Conosci la scena: sei tornata dal lavoro, hai fatto la spesa, stai preparando la cena e nel frattempo pensi a quando pagare l’affitto / chiamare l’idraulico / prendere la pillola / finire quella mail di lavoro / controllare che i tuoi figli abbiano fatto i compiti / caricare la lavatrice. Tutto questo mentre il tuo compagno ti chiede se per caso sai dove sono finite le sue scarpe. Storie esilaranti e tremendamente serie. Un fumetto femminista che ogni donna (e ogni uomo) dovrebbe leggere.
Hai mai pensato a quante volte il tuo partner ti ha risposto «bastava chiedere», come se tu fossi l’addetta all’organizzazione della casa? Hai mai riflettuto sul delicato equilibrio che cerchi di mantenere rispondendo a un commento inopportuno per evitare di essere definita ‘isterica’? Ti è mai venuto in mente che non va bene sentirti costantemente responsabile del benessere emotivo o sessuale del tuo partner? Hai mai riflettuto su quanto sia ingiusto che il tuo congedo di maternità sia chiamato da qualche collega ‘una vacanza’? Se non ci hai mai pensato, scoprirai queste porzioni della tua stessa vita nelle pagine di Emma. E se ancora non sei femminista, scoprirai di esserlo.
Dessinatrice de trucs moches mais qui veulent dire des choses. Féministe inclusive, antiraciste, anticapitaliste.
Emma is a computer technician who lives in Paris but who says she learns "all over the place." She podcasts programs for the radio station France Culture, and her comics run in The Guardian.
Emma's strips have a history of going viral. "You Should've Asked" was viewed on mommy blogs around the world, and an article about her in thew French magazine L'Express drew 1.8 million viewers -- a record since the site was created.
A former member of the collective Stop harcèlement de rue (Stop Street Harassment), she is confident that her feminist beliefs have now made it onto the "information superhighway" for good.
Mi ero ripromessa di leggere una storia al giorno, in modo da introiettarle per bene (anche perché ultimamente sto davvero leggendo un libro dietro l'altro e non vorrei far confusione) e invece, come quando mi trovo davanti a Netflix, I JUST CAN'T GET ENOUGH. Continuavo a girare le pagine dicendo "dai solo questa", e così facendo, ho finito il fumetto. E' un libro divertente ma serio e credo che in tante si ritroveranno rappresentate, soprattutto chi è nato negli Anni 70 come me ed ha avuto genitori "vecchio stampo". Nella mia famiglia i ruoli di genere erano davvero MOLTO marcati e così è stato tramandato a noi figli. Quando ho cercato di affrancarmi da alcuni stereotipi, ho sempre dovuto affrontare litigi e discussioni senza fine. Le 10 storie rappresentate, pongono l'accento ognuna su un tema specifico: il carico mentale, il lavoro produttivo/riproduttivo, la percezione della donna, gli stereotipi, ma soprattutto i giochi di equilibrismo che le donne devono tenere per difendersi senza risultare isteriche. Tutte le storie mi hanno colpito e mi ci sono molto ritrovata. Vedere disegnati alcuni episodi che mi sono successi e che reputavo "normali" (perché è sempre stato così, perché i bambini/uomini fanno così, perché un po' te lo devi aspettare se ti comporti in un certo modo, perché "ma sì dai era solo un complimento/una battuta") quando in realtà mi mettevano a disagio, è stato illuminante e triste allo stesso tempo. Un libro che davvero tutti uomini e donne dovrebbero leggere. Io sicuramente ne regalerò qualche copia.
Una graphic novel che in 10 episodi fotografa la condizione femminile oggi nell'Europa occidentale; una lettura per tutte e tutti, un punto di partenza per approfondire temi quali il carico mentale e il lavoro emotivo. I miei problemi e le fatiche quotidiane, tutti quelli che non vorrei per le mie figlie.
Fondamentale, chiaro, divulgativo. L'ideale per un primo approccio al femminismo. Da regalare a chiunque: sorelle, madri, amiche ed anche a tutti gli uomini che conosciamo (come sostiene anche Michela Murgia nella prefazione).
"il concetto di carico mentale, quel processo per cui si chiede alle donne di complicarsi la vita per semplificare quella di chi amano. Il sottinteso ricattatorio, che resta ai miei occhi la forma peggiore di manipolazione emotiva mai inventata, è che, se si rifiutano di assumere questo ruolo, allora non è vero amore. O non è vera donna." (dalla introduzione di M.Murgia)
Il carico mentale in effetti è stressante, e per chi ha famiglia e lavora, è veramente un'attività invisibile ma che si svolge a tempo pieno. Una pesantezza velenosa che si insinua nel quotidiano e pian piano lo corrompe.
I giorni si susseguono con l'ansia di non riuscire a tenere tutto sotto controllo: le attività lavorative nelle quali si cerca di non fare pesare gli obblighi familiari, la gestione familiare nella quale si cerca di non penalizzare nulla, dalle faccende domestiche, alla spesa, alla scuola dei figli e la loro educazione; e sia mai che le insegnanti ti chiamino durante il lavoro per informarti che hanno bisogno di un colloquio, che hanno notato che il pargolo non si applica abbastanza e non segue le regole, e in questo colloquio si insinua dentro di te il dubbio della colpa. Oddio dovrò rinunciare a qualche ora del mio lavoro e dedicarmi di più a mio figlio affinché queste lamentele non si verifichino, e poi la catechesi, il calcio, il nuoto e il basket, con l'impegno orario e gli spostamenti e il carico di lavatrici che ne conseguono... È inevitabile: se voglio mantenermi il diritto ad una vita professionale dovrò ripiegare sul part-time con un triste duplice risultato: che da una parte sei una sulla quale non si può investire - sai con il part-time - e dall'altra sei considerata a disposizione completa e senza interessi personali o aspirazioni - che fortuna tu che fai part-time -.
Eh sì una bella lettura, che dimostra come anche con la leggerezza del fumetto si possano affrontare temi sociali radicati e sui quali vale la pena di riflettere.
Una graphic novel sul femminismo perfetta per chi si approccia al tema. Ovviamente non parliamo di un saggio super argomentato, ma gli spunti di riflessione ci sono e sono anche spiegati bene. La giusta dose di ironia, che non scade però nel banale, per parlare di un tema di cui non si dirà mai troppo. Da leggere e anche da far leggere. Un plus l'introduzione di Murgia, bellissima.
Ah ma bastava chiedere! Che stupida che sono stata in tutti questi anni... 🤦🏻♀️🙄 Questo è un saggio sul femminismo coadiuvato dal fumetto che aiuta a contestualizzare meglio le idee espresse dall'autrice. Un libro dalla copertina rosa che, finché non lo sfoglia, non ti rendi conto della bomba sensazionale che hai fra le mani. Questo è un libro da tenere sul comodino sempre, da consultare ogni volta che un uomo ci dice "che nervosa che sei! Hai il ciclo?" oppure "guidi bene per essere una donna!". E gli esempi potrebbero essere migliaia, perché sono molte le frasi che ci vengono rivolte, le porte in faccia che riceviamo, il senso di colpa che ci viene inculcato, perché siamo donne. Il concetto che pervade questo testo è quello del carico mentale, cioè nel dover sempre pensare a cosa c'è da fare.
"Il carico mentre mentale ricade quasi esclusivamente sulle donne. È un lavoro continuo, sfiancante. Ed è un lavoro invisibile."
Questo libro impone al lettore, anzi alla lettrice, di interrogarsi sulla banalità della frasi che si sente dire, che spesso appaiono irrilevanti, ma che sempre, sempre, sempre, dimostrano una visione della realtà distorta. E questi problemi vengono esposti con una semplicità disarmante, ed è proprio per questo motivo che questo libro è ancora più interessante, soprattutto quando chi legge si rende conto di aver ricevuto almeno una volta nella vita e almeno una di quelle frasi o atteggiamenti, spalleggiato dalla società patriarcale in cui viviamo. Il libro è diviso in 10 capitoli che rappresentano gli argomenti che ci vengono proposti quotidianamente in quanto donne. Da (come dice il titolo) "Bastava chiedere! Lo avrei fatto!" a "È nervosa per il lavoro! Scusala!", da "Mi ha lasciata! Ora dovrò trovare qualcun'altra" a "Alla tua età non sei ancora mamma?". E gli esempi potrebbero andare avanti fino a notte fonda. Io ve lo consiglio, lo consiglio a tutti, alle donne, alle quali si aprirà la mente sulle frasi che si sentono dire quotidianamente, e agli uomini per capire come ci si sente quando ci dicono delle frasi apparentemente innocue.
Un fumetto femminista delizioso. Da leggere assolutamente. Per riflettere e notare, anche con umorismo, certi atteggiamenti maschilisti e violenti che noi donne subiamo, ormai quasi senza accorgercene, con atavica assuefazione.
Un libro che mi ha conquistata subito e che sicuramente condividerò il più possibile.
Unico neo: il finale monco, a mio avviso. Come se il libro fosse stato bruscamente interrotto. Non so. Per questa cosa tiro via una stellina! 😕
Pochissimi sono disposti ad ammettere che anche a parità di salario quello tra i sessi rimarrebbe un dislivello, perché allo stato attuale della consapevolezza sociale tutte le migliori energie degli uomini sono dedicate al loro lavoro e alle loro passioni, mentre quelle delle donne devono continuamente defluire verso l'organizzazione dell'accudimento degli affetti.
Dieci storie per spiegare il mondo femminile e come sia possibile approcciare i diversi aspetti che lo caratterizzano in maniera nuova e diversa. Perché ogni rivoluzione parte da un nuovo punto di vista. E in più la prefazione di Michela Murgia è assolutamente da leggere: precisa, chiara e, come sempre, illuminante.
Ho sentito parlare per la prima volta di questo fumetto attraverso la pagina Facebook "Decameron - una storia ci salverà" dove potete trovare un intervento molto interessante tra Murgia e Tagliaferri a proposito del carico mentale. Che dire, vi consiglio di comprarlo, leggerlo e indignarvi.
3 e mezzo. Pensavo avrei incontrato una lettura più esile. Invece il tema è corposo e non è trattato in modo superficiale, prova a sondare risvolti sociali e psicologici. Certo non scende troppo in dettaglio, ha l’obiettivo di dare una panoramica varia e intrigante e quindi sfiora tanti temi senza dissezionare approfonditamente, eppure è ragionato e stimolante. Il tratto è proprio scarno e poco attraente, ma in definitiva il contenuto è ben presente e interessante. Può essere una snella introduzione all’argomento per chi è a digiuno.
Ho trovato il fumetto ben fatto e utile per realizzare qualcosa in più su sé stessi e la società che prima ignoravamo. Ottimo per un primo approccio al femminismo. Il metodo a fumetto fa si che risulti una lettura rapida e rende più fruibile un argomento complesso. Lo consiglierei un po' a tutti.
Ero molto curiosa di leggere questo libro, ne avevo sentito parlare tanto da donne che seguo sui social e di cui mi fido molto e ne avevo visto diversi estratti. Devo dire che nel suo essere scritto a fumetti, se si può usare questa accezione, rappresenta perfettamente alcune situazione tipiche che tutte abbiamo affrontato nella nostra vita o che sono capitate a tutte quelle che conosciamo. Io non ho figli quindi buona parte del libro sono cose che non mi sono capitate ma conosco persone a cui invece è successo, come a me personalmente sono capitate altre cose presenti nel libro. E se fino a ieri, era la nostra "normalità" di donne, accettata non proprio di buon grado, questa nostra consapevolezza di quello che siamo e di quello che permettiamo con il nostro atteggiamento, è continua fonte di crescita e miglioramento. Quindi anche se può sembrare un libro superficiale, invece racconta la quotidianità di noi donne, partendo tra 10 situazioni comuni e approfondendo ogni singola situazione, lanciando anche delle proposte molto semplici su quello che bisognerebbe fare. Sono dei punti di partenza per una riflessione più ampia, basati su quella che è l'effettiva esperienza di ogni giorno di tutte noi.
Una graphic novel sul femminismo che tratta dei concetti insiti nella nostra società, di cui non siamo consapevoli finché non ne sentiamo parlare. L’ho trovata super interessante proprio per i concetti che l’autrice affronta. Mi ha permesso di divenire consapevole di alcune cosa a cui prima non pensavo con criticità, ma con normalità. Lei invece mi ha fatto capire che dobbiamo informarci, dobbiamo leggere, dobbiamo fare quello che ci è possibile per poter diventare sempre più consapevoli riguardo alla nostra posizione sociale. Assolutamente da leggere!
È difficile leggere questo libro e non pensare a ogni pagina, a ogni vignetta “giusto, ma come si potrebbe fare altrimenti?” Una serie di luoghi comuni che fanno parte della vita quotidiana di qualsiasi donna, lavoratrice e mamma, con cui abbiamo tristemente imparato a convivere. Ma non dovrebbe essere così, dovremmo insegnare ai nostri figli il rispetto, la condivisione e il sostegno che tutti si meritano a partire dall’ambito domestico. Fantastico è super consigliato.
Lettura necessaria per un primo approccio al femminismo: Emma spiega in modo chiaro e divulgativo alcune delle pratiche normalizzate dalla società patriarcale, quali la cultura dello stupro, il male gaze, o ancora il carico mentale ed emozionale subito dalle donne quotidianamente.
Quando uscì, questa graphic novel ha avuto il suo momento di celebrità anche sui media tradizionali. In effetti lo merita: presenta i problemi e le cattive abitudini inflitte ed autoinflitte alle donne, per lo meno a quelle occidentali. Più che un nuovo punto di vista si tratta di una presentazione, il riassunto di 10 situazioni tipo in cui possiamo ritrovarci, e di qualche consiglio per sopravvivere. Divertente e informativo senza essere pretenzioso.
È stata una lettura molto piacevole. La scrittrice è riuscita a discutere di argomenti importanti in maniera sciolta e simpatica tramite delle vignette davvero molto carine. Un libro che reputo fondamentale per adolescenti e adulti. ✨
Sviscera tanti (forse troppi) argomenti e apre un po' la visione e la prospettiva. Non esaustivo ma comunque rende bene l'idea; usa un tono ironico il giusto e serio quanto basta.
"Il maschilismo qui è un'apparenza. [...] Se la donna si ferma, non funziona più niente."
Basta solo la prefazione di Michela Murgia per capire che, malgrado i disegni carini e colorati, qui non si scherza. Murgia descrive in maniera dolorosamente puntuale la sensazione che si ha in molte famiglie italiane, cioè l'orgoglio femminile di essere a capo dell'organizzazione di ogni aspetto della famiglia, e che ci riesce così bene da diventare un marchio di fabbrica. Quanti di noi avranno sentito dire la famosa frase "l'uomo è il capo, ma la donna è il collo che decide dove farlo girare", magari ricamata e incorniciata nei soggiorni? Quante di noi hanno portato a termine compiti, esasperate e lusingate, perché tanto "a te riesce meglio, fallo tu"?
Nel corso dei capitoli illustrati da EMMA, ciascuno dei quali presenta un tema diverso del grande dibattito del femminismo, una cosa è certa: la sensazione che le donne siano naturalmente portate a prendersi cura della casa e della famiglia è un mito falso e soffocante, che può essere smantellato (con difficoltà) solo se siamo tutti d'accordo che la società dove viviamo adesso non funziona.
Ho apprezzato molto questo libro perché descrive scene di vita quotidiana che sono (purtroppo) alla base del sistema. È la mia prima graphic novel e ho apprezzato il genere perché permette di esprimere in modo semplice concetti a volte anche spinosi, come il consenso e la cultura dello stupro. Proprio grazie alla semplicità di linguaggio e alla comunicazione dei concetti e dialoghi sotto forma di fumetti è un libro adatto a tutte le età, anzi, dovrebbe essere letto soprattutto dalle bambine (e dai bambini).
Avevo questo volume in wishlist dalla sua uscita quindi l’ho recuperato subito quando è stato pubblicato con La Repubblica durante la settimana della festa della donna. La prima cosa che mi sento di dire su questo volume è che credo sia uno di quei fumetti che andrebbe letto più volte nella vita. Le situazioni esposte all’interno del volume sono diverse: riguardano il lavoro, la convivenza, il maternità, il sesso,.. Io ho iniziato a lavorare da poco, ancora non è passato neanche un anno, ma posso dire con certezza che questi mesi mi hanno permesso di leggere i capitoli dedicati al lavoro con una consapevolezza e prospettiva che non avrei avuto un anno fa, quando ancora non avevo provato con mano questo ambiente. Questo vuol direi che i capitoli sulla convivenza e sulla maternità sono troppo distanti da me per essere compresi? Avrei dovuto aspettare di vivere anche queste esperienze per leggere e comprendere davvero il volume? Assolutamente no, in primo luogo perché non tutti nella loro vita vivranno tutte le esperienze sopra elencate, e in secondo luogo perché leggere trasmette informazioni e lo scambio di informazioni prima avviene più facilmente viene interiorizzato e potrà portare poi ad effettivi cambiamenti nella società. Comunque la diversa profondità ed interesse con cui ho letto i capitoli dedicati al lavoro mi hanno portata a pensare che rileggere questo volume quando andrò a convincere o quando avrò un figlio potrebbe permettermi di apprezzarlo e comprenderlo ad un livello diverso. ~~~ Questo fumetto è stato scritto da una blogger francese circa nel 2016 e quindi riporta molto dati francesi. Per fortuna l’editore italiano ha riportato a margine anche i dati italiani, così da permetterci di comprendere anche la situazione dell’Italia e confrontarla con quella degli altri paesi. Non ho comunque sentito molta distanza con l’autrice. ~~~ Consiglio davvero a tutti la lettura di questo fumetto, ho visto che moltissime edicole nella mia zona hanno ancora qualche copia esposta anche dopo un mese quindi non esitate a chiedere! Spero inoltre che anche molti maschi lo leggeranno, anche se credo che il pubblico si questo volume sia, purtroppo, prevalentemente femminile.