Janna, bella ed elegante, con alle spalle un solido successo professionale, conosce una piccola e vecchia signora, Maudie, e da questo incontro casuale nasce una stretta amicizia, un legame quasi simbiotico. La prima comincia a condividere le manie e le abitudini della seconda, i suoi malanni senili, e viene così a contatto con un mondo disordinato e dolente ma anche affascinante, che le permette di scoprire dimensioni esistenziali da lei ignorate fino a quel momento. Il diario di Jane Somers si configura, nel panorama contemporaneo della letteratura in lingua inglese, come uno dei più impietosi esperimenti di autoanalisi mai compiuti da uno scrittore.
Femminile plurale Romanzo davvero notevole, da un’autrice della quale non avevo mai letto nulla, a tratti delicato e molto commovente e poi, d’improvviso, crudele e spietato nell’esplorare i più reconditi impulsi dell’animo umano con una sincerità che non fa sconti e non ammette censure.
Il racconto è incentrato soprattutto sul rapporto fra due personaggi femminili agli estremi opposti della scala sociale: Janna, donna di classe, successo ed eleganza che narra in prima persona in forma di diario e Maudie una vecchina sola, malata e in miseria incontrata casualmente e, per inciso, noto che è la terza volta in poco tempo che mi capita un romanzo imperniato su un dualismo femminile di questo genere, dopo “La porta” di Magda Szabo e il molto meno convincente “La canzone di Dorotea” di Rosa Regas.
Ma rispetto a questi due esempi, molto concentrati sulla relazione fra le due protagoniste, il romanzo della Lessing ben presto si allarga a macchia d’olio su una serie di personaggi femminili tutti mirabilmente descritti, nei dettagli e nei caratteri, un’umanità prevalentemente dolente che popola le pagine di una storia che da un arco di pochi mesi va ad estendersi con naturalezza a ritroso nel tempo e negli ambienti più diversi, sempre localizzati a Londra e dintorni, benché la città rimanga sullo sfondo senza particolari connotazioni riconoscibili.
L’autrice non ricorre a facili espedienti strappalacrime limitandosi ad esporre con grande capacità espressiva, tramite lo sguardo sempre più partecipe della protagonista, le inesorabili traversie dell’esistenza umana, in particolare della vecchiaia di cui credo rappresenti uno dei documenti più efficaci, profondi e toccanti mai scritti.
E forse è proprio questo a renderne vagamente inquietante la lettura perché il decadimento fisico, raramente narrato con altrettanta spietata sincerità, si riflette inevitabilmente sull’esperienza nostra e dei nostri affetti più vicini, in un contesto mitigato dall’umanità delle numerose figure prodighe di cure e dedizione che lo popolano (chissà se oggi, una trentina di anni dopo la pubblicazione del libro, l’Inghilterra disponga ancora di un’assistenza sociale e sanitaria così articolata e capillare…), ma pur sempre permeato da un’incombente senso di morte.
“In my opinion the truth is intolerable, it is more than we can stand, it has to be prettied up.”
This is the first of the The Diaries of Jane Somers: The Diary of a Good Neighbor and If The Old Could books that Lessing wrote under a pseudonym. Doris Lessing had been writing for three decades by the time she decided to hide her identity as the author of the book. She said that with the popularity of television in the 1980s, writers had to become personalities and appear for interviews on television, making it difficult for new previously unpublished writers and making writing about more than the book. It's for an almost similar reason that Elena Ferrante hides her personality as she believes that once a book is completed it can do without her.
This background is important as it determined the style of this book. Lessing was afraid that people would catch on to this experiment, and so she took the identity of a middle-class centrist/conservative journalist, but other than a translator and an editor, no one had a clue. The book was treated with patronising reviews and forgotten after sometime, so in a way it was successful as an experiment.
Now to the story. Jane Somers, nicknamed Janna, is the protagonist of this book. She's middle-aged, middle-class, self-sufficient, successful and works for a woman's magazine named Lilith. Like most people Janna prefers not to deal with the ugly and inconvenient and so when her mother and husband both (but at different times) fall ill and die, she shields herself emotionally and later regrets that she didn't do enough for them. Then she meets Maudie Fowler, a lonely ninety year old poor woman, and starts a friendship with her.
Illness, loneliness, aging, death, are the core of the book. When Janna establishes a friendship with Maudie and starts to look after her, she also befriends two other old women in their nineties and certain things about growing old become clear to her. How the body begins to fail, how we put a distance between ourselves and the old because we're afraid and more.
This was a moving read that looks into how difficult it is to take care of people who need care and how important it is to care for old people and the sick in every way we possibly can. It's a shame it didn't receive enough attention as it ought to have, the last pages were among the most profound I've ever read about death.
Scritto nel 1983, sorprende per l'attualità di contesto e tematiche. Jane Sommers è una donna in carriera con il culto del proprio corpo. Dopo una vita concentrata su se stessa incontra per caso l'ultranovantenne Maudie Fowler. Non si tratta di una dolce nonnina ma, al contrario, di un'acida anziana che al primo sguardo ricorda una strega. Jane non sa spiegare cosa succeda ma da quel momento si sente in dovere di occuparsi di questa donna. E' l'inizio di un viaggio interiore di due improbabili compagne: da un lato la profumata quarantanovenne Jane, dall'altra la puzzolente Maudie. Entrambe si sono arroccate in un castello costruito per difendersi: Jane per tutelare se stessa, Maudie per paura di essere delusa. Così si ritrovano: due donne che si accompagnano nella conquista della consapevolezza della morte. Il titolo originale è "The diary of a good neighbourn". La figura della Buona Vicina si riferiva ad un progetto del comune di Londra che offriva un supporto di volontariato (le buone vicine per l'appunto) per anziani rimasti senza aiuto. Jane viene scambiata per una buona vicina ma in realtà non si muove tramite un'istituzione ma sospinta dal suoi sensi di colpa dopo una vita fondata sull'egocentrismo.
Non mi soffermo tanto sulla ben nota scrittura della Lessing quanto sulle riflessioni che il romanzo stimola. In una società che invecchia sempre di più troviamo da un lato generazioni ignorate nonostante popolino il paesaggio con insistente evidenza ; dall'altro la fascia di persone che si prepara ad entrare nella cosiddetta Terza Età ha sviluppato tutta una serie di strategie per restare ancorata alla giovinezza. Quindi ottantenni e novantenni ignorati nei loro bisogni e reclusi in strutture lava-coscienze. Sessantenni e settantenni che ,invece, sfoggiano i vestiti dei figli (o dei nipoti!!) vantandosi di sapere utilizzare tutte le ultime tecnologie.
La domanda che solletica questa lettura è: quanto può essere ferrea e tenace la volontà che nega il deperimento del corpo, la perdita dell'autonomia? Quanto e come si resta avvinghiati alla vita?
Um livro que nos fala da velhice de uma maneira muito crua, sem eufemismos e sem receio de chocar. E muitas foram as questões que por aqui passaram.
- A frustração e revolta pelo confronto diário com um corpo que já não lhes obedece e só lhes traz sofrimento. - A sensação de abandono, por parte dos familiares demasiado ocupados no seu dia a dia. - A solidão que não é atenuada pelas visitas dos cuidadores. - O constante reviver do passado, das vivências e das memórias tantas vezes carregadas de sofrimento. - A incapacidade física/mental e consequente negligência que os leva a viver em penosas condições de higiene. - Meios financeiros insuficientes para fazer frente a todas as despesas. - Dificuldade de locomoção; não havendo assistência a situação torna-se dramática.
Tantas dificuldades também resultam em mau feitio, teimosia e pirraças nesta segunda infância, e poucos têm paciência e disponibilidade para os aturar. Contudo, também nesta fase tão crítica os resultados obtidos serão de acordo com a abordagem efetuada. Precisam de carinho, de alguma benevolência – não são crianças a aprender, são pessoas com hábitos enraizados há muito – mas, tal como nas crianças, autoridade e disciplina são necessárias.
Em jeito de contraponto, e de forma mais sucinta, conhecemos também o outro lado da velhice: o lado dos persistentes que apoiados nas suas bengalas vão ao café e dão passeios com os vizinhos e amigos, convivem e ajudam-se mutuamente.
Parece um livro de não-ficção, não é? Tudo começou com uma mulher que decidiu ajudar uma idosa, sem daí retirar qualquer contribuição financeira...
سأكتب عنها لاحقا بشكل مفصل أسلوب دوريس ليسينج بديع ووصفها لحالة السيدة مودي فاولر والعلاقة التي جمعتها بالرواية صادق جدا ومؤثر ، يجعلك تشعر كأنك ترافقهما في كل موقف . الرواية مؤثرة جدا وأوجعتني فقد رأيت في آلام شيخوخة السيدة فاولر ما عانت منه جدتي في السنة الأخيرة من حياتها الحافلة بالعطاء ، تألمت من تصاريف الزمان والقدر وما يفعله بالبعض وكيف يردهم لأرذل العمر ، فيجعلهم كالأطفال ، وأكثر ما يوجع في هذه المرحلة عجز الإنسان تماما عن السيطرة على نفسه ، كيف يصاب بالتبول اللاإرادي ، كيف يتوقف العقل عن الإدراك ، وتبدأ الخيالات والهلاوس في التحكم في مزاج الإنسان بعد تجاوزه للثمانين أو التسعين .. حالة الهرم تصيب من يرافق صاحبها بالحيرة والارتباك ، الكثير منا للأسف في هذه المرحلة يعجز عن فهم احتياجات الالسيدات العجائز ، فتنفلت أعصابه ويضيق خلقه ، ثم ينتابه الندم ويكدر صفو مزاجه ، لأنه يعلم أن من أمامه إنسان مسكين لا حول ولا قوة له ، وضغوط الحياة والالتزامات التي تحاصر هذا المرافق هي من تجعله أحيانا يضيق خلقه وينفد صبره .. فهم ممزق بين حب الذات والإيثار والصبر حتى ينتهي أجل العجوز المريض هنا برعت ليسينج في رسم شخصية الراوية التي أسمتها جين سومرز ، ووصفت رغبتها في رعاية العجوز بأنها حالة احتياج للتعويض عن الأم ، ودافع لا شعوري من داخلها للتكفير عن ذنبها وأنانيتها وقسوتها تجاه أمها وزوجها الذان مرضا وتوفيا ولم تؤدهما حقهما من الرعاية والاهتمام والحنان . هناك شخصيات أخرى نسجت مع البطلتين خيوط الرواية الكبيرة نوعا ، منها صديقات الراوية وجارات السيدة فاولر ، وشقيقة الرواية وابنتاها .. لمستني بشدة أثناء القراءة وقفة الراوية الصادقة مع نفسها إثر عبارات توبيخ ولوم على أنانيتها سواء من شقيتها أو من صديقتها المقربة جورجي التي صارحتها :" إن رعايتك لفاولر سببها الشعور بالذنب عن تقصيرك في حق أمك وزوجك " لذا تجد في حديثها مع نفسها أثناء وحدتها خاصة عندما يتضخم الصراع داخلها، عندما أصيبت بالإرهاق وآلام الظهر تقول " كيف يمكنني أن آخذك معي للمنزل يا مودي تعرفين أنني لا أستطيع ، أقول ، كل ليلة ، ويبدو صوتي متضايقاً ، مذنباً " " أن يورط المرء نفسه في شخص محروم للأبد يعني أن تتحمل ثقلا من الذنب .. إنهم يحتاجون الكثير وأنت تستطيع أن تعطي القليل " بعدما تلقت توبيخا من أختها جورجي التي ذكرتها بأنانيتها :"من المحتمل أنك على صواب ، ربما أنا غير مؤهلة – بسبب طفولتي الأنانية – لرعاية طفل أو كبير .. " "ينبغي أن أفكر في كل ذلك ، ولكن ما أعرفه هو أنه حينما يموت الناس فما نندم عليه هو أننا لم نتحدث معهم بشكل كاف . لم أتحدث إلى جدتي ، لا أعرف كيف كانت تبدو . لا أكاد أتذكر الجد وكذلك الأم . لم أكن أعرف رأيها في أي شيء غير كوني غبية وأنانية عندما أتذكر فريدي أقول لماذا لم أتحدث معه حينما كان معي ، ليس ما أحتاجه الآن هو تبادل الحب معه على الرغم أنني أفتقد ذلك بشكل مرعب! هناك جزء هام في حوار السيدة فاولر لا يجب اهماله وهو كفاحها لامتلاك بيت يقيها الحاجة لبيت مسنين تقول الراوية كيف حدثتها فاولر عن كيفية امتلاكها لشقتها المتواضعة "تحدثت معي عن كيف وفرت المال قرشا قرشا للاحتفاظ بشقتها ال المبنى المتواضع ، ثم سرق هذا المال ، ثم ادخرت ثانيةً، ثم في النهاية ذهبت لمالك العقار وقالت له اجعلني أسكن هذا الطابق السفلي . إنني أملك المال اللازم لذلك .. قال لي : وكيف ستستمرين في دفع الإيجار ؟ قلت له إن توقفت عن الدفع فلتطردني إذاً.. ولم أتقاعس يوما عن الدفع .. كنت لا أتناول الطعام .. لقد تعلمت ذلك مبكراً إن كنت تملك مكانك الخاص ، فإنك تملك كل ��يء . بدون ذلك أنت مجرد كلب .. أنت لا شيء .
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Quando mia madre è morta ero ancora molto giovane e quasi non me ne sono nemmeno resa conto. E quando mio marito l'ha seguita, pochi anni fa, ho sofferto per la sua morte, ma è come se fossi stata distante, come se non fossi realmente io, come se tutto mi scivolasse via.
Da allora adoro vivere sola. Mi piace gestire la mia vita, mi piacciono i miei riti e la mia autonomia.
Ma.... quest'anno compio quarantanove anni e comincio a farmi tante domande a cui fatico a rispondere. Mi manca qualcosa. Il contatto umano, ad esempio, mi manca la comprensione delle persone. Mi accorgo che le emozioni fino ad ora mi hanno solo sfiorata.
Nel mio quartiere abitano soprattutto anziani ma curiosamente li ho notati solamente in questi giorni, perché cammino veloce e non mi guardo attorno.
Ho conosciuto per caso una vecchina burbera, Maudie, che ha superato i novant'anni. E' un mucchietto di ossa ricoperto di stracci che odorano di urina; la sua casa è poverissima, puzza e cade a pezzi. Maudie è acida, mi viene spesso voglia di prenderla a schiaffi perché non vuole esser lavata, perché rifiuta le cure. In realtà vuole essere accudita solo da qualcuno che le voglia bene, non da qualcun che lo faccia senza amore e senza reale interesse. Alla fine non posso fare a meno di abbracciarla, perché quando riesco a farla ridere, ride come una ragazzina.
A volte vorrei fuggire via da lei, ma non ce la faccio. Ha bisogno di me perché sono l'unica persona che può aiutarla. Forse è la prima volta che realmente qualcuno mi fa sentire utile e indispensabile. Maudie non è nessuno per me, ma mi vuole bene. Forse è vero, forse è un po' come se aiutando lei aiutassi mia madre e mio marito.
Maudie vuole attenzioni, come una bambina. Perché dentro di sé lo è ancora. Ciò che cambia col tempo, in una persona, è solamente il corpo. Una persona anziana soffre, ama, desidera, ha bisogno di tenerezze e di carezze come una giovane. Solo che, a differenza di una giovane, non ha il diritto di esprimerlo. Io cerco di dare a Maudie quello che nessuno vuole darle. Perché nessuno ha dieci minuti di tempo per chiacchierare con una vecchia.
Forse aiuto Maudie per tentare di espiare una colpa. Per cercare di non ricordare quanto sia stata egoista, vivendo principalmente per me stessa e per il mio lavoro.
Maudie mi fa capire come il mio corpo invecchierà, come mi mancherà la forza nelle mani, mi fa vedere le umiliazioni che dovrò vivere quando non saprò piu badare a me stessa.
Mi colpisce la rabbia, l’orgoglio, la dignità e la forza di volontà che distingue questa vecchina, nonostante il mondo circostante. Mi colpisce la sua tenacia nel voler vivere.
E mi domando: ho mai guardato veramente prima d'ora gli anziani come "persone"?
Jane Somers e Maudie Fowler. Una matura donna borghese: attraente, elegante, raffinata, colta, sola per scelta incontra una donna anziana: trasandata, sporca, ripugnante, collerica, sola per necessità. Da questo incontro del destino nasce il diario di Jane: riflessione su se stessa e sui propri sentimenti (o meglio sulla corazza interiore che ne difende il drammatico impatto sul cuore e sulle viscere); viaggio verso la comprensione e l’accoglienza dell’altro (il dimenticato, il miserabile, l’intoccabile); incontro con il mondo dei vecchi, con lo spettro della malattia, del decadimento fisico, della morte. Racconto di quanto la vita sia forte, preponderante, abbarbicata alla propria intrinseca fondamentale ragione.
رواية جيدة تقترب من منطقة لا نحاول الاقتراب منها بعمق في شبابنا ,و ربما لا نقترب منها بتاتاً إلا كأمر واقع حينما نصبح كباراً في السن, إنها الشيخوخة , حينما نبلغ من الكبر عتياً , حينما نناضل من أجل القيام من السرير و نجاهد في الوصول لباب الغرفة , حينما لا نجد شيئ نفعله سوى حكي ما نتذكره من ذكريات أو حكي ما نود أن نتذكره , أو حتى تذكر ما وددنا أن يحدث و لم يفعل . في حميمية الشيخوخة , تُغرق (ليسينج) بطلتها جانا , جانا التي لم تحاول يوماً أن تعرف متاعب جدتها أو تظل بجوارها في فراش المرض و لم تحاول كذلك مع أمها , حتى زوجها في مرضه و رحيله كانت تحاول الهرب من التواجد بجواره , ربما هي شخصية لا تتحمل المسؤلية كما يجدر بامرأة في العقد الخامس و تقترب من العقد السادس , و ربما لأن الشيخوخة تخيفنا و المرض يرعبنا , لأننا نرى في العجائز ذلك المستقبل المؤسف الذي نلهي أنفسنا عن التفكير بهِ , لكن تلك المرأة العجوز (مودي) تفتن جانا و تجعلها تقرر رعايتها , مودي تلك العصبية العجوز المتذمرة , و هنا تظل جانا ترعاها بذلك الاحساس المتناقض من الارهاق و الشغف في ذات الوقت تسافر صديقة جانا الوحيدة لأمريكا و تصبح مودي بكل ذكرياتها و تململها هي الصديقة تفاصيل كثيرة , إنها رحلة تأخذنا فيها (ليسينج) مع جانا منذ تعرفها على مودي و حتى موت مودي بسرطان في المعدة في الرابعة صباحا في مشفى هو أقرب إلى دور رعاية المسنين ... دوريس ليسينج كممرضة سابقة قررت أن تنتصر لمهنة التمريض على الأطباء , و ذلك بجملتها في صفحة 452 على لسان جانا و هي بجوار مودي قبيل موتها (الممرضات هن من يقمن بالمراقبة, يعرفن متى تتغير الاحتياجات, المزاج , المرضى, و يظهر الأطباء من وقت لآخر ليصدروا الأوامر. لأن هذا هو أكثر الأمور ادهاشاً التي يمكن أن أراها بينما أجلس هناك, ألاحظ,أنصت, الفجوة الكليةو المطلقة بين الأطباءو الممرضات , إن الممرضات هن من يعلمن ما يحدث, إنهن من يضبط الأمور, الغضب, و غالباً و ببساطة شديدة يتجاهلن تعليمات الطبيب. كيف نما هذا النظام الشاذ, حيث هؤلاء الذين يصدرون الأوامر لا يعرفون مالذي يحدث في الواقع.)
Di come sia tenace la vita, credo che alla Lessing non potesse fregare meno. Così come credo non fosse più di tanto interessata a scatenare nei lettori disamine di tipo psicologico sul personaggio di Jane, meravigliosa, sardonica e dolcissima protagonista. Jane sembra piuttosto lo "strumento" che permette alla Lessing di costruire un romanzo dalle forti connotazioni sociali, un trattato sulla vecchiaia, l'abbandono, l'indigenza, l'indifferenza e la stratificazione delle classi sociali. Bellissimo e mai didascalico.
كتبت ليسنج هذه الرواية تحت اسم مستعار " جين سومرز " لأنها أرادت أن تكسر القالب الذي توضع فيه أعمال الكُتّاب الكبار ، فتستمتع بالنقد الذي تُقابل به أعمال المبتدئين ، وتهرب من الرموز والقوالب التي توصم بها الأعمال حيث لايصعب التنبؤ بما سيقوله النقاد ، لكن الأهم أنها أرادت أن تتحرر من اسمها الذي يقيدها وتجرب التحليق في سماء شخصية تتكلم بضمير المتكلم المحمل بصوتها .
جين سومرز صحفية و كاتبة روايات في الأربعين من العمر، تكاد تنحصر حياتها و تدور في فلكها وحدها حسناً لنكن واضحين هي أنانية بما يفوق التصور أو ربما يمكننا القول أنها غافلة بشكلٍ ما ؛ تهتم لوظيفتها ، أناقتها ، طقس الإستحمام اليومي الذي يأخذ وقتاً طويلاً ، روتينها ، وماعدا ذلك لا أهمية له ، لكن هناك شئ على وشك أن يكسر الجليد ويغيرها للأبد بعد أن تلتقي مودي العجوز العنيدة !
رواية إنسانية و صرخة عميقة ، لكي لايفقد الإنسان ماتبقى من إنسانيته . وهو ما يتأكد برتابة في سؤال الرواية الذي يتكرر : هل أنتِ جارة طيبة ! والجارة الطيبة هي الموظفة التي تقدم خدمة الرعاية المنزلية لكبار السن ، حيث تصورت ليسنج حال والدتها لو أنها عاشت حتى عمر متقدم في مجتمع حضاري متقدم مثل المجتمع الغربي الذي يتخلص أفراده من مسؤولياتهم تجاه مسنيهم ، وبالتالي يتحولون إلى عبئ ثقيل وأشخاص مهملين ، معطلين ، وقد عُزلوا بدل أن يكونوا فاعلين في إنحدار مفاجئ لحياتهم . مامفهوم الأسرة والأبناء إذا كنا سنصل إلى هذا المستوى غير الإنساني ، وكون ليسنج عاشت في مجتمعات أخرى فقد أغاظها هذا الإنحدار في المجتمع الغربي (بريطانيا) لذلك أدخلت عين الآخر ، المراقبة ، المنتقدة من خلال مالك البقالة الهندي الذي كانت تتسوق لديه ، لترينا ذلك الإستنكار الصارخ في نظرته وتعبيرات وجهه وأحياناً كلماته والذي يقرأ على أنه انتقاد حضاري ثقافي من خلفيات شرقية يُنظر لها على أنها متأخرة عن ركب التطور .
تصادف أن بدأت قراءة مذكرات جارة طيبة عقب مرورى بحالة فقد، توفيت جدتى رحمها الله وهى الحالة الأقرب فى محيطى الشخصى القريب، الأمر الّذى جعل تفاعلى الشعورى مع مضمونها أكبر ربما مما حدث مع أعمال أخرى..
جين سومرز، جانا، المرأة الأربعينية الجميلة الذكية، مساعدة رئيس التحرير فى مجلة نسائيّة ذائعة الصيت، تكتشف عقب وفاة زوجها ثم أمها بسبب السرطان أنّها خذلت كليهما فى مرضه الأخير، تحاول التغلب على شعورها بتأنيب الضمير باختراق الحواجز العالية الّتى بنتها حول عالمها وتقديم المساعدة لـ مودى فاولر العجوز التسعينيّة ضيقة الخلق، مريضة السرطان، وتقذف بها هذه الخطوة من عالمها المحدود للعالم الأكبر المحيط بهاوالّذى تعمدت طيلة حياتها أن تتجاهله وكأنّه غير موجود "لم أكن أراهم . هذا لأننى كنت أشعر بالخوف أن أصير مثلهم" كما تقول جانا متحدثة عن العجائز (أمثال مودى فاولر) الّذين تصادفهم ولا تراهم فى الطريق..
تستغل الراحلة العظيمة دوريس ليسنج رحلة بطلتها جانا فى تقديم بانورامات (لو كانت بانورامات جمع بانوراما) متداخلة، تغزل بينهم بعفوية أستاذية وخبرة حياتية عريضة.. هناك عالم انثوى مكتمل خالص الأنوثة، لا مكان فيه للذكورة إلا لتلبية الاحتياج الجنسى لجانا بعد رحيل زوجها فريدى (وهو ما يتلاشى مع خروجها من دائراتها الذاتية الأنانية الضيقة، وخروجها للعالم الرحب المحيط).. تفاصيل فائقة الدقة والذكاء والعذوبة، نماذج نسوية مكتملة البناء، تختلف وتتداخل وتتكامل فى آن واحد لترسم صورة دقيقة للمرأة الغربية خلال سنوات الستينات والسبعينات بعد ما نالت ما نالت من مكاسب متعلقة بحريتها واستقلالها عن التبعية للرجل، والتى رغم ذلك لازالت تدور فى فلكه، عاجزة عن فك الاشتباك او التبعية بمعنى أصح..
إن المقارنة بين جويس وفيليس تطرح هذه الرؤية بصورة واضحة صريحة، جويس الاربعينية رئيسة التحرير الناجحة، التى لا يمنعها نجاحها من رعاية اسرتها، وفيليس سكرتيرة التحرير الشابة الجميلة.. تقول جويس لفيليس (فيليس، لدى وظيفة ممتازة بمرتب مجز، لدى زوج وطفلان، وأدير أمور منزلى وأسرتى، ألا تقولين أننى امراة متحررة رغم ذلك؟ أليس هذا بكاف) فتبتسم فيليس ابتسامة المراة التى تعرف اكثر ووافقت (خطوة فى الطريق الصحيح).. جويس وفيليس ترى كل واحدة منهما أنها حصلت على حريتها سواء بالنجاح فى العمل والبيت كما ترى جويس أو الانفصال التام عن الرجال خوفا من سيطرتهم كما ترى فيليس.. ولكن كل هذا البناء من الثقة الذى تستند اليه المرأتان يذهب أدراج الريح عند التعرض لاختبار حقيقى.. جويس تنهار عندما يخيرها زوجها بين ترك عملها والانتقال معه للولايات المتحدة، أو احتفاظها بعملها وبقاءها بلندن وحيدة وخسارتها لأسرتها بسفر الزوج منفردا بصحبة عشيقته.. تضحى جويس بمكتسباتها كامرأة متحررة ناجحة فى حياتها العملية وتعود طائعة للتبعية الذكورية لأنها (لا استطيع مواجهة امر كونى وحيدة، هذا كل ما فى الامر) كما تقول لجانا.. وكذا تفعل فيليس التى لا تجد غضاضة فى الزواج من رئيس التحرير الجديد مضحية بمفهومها العتيد لتحرر المراة..
عوالم الأنشطة المجتمعية الخاصة بالمسنين وبأدق التفاصيل، كواليس حياة المرأة اللندنية فى بداية ثمانينات القرن الماضى، بما يلتصق بها من تأثيرات سياسية واجتماعية واقتصادية مرتبطة بهذا العقد، ثم الحياة القاسية للمسنين فى شهورهم/أسابيعهم/أيامهم الأخيرة، والّتى نقلتها الكاتبة بقدر هائل من الحساسيّة وبخاصة الأسابيع الأخيرة فى حياة مودى فاولر والّتى قضتها متألمة تحت وطأة مخالب السرطان، ورعبها من الموت وإحساسها بأنّه -الموت- ظلمُ واقع عليها، ومشاعر المحيطين بها وعلى الأخص جانا التى تحبها وتنتظر بل وتتمنى موتها، ومن مر بتجربة شبيهة (الوقوف بجانب مسن مريض يحتضر) يفهم جيداً ألا تناقض هاهنا..
امر غريب لم يحدث لى من قبل وهو اعادة قراءة رواية بمجرد الانتهاء منها، ولكنه حدث مع هذا الكتاب بمنتهى السلاسة، وافادتنى القراءة الثانية بشكل عظيم جدا فى التقاط تفاصيل كثيرة تساقطت منى اثناء القراءة الاولى..
ترجمة رانية خلاف، رغم الجهد المبذول بها إلا أنها عانت من مشاكل فى الصياغة والإعداد اللغوى ربما أكثر من أى ترجمة أخرى قرأتها فى سلسلة الجوائز.
Un libro davvero molto bello, in cui due mondi totalmente diversi si scontrano e si incontrano. Janna è una bella giornalista, con un ottimo lavoro è vicedirettrice di una rivista femminile, è elegante spende molti dei soldi che guadagna in vestiti su misura, trucchi, profumi ed è ammirata e invidiata per il suo stile. Ma è anche una persona fredda ed egoista, nulla la tocca nemmeno le malattie dei suoi cari. Maudie è una vecchia signora novantenne, piccola, "un micchietto d'ossa" come la definisce Janna, povera, ma soprattutto sola. La vita è stata dura con lei, non le ha risparmiato niente. Da un incontro casuale nasce questa improbabile amicizia, un bellissimo legame che cambierà entrambe. Ognuna dovrà fare i conti con sé stessa e con il proprio mondo, la bella ed elegante con la sporca e povera, ma da quelle chiacchiere quotidiane, di cui entrambe non riusciranno più a farne a meno, permetteranno a Janna di scoprire situazioni e sentimenti da lei ignorati fino a quel momento che la cambieranno e alla solitaria e scorbutica Maudie, abituata a fare da sola nella vita e non chiedere aiuto a nessuno, sentirà un bisogno viscerale di quel contatto e di quell'amore che da tempo non sapeva più cos'erano. L'autrice è stata bravissima a calarsi in entrambe le parti: la sensazione di sentirsi in trappola, il bisogno di scappare dalla sporcizia, dalla malattia, ma di contro anche la paura di non riuscire a fare abbastanza; la vergogna, l'umiliazione di far entrare estranei nella propria misera e sporca intimità, ma anche la rabbia che sostiene questi vecchi, che non accettano il loro stato, e considerano la morte come l'ennesima privazione, l'ennesima ingiustizia.
Il diario di Jane Somers è un romanzo che ti resta appiccicato, ti strizza l'occhio e ti dà delle risposte. La protagonista, che si fa chiamare Janna, è una donna di mezza età, di successo, consapevole del proprio fascino; ha condotto per quasi cinquant'anni una vita leggera, superficiale, fatta di apparenze e godimenti come i vestiti fatti a mano e i lunghi bagni rilassanti della sera. Il suo atteggiamento viene descritto a meraviglia in queste poche righe: "[...] No, no, non voglio, non posso, non voglio nemmeno sapere che esistono, queste cose". "Queste cose" sono la malattia, il fallimento, la rassegnazione, la delusione, la malvagità, il dolore, la morte. Per anni le ha tenute lontane da sé, poi, all'improvviso, il giro di boa e la presa di coscienza della realtà. Succede per caso: in farmacia Janna incontra una signora anziana, Maudie, la aiuta ad acquistare dell'analgesico e la segue fino a casa. Da questo momento le loro vite, ma in particolar modo quella di Janna, non saranno più le stesse. Questo romanzo di Doris Lessing è brutale, schietto, rivelatore: si parla della morte, dei sentimenti contrastanti che animano il cuore della protagonista e dell'infinita e irrazionale gamma delle reazioni che vengono assunte di fronte al dolore, dal fastidio al ribrezzo, dall'ansia alla gentilezza, dalla bontà al diniego. L'autrice non lascia nulla di implicito, sviscera il significato delle azioni e delle parole, restituisce alla malattia e alla morte il giusto peso, le riporta al livello di fenomeni naturali, semplici, accettabili fino in fondo. Il diario di Jane Somers è anche la storia di un'amicizia particolare, ed è anche un esercizio di immedesimazione - attraverso la scrittura - nella quotidianità di altre persone: dall'infermiera del turno di notte alla vicina di casa, dalla sorella acida alla collega di lavoro, nel tentativo di capire ed accettare i comportamenti altrui. Janna osserva, ascolta, assimila, scopre, cresce ed impara, come l'eroina di un romanzo di formazione, anche se, data l'età, si presume sia già nel pieno della sua maturità fisica e mentale. Ciò che ammiro immensamente di Doris Lessing è la capacità straordinaria di rovesciare i dogmi e le certezze, il suo saper mettere in discussione il buon senso e il desiderio di trattare argomenti scottanti, scomodi, fastidiosi secondo il giudizio del pubblico. La stessa Janna, alter ego della Lessing, ben presto accetterà senza fiatare le accuse di "comportamento nevrotico" per la sua abnegazione nei confronti delle anziane di cui si occupa nel tempo libero. Ma un fondo di rabbia persisterà anche nel meraviglioso finale.
la giornalista egoista e glam che a momenti fa il bagno nel latte d'asina e la vecchia che puzza, se la fa addosso, rompe i coglioni, è piena di fisime e nun vole schiatta'. poteva venirne fuori una di quelle cose che già dopo venti pagine ti viene il diabete e invece doris/jane/jenna non ci risparmia niente, nemmeno i pensieri che ti fanno vergognare di te stessa prima ancora di averli formulati. scomodo e brutale, ma dannatamente vero.
هذه اول قراءة لي مع اديبة نوبل دوريس ليسنج، في البداية تشعر وانها ثرثرة نسائية محببة لجين سومورز السيدة الانيقة الموظفة الكبيرة في مجال الصحافة النسائية وتعرفها بالصدفة على جارتها المسنة مودي، لكن الرواية تدخلك في عالم النساء في منتصف العمر والنساء كبار السن بطريقة ساحرة ورقيقة وبعيدة عن البكائيات، نساء وحيدات عشن لاكثر من ثمانين عاما وطباعهم المختلفة، حكاياتهم ما يبهجهم وما يحزنهم، دوريس استطاعت ان تغور داخل نفوسهم، ذكرتني الرواية كثيرا بجدتي، والتي حال البطلة مع امها يشبه حالي مع جدتي من حيث انني لم افهم وقت ان كانت حية نعمة وجودها، علمت ذلك بعدها وندمت اشد الندم انني لم اراها كثيرا واحادثها وابهجها، تسلط الكاتبة الضوء على نساء اخريات من يمتهنون اعمال تتعلق بكبار السن، مديرة الشئون الاجتماعية فيرا، والمساعدات للنساء من اجل المشتريات والتنظيف، واخيرا الممرضات. احب جدا ان تكون الرواية لها طابع نسائي لكنها تجعلك تتاكد انك جزء من عالمهم وهم جزء من عالمك، طبعا الرواية رفضت لانها كتبت باسم مستعار وهو جين سومورز، والتي ارادت الكاتبة ان تسلط الضوء على معاناة الكتاب الجدد وكيف ان النشر هو مجرد لعبة ارباح بالنسبة لدور النشر بعيد عن الثقل الادبي والفكري للكتابة .
Janna è una donna di 49 anni. Janna è colta. Janna è bella, affascinante e dotata di classe e stile. Janna è direttrice di una rivista giornalistica. Conduce una vita appagante e densa di gratificazioni lavorative.
Janna non ha tempo, Janna non ha attenzione che per sé stessa. Janna non pensa ad altro che alla soddisfazione dei propri obiettivi. Figlia - bambina, moglie-bambina, pare incapace di affrontare morte e malattia. Come se la vita fosse tenuta a preservare chi come lei per 'queste scocciature' non ha tempo...
Fino a quando un incontro con Maudie, una anziana signora che vive in condizioni di abbandono e incuria, agiscono su Janna e la sua coscienza come una scarica elettrica su un nervo scoperto...
Il senso di colpa per non essere stata presente, per essersi sottratta nell'accudimento delle persone care, si palesa e come sorta di espiazione Janna decide di prendersi cura di Maudie. Ma il passo che Janna fa è di ben altra natura, le persone son persone a qualunque età ed in quanto tali vanno rispettate e considerate come persone non 'scocciature', non è l'età o la malattia che fa perdere all'uomo dignità, desiderio di tenerezza, necessità di essere ascoltato e accolto...Lei non si occupa di Maudie per dovere, Maudie le piace proprio come essere umano, le piace la sua rabbia, le piace il suo piglio, le piace il suo orgoglio...
E se il fisico muta in funzione del tempo, l'essenza, la parte interiore, ciò che caratterizza l'individuo e che costituisce la sua sostanza rimane pressoché immutato... Esiste pertanto un momento in cui siamo pronti ad affrontare la malattia o la morte?
"Se mi confronto con Maudie, capisco che a volte è impossibile mettersi nei panni di un altro. Anche se so che quello che sto facendo è di confrontare il mio stato mentale, quello di una donna di cinquant'anni ancora lontana dalla morte, con quello di una donna di oltre novant'anni molto vicina alla morte. La struttura mentale cambia, con l'avvicinarsi della morte? perché naturalmente c'è un'assoluta barriera, un muro, tra la mia mente e la consapevolezza che devo morire."
E perché mai un novantenne dovrebbe trovare naturale il pensiero della morte se non lo ha trovato naturale in precedenza?
"E' vero che sto pensando, perché mai deve andare fino in fondo, sopportare il lungo, sordido deterioramento fino alla morte? Se potesse morire tranquillamente nel sonno! Ma che diritto ho io di pensare queste cose, di desiderarle, se non le pensa, non le desidera lei?"
Una sorpresa, bellissima. Non avevo letto niente di Doris Lessing, uno di quei nomi che si vedono sempre in libreria, ma io non avrei saputo citare nemmeno un suo libro. Ho cominciato Il diario un po' per caso, un po' perché lo aveva consigliato Tegamini sul suo canale Instagram, un po' perché sono abbonata a Storytel e c'era. Sono stata catturata immediatamente dalla bellissima interpretazione di Mariella Valentini, e poi dalla storia. Jane, detta Janna, è una donna matura, bellissima, curatissima, che ha dedicato tutta la sua vita alla carriera e a sé stessa. Ha vissuto insieme e ha perso alcune persone molto vicine a lei, ma questo non l'ha scalfita, quasi fosse impermeabile alle relazioni e alle emozioni. Con Maudie Fawler però è diverso, e non si capisce perché. Nemmeno lei lo capisce. Fatto sta che inizia a frequentare questa vecchietta ultranovantenne arzilla e poverissima, lamentosa e irresistibile, dalla storia appassionante e dolorosa. E si ritrova a fare con lei tutto quello che non ha fatto con sua madre e con suo marito. Si affeziona. Le vuole bene. Le diventa amica. Questa è la storia di un'amicizia speciale, di due persone che si scelgono dopo essersi riconosciute, in qualche modo. Un racconto bellissimo per la storia ma anche per il modo delicato con cui è stato scritto. Di fatto, è un diario: è Janna che racconta, si stupisce, si emoziona. E noi con lei.
أووووووه .. الرواية دى ممكن أعتبرها تانى رواية عملت أثر عميق أوى كده فى فنسي و أظن إنها هتفضل فى بالى و استشهاداتى .. سرد الرواية دافى وسلس وحنون .. كأنى كنت بتفرج على فيلم بمزيكا خلفية هادية و راييقة كده :)) يعيب السرد فى رأيى بس انه مفيش تقسيم فصول أوى فلو عاوزة أقف اثناء القراءة الموضوع بيبقى صعب شوية فى الاستكمال انا خلصت الرواية من هنا و دعيت إنى مبقاش عجوزة فى يوم م الأيام .. الرواية دى فى آخرها أثارت فىّ كم من الأفكار و المشاعر و الخوف .. نتحدّث عن العَجز .. الوحدة .. الملل .. الندم .. الوجود .. المعنى .. الموت .. الوَهَن .. الحياة .. مُمتنة للرواية للحالة اللى عيشتنى فيها و الاندماج فيها بشدة :)
لا أدري أهي الترجمة الردئية لنسخة الرواية الصادرة عن الهيئة المصرية العامة للكتب، أم هي توقعاتي التي نصبتها عالياً بعدما قرأت المقدمة الشيقة التي وضّحت فيها ( دوريس لسينج) أنها قد فكرت بإرسال الرواية للناشر تحت اسم مُستعار كي تنال الرواية نقدها بشكل مُنصف بعيداً عن تأثر النُقاد باسم المؤلف، وحتى تُبين كم التحديات التي تواجه الكُتاب الجُدد في بداية مسيرتهم الأدبية، أو لأن اسم الكاتبة مُقترن بحقوق المرأة والدفاع عنها وتقديم مشاعرها وحوافزها بطريقة فنية. الرواية فكرتها تتلخص في سطرين والباقي شعرت أنها تفاصيل لا طائل منها ولا تحمل أي نوع من أنواع السرد الشائق.
رواية كثيفة جدًا جدًا مليئة بالتفاصيل والمشاعر عامرة بالثرثرة.. ثرثرة البطلة الداخلية ومع الآخرين كنت أنزعج أثناء القراءة من بعض هذه التفاصيل غير أنها كانت تبدو لي في الأخير حقيقية جدًا ولا يمكنني تجاوزها انتقلت الفوضى من رأس المؤلفة إلى رأسي وسأحتاج وقتًا لا بأس به لنفض تلك التفاصيل عنى
Novela difícil por la temática que trata, que es bastante triste: la soledad, y más en concreto, el aislamiento social que sufre la tercera edad. Y lo hace a través de dos personajes.
Por un lado tenemos a una mujer madura con éxito profesional y economía acomodada, pero a su vez con una vida emocional pelín vacía. No parece tener grandes amistades, salvo su compañera de trabajo. Cuando va a visitar a su hermana no encuentra más que rechazo, ella misma, que no tiene hijos, rechaza a su hermana y sobrinos. Le reconcome la culpa por no haber estado más presente en la enfermedad de su marido y de su madre. Esta culpa va a hacer que de buenas a primeras decida ayudar a una mujer mayor, no especialmente simpática, a la que ve un día algo demacrada. A partir de este encuentro, Janna visitará y ayudará constantemente a la anciana Maudie, que vive en unas condiciones paupérrimas.
Las descripciones que hace la autora de la casa en que vive Maudie, de su propia higiene y su degradación física, son muy detalladas y crudas. Los olores, la mugre... casi lo puedes oler. Se trata de un relato profundamente humano. Aquí no hay grandes heroínas, escenas súper impactantes, ni personajes carismáticos. Son personas como tú y como yo, con sus claroscuros.
Tiene alguna parte un poco tediosa, algunos personajes no demasiado interesantes, pero lo compensa la relación entre Janna y Maudie, muy emocional.
Un libro difficile da collocare e da giudicare. Ha delle incredibili riflessioni sulla vecchiaia, sulla cura delle persone anziane, sulla morte, sulla solitudine. Non offre risposte, ma ulteriori dubbi. Mi è piaciuto
Il diario di Jane Somers è un romanzo che non ha paura di mostrarsi per quello che è: una, a tratti angosciante, ricerca del sé in mezzo a una società dove lo stereotipo impera. Stereotipo di cosa? Di tutto. Dal modo di vestirsi al lavoro, al modo di lavorare stesso, dall’essere ricchi e quindi rispettabili, all’essere poveri e vecchi e quindi da abbandonare o quanto meno da allontanare dalla vita e dalla vista di chi viene “pompato” come vincente.
A un certo punto però, come si dice, tutti i nodi vengono al pettine. Come è successo a Jane Somers. Una donna sulla cinquantina dall’aspetto impeccabile, che ha passato tutte le domeniche sera della sua via a laccarsi le unghie, stirare fino all’ultima piccola piega dei vestiti che avrebbe indossato durante la settimana, a controllare che tutto fosse perfetto per affrontare il lavoro al giornale di moda dove è vicedirettrice. Tutto il resto rimane ai margini. Non si cura del marito mentre sta morendo, cerca di non pensarci, cerca di fare finta che sia tutto normale, non si cura nemmeno della madre, che pure vive con lei gli ultimi due anni della sua vita, cerca di stare fuori il più possibile e di rincasare quando la madre dorme.
“Ora so che non mi ero mai posta la domanda di come fossi in realtà, che avevo solo preso in considerazione il pensiero degli altri”, scrive la Lessing. Jane Somers si accorge a quel punto di non aver veramente sofferto per la morte del marito, né per quella della madre. La svolta verso la “responsabilità” avviene quando incontra Maudie Fowler, una novantenne indigente del suo quartiere, abbandonata a se stessa. Il primo contatto capita per caso, in farmacia e poi quasi senza accorgersene inizia un’amicizia tra le due donne. Maudie ha bisogno di aiuto, ma è troppo orgogliosa per accettarlo dall’assistenza sociale, con Jane è diverso perché lei è diventata sua amica. Attraverso questa frequentazione si produce uno scavo all’interno della vita delle due donne che porta Jane verso la presa di coscienza di sé e dello scambio relazionale adulto. Fino a quel momento infatti si rende conto di essere stata una moglie-bambina e una figlia assente.
Jane è una donna sentimentalmente autosufficiente, abituata a non dipendere dagli altri e a non avere alcuno che dipenda da lei. E’ decisa a tenere lontano le esperienze dolorose perché la sua immaturità spirituale non le permette di confrontarsi con il dolore, la malattia, la vecchiaia. “No, no, non voglio, non posso, non voglio nemmeno sapere che esistono queste cose.” Dopo una prima repulsione di Jane, tra lei e Maudie s’instaura un’amicizia che la risucchierà nella vita della novantenne e sarà costretta a guardare in faccia tutto quello che aveva sempre rifuggito: l’incuria, l’abbandono, la malattia, la morte.
Per Maudie l’amicizia con Jane sarà la possibilità di riscoprire il piacere di volere bene a qualcuno dal quale ci si sente ricambiati. Maudie aveva avuto ben poco dagli altri, o meglio gli altri le avevano sottratto tanto, a cominciare dal figlio che il marito le rapì e che non vedrà per anni, all’eredità del padre rubata dalla sorella. Ma nonostante questo Maudie è una vecchietta ostinatamente forte e questa forza le viene dalla rabbia e dall’attaccamento alla vita.
Una delle domande irrisolte del romanzo sta proprio in questo particolare: cosa accade in noi, al di là del deterioramento fisico, come e quando la nostra volontà valica il confine tra la vita e la morte. Possiamo decidere? Jane non ha una risposta e questo le causerà molta rabbia, la stessa che c’era in Maudie.
Il diario di Jane Somers è un’avventura dello spirito: da bambino ad adulto. Non facile, ma consigliato!
La vita di Doris Lessing è stata essa stessa un romanzo: nata in Persia, di cittadinanza Zimbabwese ma di origini inglesi (il padre era un ufficiale e la madre aveva il sogno vittoriano di coltivare le terre selvagge), autodidatta a partire dai quindici anni, si è sposata due volte ed ha vinto il Nobel nel 2007. Cose che la maggior parte di noi non vede nemmeno da lontano col binocolo.
Doris Lessing ha la capacità di scandagliare la psicologia umana e di parlare di donne come pochi autori al mondo. Questo è il primo romanzo di Lessing che leggo e mi ha molto colpito. Siamo in una Londra che va dagli Anni '50 alla fine dei '70 e troviamo Jane Janna Somers quale vice direttrice prime, e direttrice poi, di una famosissima rivista di moda: Lilith. La vita di Janna scorre tra l'ufficio, i party, i ricevimenti che offre a casa sua assieme al marito, i bei vestiti, i lunghi bagni, le fiere... Ma un giorno si imbatte casualmente in una donna molto anziana, Maudie Fowlers, che cambierà drasticamente la sua vita e la visione del mondo.
Nel suo diario Janna annota meticolosamente non solo gli avvenimenti quotidiani, ma scava nel profondo della psicologia dei suoi personaggi comprimari, quei vecchi che tendiamo a rendere invisibili perché non più integrati nella nostra società efficiente. Una scavo introspettivo ed estremamente analitico quello di Janna che analizza fin nei minimi dettagli i rapporti con i suoi cari, dalla madre al marito, alla sorella, ai nipoti e soprattutto a Maudie Fowler.
Un libro splendido, il diario che vorrei sapere scrivere io.
En bok om en gammal människa, en ensam människa på slutet av sitt liv, med allt det konkreta, förfärliga i att kroppen ger efter, och en bitterhet, som att bitterheten är det som hållt henne levande. Jag har mött människor som Maudie då jag jobbade i hemtjänsten, och känner igen mycket - både i sympatin för människan och viljan att se hela henne, inte bara den "spillra" som är kvar, som inte längre märker hur illa hon luktar, hur dåligt städat det är hemma, under vilka usla förhållanden hon lever. Lyssnat på berättelser om när de var unga och levande, både det fina och det jobbiga. Tagit om hand, duschat, bytt lakan, blöjor, stinkande kläder. Det är ytterst påtagligt, åldrandet, kroppen. Lessing beskriver det genom en relativt "ytlig" tidskriftsredaktör för ett "glossy magazine" för kvinnor (dvs som i att hon ägnar en stor del av sin tid på sitt utseende, sina kläder, sitt arbete) som en dag "börjar se" äldre människors genom att av en impuls hjälpa Maudie. Det förändrar hennes liv, helt enkelt. En kritik mot hur samhället behandlar äldre, arbetarklass, hur välfärdssystemet inte räcker till, egentligen en slags uppmaning att också hjälpa till, ffa att inte vara en dålig släkting till någon som behöver hjälp och medmänsklighet. Läsningen i sig lite trög. Dagboksformat, som väl typ funkade men ändå känns konstruerat. I all sin påtaglighet och mycket konkreta beskrivning av hur jobbigt och hemskt det är, finner jag mig ändå sakna hemtjänstjobbet, och tänka att jag skulle kunna tänka mig att jobba med det igen, för det humana i det, och för livsberättelserna, detta att se andra, lyssna till dem.
Och ja, intressant att hon skrev den under pseudonym, och hur den blev mottagen etc, att ingen förstod att det var hon.
Läsprojekt: #boktipsutmaningen (dagbok) och #1001 books you must read before you die
È stato uno dei libri più difficili che io abbia affrontato in tempi recenti. Allo stesso tempo, una volta arrivata alla fine mi sono resa conto che è probabilmente uno dei romanzi migliori che io abbia letto sulla vecchiaia e sulla solitudine declinate al femminile - pur non essendo per niente un libro di letteratura femminile. Da un lato c’è Janna, rimasta vedova, senza figli, donna in carriera che ha un ruolo rilevante in una rivista di moda e che grazie alla sua attività è decisamente benestante. Dall’altro lato c’è Maudie, vecchia, sola, senza famiglia (o meglio: quella parte di parenti che le resta non si interessa a lei) e decisamente povera. Si incontrano e iniziano a sviluppare una relazione, che è in qualche modo di dipendenza e scambio reciproco - e anche se non viene mai detto: un gran modo per scappare alla solitudine. Ma se per una buona metà del racconto la storia viene portata avanti sulle spalle delle due protagoniste, da un certo punto in poi il campo narrativo si allarga e inizia ad abbracciare tutta una serie di donne, ognuna chiusa in un differente tipo di vita (e molte in un differente tipo di solitudine) e tutte alle prese con l’inesorabile passare del tempo. L’abilità maggiore della Lessing è quella di non cadere mai nel sentimentalismo - che sarebbe facilissimo con un tema così - e di limitarsi a riportare tutto con estrema veridicità, quasi in modo documentaristico: non distoglie mai lo sguardo per pudore (sì, i vecchi si sporcano, e a volte puzzano, e a volte sono cattivi, e a volte lo sono i giovani, e a volte non hanno voglia di ascoltarli e li dimenticano perché è stancante, eccetera eccetera), si limita a dire le cose come stanno, non le tace. Non c’è delicatezza, ma nemmeno ipocrisia, o falsa empatia, o ricerca della lacrima nel lettore. Alla fine ne esce un romanzo grandioso per la potenza e per la capacità di raccontare un certo tipo di umanità inquadrandola per intero, senza fare sconti o concessioni.
"كنت أتعلم بشكل بطيء حقيقة الاستمتاع الكامل من العجائز, اللاتي يجلسن على مقعد خشبي ويراقبن الناس وهم يمرون, يراقبن ورقة الشجر وهي تتأرجح على حافة."
دوريس في روايتها هذه كانت حساسة ومؤثرة في بعض الأحيان، ثم فجأة قاسية ولا ترحم في استكشافها للدوافع الداخلية للروح البشرية. رواية وحشية وصريحة وكاشفة: تتحدث عن مرحلة الشيخوخة وما يمر بالشخص من حالات نفسية فيها وطريقة نظر المجتمع والشخص لها, الموت، والمدى اللامتناهي وغير العقلاني للردود التي يتم أخذها أمام الألم، من الإزعاج إلى الإشمئزاز، من القلق إلى اللطف، من اللطف إلى الإنكار.
تركز القصة قبل كل شيء على العلاقة بين شخصيتين في طرفين نقيضين من المقياس الاجتماعي: جانا، امرأة أنيقة وناجحة على صعيد العمل وكاتبة, باردة العاطفة وتظهر في مظهر لطيف مثالي وقاس تجاه أقربائها كتعاملها كطفلة في إهمالها وعدم تقبل ومساندة زوجها ثم أمها وجدتها في أيام مرضهم واحتضارهم. ومودي المرأة العجوز الوحيدة وصعبة المراس, المريضة وحالتها المزرية.
العديد من شخصيات الرواية بالإضافة لقرّاء هذه الرواية كانوا يترجمون علاقة جانا بالعجوز مودي على أنها تكفير عن إهمالها لزوجها وأمها سابقا, أو لإراحة ضميرها, لكن هذا لم يخطر لي طوال الرواية ولم أعتقد إلا أن علاقتها كانت صادقة مليئة بالعاطفة والنقاء, وأنها أحبتها بصدق, وإلا لكانت صادقت أي واحدة أخرى ولم تصادق هذه العجوز القاسية والصعبة في نظر الجميع.
بقيت مستاءة من ردة فعل الجميع وتأويلهم لصداقتهم, ولكني أعتقد أن الجميع يفعل ذلك طوال الوقت, (تأويل النوايا) لهذا أعتقد أنني سأبدأ في تدريب نفسي على تحمل هذا النوع من الأمور.
**على الهامش: الرواية رغم جمالها الكبير إلا أن الترجمة كانت سيئة جدا وكانت تقطع عني المتعة في كثير من المقاطع