissimo. «Le cose vere non lo sono spesso, credo. Ma va bene comunque. D’accordo?»
Viv annuì contro la sua guancia. Poi le sue braccia gli si allacciarono al collo, lo attirarono al petto in una stretta fortissima.
«D’accordo.»
Profile Image for Manuela Ghio.
102 reviews4 followers
March 6, 2020
Il libro di queste due autrici affronta tematiche importanti come gli abusi, il senso di inadeguatezza, l’incapacità di accettarsi, in modo molto intenso, tagliente e spesso crudo. Il tutto è acuito dal fatto che la storia è fortemente introspettiva e mette in luce le anime dei due protagonisti, ma anche degli altri personaggi, in maniera talmente incisiva da risultare spesso emotivamente disturbante oltre che a tratti straziante. A questo si deve aggiungere la complessità della storia che porta con se tutta una serie di segreti che si sveleranno solo alla fine del libro e che rendono la vicenda ricca di ansia e inquietudine, tanto che il lettore aspetterà con il fiato sospeso lo stemperarsi della tensione che però arriverà solo in parte. Proprio per questo la lettura del libro risulta talmente intensa e soverchiante che a volte ci si deve fermare perché la tensione emotiva è troppa. E se da un lato questo è il punto di forza del libro al tempo stesso rende difficile dare un giudizio sulla storia e sul comportamento dei personaggi.
Carlos e Viv sono due personaggi complessi, incasinati e persi nei loro problemi e nel loro eccessivo rimuginare, sono diversi come il giorno e la notte ma accomunati più o meno dagli stessi demoni dovuti alla loro giovane età, e al loro mondo in continuo cambiamento.
Carlos è un ragazzo di origine latina e ha i tratti tipici della sua origine, è una bellezza rude e naturale ma proprio per questo non si accetta perché si sente in imbarazzo e ha un profondo senso di inadeguatezza oltre che problemi con la sua sessualità. E’ un ragazzo che fa fatica ad aprirsi e a stare con gli altri e per questo è solo, perché tende ad evitare ogni occasione di socializzazione. Ha preferito andarsene di casa e trasferirsi in Massachusetts per studiare legge e si è adattato a lavorare in uno studio legale rinomato, anche se pian piano si accorge che non fa per lui, pur di ripagare i suoi debiti universitari e fare carriera. Convive con altri ragazzi, giovani come lui, che potrebbero diventare suoi amici se solo imparasse ad accettare se stesso e ad aprirsi agli altri. Eppure nonostante questo sono tutti pronti ad aiutarlo a dargli una mano, a dargli conforto e supporto appena inizierà a capire che stare con gli altri non è difficile. E qui bisogna sottolineare le capacità delle autrici di caratterizzare molto bene i comprimari assegnando un ruolo ben preciso ad ognuno di essi e coinvolgendoli strettamente nella vita dei due protagonisti, tanto che è impossibile scindere le loro storie da quelle di Carlos e Viv
Se Carlos è in parte di facile lettura non possiamo dire lo stesso per Viv. Viv è un ragazzo giovane dalla bellezza androgina e delicata, quasi etereo con i suoi capelli biondi e gli occhi azzurri che però hanno uno sguardo affilato e profondo e pieni di tormento. Tutto nel suo comportamento e nei suoi atteggiamenti ci fa capire che ha vissuto mille dolori e che ancora combatte i suoi demoni. E’ un ragazzo spregiudicato, malizioso, sicuro della sua sessualità che usa come modo per fuggire i problemi e che invece scava in lui voragini profonde. Si capisce che ha un rapporto di amore e odio verso se stesso e verso il mondo e non crede nell’amore, oltre che non ritenersi degno di questo sentimento. Quando si incontrano quindi si potrebbe pensare che non siano fatti per stare insieme eppure fin da subito incominciano a cercarsi e a stare insieme dando vita a una storia complicata e difficile, costellata di fughe, menzogne, di momenti teneri e struggenti e in cui il loro continuo guardarsi dentro e rimuginare su se stessi rischierà di farli dividere e crollare come persone, tanto sono fragili entrambi. Eppure nella seconda parte del libro sarà proprio Carlos a lottare per Viv, operando un sottile cambiamento che porterà il ragazzo a incominciare a fidarsi di lui, a credere nell’amore e a iniziare a vivere. Non vi dico altro perché questa storia va letta, capita e amata in prima persona per poterla apprezzare.
In conclusione un libro complesso che piacerà a chi non cerca una semplice storia d’amore, ma una storia forte che lasci il segno e che faccia provare forti emozioni, grazie a uno stile ricercato, tagliente e diretto.
Profile Image for Giada.
867 reviews13 followers
May 10, 2022
4,5 stelline

In luce fredda è la storia di due uomini complessi, soffocati dai propri problemi, bloccati in un mondo in costante cambiamento. Carlos è un ragazzo ispanico alle prese con il suo senso di inadeguatezza, dalla mattina alla sera è bersagliato da quella vocina sgradevole nella testa che lo porta a mettere in dubbio qualsiasi cosa, si sente soffocare perché troppo spesso incapace di guardarsi allo specchio ed accettarsi. Si è ridotto a lavorare in uno studio legale rinomato alle dipendenze di un uomo che non gli piace, un avvocato borioso e pieno di sé che puntualmente lo umilia trattandolo come il suo galoppino, che lo considera lento come un bradipo e che gli ricorda costantemente che non arriverà mai da nessuna parte, un essere meschino e di dubbia moralità. Carlos si sente in colpa, non si sente bene con se stesso, odia il modo in cui la gente lo guarda, il modo in cui viene etichettato per le sue origini che troppo spesso lo fanno sembrare uno stereotipo vivente. Non riesce mai a sentirsi a suo agio in mezzo alla gente, è bloccato in uno spirale di solitudine e vuoto, lo stesso vuoto che da sempre caratterizza la vita di Vivian.
Viv è l'opposto di Carlos, ha mollato gli studi, è più giovane, appena diciottenne, più spregiudicato, più affascinante con il suo aspetto etereo ed androgino, più malizioso, sicuro della propria sessualità eppure per lui nulla è mai abbastanza, nulla ha un senso, tutto è sempre buio, vuoto, freddo, privo di valore. Vive con Björn, un fratello che ama, forse troppo, un fratello che è la sua salvezza, la sua luce in fondo al tunnel ma che è anche un monito crudele che alimenta la sua inadeguatezza e la sua colpa. BJ è responsabile, BJ è buono, BJ è forte e va avanti nonostante l'inferno che ha vissuto sulla propria pelle, BJ va avanti e si prende cura di lui, BJ è morto una volta ma... ora sta meglio... sta rinascendo dalle sue ceneri mentre lui...no, lui annega, lui soffoca ancora, ancora, ancora, muore ogni giorno di più, circondato dalle tenebre e dal freddo della sua stanza. Si sente perso, in colpa per non essere riuscito a fare nulla per lui, per non aver subito lo stesso inferno, per essere un sopravvissuto, un privilegiato, per non essere abbastanza e si punisce sempre, in qualsiasi momento. Suo fratello merita la felicità se l'è guadagnata a caro prezzo ma lui...No. Non può essere felice, non può trovare la luce, deve vivere al buio, per sempre, perché nessuno potrà mai sopportare il peso della sua oscurità e questo lo porta a distruggere ogni giorno una parte di sé, a lasciarsi andare in rapporti sessuali più o meno violenti ed occasionali, ad usare il proprio corpo per scontare la propria condanna, allontanando tutto e tutti.
Vivian è spezzato, è solo ed è un po' per caso, per quegli amici così pazzi che lo sopportano e amano nonostante tutto che conosce Carlos. I due non potrebbero essere più diversi eppure...c'è una tensione costante, un fuoco che viene alimentato di volta in volta ed è destinato a bruciare tutto, a scottare entrambi irrimediabilmente. Parlare di questo libro è molto complicato, i personaggi sono fragili come il cristallo, due equilibristi sospesi su un baratro senza fondo, sono difficili ed incasinati da capire eppure così umani in ogni atteggiamento, così simili a noi lettori, così tanto da far venire voglia di stringerli tra le braccia per proteggerli da quel mondo buio e spaventoso che li sta consumando. Il loro rapporto è complicato, non è una storia d'amore facile, è una lotta disperata, un prendere e lasciare doloroso, che ti toglie il fiato. Carlos e Viv sono personaggi molto curati e riescono ad accompagnare il lettore in una storia profonda ed intima. Lo stile delicato delle autrici si sposa perfettamente con l'animo dei protagonisti, due uomini comuni che vivono la loro vita tra angoscia e paura alla ricerca di uno spiraglio in quelle tenebre che li consumano. Sono rimasta affascinata dal modo in cui l'intera vicenda è riuscita a catturarmi ed emozionarmi, con cura ed attenzione veniamo portati nella testa di entrambi i protagonisti e abbiamo modo di soffrire, piangere, ridere ed innamorarci del loro mondo. Vivian e Carlos si muovono tra i loro problemi in compagnia di amici fidati, desiderosi di dare loro una mano e una parola di conforto. Come non provare affetto per la folle Eve , la simpatica Trish, il dolce e maturo Jude, il paterno Björn o il combattivo ed attivista Raven. Degli amici preziosi che in poco tempo diventano anche nostri amici e ci portano ad esplorare un modo di affetto, di sofferenza ma anche di tanto amore. Questo libro nasce da una fan fiction, un'opera complessa e variegata, ricca di sfumature che in questo primo capitolo iniziano solo in parte ad essere svelate al lettore. La storia di Vivian e Carlos è solo l'inizio di un viaggio che fin da ora ci appare più lungo e complesso, ricco di problemi ma anche di soluzioni.
Nel corso del libro mi sono ritrovata a conoscere personaggi meravigliosi ed apprezzare ogni singola parola utilizzata dalle autrici, ho adorato il contrasto che all'interno del romanzo viene usato per sottolineare le diverse sfumature di luce e tenebra, freddo e calore, una scelta che appare evidente fin dal principio e che indica perfettamente la cura maniacale con il quale quest'opera è stata trattata e riadattata. Iniziamo la storia in un appartamento, in una stanza fredda, vuota, buia che rappresenta la condizione del protagonista, circondati come lui da un gelo costante, un freddo che solo una doccia calda può combattere. Freddo, vuoto, oscurità continuano costantemente a ricordarci la condizione del protagonista...dei protagonisti. Una solitudine che li segue pure nell'ambiente circostante, stanze fredde per la mancanza di un riscaldamento adeguato, il freddo della notte all'uscita di un locale, il freddo di un vicolo buio, la lampadina bruciata all'interno di una stanza, il bisogno di non accendere la luce per non doversi guardare allo specchio. Una narrazione, una scelta lessicale che riflette l'animo dei protagonisti, una desolazione costante almeno... fino al loro incontro, fino a quel rapido e lento avvicinamento dapprima puramente sessuale ed in seguito sentimentale, vivo, puro... e da lì... il bisogno di avere nuova luce, nuovo calore, nuova vita. Ho amato moltissimo la storia e il modo in cui ci viene raccontata, un modo non semplice, uno stile più ricercato, diverso rispetto ai soliti romanzi che si trovano in commercio, un stile meno scontato ma più diretto e che mi ha stupito. Dopo aver scoperto la provenienza della storia non mi sarei mai aspettata di trovare così tanti argomenti diversi e curati in questo modo. Nonostante ci vengano principalmente presentati Carlos e Vivian è evidente che nei prossimi libri, avremo modo di conoscere anche i loro amici e scoprire cosa ne sarà della coppia, una coppia che è appena nata e che ha ancora tanti passi da percorrere. Ho apprezzato molto questo libro e anche se mi rendo conto di aver detto tutto e non aver detto niente... credo che sia sufficiente così. La verità è che quest'opera deve essere scoperta da voi lettori e questo senza troppi spoiler, senza troppi dettagli, deve essere un salto nel buio perché è solo partendo da quel buio, da quel freddo pungente che potrete trovare la luce, il calore che cercate. Un romanzo che mi sento di consigliare caldamente a chi non si ferma alla semplice storia d'amore. Qui non troverete una love story travolgente e piena di sesso e dramma, non troverete una telenovela bensì una storia comune, una storia di due persone chiuse nel loro mondo, nel loro silenzio assordante che con coraggio trovano la forza di tendere la mano al compagno, alla vita, al futuro che li attende. Un libro complesso, scritto con cura ed attenzione, pieno di messaggi positivi e con personaggi unici, consigliato alle persone più esigenti e sensibili e che non cercano una semplice distrazione ma qualcosa che lasci un segno indelebile.
Profile Image for Ilenia.
117 reviews12 followers
March 7, 2020
Ritrovare Carlos e Vivian dopo tutti questi anni è stato un po' come rientrare in casa dopo una giornata terribile. Leggere Micol e Sabrina è come spalmarsi un balsamo sul cuore. Mi erano mancati tutti, Carlos, Vivian, Raven, Jude. Mi erano mancate le loro voci e ritrovarle è stato bellissimo.
In luce fredda è un romanzo delicatissimo, che passa dal farti sentire lo stomaco stretto in una morsa di angoscia e bagnarti gli occhi di lacrime di dolcezza. I personaggi sono sfumature bellissime di un'umanità complessa, che in questa storia viene fuori in tutta la sua cruda fragilità. Potrei stare ore e ore a scrivere questa recensione ma finirei per dire sempre la stessa cosa: Micol e Sabrina sono due autrici incredibili e l'universo della Rosa dei Venti è una magia che tutti dovrebbero sperimentare prima o poi.
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