Ecco uno di quei libricini che non ti aspetti. Letto per caso su un gruppo di lettura pensavo di trovarmi davanti un libro ironico, spensierato e senza troppe pretese...mi sbagliavo. E' un libro ironico si, ma tutt'altro che superficiale, anzi, usa l'ironia per parlare di una cosa diffusissima nella società odierna: l'ipocrisia umana. Arturo, il protagonista, per conquistare il cuore della sua amata (e della famiglia cattolicissima di Lei) si cala nel ruolo del perfetto cristiano, non il cristiano medio, ma colui che segue per filo e per segno l'insegnamento dei Vangeli. A quel punto però il castello crolla, l'apparente cristianità di lei, della famiglia e degli amici si dimostra per quello che è, pura ipocrisia di facciata e di comodo, la stessa che vive la maggior parte della gente. "Ma guardi questo paese che si dichiara cattolico. Mi sembra acclarato che non sia così. Se fosse vero saremmo un paese civile. Perché il pensiero fondamentale che accompagna le azioni degli italiani è: futti, futti, che Dio perdona a tutti! C'è sempre la misericordia di un Dio misericordioso che ci salverà. Se la vivi così, la fede, è molto facile essere cristiani." dice Arturo in un momento di sfogo, mentre anche i preti amici di famiglia cercano di convincerlo ad essere meno estremista. Ripeto, romanzo divertente (alla tecnica delle blatte sono scoppiata a ridere sul treno!) ma che fa riflettere. Bravo Pif, solo su una cosa ti do torto...si dice arancino non arancina!