Una si trova a pensare che un libro il cui titolo è il nome di una città debba essere, nell'inferiore delle possibilità, illuminante. Magari emozionante se quell'una non è immune.
Tra le ragioni d'essere di questo scritto si potrebbe scoprire la possibilità di evocare speculazioni serene sulle origini oscure di una simile aspettativa.
Un'altra ragione, meno rilevante: indurre domande sui motivi per cui sembra che cose e persone amate muoiano, comunque, all'improvviso. (A Bécon les Bruyères. Che però "non ha dintorni" e forse non ha contorni).