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Il lavoro dei maiali

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Cosa succede alla nostra coscienza mentre dormiamo? Nell'universo di Il lavoro dei maiali essa si materializza su un bizzarro pianeta chiamato Uovo, all'interno di un corpo argenteo. Tra città dalle finestre d'ambra, creature bizzarre e sconfinate distese di carne, il sognatore Kiwi si troverà suo malgrado a proteggere Cosima, una donna dai denti dipinti braccata da un misterioso individuo.
Se vogliono sopravvivere, i due dovranno superare la loro reciproca diffidenza e imparare a collaborare: per riportare Cosima a casa li aspetta infatti la traversata dell’immenso e sconosciuto Mare di Mani.

Nel volume sono inclusi la mappa dell’Uovo e due appendici che approfondiscono l’ambientazione del romanzo.

320 pages, Paperback

Published December 20, 2018

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About the author

Leo Munzlinger

5 books3 followers

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5 stars
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10 (29%)
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3 (8%)
1 star
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Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Sonia  .
117 reviews23 followers
August 10, 2023
Ci troviamo in una Terra che non è la Terra che noi conosciamo, abbiamo un pianeta parallelo chiamato Uovo con tre Soli a cui si può accedere sognando, abbiamo un protagonista già avvezzo a questa realtà quindi non siamo noi lettori all'oscuro di tutto e soprattutto all'inizio ci troviamo inondati da una marea di cose nuove che non ci vengono spiegate (a parte un piccolo glossario in fondo) dalla seconda parte la trama sembra ingranare poiché prendiamo più confidenza con questo mondo alternativo ma poi lo sviluppo mi ha lasciato comunque un po' tiepida...davvero un peccato perché dalle premesse avevo molte aspettative. Tuttavia so che ci sono altri libri che ruotano su questo universo narrativo ed essendo questo il primo mi spiego il fatto di essere un capitolo introduttivo.
Profile Image for Ellis ♥.
1,001 reviews10 followers
February 28, 2025
Recensione apparsa su Leggere Distopico e Fantascienza Oggi 😁

Popolo fantastopico eccomi con una nuova recensione per voi! Sarà banale, ma a spingermi a leggere questo romanzo è stata la combo “Miyazaki + Lovecraft” riportata nella sinossi e devo concedergli che è davvero così.
Leo Munzlinger è riuscito a miscelare i tratti distintivi dello stile di entrambi.
Del primo condivide la sconfinata spinta creativa, la determinazione dei personaggi femminili – combattive e mai assoggettate, scenari fantastici fanno da contraltare a una cruda realtà, spesso difficile da tollerare, e fa capolino una certa sacralità - mista a fragilità - insita nella natura. Di “lovecraftiano” è tangibile la scelta di cimentarsi in una vicenda dal contenuto fortemente onirico ma anche quanto il progresso scientifico faccia sentire delle “nullità” la razza umana e ultimo, ma non per importanza il lato weird. Questo in tutta sincerità non saprei come definirlo, direi che si trova a metà strada tra il new weird per il surrealismo e la bizarro fiction per il no sense presente a tratti. “Il lavoro dei maiali” si pone nel mezzo tra i due generi, facendo da spartiacque e dando vita a una sorta di narrativa “potenziata” ma che non si prende troppo sul serio, non mancano, infatti, brevi parentesi “comiche” per alleggerire l’atmosfera e si ha quel sentore di divertissement che rende tutto più immediato.

Come già ci anticipa il sottotitolo si tratta del primo libro di una serie detta “Ciclo dell’Uovo”.
Il pianeta Uovo in cui vive Dimitri\Kiwi è totalmente asservito alla tecnologia, ma c’è una peculiarità: quando il suo inconscio è predisposto egli può varcare la “Crepa” e catapultarsi in un mondo sconfinato e popolato da creature antropomorfe e bizzarre. Munzlinger con la sua opera alza l’asticella sul concetto di onironauta.
Punto di forza del romanzo è il worldbuilding - accende davvero la curiosità del lettore - che per la sua solidità e compresenza di più razze mi ha ricordato la saga di Malazan di Steven Erikson, anche se i generi sono totalmente diversi; Munzilinger scrive fantascienza, Erikson epic fantasy.
Un aggettivo che gli calza a pennello è “avant-garde” perché oltre a trasmettere quella sensazione di “strano\bislacco” riesce nell’intento di invogliare a proseguire nella lettura, a toccare con mano la “logica” strampalata del sogno.
Il cosiddetto “What if” che fa da perno è appunto l’essere proiettati in una dimensione favolistica che nonostante ciò risulta verosimile e perfino accettabile agli occhi del lettore. Tuttavia è questo è il tasto dolente del libro, ho avuto per tutta la durata della lettura la sensazione di avere i sensi in sovraccarico per la mole di info e stimoli che viene data. Folle alla Burroughs e etereo alla Gaiman.
Leggere “Il lavoro dei maiali” significa trovarsi sperduti e spaesati assieme al nostro Kiwi e il sense of wonder è imperante, sogno e realtà si mescolano e distinguerli diventa quasi impossibile.

Profile Image for F.T. Hoffmann.
Author 8 books12 followers
May 8, 2020
Il Lavoro dei Maiali è un romanzo ben scritto e inusuale.
Fra suggestioni surrealiste, che richiamano tanto Sclavi, Jodorowski e Gaiman, quanto Dalì, Magritte e Moebius, e una Terra alternativa blandamente fantascientifica, si viene ben presto catapultati sull'Uovo, una sorta di mondo dei sogni concreto e materiale, dove quasi tutto è possibile ( o almeno plausibile). E qui sta la difficoltà principale per il lettore: seguire il sognatore Kiwi nelle sue avventure oniriche senza perdere la sospensione dell'incredulità anche davanti alle cose più folli, non è sempre facile.
Ma questo non vuole essere un romanzo facile, e anzi l'autore non ha paura di mettere alla prova il più possibile la fantasia e la logica del lettore. Personalmente non vedo l'ora di leggere altri racconti dall'Uovo!
Indicato soprattutto a chi cerca qualcosa di strano e non convenzionale.
Profile Image for Laura.
71 reviews11 followers
January 2, 2020
Storia carina, ma non mi ha dato la sensazione di volerne sapere di più fino a più della metà. A libro terminato, pur consapevole che è il primo di una serie, non so se comprerò i prossimi. A volte la scelta di non spiegare nulla del mondo che si è creato può rivelarsi vincente, altre volte no.
4 reviews1 follower
August 5, 2024
Un libro pieno di fantasia, che però butta sul fuoco tante idee e non le sviluppa quanto meriterebbero. Mi ha dato l'impressione di essere un libro per ragazzi sboccato.
Peccato, perché le descrizioni vive e il mondo in cui sa immergere ha tutto quanto occorre per essere un ottimo libro.
Profile Image for Stefano Guglielmo.
Author 4 books4 followers
May 13, 2023
Scritto molto bene, la tecnica della narrativa immersiva funziona a dovere. La storia ha un paio di pecche ma del tutto trascurabili.
Profile Image for Giuliasag.
142 reviews
August 3, 2024
Divorato, il dreampunk quello di cui non sapevo aver bisogno.
4 reviews4 followers
December 1, 2021
Un romanzo fantascientifico molto particolare in cui si passa da città fatte di ambra a mari di palmi di mani con tanto di ulteriori ecosistemi e popolazioni.Molto bello e interessante il modo in cui i sognatori riescono a teletrasportarsi e decidere dove stare sul pianeta,letteralmente cercando di ricordarsi i sogni precedenti.
Ricorda il miglior Jodorowskij a livello di immagini con un worldbuild devastante tanto che è curato e gigantesco e una narrazione molto lineare,a parte qulache guizzo,non molto entusiasmante ma sempre fluido e rapido.Consigliatissimo!
Profile Image for Altan Couvert.
17 reviews
August 26, 2020
Un bel libro: strano, intrigante, confusionario al punto giusto ma mai alienante - ed è tutto dire, considerato il setting bislacco. Non è un libro perfetto, ma per la prima volta da tanto, tanto tempo mi ha fatto desiderare che fosse di trecento pagine più lungo.
Aspetterò con impazienza gli altri libri della serie!
77 reviews1 follower
January 1, 2023
Che dire..il mio incontro con l'Uovo non poteva incominciare in modo migliore.la storia è sicuramente avvincente e ti tiene incollato, ma è sicuramente il mondo che colpisce e affascina di più,un mondo onirico dove i sognatori come Kiwi si materializzano quando vanno a dormire. Lasciatevi trascinare in questo fantastico mondo non ce ne pentirete
Profile Image for alex ✧.
37 reviews5 followers
September 12, 2024
Il primo libro del ciclo dell’Uovo, un racconto dreampunk di cui non ci si stanca mai.
Il lavoro dei maiali è un tripudio di immagini oniriche, bizzarre, affascinanti, divertenti e, a volte, quasi grottesche, il tutto affiancato da un worldbuilding semplicemente perfetto e una scrittura talmente meravigliosa da favorire facilmente la totale immersione.
Il protagonista Dimitri/Kiwi trascorre le sue giornate in casa con Aurelia, un robot servile e teme di uscire fuori dal suo appartamento a causa di un neurofritto chiamato Maglietta, che danza e segue un ritmo tutto suo. Come se non bastasse, è costretto a subire le pretese sempre più assillanti della vecchia vicina Evelina. Quando però inizia a sognare, Dimitri, o meglio, Kiwi, è finalmente libero e può viaggiare attraverso l’Uovo. Una visita al suo papà rospo Michele darà inizio all’avventura che il sognatore sarà costretto a vivere per assolvere un compito da cui non si può moralmente astenere: attraversare l’immenso e sconosciuto Mare di mani per difendere una misteriosa professoressa jufeliana di nome Cosima braccata senza apparente motivo da un altro sognatore, Sottozero.
Per Kiwi, l’Uovo rappresenta una via di fuga dai problemi che ha sulla Terra, un mondo che lo opprime sempre più. Pur rischiando la vita, nei suoi sogni Kiwi vive imprese che lo aiutano a trovare soluzioni per affrontare la realtà che vive quando è sveglio.
L’unica pecca di questo piccolo capolavoro di Munzlinger? Avrei voluto leggere descrizioni più approfondite sui bizzarri abitanti dell’Uovo. Ragazze ciliegia, bifronti, papà rospi, dinocefali, sognatori e maiali stellari: queste e molte altre sono le creature che abitano l’Uovo, creature di cui disponiamo pochissime informazioni già dalle prime pagine e che però non vengono approfonditi. Non è assolutamente un problema grave dato che non si manifesta in modo così frequente nel libro, ma nei lettori meno attenti descrizioni non sufficientemente precise e dettagliate possono causare non poche distrazioni e confusione.
Non si può rimanere estasiati da questo mix di fantascienza e psichedelica fantasia. Non vedo l’ora di leggere gli altri due libri che fanno parte di questo ciclo!
Profile Image for Andrea Vanacore.
86 reviews5 followers
August 12, 2021
Il romanzo è un tripudio di immagini oniriche e fantastiche, costruite su un Worldbuilding solidissimo e trasmesse al lettore con uno stile mostrato quasi perfetto.
Perché il "quasi" e perché quattro stelle anziché cinque?
Il problema fondamentale del romanzo è che ci troviamo nei panni di un protagonista che ha estrema familiarità con un mondo (con due mondi, in realtà) che per noi è incredibilmente assurdo, pieno di razze, oggetti, paesaggi incredibili... e quindi, giustamente, si limita a buttare uno sguardo veloce su ogni elemento, che spesso ci viene trasmesso attraverso il semplice nome, o con pochissimi dettagli. Di conseguenza, soprattutto nella fase iniziale, ci troviamo in difficoltà a mantenerci allineati con la coscienza del personaggio: non vediamo ciò che lui vede perché non ne abbiamo una descrizione sufficientemente dettagliata, e non abbiamo punti di riferimento provenienti dalla nostra realtà che ci possano aiutare.
Il problema si manifesta comunque solo a tratti, e si attenua man mano che andiamo avanti con la narrazione e prendiamo confidenza col nuovo mondo.
In ogni caso, si tratta di un'opera davvero notevole: a trovarne più spesso di roba così originale e scritta così bene!
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